Circa dieci chilometri di strada da adeguare, un nuovo viadotto lungo 120 metri e l’allargamento di tre ponti esistenti. Sono gli interventi principali descritti nello studio ambientale del progetto di fattibilità tecnico-economica per il completamento e la messa in sicurezza della SP 263, ex SS 105, collegamento tra Castrovillari, lo svincolo A2 di Frascineto e Cassano all’Ionio.
L’elaborato, datato luglio 2026, illustra una soluzione che utilizza prevalentemente la strada attuale, introducendo rettifiche e tratti in variante. Accanto alle opere, individua le verifiche necessarie per gli attraversamenti idraulici, la stabilità dei versanti e le interferenze con le aree tutelate del Pollino. Il documento descrive il progetto e le valutazioni ambientali: non costituisce un’autorizzazione all’avvio dei lavori.
Curve, carreggiate ridotte e pendenze: le criticità della strada
Secondo la relazione, la viabilità esistente presenta tortuosità, sezioni stradali ridotte e pendenze longitudinali eccessive, elementi che penalizzano sicurezza e fluidità della circolazione.
L’obiettivo progettuale è rendere più omogeneo il collegamento, adeguandolo alle caratteristiche di una strada extraurbana di categoria F1. Il percorso interessa anche il territorio di Civita e punta a rafforzare le connessioni tra il Pollino, la Sibaritide e l’autostrada A2.
Lo sviluppo indicato dalle progressive progettuali è di circa 10,14 chilometri, suddivisi in tre tratti con interventi differenti.
Nel tratto AB, il progetto modifica una precedente impostazione: viene eliminata la variante che comprendeva un viadotto originariamente previsto e viene adottato un percorso prevalentemente rettilineo, raccordato alla viabilità esistente.
Nei rilevati più alti sono previste opere in terra armata, per contenere le scarpate e limitare l’occupazione delle superfici.
Il tratto BC segue soprattutto la SP 263 attuale. Qui gli interventi riguardano l’ampliamento della sezione stradale e la correzione dei punti più critici, senza nuove strutture, fatta eccezione per la manutenzione e l’adeguamento dei manufatti esistenti eventualmente interessati.
Il tratto CD, il più lungo, comprende invece sia opere sulla strada attuale sia nuovi segmenti in variante. In questo settore è previsto, dove possibile, il riutilizzo del tracciato ferroviario dismesso.
Un viadotto di 120 metri e tre ponti da allargare
Nel tratto CD si concentra il principale manufatto di attraversamento. Lo studio descrive un viadotto con impalcato misto in acciaio e calcestruzzo, lungo 120 metri tra gli appoggi sulle due spalle.
Sono inoltre previsti interventi su tre ponti esistenti in muratura. L’allargamento sarà realizzato mediante una soletta collegata alle strutture attuali, larga complessivamente 9,50 metri: 8 metri di pavimentazione stradale e 1,50 metri di cordoli esterni destinati alle barriere di sicurezza.
L’eliminazione del viadotto previsto nella precedente soluzione del tratto AB, dunque, non riguarda il nuovo manufatto descritto per il tratto CD.
Le verifiche su acque e stabilità dei versanti
Lo studio individua interferenze discontinue con aree a diversa pericolosità idraulica, per uno sviluppo complessivo di circa 2,33 chilometri. Di questi, circa 690 metri ricadono nella classe P3, quella di maggiore sensibilità tra le tre considerate nel documento.
Le verifiche riguardano soprattutto attraversamenti, impluvi e settori depressi. Il progetto dovrà evitare restringimenti del deflusso, ostruzioni e trasferimenti del rischio verso edifici, terreni agricoli o altre strade.
Sul fronte dei versanti, la relazione segnala circa 56 metri in un’area a pericolosità da frana P3 nel territorio di Cassano e circa 87 metri in un’area a rischio R3 a Frascineto. Le due classificazioni descrivono aspetti differenti e non sono sovrapponibili.
Il documento non rileva interferenze dirette dell’asse con aree a pericolosità da frana P4 o a rischio R4, ma richiama la necessità di approfondire gli effetti di scavi, rilevati e modifiche del drenaggio sui settori più delicati.
Il rapporto con il Parco del Pollino e la zona di protezione speciale
Una porzione della strada ricade nel Parco nazionale del Pollino, nel comune di Civita, in un ambito classificato dal Piano del Parco come sottozona D3, caratterizzato da una prevalente destinazione agricola.
Distinta è la situazione della Zona di protezione speciale “Pollino e Orsomarso”: il tracciato non la attraversa direttamente, ma raggiunge una distanza minima indicativa di circa dieci metri dal suo perimetro. La Zona speciale di conservazione “Gole del Raganello” si trova invece a una distanza minima di circa 1,7 chilometri.
La relazione precisa che l’assenza di attraversamento diretto non basta a escludere possibili effetti indiretti. Rumore, polveri, illuminazione, lavorazioni e modifiche del drenaggio dovranno essere valutati rispetto agli habitat e alle specie delle aree connesse.
Terreni agricoli, cantieri e monitoraggio
Il progetto utilizza soprattutto il corridoio stradale esistente, ma non esclude nuove occupazioni di suolo, in particolare nel tratto CD, dove varianti, scarpate e opere strutturali possono interessare terreni agricoli e accessi ai fondi.
Tra le misure indicate figurano il ripristino degli accessi, la gestione delle acque di cantiere, il contenimento delle polveri, la tutela della vegetazione e la programmazione delle attività più rumorose in relazione ai periodi sensibili per la fauna.
È previsto un monitoraggio prima, durante e dopo i lavori, con controlli su rumore, acque, versanti, vegetazione, fauna e traffico. Lo studio mantiene distinti gli approfondimenti ambientali, paesaggistici, idraulici, geotecnici e archeologici, senza anticipare l’esito delle valutazioni delle autorità competenti.
Nell’elaborato esaminato non sono indicati il costo complessivo dell’intervento né un calendario di apertura e conclusione dei cantieri.
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