#Finsubito news dalla rete – Caserta, De Cristofaro era innocente. Ma hanno spazzato via la sua carriera politica e la serenità della famiglia


Era un uomo innocente l’ex sindaco di Aversa, Enrico De Cristofaro. Lo è sempre stato, come hanno sancito i giudici nel processo di appello a distanza, però, di nove anni dall’avvio dell’inchiesta sugli appalti regionali concessi, secondo la Dda di Napoli, a ditte vicine al potente clan dei Casalesi. Era innocente De Cristofaro, e anche se all’ex primo cittadino del Comune casertano non è mai stata contestata l’aggravante mafiosa, l’inchiesta ha avuto il potere di spazzare via la sua carriera politica e la serenità sua e della famiglia.

La vicenda

È il 15 marzo del 2017 quando la Guardia di Finanza, nell’ambito dell’inchiesta “The Queen”, esegue 69 ordinanze di custodia cautelare: 30 indagati finiscono in carcere, 36 ai domiciliari. Fra le persone coinvolte ci sono sindaci ed ex sindaci, assessori, funzionari pubblici e imprenditori. Ma anche professori universitari, commercialisti, architetti, ingegneri e presidenti di ordini professionali, accusati, a vario titolo, di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, irregolarità negli appalti pubblici. In arresto, fra gli altri, finisce Pasquale Sommese, all’epoca consigliere regionale della Campania ed ex assessore regionale, ritenuto colui che garantiva i finanziamenti regionali in cambio di denaro o sostegno elettorale. Ma dietro le sbarre viene spedito anche il sindaco di Aversa. Ci resta 17 giorni. De Cristofaro, accusato di corruzione e turbativa d’asta, ma senza l’aggravante mafiosa, non è coinvolto nella sua qualità di sindaco, ma di ex presidente dell’Ordine degli Architetti di Caserta.

L’indagine

Nel mirino degli inquirenti finiscono 18 appalti concessi tra il 2013 e il 2016 da vari Comuni del Casertano. Appalti che, secondo gli inquirenti, confluivano quasi sempre a poche imprese, alcune delle quali collegate al clan Zagaria della cosca dei Casalesi. L’indagine ruota attorno alla figura del principale indagato, l’ingegnere Guglielmo La Regina (da qui il nome dell’inchiesta). Per la Dda, De Cristofaro, nella sua qualità di presidente dell’Ordine degli Architetti di Caserta, avrebbe indicato, in relazione all’appalto indetto dall’Adisu per la ristrutturazione della Casa dello Studente di Aversa, i componenti della commissione di gara, tra cui il collega Nicola D’Ovidio, sindaco di Riardo, in modo da far aggiudicare i lavori a un imprenditore ritenuto vicino ai Casalesi. De Cristofaro, accusato anche di aver chiesto allo stesso imprenditore di dare un incarico a un impiantista, ha sempre negato che ci sia stata corruzione e spiegato che l’indicazione del collega rientrava nella normale prassi seguita dall’Ordine degli Architetti.

L’Appello

L’1 aprile del 2017, dopo 17 giorni di carcere e la sospensione dalla carica di sindaco, il Tribunale del Riesame ordina la sua scarcerazione. Ma il 7 gennaio del 2019 il Gup del Tribunale di Napoli rinvia a giudizio 43 imputati, fra cui lo stesso De Cristofaro, Sommese e La Regina. Un mese dopo il Consiglio comunale di Aversa sfiducia il suo primo cittadino. “È stata tradita la città”, afferma l’ormai ex sindaco. Il 22 novembre del 2023 il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere emette una sentenza che, pur ridimensionando di molto l’impianto accusatorio, per via dell’assoluzione di 31 imputati a fronte di 8 condanne, conferma la colpevolezza dei principali imputati, fra cui De Cristofaro (4 anni di reclusione), Sommese (7 anni) e La Regina (7 anni solo per associazione a delinquere). Pochi giorni fa, la svolta: La Corte d’Appello di Napoli, infatti, spazza via le poche condanne con una sfilza di assoluzioni e non luogo a procedere per i dieci imputati ancora alla sbarra. La condanna di La Regina viene annullata, il reato per l’ex consigliere regionale Sommese dichiarato estinto e De Cristofaro assolto con formula piena.

“C’è il rammarico perché l’assoluzione è arrivata a distanza di dieci anni, tempi più brevi avrebbero evitato sofferenze”, ha dichiarato l’ex sindaco a un notiziario locale. Commosso, suo figlio ha scritto su Facebook: “Qualche tempo fa avrei detto ‘vorrei vedere le facce di chi aveva già giudicato, di chi ballava sui tavoli, di chi non aveva esitato a prendere le distanze’. Oggi no. Oggi mi interessa soltanto la felicità della mia famiglia e di chi ci vuole bene davvero. Grazie a Dio, ho un padre che è un vero supereroe”.

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