#Finsubito news dalla rete – “Vogliamo essere hub europeo, ma senza interventi sul costo dell’energia la corda si spezza”


Da sinistra: Matteo Zanetti, Gianluigi Viscardi, Antonio Terzi, Giovanni Zambonelli, Roberto Vavassori, Guido Guidesi e Sergio Cavalieri

La prima delle notizie positive è che Bergamo ha consolidato, una volta di più, il proprio ruolo di assoluto riferimento nel campo della meccatronica e la manifattura avanzata. Lo ha fatto col riconoscimento ufficiale di Regione Lombardia del progetto B.R.I.D.g.E (Boosting Research & Innovation for the Development of a Mechatronic Ecosystem), diventato la prima Zona di Innovazione e Sviluppo (ZIS) lombarda, che ha spalancato le porte della seconda fase del percorso regionale che lo accompagnerà fino alla piena realizzazione, prevista per il primo trimestre del prossimo anno. 

La seconda è che, ottenuto il risultato, in pieno spirito bergamasco ci si è ben presto lasciati alle spalle complimenti e strette di mano per rimettersi a testa china sull’obiettivo primario, quello di costruire un unico soggetto che metta a terra tutte le potenzialità di una filiera ampia e articolata, che coinvolga tutta l’intera catena del valore e ne esalti competenze tecnologiche, scientifiche, infrastrutture di ricerca e capacità innovative, superando le logiche campanilistiche e presentandosi invece come realtà coesa che solo come tale può essere in grado di competere su mercati sempre più complessi, strutturati e agitati da equilibri geopolitici instabili.

In campo c’è veramente il meglio che il nostro territorio può esprimere: il Consorzio Intellimech a tirare le fila, Confindustria Bergamo, Camera di Commercio, Università, Imprese & Territorio, Kilometro Rosso e tanti altri soggetti dell’ecosistema territoriale e regionale della ricerca, della formazione dell’innovazione che hanno deciso di fare rete e costruire una progettualità comune attorno a una delle sue eccellenze più riconosciute. Una filiera che comprende 12.183 imprese di fornitori, 382 imprese di produttori di macchine, impianti e beni strumentali, 2.099 imprese che si occupano di manutenzione e riparazione di macchinari, di commercio all’ingrosso e di installazione.

“Per tutti noi è una grande soddisfazione, anche per la valutazione di 97 punti su 100 che è stata raggiunta dal nostro progetto – ha sottolineato con orgoglio il presidente di Confindustria Bergamo, Matteo Zanetti – Significa che abbiamo lavorato bene e adesso speriamo che si continuino a unire le forze verso obiettivi comuni che hanno l’ambizione e il dovere di portare il nostro sistema economico-industriale verso nuovi traguardi. Il mondo fuori va a una velocità spaventosa, a volte si può fare anche un passo indietro a livello individuale per fare invece due in avanti come collettività”.

Felice di come la proposta di una ZIS focalizzata sulla meccatronica abbia stimolato nel profondo il tessuto bergamasco, l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Guido Guidesi ha tracciato i confini dell’iniziativa, tra potenzialità e possibili limiti: “Per noi la ZIS è una strategia a medio e lungo termine, abbiamo sempre parlato di un orizzonte 2030-2050. Le Zis sono il tentativo di stabilizzare settori strategici del nostro manifatturiero e proiettarli nel futuro spingendo su innovazione e cambiamento dal punto di vista gestionale di sistema: creando nuove opportunità per le nuove generazioni, dal punto di vista occupazionale, ma anche spazi di ingegno per la creatività, generando valore aggiunto. Come prima regione manifatturiera d’Europa dobbiamo avere questa ambizione, la ZIS deve essere un acceleratore per il raggiungimento degli obiettivi. Bergamo ha una forte vocazione nella meccatronica e oggi ha l’opportunità di trasformarla in un vero ecosistema dell’innovazione, capace di attrarre investimenti, anche da parte delle banche, competenze e nuove opportunità di crescita: Regione Lombardia sarà sempre al fianco dei territori in questo percorso. Ci sono molte cose che non dipendono da noi, come il costo dell’energia, le regolamentazioni europee, gli scenari geopolitici: ma ciò che invece possiamo fare direttamente lo dobbiamo fare in modo determinato”.

Una frecciata nemmeno troppo velata alla Commissione Europea: “Se non si sistema il costo dell’energia la corda si spezza – ha tuonato Guidesi – Negli ultimi anni le nostre aziende hanno fatto di tutto per crescere in produttività e volumi d’affare, ma i margini invece di crescere sono diminuiti in tutti i settori. La Commissione ha sul tavolo le proposte della Lombardia da 4 anni, l’intervento sull’energia è prioritario ed emergenziale. Come Regione abbiamo contribuito, e continueremo a farlo, all’efficientamento energetico del nostro patrimonio, ma sono interventi con una messa a terra troppo lunga rispetto al mantenimento della competitività delle nostre imprese. E a livello nazionale serve maggiore trasparenza su questo costo, dobbiamo sapere come avviene il calcolo perché consentirebbe una maggiore concorrenza e una minore speculazione”.

Un’analisi che ha trovato perfetta sponda anche nel presidente Zanetti, che da capitano d’industria ha piena coscienza di cosa significhi fare i conti con rincari che non sempre possono essere trasferiti all’anello successivo della catena: “Tutto ciò pregiudica fortemente la capacità degli investimenti industriali, contando che abbiamo anche già subito un rialzo del costo del denaro e le previsioni per il futuro in questo senso non sono rosee. I dati del primo semestre sono ancora discreti, le vere conseguenze si manifesteranno a pieno in questa seconda parte dell’anno. C’è grande preoccupazione e sottoscrivo l’appello alle banche, sia per l’entità dei fidi che nei tempi di risposta nelle domande di credito”.

La ZIS darà ovviamente più forza alla voce di Bergamo anche in questi contesti, oltre ad aumentare esponenzialmente le probabilità di successo in bandi nazionali o continentali, fondamentali per intercettare risorse di cui difficilmente la singola azienda potrebbe beneficiare.

Oltre al coordinamento sistemico e al farsi portavoce con la Regione delle attuali difficoltà sul piano normativo, la Zona di Innovazione e Sviluppo mira infine all’ampliamento del riconoscimento del comparto meccatronico, che con la forza della rete può aspirare a diventare un hub di respiro europeo.







COME SI SVILUPPA IL PROGETTO

Il progetto B.R.I.D.g.E. individua tre grandi direttrici sulle quali concentrare lo sviluppo tecnologico: Human-System Interaction, Sustainable Systems e Industrial Data Space.

La prima riguarda lo sviluppo di sistemi meccatronici intelligenti in grado di interagire in maniera sempre più sicura e adattiva con persone, macchine e ambienti produttivi, comprendendo ambiti emergenti come la Physical AI e la robotica avanzata. La seconda punta allo sviluppo di sistemi produttivi più efficienti, resilienti e sostenibili, in grado di coniugare competitività e utilizzo intelligente delle risorse. La terza è dedicata alla valorizzazione dei dati industriali, con soluzioni che consentano alle imprese di utilizzarli e condividerli in modo sicuro per generare nuovo valore nei processi produttivi.

Il manifatturiero avanzato sarà il primo terreno di applicazione, secondo un modello di ‘laboratorio diffuso’ della meccatronica che punta a mettere a disposizione delle imprese competenze, tecnologie, servizi e infrastrutture di sperimentazione.

Un ruolo centrale sarà svolto dai Living Lab previsti dal progetto: il potenziamento del JOiiNT LAB presso Kilometro Rosso, attraverso il progetto JOiiNT LAB 2.0 – La Fabbrica del Futuro; Lisa Tech, dedicato all’Additive Manufacturing; e il nuovo Smart Construction Site, che sarà realizzato al POINT di Dalmine e sarà dedicato alla digitalizzazione e all’innovazione nel settore delle costruzioni.

La ZIS opererà secondo un modello Hub & Spoke, con un presidio centrale presso il Kilometro Rosso Innovation District e una rete di competenze e soggetti distribuita sul territorio, con l’obiettivo di rendere accessibile l’ecosistema anche alle imprese che non dispongono internamente di strutture dedicate alla ricerca e sviluppo.

Gianluigi Viscardi, Presidente di Consorzio Intellimech: “B.R.I.D.g.E. nasce da una convinzione che, come Intellimech, portiamo avanti da tempo: l’innovazione accelera quando ricerca e industria lavorano insieme, condividendo competenze, infrastrutture e obiettivi. I Living Lab previsti dal progetto, come JOiiNT LAB 2.0 – La Fabbrica del Futuro e il nuovo Smart Construction Site al POINT di Dalmine, rappresentano concretamente questa visione: luoghi nei quali ricerca, sperimentazione e bisogni industriali possono incontrarsi e tradursi in nuove applicazioni. La ZIS ci permette di inserire queste esperienze in un ecosistema ancora più articolato, mettendo in connessione soggetti e competenze diverse e rendendo le tecnologie emergenti sempre più accessibili alle imprese. È questa la sfida che abbiamo davanti: fare del territorio un laboratorio diffuso dell’innovazione, capace non soltanto di sviluppare conoscenza, ma di trasformarla in valore concreto per il sistema produttivo, non solo per il territorio bergamasco”.

Giovanni Zambonelli, Presidente della Camera di Commercio di Bergamo: “La meccatronica rappresenta uno degli elementi distintivi del sistema produttivo bergamasco e, soprattutto, non va letta come un comparto circoscritto, ma come un ecosistema industriale molto ampio e trasversale. Considerando l’intera value chain, 12.183 imprese sono i fornitori -dalla materia prima fino a realtà specializzate in lavorazioni meccaniche, componentistica e sottosistemi- a cui si aggiungono ulteriori 382 imprese rappresentative dei produttori di macchine, impianti e beni strumentali. In aggiunta, 2099 imprese si occupano di manutenzione e riparazione di macchinari e di commercio all’ingrosso e installazione. Questi numeri evidenziano l’importanza della filiera all’interno dei diversi settori economici che caratterizzano la nostra economia. Il superamento della prima Fase del percorso ZIS ci stimola quindi a proseguire nel lavoro di squadra per mettere in rete in un ecosistema dell’innovazione imprese di dimensioni differenti, centri di ricerca e innovazione, università, sistema della formazione e istituzioni che hanno sviluppato nel tempo competenze riconosciute anche a livello internazionale”.

Sergio Cavalieri, Rettore dell’Università degli studi di Bergamo: “Ridurre la distanza tra ricerca e applicazione industriale significa creare condizioni concrete perché conoscenze, competenze e tecnologie possano tradursi più rapidamente in innovazione per le imprese. È questa una delle sfide principali della fase che ora si apre e nella quale l’Università degli studi di Bergamo è chiamata a fare la propria parte, attraverso le proprie competenze scientifiche e infrastrutture di ricerca. La ZIS può diventare un laboratorio diffuso capace di far incontrare il mondo della ricerca con le esigenze del sistema produttivo e di trasformare questa connessione in nuove opportunità di sviluppo, attrazione di talenti e investimenti per il territorio, rafforzando la capacità di Bergamo di confrontarsi con le sfide della manifattura del futuro”.

Antonio Terzi, Presidente di Imprese & Territorio: “È un ecosistema, inoltre, che non riguarda soltanto le grandi realtà industriali la meccatronica interessa un comparto manifatturiero nel quale operano molte imprese appartenenti alle diverse componenti del tessuto economico bergamasco. È quindi una specializzazione che attraversa buona parte del sistema produttivo e che può generare opportunità anche per le PMI”.

Roberto Vavassori, consigliere delegato Kilometro Rosso: “La Zis ha molti tratti in comune con il parco scientifico e tecnologico, come la condivisione delle strutture, il trasferimento di tecnologie, la creazione di reti, il coordinamento di strategie di attrazione. Siamo in un territorio con imprenditori capaci di visione. Un territorio che ha avuto coraggio, dove la Confindustria è uscita dal centro città per venire ad abitare dentro un centro di ricerca. C’è tanta responsabilità e ogni impresa deve assumersela: tocca a noi far funzionare questo sistema superando i localismi. Oggi fare rete è un imperativo: lo dobbiamo alle nostre imprese e al nostro territorio”.

Michele Schiavi, consigliere regionale bergamasco di FdI: “Con questo riconoscimento e con i finanziamenti che arriveranno da Regione Lombardia Bergamo potrà consolidare il suo ruolo di capitale della meccatronica non solo in Lombardia, ma in tutta Italia, investendo in progetti di robotica, automazione, gestione dei dati e interazione uomo sistema: tutti temi che sono pilastri dello sviluppo industriale dei prossimi decenni e su cui il sistema bergamasco, fondando 20 anni fa Intellimech, è all’avanguardia. Regione Lombardia non deve insegnare nulla agli imprenditori bergamaschi, ma il nostro obiettivo è quello di offrire strumenti che rendano più semplice ed economicamente sostenibile l’applicazione industriale delle innovazioni e dei frutti della ricerca”.


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