#Finsubito news dalla rete – «Sono false». Chi è l’ambasciatrice Usa in Grecia (ex di Trump Jr)


Alla fine la Casa Bianca ha ceduto. Dopo la bufera nata da una serie di articoli del Wall Street Journal e le accuse di corruzione, l’amministrazione Trump ha chiesto all’ambasciatrice americana in Grecia Kimberly Guilfoyle, ex compagna di Donald Trump Jr., di dimettersi. Secondo il quotidiano statunitense, imprenditori greci e americani avrebbero infatti finanziato viaggi di lusso per lei in cambio di favoritismi. L’indagine del Dipartimento di Stato si aggiunge a un precedente scandalo in cui la Guilfoyle era stata accusata di aver richiesto 100.000 dollari a un donatore repubblicano per coprire i suoi debiti con la carta di credito in cambio di favoritismi.

 

«Accuse false, mi difenderò»

Dopo la richiesta della Casa Bianca, Kimberly Guilfoyle si è dimessa, respingendo però le accuse di corruzione mosse nei suoi confronti. «Sono false e intendo difendermi», ha scritto su X . «Essere ambasciatrice è stato l’onore della mia vita. Sono grata a Trump e al segretario Marco Rubio per avermi concesso questo straordinario privilegio di rappresentare il Paese più grande nella storia del mondo», ha messo in evidenza. 

«Stava facendo un buon lavoro» in Grecia ma «non ci è piaciuto quello che abbiamo letto», ha detto Donald Trump. «Non ci ho parlato direttamente», ha messo in evidenza Trump, ribadendo che non gli è piaciuto quello che ha letto.

Chi è Kimberly Guilfoyle

Ex moglie di Gavin Newsom, l’allora sindaco di San Francisco, ora governatore della California, e possibile prossimo candidato dem alla Casa Bianca, ex fidanzata di Donald Trump jr e in una vita passata da procuratrice collega, e rivale, di Kamala Harris. Tutto questo è Kimberly Guilfoyle, l’ambasciatrice in Grecia a cui Donald Trump ha chiesto di dimettersi a causa dei, troppi, scandali che l’hanno travolta. «Stiamo valutando, non siamo contenti», aveva detto la notte scorsa il presidente ai giornalisti, usando parole molto più dure – e che quindi anticipavano l’annuncio della portavoce della Casa Bianca, Katie Zacharia, al suo primo giorno ufficiale di lavoro – rispetto alle prime reazioni della fine della scorsa settimana quando aveva detto di «non sapere molto della vicenda, lei è stata sempre molto carina».

Lo scandalo

Ad accendere i riflettori sull’attività della 57enne che Trump aveva nominato nel dicembre del 2024 alla guida della sede diplomatica di Atene, mesi dopo la rottura con Trump jr, è stato un articolo pubblicato alla fine di settembre dal Wall Street Journal in cui rivelavano i rapporti poco chiari tra l’ambasciatrice e imprenditori greci, in particolare una ditta di costruzioni e una società di lobbisti, che le avrebbero pagato viaggi di lusso. Secondo il Wall Street Journal, Guilfoyle avrebbe chiesto 100mila dollari in nero a un esponente Maga facendoli figurare come il saldo della sua carta di credito: in cambio lei avrebbe garantito un accesso a membri di spicco del governo Trump per risolvere problemi fiscali e giudiziari. I democratici Jeanne Shaheen e Gregory Meeks, che già avevano chiesto un’indagine sulla sua condotta per possibili conflitti d’interesse, sono tornati alla carica premendo per le dimissioni, mentre Rubio, lodando il lavoro di Guilfoyle in piedi accanto a lui sulla pista, ha inizialmente rifiutato di commentare: «Quel che si legge sui giornali non è Vangelo», ha detto chiudendo la visita durante la quale aveva chiesto all’Europa di «svegliarsi dal torpore» difendendo la civiltà occidentale «arrivata a un punto di svolta».

L’articolo del WSJ

L’esclusiva del Wall Street Journal ha fatto ombra alla retorica. Firmata da due premi Pulitzer, cita messaggi su Signal tra Guilfoyle ed Eric Deters, ex candidato Maga in Kentucky ed ex proprietario della catena regionale Snappy Tomato Pizza, in cui lei chiede un bonifico direttamente sulla carta di credito prima dell’appuntamento in Senato per la conferma della nomina. Deters sostiene ora di non aver pagato («ne andrebbe del mio matrimonio», aveva replicato a Guilfoyle) e che l’ambasciatrice non ha mai mantenuto le promesse di aiutarlo, mentre lei a sua volta contesta l’autenticità dei messaggi in cui, secondo gli screenshot pubblicati dal giornale, insiste per il pagamento sottobanco – «Honey, dear, ho bisogno che tu lo faccia oggi stesso» – chiedendo allo stesso tempo di non lasciare traccia dei contatti: «Vorrei che tu smettessi di scrivere tutte queste cose», aveva scritto: «È pericoloso, ne va della nomina. Meglio parlarci su Signal». 


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