#Finsubito news dalla rete – Nuovo polo della nautica per la darsena di Pagliari: un’idea riorganizzata, da 15 milioni e fuori dall’area Enel


Confartigianato e lo studio degli architetti Ruggia e Schiffini ripropongono il canale navigabile fino alla Metro: un’opera pensata per dare spazi ai cantieri e ridurre il rischio idraulico a Pagliari e Fossamastra. L’architetto Ruggia: “Cifre contenute per un’infrastruttura di questo tipo”. Il presidente Figoli: “Primo lotto facilmente realizzabile”.

Un nuovo tratto per la darsena, ridimensionato rispetto alle ambizioni originarie e presentato dai promotori come un’ipotesi attuabile, torna al centro del dibattito cittadino con una stima economica preliminare per le opere infrastrutturali pari a 15 milioni di euro. L’idea è tornata alla ribalta nei giorni scorsi con Confartigianato La Spezia durante “La casa in piazza”, dove l’architetto Cristiano Ruggia ha presentato la riedizione della proposta elaborata insieme al collega Andrea Schiffini, denominata “Il nuovo polo della nautica nell’area della darsena”. L’obiettivo dell’associazione di categoria, guidata dal presidente Paolo Figoli e dal direttore Giuseppe Menchelli, resta quello di creare nuovi spazi operativi per la nautica da diporto, garantendo al contempo una fondamentale opera di mitigazione del rischio idraulico per il levante cittadino.

Rispetto all’ipotesi formulata nel febbraio 2025, che prevedeva un grande intervento di riqualificazione su un’ampia porzione delle aree Enel, la nuova proposta per il nuovo polo della nautica nell’area della darsena viene avanzata come un primo lotto funzionale più contenuto. Il tracciato prevede lo scavo di un canale navigabile lungo circa 680 metri, largo 13 e profondo 4, che partendo dall’infrastruttura esistente a Pagliari si sviluppa verso l’interno fino a raggiungere la zona dell’ingrosso Metro. Lì nascerebbe un nuovo tratto per la darsena di 77 metri per 41, con uno specchio acqueo di circa 3.175 metri quadrati. Attorno a questo corridoio acqueo troverebbero spazio 10.000 metri quadrati di capannoni, altrettanti di piazzali operativi e circa 875 metri di nuova viabilità.

“Insieme abbiamo portato avanti questa idea che ha riscontrato un interesse notevole”, ha spiegato l’architetto Cristiano Ruggia, e come esempi ha citato “Sanlorenzo e la Navigazione Golfo dei Poeti. Sono realtà diverse che ribadiscono comunque la stessa esigenza: avere nuove aree di sviluppo raggiungibili via mare. Hanno spiegato che è fondamentale per l’imbarcazione subire meno traumi possibili negli spostamenti e gli armatori sono molto sensibili a questo aspetto. Ci sembrava uno sviluppo evidente: il Miglio Blu deve crescere e a tutti è chiaro che non ci sono più aree a disposizione”.

Inizialmente la proposta mirava a un recupero complessivo della centrale Enel. “In seguito questa idea del grande progetto, per una serie di motivi, non è andata avanti, nonostante Enel l’avesse apprezzata definendola uno dei progetti di rigenerazione urbana più interessanti”, ha ricordato Ruggia. “Tuttavia non ci arrendiamo, e ringrazio Confartigianato che prosegue al nostro fianco. Presentiamo quindi una versione ridotta che arriva fino alla Metro, proponendo un nuovo tratto per la darsena servito da un canale navigabile. Credo ci sia forte bisogno di coraggio e di idee chiare, dato che oggi sull’area Enel e sullo sviluppo della città scarseggiano proposte incisive. Ritengo che la strada migliore sia la trasformazione delle materie prime, ossia l’attività produttiva che vanta una storia straordinaria nella nostra città e che può rappresentare un grande impulso per i prossimi cinquant’anni o un secolo, come è stato per l’Arsenale”.

Sotto il profilo tecnico, secondo i progettisti la fattibilità del primo lotto per il nuovo polo della nautica nell’area della darsena appare agevolata dall’assenza di criticità sugli espropri. Le aree interessate sono infatti riconducibili a un numero ristretto di soggetti: Enel, Comune della Spezia, Autorità di Sistema Portuale e Marina Militare. Inoltre, secondo l’associazione, sotto il profilo urbanistico le zone risultano già inserite nei comparti produttivi e richiederebbero una variante coordinata per definire funzioni e viabilità. La fattibilità della navigazione lungo l’asta d’acqua è stata valutata con gli esperti della Navigazione Golfo dei Poeti, mentre il ricambio idrico sfrutterebbe le condotte di presa e rilascio dell’ex centrale.

Un cardine strategico dell’opera riguarda la sicurezza idrogeologica dei quartieri di Fossamastra e Pagliari. In base agli studi sviluppati dall’ingegner Riccardo Marangoni, la realizzazione del canale navigabile permetterebbe di intercettare le portate dei sottobacini del Canale Fossamastra, alleggerendo la pressione sull’alveo terminale e riducendo il rischio idraulico per l’abitato e le zone industriali di via Levanto.

“Spesso la prima obiezione riguarda i costi”, ha sottolineato Ruggia analizzando il quadro finanziario. “In questa fase li abbiamo stimati in circa 15 milioni di euro, una cifra contenuta per un’infrastruttura di questo tipo. Di fronte a una strada o a una galleria da realizzare nessuno solleva perplessità sulle risorse necessarie, mentre in questo caso è stato il primo ostacolo evidenziato. L’investimento di 15 milioni potrebbe essere sostenuto tramite un consorzio con la partecipazione della Regione, trattandosi di un’opera idrica a tutti gli effetti, affiancato da una partnership privata. Bisogna inoltre considerare che un nuovo tratto per la darsena genererebbe ulteriore sviluppo, consentendo la realizzazione di capannoni e piazzali per un investimento di altri 15 milioni di euro. Per la città si tratterebbe di un’idea capace di garantire prospettive di crescita per decenni”.

Proprio sul quadro economico, il presidente di Confartigianato la Spezia Paolo Figoli ha sottolineato che si tratta di “un’idea progettuale che abbiamo presentato alle istituzioni, ai sindacati e agli stakeholder in diversi incontri che ora riproponiamo con un primo lotto più facilmente realizzabile. Il progetto ha una doppia valenza per il territorio poiché sarebbe sia un volano dal punto di vista economico per la nautica e la meccanica ma anche una garanzia di riconversione di un’area di pregio attualmente sottoposta a vincoli idrogeologici importanti, in quanto fungerebbe da scolmatore delle acque del circondario nei periodi caratterizzati da forte pioggia”.


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