#Finsubito news dalla rete – Il Bandolo – Speciale – Economia e conti pubblici. Un raffronto Italia


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Buonasera, a chi ci ascolta qui, Radio Radicale, l’appuntamento con il bandolo, il bandolo della matassa, in collaborazione con il Centro Einaudi, con la Fondazione Marco Pannella, chi vi parla, Valeria Manieri ci sono, come sempre, con noi in collegamento, il direttore del Centro Einaudi, l’economista,
Giuseppe Russo, ben ritrovato un giorno tutti, venne ritrovato buonasera a Giorgio Arfaras, economista del Centro Einaudi, saggista, bentornato, grazie
Diversi ospiti questa sera per parlare di economia ed Economia italiana europea, grazie al professor Marco Leonardi.
Che ringraziamo che salutiamo grazie per essermi bandolo grazie a Cosimo Pacciani,
E che i direttori delle ricerche di Poste Italiane S.p.A. Bentornato.
E ben trovato bentornato al professor Paolo Manasse, dell’Università di Bologna, insomma, siamo più o meno tra amici ed economisti, dicevamo, torniamo a mettere al centro della nostra discussione lo stato di salute del dei conti pubblici italiani e le prospettive macroeconomiche quindi non solo italiane ma anche europee. Partendo dagli ultimi discussi i dati certificati dall’Istat sul fonte Eurostat, l’Istituto nazionale di statistica aveva confermato pochi giorni fa che Rappard il rapporto deficit Pil dell’Italia si è attestato al 3,1%, un decimale
Sopra, la soglia psicologica è normativa del 3 1 del 3% imposta dai parametri europei, un dato che di fatto congela la permanenza del nostro Paese all’interno della procedura di infrazione, come sapete, di cui si è parlato molto per disavanzo eccessivo. Escludendo l’ipotesi di un’uscita anticipata c’è stata insomma molta polemica. La discussione su questo è in realtà, poi le cose non è che cambiano molto
Però diciamo, è qualcosa che fa capire quanti margini di manovra ci saranno per il governo per la prossima legge di bilancio, mentre appunto si vanno ad esaurire i bonus edilizi e di di fatto anche i margini di flessibilità. La cornice italiana, insomma, non è buono, ma non è buono neanche quella europea ai il Pil. Insomma, il Pil europea e la produzione industriale europea non è, diciamo, in un periodo particolarmente fiorente e le difficoltà e anche le difficoltà macroeconomiche e geopolitiche aumentano. Paesi come la Germania sono in grande crisi. Per parlare di tutto questo do subito la parola. Giuseppe Russo, appunto, che gioca con noi in casa, per, diciamo agganciarci intanto agli ultimi dati italiani, ma anche per descrivere quella che è la cornice nella quale ci muoviamo
Sì, grazie.
Io la prima cosa che vorrei dire è che mi prendo la libertà di, diciamo staccarmi dalla dalla fotografia, dalla geografia dell’Italia e del sfruttamento dell’Europa, per dire una cosa, cioè sostanzialmente la crescita non c’è, cioè non c’è sul pianeta. Facciamo quattro calcoli. Questo perché, quando si parla di crescita del Pil europeo, dobbiamo considerare che l’Europa è così grande e che partecipa, diciamo, da d’attore primario in una economia globale. Dobbiamo tener conto di tutto e allora cosa facciamo? Prendiamo per esempio il dato della crescita del commercio internazionale, che sembrerebbero busta poi però dalla crescita in valore si toglie l’inflazione di quest’ultimo anno, poi dalla crescita in in
Valore reale, si toglie la quota di commercio internazionale aumentato per effetto dell’intelligenza artificiale, ciò che riguarda sia materie prime sia la produzione di Ciuto minorile Ciaculli. Queste genera anche alla fine il commercio servizi e sia che alla fine si arriva a uno striminzito più 2%, che è più o meno la crescita del PIL mondiale. Quindi la spinta della globalizzazione del commercio internazionale a far crescere il Pil non c’è più, ma a questo punto secondo argomento si prende la gran crescita americana, il GDP Now, e fa più 5 addirittura in questo trimestre, ma poi si va a vedere che cosa succede. Si scopre che il 70% degli investimenti è in realtà collegato a lei ai. Si va a vedere che la spinta dei consumi,
è data dalla contrazione della propensione al risparmio che è arrivata al 2% dei minimo, sostanzialmente su un arco di tempo di 50 anni, e si va a vedere che il deficit pubblico che è del 6% fornisce, diciamo, una parte significativa dei trasferimenti con cui gli americani
Fanno. La spesa
E anche qui, se si toglie il fenomeno della intelligenza artificiale, come nel commercio internazionale, gran crescita non c’è. Se si passa all’Europa, si ha a che cosa sia che l’ondata innovativa. Sostanzialmente ci tocca marginalmente. Costruiamo qualche data center, facciamo qualche applicazione, ma non c’è
La disciplina fiscale di bilancio. Invece in qualche modo c’è qualche paese, diciamo non la rispetta come la Germania, perché ah ah spazio fiscale dovuto all’austerità pregressa o meglio dovuto all’eccesso di esportazioni che faceva e che ha fatto sì che potesse
Mettere fieno in cascina in passato, cioè risparmiare
Spesa pubblica, in quanto vi era sufficiente spesa estera sul territorio tedesco.
Eh eh eh, sì a che in Paesi come per esempio l’Italia la, l’aumento dei prezzi ha ridotto il potere di acquisto delle famiglie, checché se ne dica, e quindi quello che succede è che complessivamente il mercato del degli acquisti si muove poco, si muove un po’. Il mercato immobiliare e mercato immobiliare, che però spesso si muove sostanzialmente sul costruito e non spinge necessariamente alle nuove costruzioni. Detto tutto, questo
è quello che si può dire è che fondamentalmente, la crescita reale non c’è, al netto della dell’entusiasmo per l’intelligenza artificiale che deve ancora trovare i suoi compratori futuri, e quindi siamo in un contesto in cui è difficile che un paese come l’Italia possa esprimere crescita se in Europa non lasciare la Terra di Mezzo oltre, diciamo da tessuto un po’in crisi, no, diciamo, non è ancora arrivato il futuro, ma già molto ben vetusto. Il passato
Ecco qua. Siamo così in una economia estremamente mediocre, che però agli indici di Borsa, che salgono a ai titoli dei giornali che fanno sperare in un futuro radioso e quindi c’è molta propaganda sulla crescita, ma la crescita reale in realtà su tutto in tutto il pianeta. Potrei aggiungere la Cina, che se si considera a Terracina e al netto dell’eccesso di esportazioni che ha
Molto probabilmente avrebbe una crescita pari a quella europea, che insufficiente sostanzialmente per motivi politici e per mantenere la stabilità politica, quindi il contesto. È questo, quindi la la, la vera crescita, quella per intenderci.
Degli degli anni 90 e di parte degli degli anni 10 non c’è più.
E, insomma, questo è il quadro che mi sembra utile per partire. Io arriva, Marco Leonardi, professore è perché è proprio pochi giorni fa è uscito un solo articolo e insieme a Leonzio Rizzo su lavoce, punto info in cui ci spiega ci ha spiegato come si era arrivati a questo 3 1,1% che non è di per sé diciamo un dramma. No, questi pochi punti di decimale, ma appunto precisa nell’articolo che il vincolo del 3% non ecco più così stringente e più le entrate sono aumentati. Però, come diciamo l’errore vero e la cosa più diciamo sedia, siano le previsioni sbagliate sulla spesa ad aver determinato il risultato e diciamo è una cosa che Leonardi in qualche modo segnala da da un po’al netto di tutto quello che abbiamo spesso detto in questa
Trasmissione anche rispetto al superbonus, ai buchi lasciati, eccetera, eccetera, professore
Io vorrei.
Non sono d’accordo.
Chiedere maggiore flessibilità.
Capisco che i governi vogliono sale per spendere di più, ma l’argomento che porta Giorgia Meloni sua lettera la von der Leyen.
Forse è Credo che forse dire di no puoi dire che l’Europa cattiva oppure magari forse visto che la missione a volte in difficoltà, qualche cosa a terra, ma non è un argomento economicamente ragionevole,
Che
Uno perché, se non è uscita dalla procedura d’infrazione tutta e solo la colpa è del governo, perché non è affatto colpa dell’Istat come poiché l’hanno già detto, lei ha provato a dare la colpa dell’Istat e chiaramente non è colpa dell’Istat ma non è neanche colpa del superbonus perché casomai è colpa del fatto che lei ha concesso l’ultima proroga sui lavori del superbonus, erano previsto tutte le spese che questo comporta. Questo è quello che è successo, quindi tutta la colpa di non aver raggiunto il 3% e si è fermato a 3.1 è sua, ma soprattutto adesso, in questa situazione, è il caso di chiedere più soldi,
Secondo me no, per due ragioni lei dice perché le spese sono indicizzate, quindi noi spenderemo di più di quel che ha fatto vero le spese non sorridi citate, la maggior parte delle spese non è indicizzata e quindi, come sempre è accaduto nella storia qua ci sono dei professori che sono più esperti anche di me.
Sempre è accaduto nella storia, quando c’è inflazione c’è più gettito e il valore del debito si riduce, quindi l’inflazione ti aiuta sempre a mantenere i conti sotto controllo, quindi non è un argomento per dire voglio più soldi dei deficit e questo succederà ancora perché la spesa per pensioni non è totalmente indicizzata le pensioni sopra i 2000 100 non sono indicizzate 1.100 euro al mese.
Sono indicizzate solo l’assegno unico, che peraltro ha fatto altri governi,
La Meloni è indicizzato, ma tutti i trasferimenti regionali e comunali allo Stato Regione Comuni non sono indicizzati, quindi lo Stato ci guadagna quanto c’è inflazione e questa è il primo ragionamento secondo il ragionamento, ma scusate, ma sui mercati internazionali delle ultime tre settimane lo spread francese è raddoppiato, lo spread italiano ha perso i sei mesi di vantaggio che aveva su quello tedesco. Siamo tornati a sei mesi fa il livello di spread. È chiaro che sta succedendo qualcosa sui mercati internazionali e noi, come risposta andiamo a dire che spenderemo di più e come risposta andiamo a chiedere alla Commissione di cambiare il patto che ha appena firmato.
Per la cultura,
Ma è ovvio che ci avviamo verso la Meloni. La Meloni dichiara che è colpa dell’Europa cattiva. Prodico l’argomento che bisogna chiedere più flessibilità per spendere di più è un argomento, secondo me non sta in piedi
Grazie, Marco Leonardi, arriva il professor Paolo ammalasse raccoglie anche la sua opinione su come va all’Italia su come vanno nei nostri conti, ma soprattutto sul quadro europeo, in cui anche i dati italiani giustamente vanno inquadrati, perché noi non andiamo bene ma non è che gli altri vadano tanto meglio e anche questo tabù sul 3% 3,1 ciò sta accadendo non solo da noi,
Sì, allora spostare una prima o una battuta sull’intervento di di Giuseppe ed essere sempre insieme e che diceva, insomma, che, come se si scorpora l’effetto dell’intelligenza artificiale nella crescita del Pil, eccetera, le cose sono molto peggio.
Allora, così estremizzando un po’l’argomento ci sarebbe da dire meno male che l’Italia, insomma, non c’è l’intelligenza artificiale che si dovremmo scorporare pure quelle, saremo in una profondissima e recessione in realtà, insomma ogni periodo storico caratterizzato da dire da diverse fonti di crescita e quindi tutto sommato
Non diciamo Cis è anche bene. Insomma, è che parte della crescita seguita da tra le intelligenze artificiali bisogna vedere, ovviamente, se è una cosa come dire che aumenta in maniera permanente il tasso di crescita oppure solo è un’ondata di euforia sui mercati centrali. Per quello che invece riguarda, ma gli interventi di Marco, io squilli, aggiungo, Marco Leonardi, mi aggiungo io dico che è una fortuna che l’Italia non si è uscita dalla procedura d’infrazione che diciamo dal punto di vista del benessere collettivo, questo è un’ottima notizie, e questo perché ce lo insegna, diciamo la cosiddetta teoria del business del politico al business cycle, che dice che quando i Paesi arrivano vicino alle elezioni tipicamente, L a tentazione di sforare i vincoli di bilancio è molto forte e noi siamo esattamente in questa situazione, quindi il fatto di avere, diciamo, un vincolo. Per fortuna dico io che abbiamo un vincolo esterno, un pochino più solido, un pochino più forte, perché sennò, credo che la tentazione non solo di questi governi e anche dei governi precedenti, in particolare, però, di questo Governo di sfondare con manovre, diciamo dal dubbio dal dubbio, diciamo senso economico ed e dal profumo diciamo elettorale, ne abbiamo insomma, ne abbiamo visti tanti, le queste spese
Per dare per aiutare la bensì umana contro il calo della benzina. Insomma, ci ricordiamo Mister Prezzi, siamo voglio dire e per fortuna che che che che ci è andata bene, nel senso che non siamo a non abbiamo allentato il vincolo esterno, che adesso
Secondo me, alla vigilia delle elezioni.
Eh beh è importante, è importante avere e questo mi collego poi invece è una cosa che non è ancora stata sottolineata, secondo me sarà il tema delle prossimi mesi che noi abbiamo questa questo. Questa forbice che si sta aprendo importante tra il costo del debito pubblico e che sta salendo e la crescita che sta diminuendo, e questo porta L Italia verso un sentiero di instabilità del dinamica. Adesso non voglio essere tecnico, ma sostanzialmente aggrava questo effetto palla di neve sul debito pubblico, minando la stabilità del rapporto tra il debito in più. E questa è una una cosa piuttosto grave e queste queste Reef tentativi di di tentativi di riforme di cui si parla della tassazione che probabilmente
Aumenteranno anche le norme distorsione del fiscale italiana e del sistema fiscale italiano, le sperequazioni, eccetera eccetera in più avranno potrebbero, diciamo, scontrarsi proprio con questo problema e ricordiamoci che oggi, nonostante un avanzo primario considerevole rispetto al Pil, la spesa per interessi più che compensa le fedi dell’avanzo primario e il risultato è che il il rapporto debito-Pil, se è iniziata crescere, questo credo che è una cosa di cui noi non ne abbiamo sentito parlare. Temo che ne sentiremo parlare piuttosto presto e anche alla luce di questo fatto, credo che il NIL, la non uscita del della procedura d’infrazione, sommato ci garantisca un pochino di più
Per un sentiero di maggiore, diciamo, prudenza nei conti nei conti pubblici, grazie, grazie, Paolo Manazza farà se poi ovviamente aveva occasioni Pacciani, verrà ovviamente a un loro commento sulla questione specifica italiana, va be’e, diciamo non appassionanti polemiche sul 3 1 ma soprattutto per valutare meglio il contesto perché appunto Giuseppe Russo in apertura considerava quello che accade un po’ovunque persino ai colossi.
Come come quello quello cinese, ma in generale, se mattiamo la situazione economica e politica in Europa, ecco, cioè ci sono notizie da davvero dell’ultima, ora che vanno da alla Spagna, in cui vengono bocciati i decreti sulla casa e ci sono manifestazioni forte in corso con il governo Sánchez battuto e con un’ipotesi diciamo non remota di voto anticipato a novembre e studenti francesi in rivolta.
Insomma, con le righe le rivolte, anche insomma violente, che abbiamo visto nelle scorse ore, il premier decorrono che ha presentato, insomma.
Tagli di budget e nuove tasse per salvare insomma la Francia da difficoltà sempre più importanti abbiamo i i dati tedeschi, ma soprattutto abbiamo anche i risultati delle ultime tornate amministrative con una Afd che avanza, diciamo che tutto sommato la nostra situazione non è più disperata di altre ecco, non so Giorgio Arfaras, che cosa ne pensa?
Ovvio
Se la mettiamo così, nel senso che in Francia ci sono le rivolte sul belga, non è mal comune mezzo gaudio, però Enzo no, no, no, aspetta aspetta e Francia sono le rivolte studentesche e adesso verranno raccontate come incominciano a essere raccontate come la catastrofe in Germania avviene esagerata l’ascesa di Alternative für Deutschland,
E
In Spagna non lo so, cosa c’era e una crescita che sia solamente importando manodopera dall’America latina e via nume, ah ah, ecco, in Gran Bretagna ci sono tensioni mai viste, eccetera questa è la parte politica a cui si aggiungono
Battuta stanno talmente male che impattino provano a ripescare il discorso della Brexit, c’è c’è Barnaba, che è la la la fame.
Fiato, forse no, va bene, ma noi amiamo chi si pente, no tantissimi, c’è una cultura cattolica, chi si pente, benvenuto.
Ecco, quindi uno vede questi tratti politici e di ciò di odio qui c’è un grande disordine, dopodiché va a vedere i tratti di bilancio pubblico e questi sono a parte quello tedesco, quello inglese, ma lo si vede dal rendimento del Guilt che è esploso sta andando al 6% non si vedeva da vent’anni 30 sta roba, la Francia ha un bilancio dello Stato fuori controllo perché ha, come diceva prima,
Chi lo dice Paolo Paolo e l’Italia è in avanzo primario, la Francia in deficit primario che uno dirà il nostro surplus primario non è sufficiente, va be’però, è meglio che avere un deficit. Gli Stati Uniti sono in forte deficit primario e in più tutte le manovre sembra che siano delle manovre di contenimento delle spese tendenziali, non delle spese vive, e questo lo posso anche capire perché se io fossi Primo Ministro francese non avrei la forza cerca di tagliare le spese vive, non essendoci nemmeno una maggioranza, insomma, no, quindi la situazione è questa qua
I bilanci pubblici sembrano essere non controllabili, soprattutto perché, osservando le obbligazioni, si vede che c’è una punizione di quella che è la dinamica della tenuta del debito pubblico di diversi Paesi, questo anche negli Stati Uniti, e così via. No, qui la situazione sembra orribile. Disordini sociali, bilanci pubblici che i mercati giudicano non controllabili e maggioranze politiche tranne la nostra, ma poi bisogna vedere le elezioni non stabili, che in Germania non è stabile della maggioranza. In Francia non c’è in Gran Bretagna all’ultimo minuto è cambiata, la ha cambiato il primo ministro, cambiandone più di noi nei tempi della Prima Repubblica, però per noi era diverso, perché i tanti cambiamenti di Presidente del Consiglio in Italia non erano frutto dei cambiamenti strategici o di linea o di composizione politica, ma erano diverse
Diciamo così, le diverse correnti democristiane che si spartivano il potere, quindi è vero che hai avuto 144 Presidente del Consiglio, ma in realtà erano scambi di correnti, va bene, quindi questa è la situazione, che cosa si può fare da questo punto di vista, niente, perché cos’è che puoi fare rispetto alla rivolta degli studenti cosa che puoi fare rispetto arma al malessere dell’ex.
DDR. Cos’è che puoi fare se gli scozzesi se ne vogliono andare, cioè l’idea che la politica possa controllare qualcosa oggi a me sembra fondamentalmente ingenua nel senso, non perché ingenua, nel senso che è totalmente improbabile che tu riesca a fare qualche cosa, quindi non si sa allora io lascerei vuota la parte politica sociale, definendola vuota come soluzione, definendola di tipo caotico, e arriviamo alla parte dei bilanci pubblici, questi possono essere realmente aggiustati in una situazione come questa. Nel caso francese si direbbe di no, visto che tagliano il tendenziale e non una spesa effettiva. I tedeschi hanno più margini, ma è vero anche che hanno un problema di, diciamo così, di di una strategia trentennale malmessa
Io esporto eSport costruisco fabbriche all’estero, eh, eh eh eh così va bene, nocque, con costi di materie prime basi europee, è finita anche quella la grande strategia tedesca di esporto, i prodotti industriali della seconda rivoluzione industriale, che sono la cosa che so fare meglio è finita. Anche quella no, quindi è così. Noi ecco in questo giro, cioè la strategia tedesca annaspa, la Francia nel più completo disordine sia politico sia fino al, diciamo così, di del bilancio pubblico. La Gran Bretagna si capisce poco, ma il Guilt è arrivato un massimo storico. Arriviamo, noi noi sembreremmo in una condizione dove per ora almeno non ci sono grandi problemi, cioè non ci sono né gli studenti che occupano i licei, né le banche che si rivoltano né questo né quello né quell’altro. Quindi l’attenzione sociale in Italia è piuttosto bassa. Io penso che la storia di Vannacci non sia drammatica, nel senso che riprende un certo tipo di elettorato che voglio dire facilmente catturabili, ma poi bisogna vedere al momento del dunque quando ci sono le elezioni, quindi non mi spaventa, così come non credo che Alternative für Deutschland sia il ritorno del nazismo.
Sono un po’troppo anche lì, quindi io direi che siamo in una situazione in cui non si capisce molto e soprattutto non si riesce a capire come fare a risolvere i problemi, ecco però i due volte.
Razzismo, però certo la la pensa di e quelli intelligenti e e quando mai quelli intelligenti sono sono stati nella storia per deve andare verso un progresso,
Vietati nostro dibattito politico un po’più di d’accordo in tempi d’accordo, però anche l’importo era. Marco, sì, però poi bisogna fare un’analisi molto precisa perché, per esempio, le elezioni di Berlino sono interessanti, dove la la, la sinistra ha vinto ZTL con gli altri sono nelle periferie, cioè diventa un discorso lunghissimo. Quindi la mia conclusione è che non si possa fare un discorso di tipo conclusivo, perché se lo fai a essere abbastanza ingenuo, se se tu dici bisogna controllare il bilancio dello Stato e robe grazie e in Francia, come farei, quindi bisogna accettare di vivere in un periodo caotico
Ecco tutto qui non ho una soluzione. Dico se viviamo in un periodo caotico perché è oggettivamente caotico e non si vede quale possa essere la mano forte che rimette il caos nel in un sentiero riordina. Questa è la mia opinione. Grazie Faras. Arriva Cosimo Pacciani
Deve cerca di Poste Italiane, è che, tra l’altro, ha una grande esperienza, non solo non intende guardare ai mercati i conti pubblici economie, ma non solo quella italiana, ma anche quella europea, e anche quella oltremanica perché, insomma, se è stato a lungo,
Chrysler.
Due gol con l’aiuto dei Windsor, come appunto come con come, come vedi il quadro, perché appunto la questione 3 1 abbiamo detto non so se vuole aggiungere qualcosa, però è anche un po’il resto capire quanto male stiamo anche rispetto a quanto sta male tutto il resto non che sia una consolazione ma insomma allora grazie mille allora,
è il mio punto di partenza, un po’la summa di quello che ho già sentito dire che dai miei colleghi, appunto, come diceva Giuseppe all’inizio che in realtà è ormai da tempo è riuscito Furman che Croce Jason Forman che forse uno dei primi che ha cominciato a misurare l’economia
Americana al netto degli investimenti a e non perché non siano prodotti, ma perché sicuramente ecco, dicevo anche ora Arfaras stanno introducendo un cambio di paradigma all’interno, ma anche dei settori economici e quindi ovviamente è importante leggerli, comparare le note e vedere cosa sarebbe quelle economie con e senza questi tipi di investimenti, perché comunque hanno anche dei.
Tempi di ritorno sul capitale, al momento è ancora abbastanza, diciamo, oscuri o lontani nel tempo, perché le promesse sono tante, ma se poi andiamo a vedere anche anche ricerche pubblicate recentemente, tutta la montagna di investimenti comincerà a rendere sull’estensione del forme di capitale
Probabilmente nei prossimi anni ricorda un po’la crisi dell’Ict o l’inizio della dell’esplosione delle Telecom, se vi ricordate, una ventina di anni fa tutte crisi attraversata
Da da vivo e in qualche maniera raccontarla e raccontare proprio dalla marcia.
Da qui, dalla macchina dei motori, in alcuni casi proprio da dentro il motore, ma è in questo caso sul merito e quindi siamo così occorra fare. Siamo di fronte a un cambiamento di paradigma a cui ci stiamo non tratta abituata, ma stiamo così da rendere conto ora e proprio recentemente ho visto gli ammontari di aggiustamento strutturale che dovrebbero fare i Paesi della zona dell’euro. È uscito un report molto interessante sul sito del dello European Stability Mechanism, dove hanno costruito un osservatorio sulla fiscalità europea in cui si vede che non è solo un tema del debito ora e di quello, ma c’è tutto il tema di aggiustamenti strutturali che ci aspetta da qui ai prossimi 10 anni, che fanno un po’tremare le braccia che sono molti legati agli investimenti in innovazione e la maggior parte sono legate a due fattori di qualcuno. Abbiamo parlato oggi che sono investimenti in difesa perché qui siamo fra due guerre. No, perché alla fine molto anche
Dei prezzi e paghiamolo in termini d’inflazione viene anche dalle, diciamo almeno due, almeno due guerre ufficiali che stiamo gestendo dall’Europa che sono appunto Medioriente e l’Ucraina, e l’altro è la grande transizione demografica che avrà sempre un impatto sui conti pubblici. Quindi, quando io vedo anche la situazione dei dei del dei bilanci peso ok l’Italia Nostra Bad, la Francia, sicuramente a una serie di problematiche legate a una serie di riforme che ancora devono essere
Completate in realtà, sennò si proietta un attimo nel futuro, in un mondo di grande trasformazione. Probabilmente bisogna cominciare a chiedere se magari c’è qualche prima, anche Marco, se certe forme di misure magari sono già adeguati ai tempi in qualche maniera. Per contempo guardavamo lo stock di debito, perché comunque il futuro era abbastanza o lineare. Ora, con un futuro occupino più spigoloso, premette se cominciano a chiedersi anche quali possono essere gli impegni di spesa possibili. Andate avanti, paradossalmente, la Francia s’aveva visto salire sul sito se questo lavoro su siti di e sembra Francia, Paese cammino, problemi legati al tema demografico, perché l’ho già fatto abbastanza a quel lato, mentre l’Italia e altri Paesi, i Paesi messi meglio sono l’Irlanda e la Grecia, Estonia
Oggi leggevo un articolo sul giornale Porci con le ali i Pics, eccetera. In realtà ha citato il libro. Non c’entrava niente con l’economia, però è interessata
La Valle dei Pics, che ce l’hanno più strade, Pietro abbattuto però in realtà interessate col tempo, sicuramente Somis a una fase di grandissima trasformazione, se si prova a vedere Sunak Grisù trasformazione e anche molto.
Si va sempre più sociale. Non mi so Pedro rivolte in Francia, mi SuperDraft rivolti da altre parti e stiamo entrando proprio questo fine settimana, entreremo nell’anno più elettorale di sempre ormai degli ultimi 10 anni, perché si inizia col voto in Brasile, che invita tutti a seguire perché è sempre interessanti e Brasile come dinamiche perché è una specie di laboratorio
Del populismo di barista di vario tipo
E delle elezioni, molto seguita in Francia, quella brasiliana, fra l’altro perché c’è una serie di correlazioni fra i due Paesi e ovviamente oggi la sorpresa quindi che la Spagna e la Germania di nuovo, l’Italia prossimale, eccetera e questo cambierà però in un contesto nel quale equi buttano un po’una una provocazione magari per la prossima edizione.
E direi che questa chiacchierata e in questo momento siamo di fronte a della sede classe politica europea, anche americane, meter sono subito dopo, durante l’autunno, che sono molto concentrate sul breve termine, quindi con misure di stampo o populista o permette la casa in ordine perché anche francescano approvando visto hanno provato a pensare di scudi di congelare o di tela o di prendere i soldi dai conti
Sospesi, quelli insomma dei defunti, eccetera per un miliardo e mezzo di euro, insomma poco pane, roba, eccetera in realtà, però, con dei fondamentali di economia, soprattutto per quanto riguarda l’innovazione, capisce, sono orientati verso medio-lungo periodo in questa specie di scollegamento, probabilmente i mercati incominciano a vedere un attimo c’è qualche sconto e incomincia a tornare meno è questo e poi ovviamente le guerre creano, continua a creare questa infrazione.
È importante, dove appunto le banche centrali incomincia a perdere un po’i dentini degli strumenti possono utilizzare per correggere la situazione e intanto grazie a Cosimo Pacciani
Andare a Las Palmas, se volessero a, diciamo aggiunge qualcosa in chiusura, Giorgio e poi possa Manasse
Qui non solo far notare come è globale sia l’osservazione delle vicende politiche, per cui incomincia a giudicare quello che succede qui, a partire dal Brasile e viceversa, cioè siamo nella globalità economico, lo sapevamo, ma adesso siamo anche nella globalità del del dibattito politico perché tu incomincia a interpretare le cose tenendo conto degli altri paesi in una misura che una volta era impensabile è interessante anche questo qui diciamo in un modo,
E dove oddio cosa succede in Brasile una volta non l’avessi mai detto così non avesse mai detto Dio, è quello che succede al massimo quello che succedeva in Francia, ma neanche tanto, quindi siamo in un mondo dove l’economia globale non cresce.
E la situazione politica internazionale è assai complessa e per di più è globale, perlomeno nella lettura e nell’influenza sul giudizio delle diverse persone, quindi siamo anche in un mondo nuovo di cui non sappiamo niente
E quale sarà?
Microfono
Eh, ma forse l’unica osservazione su osservazione, per uscire dall’Italia una sulla Francia e, insomma, la Francia, appunto, è stato ricordato, ciò ha dei problemi importanti di tipo economico, questa rivolta agli studenti, no, non mi sorprende, insomma, c’è una tradizione, diciamo,
Molto lunga, diciamo secolare di rivolte e rivoluzioni dai gli ultimi Giles John
E quindi, insomma, è un Paese, è un Paese che rispetto a noi noi c’è da chiedersi come mai gli studenti da noi no, gli studenti o gli operai camionisti norme non mettono mai o quasi mai, inoltre diciamo rivolte e altrettanti pendolari è una specificità, credo, della Francia, quindi in qualche modo fa parte della sua storia e non non darei troppo troppo rilevanza invece quello invece che mi trovo, diciamo un pochino più pessimista rispetto a Giorgio è il quadro e il quadro tedesco, il quadro tedesco perché diciamo ancora, diciamo le elezioni, diciamo dai vari round non hanno, non hanno valenza
E nazionale. Però è chiaro che se AfD dovesse dovesse andare al governo, in, diciamo come forza principale in Germania. Credo che per l’Europa che abbiamo conosciuto, insomma sarebbe veramente la fine, quindi questo è invece una secondo me, è un è un rischio, non non saranno i nazisti, anche se diciamo, c’è gente che a me non piace all’interno dell’Afd, che molto somiglia loro, però l’Europa diciamo comunitaria è finita. Insomma, se se se la Germania cade in quelle mani, questo credo che sia un rischio molto grosso da questa parte dell’oceano, poi gli Stati Uniti hanno i loro problemi, che di cui si parlerà magari dietro
Grazie professore leonardiano, ultimo votiamo rapidi, si è abbattuta sul contesto europeo.
Dove nei prossimi tre anni si deciderà se l’Europa va avanti e sto predicare, il piano Draghi torna indietro.
Sovranisti nazionali, tessere una semplice area di scambio.
Eh, ma anche la le Pen.
Oliphant, Bacci, eccetera, eccetera ovviamente ci porterà direttamente verso sovranismi nazionali della distruzione dell’Europa che fino ad adesso, per questo che io sospetto, anche questa mossa di oggi proprio della pedoni iniziare a rompere le regole europee appena messe alla prima occasione con argomenti che non tengono,
è di buon auspicio.
Ci fermiamo qui, io ringrazio Giuseppe Russo Giorgio Arfaras, professor Paolo ammalati, il professor Marco Leonardi e Cosimo Pacciani, direttore delle ricerche di Poste Italiane per essere stati o è stati con noi per questa puntata del bandolo tutta economica sull’Italia ma anche sul contesto politico economico europeo ci ritroviamo la prossima settimana stesso posto stessa ora al prossimo.


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