Le imprese innovative e l’ecosistema dei soci a livello italiano
Il primo blocco di analisi aggiorna la mappatura delle imprese innovative e dei loro soci. Le startup attive oggi iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese, o che vi sono transitate dal 2012, sono 25.597: 11.206 startup e 14.391 ex-startup, che rappresentano ormai il 56% del totale. Dopo il rallentamento degli ultimi anni, la crescita si assesta e torna anzi a rafforzarsi lievemente: tra 2025 e 2026 il numero di startup ed ex-startup attive aumenta del 3,6%, pari a circa 900 imprese in più (+3,1% l’anno precedente). Alla base di questa dinamica vi è una ripresa delle nuove iscrizioni, a fronte di una mortalità sostanzialmente stabile (5,8% nel 2025 dal 6,0% del 2024).
I soci distinti delle startup ed ex-startup attive salgono a 107.769 (erano 104.687 un anno fa), in larga parte persone fisiche e famiglie (90,6 mila), seguite dalle aziende (15,6 mila); le corporate di medie e grandi dimensioni restano però una componente marginale. Le startup con investimenti aziendali sono 9.421, divise in modo pressoché equilibrato tra partecipazioni di maggioranza e di minoranza, ma soltanto 606 hanno nel capitale, con una quota di minoranza, una corporate medio-grande, un numero in ulteriore lieve flessione rispetto alla rilevazione precedente (649). Continuano invece ad aumentare le startup partecipate da fondi di private equity, venture capital o investitori specializzati in innovazione, che superano quota mille (1.039, 993 un anno fa).
L’impatto occupazionale e il valore economico a livello italiano
Quanto all’impatto occupazionale, al 2025 le startup innovative hanno creato complessivamente 70.991 posti di lavoro in Italia, circa 2,8 mila in più rispetto al 2024 (68.217). Più di un quinto (21,2%) sono impiegati nelle startup industriali, per un totale di oltre 14 mila addetti; seguono i settori “Software B2B/Business services” (con una quota del 18,2%), “Food/Agritech” (9,2%) e “Life Sciences” (9,0%).
La crescita dell’occupazione si è stabilizzata su ritmi più contenuti rispetto al passato. I dipendenti sono aumentati del 4,1% nel 2025: si tratta di un’espansione che riprende leggermente vigore rispetto al +3,5% del 2024, ma che si è fisiologicamente abbassata dopo gli incrementi compresi tra il 20% e il 30% annuo registrati tra il 2018 e il 2022.
L’aumento occupazionale nell’ultimo anno è stato trainato da alcuni settori in particolare: spiccano le startup attive in “AI, Data & Analytics”, che pur rivestendo una quota ancora limitata del totale, hanno aumentato i posti di lavoro del 12,2%. Hanno avuto incrementi importanti anche “Cybersecurity” (+11,1%), “Life Sciences” (+9,5%), “Energy” (+9,2%) e “Fintech” (+8,0%).
Nel complesso, la gran parte delle startup ed ex-startup (88%) ha mantenuto stabile (65%) o aumentato (23%) il numero di dipendenti nell’ultimo anno, mentre solo il 12% lo ha ridotto. Si conferma inoltre, nei primi anni di vita, un’espansione occupazionale più marcata rispetto alle nuove imprese non innovative: le startup nate nel 2019 e sopravvissute hanno aumentato i dipendenti del 172% nei primi cinque anni, contro il +104% rilevato dall’Istat per il complesso delle imprese nate nello stesso anno; per la coorte 2020 l’incremento stimato è del 164%.
La distribuzione degli occupati resta molto concentrata. Il 90,8% delle startup ed ex-startup è di dimensione micro (meno di 10 dipendenti) e quasi la metà (49,7%) non ha alcun dipendente; le imprese con almeno 10 addetti sono appena il 9,2% del totale, ma assorbono il 68,0% dell’occupazione complessiva. Anche in questo caso, però, ci sono differenze sostanziali tra settori: considerando la quota di startup con più di 10 dipendenti, si passa dal 6,6% all’interno del comparto “eCommerce & Marketplace” al 21,8% in “Cybersecurity”.
Sul piano economico, il fatturato stimato per il 2025 raggiunge i 15,9 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 14,3 miliardi del 2024, e il valore aggiunto i 4,3 miliardi (3,8 miliardi nel 2024). La produttività, misurata come valore aggiunto per dipendente, sale a 61 mila euro, dai 56 mila dell’anno precedente.
Un contributo importante a questi risultati arriva da ben 25 nuove “Gazzelle” individuate quest’anno, imprese che nei primi cinque anni di vita hanno registrato per tre anni consecutivi una crescita del fatturato o dei dipendenti superiore al 20%. Le “Gazzelle” ancora attive salgono così a 96 (su 117 complessive), segnando un record di 19 per quelle nate nel 2019 (l’ultima coorte con dati completi disponibili per valutare la crescita nei cinque anni). Nel 2025 occupano circa 5,9 mila persone, con una dimensione media di 65 dipendenti, un fatturato medio di 14,8 milioni di euro e un valore aggiunto medio di 4,6 milioni.
Le startup cessate e acquisite
Nel 2025 hanno cessato l’attività, o sono entrate in liquidazione o bancarotta, 1.382 startup ed ex-startup (escluse le uscite per acquisizione o fusione), con la perdita di 720 posti di lavoro. Si tratta, nella gran parte dei casi, di imprese rimaste molto piccole: nel corso della loro vita, solo il 6,1% ha superato almeno una volta la soglia dei 10 dipendenti e il fatturato medio non è mai andato oltre i 400 mila euro. Il tasso di mortalità scende al 5,8%, dal 6,0% dell’anno precedente, mostrando una tendenza nell’ultimo triennio che resta al di sopra del complesso delle società di capitali italiane (5,1% nel 2024).
Le acquisizioni salgono a 118 nel 2025: in valore assoluto si tratta di un nuovo massimo storico, ma con soli due casi di “exit” in più rispetto al 2024 e di fatto in linea con il 2023 (110), confermando come queste operazioni stentino a diffondersi nel panorama innovativo italiano. La quota di startup che raggiunge questo traguardo resta infatti inferiore all’1% (0,49%), anche se le operazioni di M&A continuano a premiare le realtà più strutturate: il 17,8% delle startup acquisite aveva superato la soglia dei 10 dipendenti e il fatturato medio nell’anno precedente l’operazione era di quasi un milione di euro.
I numeri della Lombardia e dei territori del “Quadrilatero” di Assolombarda
La Lombardia si conferma il baricentro dell’innovazione italiana: vi ha sede il 27,4% delle startup ed ex-startup attive, che generano il 37,0% dell’occupazione, il 40,2% del fatturato e il 37,8% del valore aggiunto nazionali. Al suo interno, il “Quadrilatero” di Assolombarda (Milano, Lodi, Monza-Brianza, Pavia) raccoglie il 20,6% delle startup attive, il 31,4% degli occupati, il 34,6% del fatturato e il 32,8% del valore aggiunto italiani. In valori assoluti si tratta di quasi 5,3 mila imprese, per 22,3 mila dipendenti, 5,5 miliardi di euro di fatturato e 1,4 miliardi di valore aggiunto. La produttività delle startup del territorio, pari a 64 mila euro di valore aggiunto per dipendente, resta superiore alla media nazionale (61 mila euro), sebbene il divario con il resto del Paese risulti più contenuto rispetto all’anno precedente.
Anche nel “Quadrilatero” la crescita di startup ed ex-startup torna ad accelerare (+3,0% tra 2025 e 2026, dopo il +2,7% dell’anno precedente), ma a un ritmo leggermente inferiore alla media nazionale. Il divario si spiega con una mortalità più elevata (7,1% contro il 5,8% nazionale), a cui si affianca però una maggiore incidenza delle “exit” per acquisizione (0,74% contro 0,49%): con 37 operazioni nel 2025, quota che replica il biennio precedente, il territorio concentra il 31,4% delle acquisizioni italiane. Ne emerge l’immagine di un ecosistema competitivo, in cui la “selezione naturale” delle startup è più intensa e premia le imprese più produttive, come confermano anche le “Gazzelle”: delle 25 nuove rilevate in Italia, 10 hanno sede nel “Quadrilatero”.
In sintesi, la terza edizione del rapporto conferma il contributo delle startup innovative alla creazione di occupazione qualificata e di valore economico, in un quadro di crescita più moderata rispetto al passato ma di ritrovata vivacità delle nuove iscrizioni e di forte espansione in alcuni settori, come nell’intelligenza artificiale. La Lombardia e il “Quadrilatero” di Assolombarda restano i territori di riferimento per innovazione, produttività e operazioni di M&A.
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