Domande per oltre il doppio dei titoli offerti dal gruppo delle tlc con 500 milioni di abbonati che ha Meta e Google come soci. Obiettivo: una valutazione di 108 miliardi di dollari. Il debutto in Borsa il 28 ottobre
Sono bastati cento minuti per raccogliere ordini sufficienti a coprire la più grande offerta pubblica iniziale dell’India. Jio Platforms, la società con cui Mukesh Ambani, il secondo uomo più ricco dell’India, ha portato internet a basso costo a centinaia di milioni di persone, ha aperto le sottoscrizioni per un collocamento da 3,2 miliardi di dollari. Nel primo pomeriggio indiano le richieste avevano già superato di oltre due volte le azioni disponibili. Il debutto in Borsa è previsto per il 28 ottobre, con una valutazione che potrebbe raggiungere i 108,3 miliardi di dollari.
A muoversi per primi sono stati i grandi investitori: la quota loro riservata è stata coperta in dieci minuti, secondo fonti vicine all’operazione. Un avvio insolito per un’offerta di queste dimensioni. In India gli istituzionali spesso aspettano le ultime ore prima di presentare gli ordini; il collocamento di Hyundai Motor India, al confronto, aveva raccolto richieste per appena il 18% dell’offerta nella prima giornata.
La corsa riguarda soprattutto i professionisti della finanza. Le domande degli istituzionali erano pari a 4,9 volte la loro quota, mentre quelle dei piccoli investitori coprivano il 54% della parte riservata, circa un terzo dell’offerta. Le sottoscrizioni resteranno aperte fino a venerdì 23 ottobre, nella fascia di prezzo fra 1.065 e 1.119 rupie per azione.
Il business dietro la corsa
Jio arriva sul mercato mentre gli investitori esaminano con maggiore severità i conti e le promesse delle società legate all’intelligenza artificiale. Il gruppo ha ambizioni anche in quel settore, ma oltre il 90% dei suoi ricavi proviene dalle telecomunicazioni. Nell’esercizio chiuso a marzo ha realizzato circa 15,5 miliardi di dollari di fatturato e 3,2 miliardi di utili.
È questa attività a sostenere l’interesse, secondo Aishvarya Dadheech, fondatore di Fident Asset Management, che attribuisce la rapidità degli ordini alla solidità delle telecomunicazioni e a una valutazione che considera ragionevole. Jio controlla il maggiore operatore indiano, con oltre 500 milioni di abbonati: su un singolo mercato nazionale, soltanto China Mobile ne conta di più.
La dimensione è stata costruita in dieci anni. Quando lanciò i servizi nel 2016, Jio offrì chiamate gratuite e traffico dati a prezzi molto bassi, costringendo i concorrenti a rispondere. L’idea di Ambani era che gli indiani avrebbero utilizzato molto di più internet se il costo fosse sceso abbastanza. Il risultato è stato un rapido aumento degli abbonati e una redistribuzione del mercato a danno di operatori come Bharti Airtel e Vodafone Idea.
Oggi l’attività delle telecomunicazioni è guidata dal figlio Akash. Fra gli azionisti di Jio Platforms figurano Meta e Google, entrati nel capitale nel 2020. L’offerta permette ora agli investitori di acquistare direttamente una partecipazione nella società, finora accessibile sul mercato azionario attraverso la controllante Reliance Industries.
I grandi fondi e il prezzo
La domanda era già emersa prima dell’apertura al pubblico. Jio ha assegnato azioni per 853 milioni di dollari a oltre duecento investitori indiani e internazionali, fra i quali Abu Dhabi Investment Authority e BlackRock. Per quella quota erano arrivate richieste superiori a 25 miliardi.
Il prezzo resta però un elemento di discussione. Secondo gli analisti di Nomura, al valore obiettivo dell’offerta, Jio avrebbe un rapporto fra valore d’impresa e margine operativo lordo di 10,9 volte, contro le 9,2 volte di Airtel. È una misura diversa dalla sola capitalizzazione di Borsa, perché tiene conto anche del debito. La forte domanda iniziale, dunque, si accompagna a un premio di valutazione rispetto al concorrente secondo questo indicatore.
Per Reliance è la prima Ipo dal 2006. Ambani aveva promesso nel 2019 una quotazione entro cinque anni, ma il calendario è slittato più volte. L’operazione arriva durante la stagione delle festività indù, tradizionalmente favorevole agli acquisti, anche se nelle ultime settimane il mercato azionario indiano è rimasto debole.
Il nome della famiglia ha un peso particolare fra i risparmiatori. Reliance, quotata dal 1977 e cresciuta dal petrolio al commercio e alle telecomunicazioni, è stata per generazioni di investitori indiani uno strumento con cui accumulare risparmi per l’istruzione dei figli o un matrimonio. Secondo i dati Lseg, dal 1990 il valore delle sue azioni è aumentato di circa 330 volte.
Jio utilizzerà fino a 2,89 miliardi di dollari del ricavato per rimborsare o estinguere anticipatamente debiti della controllata telefonica, si legge nel prospetto. Il resto sarà destinato alle esigenze generali della società, compresi gli investimenti. Dopo la chiusura delle sottoscrizioni, il 23 ottobre, arriveranno l’assegnazione dei titoli e poi il 28 ottobre il debutto.
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