#Finsubito news dalla rete – I futuri infermieri conoscono l’intelligenza artificiale?


Quattro studi pubblicati nel 2026 misurano quanto gli studenti di infermieristica conoscono l’intelligenza artificiale. I risultati arrivano mentre il decreto legislativo 179/2026 porta l’IA nei corsi di laurea e nella formazione ECM.



Gli studenti di infermieristica conoscono l’intelligenza artificiale (IA) solo in parte. Quattro studi trasversali condotti in Turchia e in Cina su oltre 1.500 studenti di area sanitaria descrivono un’alfabetizzazione all’IA di livello medio, punteggi inferiori a quelli degli studenti di medicina e una formazione specifica quasi assente: in un campione di 440 futuri infermieri, il 91,4% non ne aveva mai ricevuta (1-4). Questi studenti entreranno presto in reparti dove gli strumenti di IA sono già in uso. Dal 23 ottobre 2026 il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179 chiede a università e formazione continua di colmare il divario (5).

Alfabetizzazione all’IA per un infermiere

L’AI Act, il regolamento (UE) 2024/1689, definisce l’alfabetizzazione in materia di IA come l’insieme di competenze, conoscenze e comprensione che permettono di usare i sistemi di IA in modo informato e di riconoscerne opportunità, rischi e possibili danni (6). In corsia questo vuol dire sapere che cosa fa un algoritmo con i dati del paziente, capire quando il suo risultato è affidabile e decidere quando non seguirlo.

Gli studi del 2026 misurano questa competenza con due strumenti. L’Artificial Intelligence Literacy Scale la divide in quattro dimensioni: consapevolezza, utilizzo, valutazione critica ed etica. La Medical Artificial Intelligence Readiness Scale misura la prontezza a lavorare con l’IA in ambito clinico. La scoping review su 52 studi internazionali è al centro di un precedente approfondimento di Nurse24, Infermieri e IA: la formazione non può più aspettare.

Quanto ne sanno oggi gli studenti di infermieristica?

Abbastanza per usare gli strumenti, meno per giudicarli. I quattro studi concordano su un livello medio e su un legame costante tra alfabetizzazione e prontezza clinica.








Studio Paese e campione Strumenti Risultato principale
Catan-Inan, Croat Med J 2026 (1) Turchia, 443 studenti di medicina e infermieristica MAIRS, AILS Infermieristica sotto medicina in prontezza (p<0,001) e alfabetizzazione (p=0,032)
Dur et al., Nurse Educ Today 2026 (2) Turchia, 440 studenti di infermieristica di due atenei AILS, MAIRS, scala di innovatività Il 91,4% senza formazione sull’IA; l’alfabetizzazione predice la prontezza (β=0,475)
Dong, Nurse Educ Today 2026 (3) Cina, 155 studenti del secondo anno AILS Livello medio (mediana 60, IQR 21); punteggio più alto nell’utilizzo
Li et al., Front Public Health 2026 (4) Cina, 479 studenti di laurea in infermieristica AILS, UWES-S Tre profili di alfabetizzazione, legati al coinvolgimento nello studio

Tabella: studi 2026 sull’alfabetizzazione all’IA degli studenti di infermieristica. Elaborazione Nurse24 sulle fonti 1-4.

In Turchia, uno studio su 443 studenti di medicina e infermieristica ha trovato punteggi più bassi tra i futuri infermieri sia nella prontezza (p<0,001) sia nell’alfabetizzazione (p=0,032), con una correlazione moderata tra le due misure (r=0,338) (1). Un secondo studio su 440 studenti di due università statali turche indica nell’alfabetizzazione il principale predittore della prontezza (β=0,475) e registra differenze significative tra i due atenei (2).

In Cina, 155 studenti del secondo anno ottengono il punteggio più alto nella dimensione dell’utilizzo, e gli autori chiedono di rafforzare consapevolezza, valutazione critica ed etica (3). Su 479 studenti di laurea emergono tre profili: bassa alfabetizzazione con atteggiamento eticamente prudente, sviluppo medio equilibrato, alfabetizzazione alta. Chi rientra nei profili medio e alto è più coinvolto nello studio: il profilo spiega un ulteriore 31,2% della varianza dell’engagement (4).

I limiti di questi studi e cosa manca all’Italia

Sono tutti studi trasversali, con campioni di convenienza e questionari autosomministrati. Misurano la competenza percepita: uno studente può sentirsi sicuro con un chatbot e non accorgersi di una risposta sbagliata. Le correlazioni descrivono un’associazione, e nessuno dei quattro studi può dire se l’alfabetizzazione aumenti la prontezza o il contrario. Lo studio cinese sul secondo anno dichiara di non aver avuto un comitato etico istituzionale (3).

Per gli studenti italiani mancano dati pubblicati con queste scale. L’uso, intanto, cresce: secondo l’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, nel 2026 il 37% degli infermieri italiani ha usato l’IA generativa, quasi sempre con piattaforme generaliste. Misurare l’alfabetizzazione dei nostri studenti con strumenti già validati è un lavoro che i corsi di laurea possono avviare da subito.

Perché la formazione sull’IA riguarda chi entra in reparto?

Il neolaureato rischia di usare l’IA prima di saperla valutare. Nei reparti l’IA affianca già il triage, la documentazione e il monitoraggio. La legge 23 settembre 2025, n. 132, all’articolo 7, stabilisce che i sistemi di IA in sanità sono un supporto ai processi di prevenzione, diagnosi e cura, che la persona ha diritto di essere informata sul loro impiego e che sistemi e dati devono essere affidabili, verificati e aggiornati (7).

Resta aperta la questione della responsabilità quando l’algoritmo sbaglia, affrontata su Nurse24 in Intelligenza artificiale in corsia: se l’algoritmo sbaglia, chi paga?. Tra le direttrici della revisione del Codice deontologico delle professioni infermieristiche, in vigore dal 22 marzo 2025, la FNOPI indica la tecnologia e la digitalizzazione nei processi di cura (8).

l’AI Act e il decreto legislativo 179/2026

L’articolo 4 dell’AI Act riguarda l’alfabetizzazione. Dal 2 febbraio 2025 chiedeva a fornitori e deployer, quindi anche alle aziende sanitarie che usano sistemi di IA, di garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione del personale. Il regolamento (UE) 2026/1744 ha riscritto l’articolo: le organizzazioni adottano misure per sostenere lo sviluppo dell’alfabetizzazione, senza dover garantire un livello specifico per ogni persona (9). Da obbligo di risultato diventa un obbligo di mezzi.

Il decreto legislativo n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre 2026 e in vigore dal 23 ottobre, porta l’IA dentro la formazione (5). L’articolo 44 chiede alle università di promuovere attività formative sull’IA; nei corsi a profilo medico e biomedico vanno integrati gli aspetti etici e giuridici. I contenuti minimi comprendono principi e limiti dei sistemi, rischi di distorsione ed errore, lettura critica dei risultati, responsabilità, ruolo della sorveglianza umana e cybersicurezza. Il Ministero dell’università e della ricerca ne monitora l’attuazione ogni anno.

Per chi già lavora conta l’articolo 51. I corsi di formazione continua ECM dovranno includere percorsi di alfabetizzazione e uso dell’IA su tre piani: tecnico, giuridico e deontologico. Entro sei mesi, quindi entro il 23 aprile 2027, la Commissione nazionale per la formazione continua fisserà la quota dell’obbligo formativo triennale da dedicare all’IA. Nello stesso termine l’articolo 47 prevede un accordo Stato-Regioni per inserire questi percorsi nei programmi ECM delle professioni sanitarie (5). Il decreto non dice da quale triennio partirà la quota; quello in corso è il triennio formativo 2026-2028.

In pratica: cosa verificare prima di usare l’IA in reparto

Indicazioni per studenti in tirocinio e neolaureati, da adattare ai protocolli della propria azienda.










Domanda da farsi Cosa fare
Lo strumento è autorizzato? Usa i sistemi adottati dall’azienda: un chatbot generalista sul telefono personale non è un sistema verificato.
I dati restano protetti? Non inserire dati che identificano il paziente in strumenti non autorizzati.
Il risultato regge al confronto? Leggi l’output come un parere da verificare con parametri, valutazione clinica e protocolli.
Il paziente lo sa? La persona ha diritto di essere informata sull’impiego dell’IA: segui le procedure aziendali.
Hai documentato? Scrivi in documentazione come hai usato l’indicazione del sistema e cosa hai deciso.
Hai segnalato le anomalie? Riferisci errori o comportamenti inattesi al coordinatore e al referente aziendale.

Bibliografia

  1. Catan-Inan F. Artificial intelligence literacy and readiness in future health care professionals: a cross-sectional study. Croat Med J. 2026;67(1):4-13. doi: https://doi.org/10.3325/cmj.2026.67.4
  2. Dur Ş, Coşğun M, Gol I, Erkin Ö. Artificial intelligence literacy, readiness, and innovativeness: exploring interrelationships in undergraduate nursing students. Nurse Educ Today. 2026;163:107117. doi: https://doi.org/10.1016/j.nedt.2026.107117
  3. Dong X. Artificial intelligence literacy of nursing students: a cross-sectional study. Nurse Educ Today. 2026;166:107272. doi: https://doi.org/10.1016/j.nedt.2026.107272
  4. Li M, Cao Y, Zhang R, Gao J, Ma Y, Lan X. Artificial intelligence literacy among nursing students and its association with learning engagement. Front Public Health. 2026;14:1928543. doi: https://doi.org/10.3389/fpubh.2026.1928543
  5. Decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179. Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2024/1689 in materia di poteri delle Autorità nazionali e di utilizzo dell’intelligenza artificiale nella formazione, artt. 44, 47 e 51. Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 234 dell’8 ottobre 2026 [consultato il 20 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/10/08/26G00200/sg
  6. Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale (regolamento sull’intelligenza artificiale), art. 3, punto 56. Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [consultato il 20 ottobre 2026]. Disponibile su: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1689/oj
  7. Legge 23 settembre 2025, n. 132. Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale, art. 7. Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 223 del 25 settembre 2025 [consultato il 20 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/09/25/25G00143/sg
  8. Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche. Entrato in vigore il Codice deontologico. Il testo [Internet]. Roma: FNOPI; 2025 [consultato il 20 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.fnopi.it/2025/03/24/codice-deontologico-in-vigore/
  9. Regolamento (UE) 2026/1744 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 luglio 2026, recante modifiche al regolamento (UE) 2024/1689 (omnibus digitale sull’IA), art. 1, punto 5. Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [consultato il 20 ottobre 2026]. Disponibile su: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2026/1744/oj

Linguagio del testo revisionato con IA




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