Tempo di ringraziamenti incrociati e bilanci di fine mandato per la Provincia di Cuneo. Provincia come “Casa dei Comuni” che a fine novembre andrà a elezioni. Luca Robaldo si ricandiderà ma intanto, lunedì 19 novembre, in conferenza stampa presidente e consigliere hanno presentato la relazione di fine mandato. «Non soltanto un atto formale – ha sottolineato Robaldo –. Non nascondo un po’ di emozione, quattro anni fa entravo in punta di piedi dopo che mai mi sarei aspettato di arrivare a questo ruolo. Abbiamo cercato di far tornare la Provincia ad essere protagonista, nel segno di una trasparenza doverosa per un Ente di secondo livello, anche grazie ai consiglieri itineranti che sono stati almeno la metà. Grazie a tutta la squadra, anche nei momenti di confronto il focus è stato sempre sul bene comune».
I numeri
Al di là delle considerazioni politiche, i numeri forniti in conferenza stampa testimoniano l’impegno di un’istituzione tanto vituperata quanto sotto pressione. «La Provincia è al servizio di 247 Comuni e di raccordo tra territorio ed uffici. È stato importante gestire in maniera oculata le risorse, va rimarcata l’importanza dell’ufficio SEIS (Servizio Europa Interventi Strategici) dedicato ai i bandi e gli uffici della provincia sono diventati un centro servizi».
Uno dei dati più significativi riguarda la macchina amministrativa: i dipendenti provinciali sono passati dai circa 700 del 2014 ai 325 attuali, nonostante le competenze siano rimaste le stesse.
Sul fronte della digitalizzazione sono stati investiti 972 mila euro di fondi PNRR, destinati tra l’altro a servizi digitali, cloud, identità elettroniche e innovazione dei sistemi informatici.
Il capitolo più imponente resta quello della viabilità. La Provincia gestisce circa 3.200 chilometri di strade (con due valichi internazionali), articolati in due settori e quattro reparti, e nel biennio 2025-2026 ha destinato 12,6 milioni di euro alla manutenzione della rete. Parallelamente è stato realizzato un nuovo sistema di monitoraggio per oltre 500 ponti e viadotti. Un lavoro reso più complesso dall’aumento del 30-35% dei costi dei materiali, oltre che dall’introduzione dei nuovi Criteri Ambientali Minimi.
«Sulla sicurezza stradale non siamo contenti – ha sottolineato Robaldo – con più di trenta decessi registrati quest’anno sulle nostre strade. Purtroppo sulle strade provinciali transitano in media 600 mila veicoli all’anno e molti non rispettano le regole. Resta l’impegno, come il progetto “Sicuri per scelta” che ha coinvolto 8.400 studenti e 560 insegnanti».
Gli sforzi PNRR
Ma è soprattutto sull’edilizia scolastica che il mandato rivendica uno degli sforzi maggiori. Il PNRR ha consentito di mantenere e sviluppare un programma di investimenti che ha interessato nuovi edifici, palestre, efficientamento energetico e messa in sicurezza. «Siamo stati tra i più bravi a livello italiano» ha aggiunto Robaldo. Tra gli interventi citati figurano il Rivoira di Verzuolo da 8 milioni di euro, il Guala di Bra da 12,1 milioni, il Grandis di Cuneo da 19,4 milioni, il Vallauri di Fossano da 7 milioni e il Baruffi di Mondovì da 12,8 milioni.
In totale in provincia di Cuneo sono stati distribuiti 4,5 miliardi di risorse PNNR con tutti i Comuni interessati 5.000 progetti e 422 enti attuatori. Sono state coinvolte scuole, imprese, Comuni, Enti gestori, progetti della Regione e diretti della Provincia. Siamo i secondi in Piemonte dietro la città metropolitana di Torino. Quello dell’istruzione e ricerca è stato l’ambito con gli investimenti più elevati, seguito dalla transizione ecologica. Cuneo il comune in cui si è investito di più, Mondovì è la seconda tra le sette sorelle.
Anche il capitolo delle palestre presenta investimenti rilevanti: cinque interventi principali ad Alba, Dronero, Bra, Barge e Mondovì superano complessivamente i 12 milioni di euro, ai quali si aggiungono interventi diffusi di adeguamento antisismico, efficientamento energetico e sicurezza.
Sul piano territoriale, la Provincia ha inoltre puntato sul coordinamento dei 247 Comuni della Granda e sul Piano Strategico Cuneo 2030, costruito con Provincia, Camera di Commercio e Fondazione CRC e attraverso il coinvolgimento di oltre 150 soggetti tra amministrazioni, università, enti e associazioni.
Tra i risultati più marcati figura infine il contrasto ai danni provocati dalla fauna selvatica: tra il 2022 e il 2025 i danni economici sono diminuiti del 60%, passando da 822.407 a 328.145 euro, mentre la superficie danneggiata si è ridotta dell’81%, da 4.956 a 963 ettari. Il Nucleo Faunistico Ambientale è passato da 13 a 28 unità, con 60 gabbie di cattura e 40 kit di recinzione elettrificata.
La Provincia gestisce anche temi ambientali a livello di autorizzazioni e controlli e le Conferenze dei servizi che hanno, ad esempio, gestito i dossier del bitumificio di Benevagienna o della discarica di Clavesana.
“La Provincia è la casa dei Comuni e delle comunità della Granda”
«Il metodo e l’approccio di lavoro spero possa inorgoglire tutti i cuneesi e che ha coinvolto tutto l’Ente non solo il presidente» ha concluso Robaldo. «Questi risultati non appartengono a una sola persona e neppure soltanto agli amministratori che hanno condiviso questo percorso. La stessa relazione presentata oggi è il frutto di un lavoro collettivo, così come lo sono i risultati che racconta. Dietro ogni strada messa in sicurezza, ogni scuola realizzata, ogni finanziamento ottenuto e ogni servizio garantito ai Comuni ci sono competenze, responsabilità e tantissimo lavoro. Per questo il mio ringraziamento più sincero va a tutto il personale della Provincia: ai dirigenti, alle posizioni organizzative, ai funzionari, ai tecnici e a tutti i dipendenti dell’Ente. Senza il loro apporto, la loro professionalità e la loro disponibilità, i risultati che presentiamo oggi semplicemente non sarebbero stati possibili. In questi anni abbiamo cercato di dimostrare con i fatti quanto la Provincia sia un’istituzione viva e necessaria, capace di tenere insieme territori e comunità diverse e di essere davvero la casa dei Comuni. L’auspicio è che in futuro questo ruolo possa essere ulteriormente rafforzato, anche attraverso una piena legittimazione democratica e un assetto istituzionale in grado di rappresentare ancora meglio i territori e le loro diverse sensibilità».
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



