A due settimane di distanza dai blitz della Dda di Catanzaro al Comune di San Giovanni in Fiore e alla Provincia di Cosenza finalmente emergono notizie e circostanze concrete che danno una precisa idea della commistione nella gestione dei due enti e iniziano ad aprire una finestra non solo sul riciclaggio di denaro della famigerata “Ambrogio&Succurro SpA” ma anche sulla presenza della criminalità organizzata. Oggi possiamo informare i nostri lettori (ma non solo) che tra gli atti che hanno riguardato il blitz di lunedì 4 ottobre alla Provincia di Cosenza, nei settori Edilizia e Patrimonio non ci sono soltanto i documenti che riguardano l’acquisto dell’ex albergo Lucanto di Lorica (importo di 710 mila euro a fronte di un valore reale di 200 mila euro) da parte della Provincia e il project financing per l’efficientamento energetico dell’ente, assegnato al Consorzio Italia Servizi del faccendiere abruzzese Antonio Colasante per un importo “record” di 100 milioni. C’è anche la caserma dei carabinieri di Cetraro, argomento sul quale in un recentissimo passato ha scritto diverse inchieste per Iacchite’ il collega Saverio Di Giorno.
di Saverio Di Giorno
Quando le acque sono torbide più le si agita più diventano nere. Esaminando i provvedimenti della Provincia (sotto l’amministrazione targata Succurro, ovviamente) emerge un filone che porta dritto dritto dentro la famigerata caserma dei carabinieri di Cetraro.
La Provincia acquista l’immobile dalla società che lo deteneva l’Ottagono srl per 1 milione e 126 mila euro. Successivamente ha chiesto al Tribunale di Paola di fermare la procedura esecutiva. Il Tribunale ha detto che è una richiesta senza senso. L’Ottagono è una società piena di debiti e con un procedimento giudiziario (un immobile pignorato) e la Provincia lo sapeva ovviamente. Ma la Provincia sa anche a chi è riconducibile questa società? Lo avevamo scritto qualche tempo fa su Iacchitè, ma ci arriviamo alla fine. Prima occorre mettere in ordine gli eventi e raccontare di un acquisto molto voluto da parte della Provincia. Anche contro evidenti dubbi.
L’acquisto molto discusso e chiacchierato dell’immobile
Un punto è chiarissimo: la Provincia sapeva benissimo della situazione debitoria della società e la procedura giudiziaria. Tanto chiaro che alla votazione qualcuno si astiene chiedendosi per quale motivo la Provincia si interessa così tanto all’acquisto viste anche le situazioni debitorie. Nel settembre 2024, presentando l’operazione, la Provincia afferma che l’accordo avrebbe comportato un costo pari al 60% dei crediti vantati nella procedura giudiziaria. Cioè qualcuno dei creditori o tutti avrebbero rinunciato al 40% dei soldi che gli spettavano. Chi? E perchè avrebbero rinunciato?
Nonostante la complessità della situazione, il 18 giugno 2025 la Provincia acquista l’immobile da L’Ottagono per 1.126.806,44 euro. Il passaggio di proprietà è documentato dal rogito della notaia Anna Calvelli e dalla visura catastale, nella quale la Provincia di Cosenza risulta intestataria del fabbricato. L’operazione viene finanziata utilizzando economie disponibili su vecchi mutui della Cassa Depositi e Prestiti, originariamente destinati in larga parte a interventi sulla viabilità provinciale.
Nella procedura esecutiva entra in gioco anche un altro soggetto pubblico: il Comune di Cetraro. La sua posizione riguarda crediti tributari nei confronti di L’Ottagono. Più prosaicamente L’Ottagono srl deve i soldi anche al Comune (e parliamo di qualche centinaio di migliaio di euro, sembra 400 mila euro). La Provincia contesta la legittimità dell’intervento del Comune e dell’Agenzia del Demanio, chiedendo al Tribunale di dichiarare improcedibile l’esecuzione. E chiede anche un decreto giudiziario di trasferimento dell’immobile in suo favore. Nell’ordine: chiede al giudice un trasferimento dopo aver già acquistato l’edificio. E tenta di fermare una procedura conosciuta sin dall’inizio delle trattative. Ma il giudice del Tribunale di Paola non condivide questa impostazione. E respinge l’istanza appena poche settimane fa, nel corso del mese di settembre.
Chi è L’Ottagono srl?
I lettori più attenti di Iacchitè ricorderanno che a giugno dello scorso anno trovavamo che l’Ottagono srl più che a Vicenza ha un gancio a Paola (Qui la ricostruzione https://www.iacchite.blog/cetraro-dietro-lo-stallo-per-la-caserma-dei-carabinieri-ce-il-solito-clan-muto-nomi-cognomi-e-indizi/ )
Nella nostra precedente inchiesta avevamo ricostruito la storia di L’Ottagono S.r.l., società con sede in provincia di Vicenza, subentrata nei primi anni Duemila nella realizzazione della nuova caserma. La società aveva a sua volta una partecipazione nella Horus Lavori Generali. Tale impresa edile paolana è riconducibile, stando almeno all’ultimo aggiornamento delle carte rinvenute, è riconducibile ad uno degli indagati dell’inchiesta Coffee Break del 2009, tale De Seta. L’operazione riguardava illeciti quali usura, riciclaggio di denaro sporco e false fatturazioni, che in poco tempo aveva prodotto un volume d’affari da oltre 40 milioni di euro. L’inchiesta giunta al primo grado nel 2011 ha visto la prescrizione per il proprietario di questa azienda, ma insieme a lui e meno fortunati con condanna in primo grado c’erano nomi noti sul territorio quali Massimo Aceto, Agostino Iacovo e Agostino Briguori. Nomi più volti collegati dalle cronache e dai tribunali al clan Muto. C’è poi un fatto incontestabile: l’immobile di L’Ottagono era già sottoposto a una procedura esecutiva aperta nel 2018 presso il Tribunale di Paola.
Curioistà e coincidenze
E qui per il momento arriviamo a una serie di fatti di contorno. La seduta di settembre 2024 quando si decide di acquistare l’immobile è la stessa seduta in cui la Provincia decide le spese per il Polo Sportivo. In entrambi i casi i soldi vengono presi dal residuo cassa che era destinato alla viabilità (ricordate la vicenda della strada per Verbicaro prima finanziata e poi de-finanziata?). Niente viabilità, ma sì al Polo Sportivo e sì all’acquisto di un immobile detenuto da una società piena di debiti, sotto procedura giudiziaria e riconducibile a nomi noti di Cetraro. Edifici oggetto di investimenti pubblici milionari. Questione di priorità. Lo studio notarile presso cui si rivolgono per la pratica è lo stesso studio che ha usato la Romansofra (la società di Succurro e Ambrogio) per acquistare l’immobile adiacente all’ex albergo Lucanto. Anche qui: coincidenze o professionisti di fiducia. In questo nulla di particolare. Nell’insieme, invece, parliamo di vicende che riguardano l’amministrazione Succurro e consorte e che ogni giorno che passa si addensano di nubi nere. E non sappiamo ancora tutto quello che c’è da sapere.
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