BRINDISI – Trasformare la crisi dei tradizionali modelli industriali in un’occasione di rilancio, creare nuove opportunità occupazionali e soprattutto offrire ai giovani ragioni concrete per costruire il proprio futuro senza lasciare la città. È questa la sfida che Brindisi porta a Torino, dove è tra le protagoniste della decima edizione di Utopian Hours, il festival internazionale dedicato all’innovazione urbana e alle trasformazioni delle città.
Il capoluogo adriatico è al centro di un laboratorio di confronto ospitato dal Dorado Urban Innovation & Community Hub, che riunisce 50 esperti del settore pubblico e privato per individuare strategie capaci di rendere più competitive e attrattive le città di medie dimensioni.
Un dibattito che assume un significato particolare per Brindisi, alle prese con una complessa transizione che coinvolge contemporaneamente l’industria, il sistema economico, l’ambiente e il tessuto sociale. Una trasformazione che impone di interrogarsi non soltanto sul futuro delle attività produttive, ma anche sulla capacità del territorio di generare lavoro, richiamare investimenti e valorizzare le proprie risorse.
Al centro dell’iniziativa c’è una domanda che supera la tradizionale rappresentazione delle città intermedie come luoghi nei quali la qualità della vita sarebbe garantita soprattutto da ritmi più tranquilli e dimensioni urbane contenute.
Quali condizioni devono essere create perché una città di medie dimensioni diventi realmente competitiva, capace di attrarre talenti, imprese e capitali?
È attorno a questo interrogativo che si sviluppa il confronto internazionale, articolato su 4 direttrici: il superamento delle narrazioni convenzionali sulle città intermedie, il potenziamento dei collegamenti e dei servizi, l’analisi delle esperienze di trasformazione urbana già realizzate in altri territori e l’individuazione di nuove politiche di sviluppo.
A rappresentare Brindisi è il sindaco Giuseppe Marchionna, che ha illustrato le prospettive della città e la necessità di governare i cambiamenti in corso attraverso una strategia fondata su investimenti, formazione e collaborazione tra istituzioni e sistema produttivo.
«Siamo una città che sta vivendo una trasformazione profonda e che proprio per questo ha l’opportunità, e la responsabilità, di ripensare il proprio futuro», ha dichiarato il primo cittadino, richiamando il peso che la grande industria e il comparto energetico hanno avuto nella costruzione dell’identità economica brindisina.
La questione, secondo Marchionna, non è cancellare quella storia, ma utilizzare il patrimonio di infrastrutture, professionalità e capacità produttive esistente per costruire nuove prospettive.
La transizione industriale ed energetica deve tradursi in investimenti, posti di lavoro e miglioramento dei servizi, evitando che il cambiamento del sistema produttivo produca ulteriori difficoltà per il territorio.
«La transizione deve diventare cambiamento reale, tradursi in nuove opportunità di lavoro, investimenti, servizi e qualità urbana», ha sottolineato il sindaco, indicando nella capacità di trasformare le risorse disponibili in occasioni concrete di sviluppo il principale obiettivo dell’amministrazione.
Un passaggio centrale del suo intervento ha riguardato il rapporto tra Brindisi e le nuove generazioni.
Per Marchionna, infatti, la possibilità di trattenere i giovani non può essere affidata esclusivamente alla qualità della vita o alle caratteristiche del territorio. Occorrono condizioni economiche e sociali che rendano conveniente e possibile scegliere la città come luogo nel quale studiare, lavorare e realizzare i propri progetti.
«Non basta raccontare che nelle città medie si vive meglio: dobbiamo creare le condizioni perché le persone, soprattutto i giovani, possano scegliere di viverci, lavorare, investire e costruire qui il proprio futuro», ha affermato il primo cittadino.
È in questa prospettiva che l’amministrazione comunale intende rafforzare il rapporto con le università pugliesi e con le grandi aziende presenti nell’area brindisina.
L’obiettivo illustrato a Torino è quello di sviluppare un sistema nel quale formazione universitaria, ricerca scientifica, innovazione tecnologica e attività industriali possano procedere in maniera coordinata, rispondendo alle nuove esigenze del mercato del lavoro.
Brindisi, nelle intenzioni dell’amministrazione, non dovrà limitarsi a ospitare corsi universitari, ma diventare un polo di formazione, ricerca e sviluppo delle competenze, strettamente collegato alle trasformazioni economiche e produttive del territorio.
Una strategia che riguarda anche i lavoratori già occupati nei settori interessati dalla transizione.
Marchionna ha infatti richiamato l’importanza dei percorsi di aggiornamento e riqualificazione professionale, considerati necessari per consentire alle competenze esistenti di adattarsi alle nuove attività industriali e alle opportunità offerte dai cambiamenti tecnologici.
La finalità è evitare che la riconversione economica lasci indietro una parte della popolazione lavorativa, creando nuove condizioni di marginalità sociale e occupazionale.
Il sindaco ha insistito sulla necessità di costruire un’offerta formativa collegata alle vocazioni produttive locali, capace di accompagnare sia l’evoluzione delle imprese sia l’inserimento delle nuove generazioni nel mondo del lavoro.
«La vera sfida è mettere in relazione formazione, imprese e innovazione, trattenere i talenti e attrarne di nuovi», ha spiegato Marchionna, indicando nella presenza delle grandi realtà industriali e delle infrastrutture strategiche un possibile punto di forza per l’intero territorio.
Ma il rilancio economico, secondo la visione presentata dal primo cittadino, deve essere accompagnato anche da una trasformazione della città sotto il profilo dei servizi, della mobilità e delle opportunità culturali.
Collegamenti efficienti, qualità degli spazi urbani e un’offerta culturale capace di rispondere alle esigenze di residenti e nuovi investitori vengono considerati fattori essenziali per rafforzare l’attrattività di Brindisi.
L’obiettivo è superare un modello nel quale le città di medie dimensioni vengono apprezzate soprattutto per la vivibilità, senza riuscire necessariamente a offrire adeguate prospettive di crescita professionale ed economica.
«Non vogliamo che Brindisi sia soltanto una città in cui si vive bene, ma una città in cui valga la pena scegliere di costruire il proprio futuro», ha ribadito Marchionna, sintetizzando il significato della partecipazione al confronto internazionale.
La presenza del capoluogo adriatico a Utopian Hours rappresenta così un’occasione per confrontare le proprie prospettive con quelle di altre realtà urbane impegnate a ridefinire il proprio ruolo nei nuovi scenari economici.
Brindisi viene proposta come un caso significativo delle trasformazioni che interessano le città intermedie, soprattutto quelle che hanno costruito una parte rilevante della propria economia attorno alla grande industria e che oggi devono individuare nuove traiettorie di sviluppo.
Il confronto di Torino offre l’opportunità di approfondire esperienze, strumenti e strategie, ma pone anche una questione concreta: trasformare le prospettive delineate in progetti, investimenti e opportunità occupazionali effettive.
È su questo terreno che l’amministrazione comunale intende misurare la capacità di Brindisi di affrontare il cambiamento, valorizzando le risorse già presenti e costruendo nuove relazioni tra università, imprese e istituzioni.
Per una città chiamata a ripensare una parte importante del proprio sistema produttivo, la sfida non è soltanto partecipare alla discussione internazionale sul futuro dei centri urbani di medie dimensioni, ma riuscire a tradurre quella visione in un modello di sviluppo capace di offrire prospettive concrete al territorio e alle nuove generazioni.
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