#Finsubito news dalla rete – Mense scolastiche, la stangata sulle famiglie. Simeone spiega gli aumenti: «Costi lievitati, ma tuteliamo i più fragili»


Le dichiarazioni dell’assessore alla Pubblica Istruzione di Taranto Maria Lucia Simeone

 

TARANTO – Le tariffe delle mense scolastiche aumentano e il Comune di Taranto prova a spiegare alle famiglie le ragioni di una scelta destinata a pesare sui bilanci domestici. A intervenire è l’assessore comunale alla Pubblica Istruzione, Maria Lucia Simeone, che attraverso una dichiarazione diffusa sui social affronta la questione dei rincari, illustrando i criteri utilizzati per la revisione dei costi e assicurando particolare attenzione ai nuclei familiari economicamente più fragili.

Al centro della spiegazione dell’assessore ci sono l’aumento dei costi di gestione del servizio, il nuovo appalto e la rimodulazione delle tariffe in base alle fasce ISEE. Una decisione che Simeone riconosce avere conseguenze dirette sulle famiglie, ma che considera necessaria alla luce dei cambiamenti economici intervenuti negli ultimi anni.

«Sappiamo bene che ogni aumento incide sul bilancio delle famiglie», premette l’esponente della giunta comunale, sottolineando la necessità di rendere comprensibili le motivazioni del provvedimento.

Il primo elemento richiamato riguarda il generale incremento del costo della vita, che ha interessato anche la gestione della refezione scolastica. Secondo Simeone, le spese sostenute per garantire quotidianamente i pasti agli alunni sono cresciute su diversi fronti, dall’acquisto degli alimenti all’impiego del personale, fino alle attività di trasporto e distribuzione.

«Sono aumentati i costi delle materie prime, così come è aumentato il costo del personale», spiega l’assessore, ricordando che gli incrementi hanno interessato tutte le fasi del servizio.

Nella sua analisi trova spazio anche una critica al Governo nazionale, chiamato in causa per il peso dei carburanti e per la necessità di sostenere maggiormente gli enti locali.

Simeone ritiene infatti che l’esecutivo dovrebbe valutare interventi capaci di alleggerire gli oneri sostenuti dai Comuni per i servizi scolastici, contribuendo così a limitare la quota economica richiesta ai genitori.

Un altro aspetto sul quale l’assessore insiste riguarda il periodo di riferimento utilizzato per valutare gli aumenti. Le precedenti tariffe risalivano a un appalto di 3 anni fa e, da allora, erano rimaste invariate, senza adeguamenti al progressivo incremento dei costi.

È dunque sull’intero triennio, sostiene Simeone, che deve essere misurata la portata della revisione tariffaria, evitando di considerare i nuovi importi senza tenere conto dell’evoluzione dei prezzi intervenuta nel frattempo.

Particolare attenzione viene riservata alla distribuzione dei rincari tra le diverse categorie di utenti. L’assessore assicura che, nella definizione delle nuove quote, l’amministrazione ha utilizzato come riferimento le fasce ISEE, con l’obiettivo di contenere l’impatto economico soprattutto sulle famiglie con minori disponibilità.

Per i nuclei con un ISEE fino a 3.000 euro, l’incremento indicato è pari a 4 euro al mese, calcolati su 20 pasti. Una cifra che Simeone richiama per spiegare come il peso effettivo dell’adeguamento debba essere valutato in termini assoluti, oltre che percentuali.

Per la fascia ISEE compresa tra 3.000 e 9.000 euro, l’assessore indica invece un aumento mensile di 8 euro. Nella dichiarazione viene richiamata anche la fascia tra 12.000 e 18.000 euro, mentre non vengono precisati tutti gli importi applicati alle altre categorie di reddito.

Simeone ribadisce comunque che gli adeguamenti riguardano anche le ulteriori fasce ISEE e invita a considerare gli importi concreti richiesti alle famiglie, senza fermarsi esclusivamente alle percentuali di incremento.

Ma la questione economica non è l’unico tema affrontato dall’assessore. Una parte importante del suo intervento riguarda infatti la qualità dei pasti serviti ai bambini e le garanzie previste dal nuovo appalto della refezione scolastica.

L’amministrazione, sostiene Simeone, ha voluto concentrare l’attenzione sulla qualità degli alimenti, sull’equilibrio nutrizionale dei menù, sulla sicurezza delle procedure di preparazione e distribuzione e sulla gestione delle diete speciali.

Aspetti che, secondo l’assessore, non possono essere considerati secondari rispetto alla discussione sulle tariffe, perché riguardano direttamente la salute degli alunni e le condizioni nelle quali viene garantito un servizio essenziale durante la giornata scolastica.

La refezione, osserva Simeone, rappresenta anche un’occasione educativa e di socializzazione, nella quale l’alimentazione si accompagna all’esperienza della condivisione.

«Il nostro obiettivo è garantire la migliore qualità possibile, la migliore cura e attenzione in ogni fase del servizio», afferma l’assessore, assumendo un impegno diretto sulla verifica degli standard previsti.

«Su questo vigilerò personalmente», assicura, ribadendo che il controllo sulla qualità della mensa costituirà una priorità della sua attività amministrativa.

L’ultimo passaggio dell’intervento riguarda il rapporto con le istituzioni scolastiche e, indirettamente, con le famiglie interessate dagli aumenti.

Nei prossimi giorni Simeone incontrerà i rappresentanti dei 10 istituti scolastici nei quali è attivo il servizio di refezione, con l’obiettivo di illustrare nel dettaglio il nuovo sistema tariffario, spiegare le motivazioni delle scelte adottate e rispondere alle richieste di chiarimento.

Un confronto che l’assessore considera necessario per affrontare una questione particolarmente sentita dai genitori e garantire maggiore trasparenza sulle decisioni dell’amministrazione comunale.

«Le famiglie hanno diritto a informazioni chiare e a risposte puntuali», sottolinea Simeone, annunciando la volontà di confrontarsi direttamente con i rappresentanti delle scuole.

Resta così aperto il confronto sull’impatto dei nuovi costi della mensa scolastica a Taranto. Da una parte l’amministrazione richiama gli aumenti delle spese di gestione accumulati in 3 anni e la necessità di garantire un servizio di qualità; dall’altra, per le famiglie, si prospetta un ulteriore impegno economico, differenziato in base alla situazione reddituale.

Il prossimo incontro con i rappresentanti degli istituti scolastici sarà quindi l’occasione per entrare nel merito delle nuove tariffe e chiarire gli aspetti di una revisione che interessa direttamente la quotidianità di numerose famiglie tarantine.




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