Alla fine la Casa Bianca ha ceduto. Dopo la bufera nata da una serie di articoli del Wall Street Journal e le accuse di corruzione, l’amministrazione Trump ha chiesto all’ambasciatrice americana in Grecia Kimberly Guilfoyle, ex compagna di Donald Trump Jr., di dimettersi. Secondo il quotidiano statunitense, imprenditori greci e americani avrebbero infatti finanziato viaggi di lusso per lei in cambio di favoritismi. L’indagine del Dipartimento di Stato si aggiunge a un precedente scandalo in cui la Guilfoyle era stata accusata di aver richiesto 100.000 dollari a un donatore repubblicano per coprire i suoi debiti con la carta di credito in cambio di favoritismi.
«Accuse false, mi difenderò»
Dopo la richiesta della Casa Bianca, Kimberly Guilfoyle si è dimessa, respingendo però le accuse di corruzione mosse nei suoi confronti. «Sono false e intendo difendermi», ha scritto su X . «Essere ambasciatrice è stato l’onore della mia vita. Sono grata a Trump e al segretario Marco Rubio per avermi concesso questo straordinario privilegio di rappresentare il Paese più grande nella storia del mondo», ha messo in evidenza.
Serving as the United States Ambassador to Greece has been the honor of a lifetime. I will forever be grateful to President Donald J. Trump and Secretary of State Marco Rubio for entrusting me with the extraordinary privilege of representing the greatest country in the history of the world.
From my first day as Ambassador, I have worked tirelessly to advance President Trump’s America First agenda, strengthen our strategic alliance with Greece, and deliver meaningful victories for the American people. During my tenure, we have helped secure historic agreements to expand American liquefied natural gas exports to Europe, advanced the Vertical Corridor to reduce Europe’s dependence on Russian energy, strengthened our defense and security partnership with a critical NATO ally, and expanded opportunities for American businesses and investment throughout the region. I am especially proud of the role our Embassy has played in strengthening American energy dominance, advancing economic cooperation, and ensuring that the United States remains the indispensable leader in Southeast Europe. These accomplishments are a testament to President Trump’s bold leadership, Secretary Rubio’s commitment to American diplomacy, and the extraordinary men and women who serve our country every day. I also want to address the recent allegations against me. These allegations are false, and I intend to vigorously defend my name, my reputation, and my integrity. I have dedicated my professional life to fighting for justice, standing up for what is right, and defending the values that make America exceptional. I will not allow false accusations to define my decades of public service. My gratitude and respect for President Trump and Secretary Rubio remain unwavering. I am proud of what we accomplished together, and I will always be a loyal supporter of President Trump and his mission to Make America Great Again. While my time as Ambassador may be coming to an end, my commitment to President Trump, the America First movement, and the country I love will never end. It has been the honor of my lifetime to serve the United States of America. My deepest heartfelt appreciation to the people of Greece for their hospitality, partnership, and welcoming me with open arms. God bless President Trump, God bless our incredible diplomats and service members, and God bless the United States of America.
— Kimberly Guilfoyle (@kimguilfoyle) October 13, 2026
«Stava facendo un buon lavoro» in Grecia ma «non ci è piaciuto quello che abbiamo letto», ha detto Donald Trump. «Non ci ho parlato direttamente», ha messo in evidenza Trump, ribadendo che non gli è piaciuto quello che ha letto.
Chi è Kimberly Guilfoyle
Ex moglie di Gavin Newsom, l’allora sindaco di San Francisco, ora governatore della California, e possibile prossimo candidato dem alla Casa Bianca, ex fidanzata di Donald Trump jr e in una vita passata da procuratrice collega, e rivale, di Kamala Harris. Tutto questo è Kimberly Guilfoyle, l’ambasciatrice in Grecia a cui Donald Trump ha chiesto di dimettersi a causa dei, troppi, scandali che l’hanno travolta. «Stiamo valutando, non siamo contenti», aveva detto la notte scorsa il presidente ai giornalisti, usando parole molto più dure – e che quindi anticipavano l’annuncio della portavoce della Casa Bianca, Katie Zacharia, al suo primo giorno ufficiale di lavoro – rispetto alle prime reazioni della fine della scorsa settimana quando aveva detto di «non sapere molto della vicenda, lei è stata sempre molto carina».
Lo scandalo
Ad accendere i riflettori sull’attività della 57enne che Trump aveva nominato nel dicembre del 2024 alla guida della sede diplomatica di Atene, mesi dopo la rottura con Trump jr, è stato un articolo pubblicato alla fine di settembre dal Wall Street Journal in cui rivelavano i rapporti poco chiari tra l’ambasciatrice e imprenditori greci, in particolare una ditta di costruzioni e una società di lobbisti, che le avrebbero pagato viaggi di lusso. Secondo il Wall Street Journal, Guilfoyle avrebbe chiesto 100mila dollari in nero a un esponente Maga facendoli figurare come il saldo della sua carta di credito: in cambio lei avrebbe garantito un accesso a membri di spicco del governo Trump per risolvere problemi fiscali e giudiziari. I democratici Jeanne Shaheen e Gregory Meeks, che già avevano chiesto un’indagine sulla sua condotta per possibili conflitti d’interesse, sono tornati alla carica premendo per le dimissioni, mentre Rubio, lodando il lavoro di Guilfoyle in piedi accanto a lui sulla pista, ha inizialmente rifiutato di commentare: «Quel che si legge sui giornali non è Vangelo», ha detto chiudendo la visita durante la quale aveva chiesto all’Europa di «svegliarsi dal torpore» difendendo la civiltà occidentale «arrivata a un punto di svolta».
L’articolo del WSJ
L’esclusiva del Wall Street Journal ha fatto ombra alla retorica. Firmata da due premi Pulitzer, cita messaggi su Signal tra Guilfoyle ed Eric Deters, ex candidato Maga in Kentucky ed ex proprietario della catena regionale Snappy Tomato Pizza, in cui lei chiede un bonifico direttamente sulla carta di credito prima dell’appuntamento in Senato per la conferma della nomina. Deters sostiene ora di non aver pagato («ne andrebbe del mio matrimonio», aveva replicato a Guilfoyle) e che l’ambasciatrice non ha mai mantenuto le promesse di aiutarlo, mentre lei a sua volta contesta l’autenticità dei messaggi in cui, secondo gli screenshot pubblicati dal giornale, insiste per il pagamento sottobanco – «Honey, dear, ho bisogno che tu lo faccia oggi stesso» – chiedendo allo stesso tempo di non lasciare traccia dei contatti: «Vorrei che tu smettessi di scrivere tutte queste cose», aveva scritto: «È pericoloso, ne va della nomina. Meglio parlarci su Signal».
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