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Secondo l’analisi Aniasa-Dataforce, il settore cresce del 5,9% da gennaio a settembre 2026, sostenuto dal boom del breve termine (+36,5%). Nel terzo trimestre immatricolazioni in aumento del 3,1%, mentre il lungo termine resta sostanzialmente stabile. Accelerano le ibride plug-in, arretra il diesel. Le imprese chiedono regole più semplici e stabilità fiscale
Il noleggio si conferma uno dei pilastri del mercato automobilistico italiano, arrivando a rappresentare quasi un terzo delle immatricolazioni nazionali nei primi nove mesi del 2026. Da gennaio a settembre il comparto ha registrato 443.728 nuovi veicoli, tra autovetture e commerciali leggeri, con un incremento del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2025 e circa 25mila unità aggiuntive. La quota sul mercato complessivo raggiunge così il 31,6%, confermando il ruolo crescente delle formule di mobilità basate sull’utilizzo anziché sulla proprietà.
È quanto emerge dall’analisi realizzata da Aniasa, l’associazione di Confindustria che rappresenta il settore della mobilità pay-per-use, e Dataforce, che fotografa un mercato in espansione ma caratterizzato da dinamiche differenti tra noleggio a breve e a lungo termine.
Nel terzo trimestre dell’anno, da luglio a settembre, le immatricolazioni del comparto sono aumentate del 3,1%, raggiungendo 98.682 veicoli. La crescita è stata sostenuta soprattutto dalle autovetture, salite del 7,6% a 83.092 unità, mentre i veicoli commerciali leggeri hanno registrato una contrazione del 15,5%, fermandosi a 15.590 immatricolazioni.
La quota del noleggio sul mercato nazionale si è attestata al 26,6% nel trimestre, con un’incidenza del 25% nel segmento delle autovetture e del 40,9% in quello dei mezzi da lavoro. Una flessione rispetto al dato cumulato dei nove mesi che, secondo l’analisi, non riflette un arretramento dei volumi del noleggio, ma la maggiore crescita delle immatricolazioni dei privati e delle auto-immatricolazioni.
A trainare il comparto è soprattutto il noleggio a breve termine, che nei primi nove mesi ha registrato un aumento del 36,5%, raggiungendo circa 130mila immatricolazioni, 35mila in più rispetto al 2025 e 37mila rispetto al 2024. Anche nel trimestre estivo il segmento ha mantenuto una dinamica sostenuta, con una crescita del 29% e quasi 4mila vetture aggiuntive.
Diversa la situazione del noleggio a lungo termine, che da gennaio a settembre ha totalizzato circa 313mila immatricolazioni, con una flessione dello 0,8% e circa 10mila unità in meno rispetto all’anno precedente. Un risultato che Aniasa invita tuttavia a leggere alla luce dell’andamento eccezionale del 2025, quando il settore aveva beneficiato della forte spinta delle società captive e del bando Consip, soprattutto nella prima parte dell’anno.
Nel terzo trimestre il lungo termine ha sostanzialmente mantenuto i livelli dell’anno precedente, con circa 2mila autovetture in più e quasi 3mila veicoli commerciali leggeri in meno. La componente aziendale continua a rappresentare il principale bacino di domanda: quasi quattro contratti su cinque sono riconducibili alle imprese, mentre la quota dei privati si attesta al 20,7%, in calo rispetto al 22,1% del 2025.
La trasformazione più evidente riguarda però le alimentazioni. Le motorizzazioni ibride plug-in stanno conquistando una posizione sempre più rilevante nelle flotte, mentre il diesel continua a perdere terreno, soprattutto nel segmento delle autovetture.
Nel terzo trimestre le immatricolazioni di vetture plug-in hybrid nel noleggio a lungo termine sono aumentate del 37%, raggiungendo una quota del 23,5%, superiore a quella del diesel, sceso al 18,1%. Nei primi nove mesi la crescita delle plug-in è stata ancora più marcata, con un incremento del 66,3%.
La benzina, comprese le motorizzazioni mild hybrid, rimane l’alimentazione più diffusa nel lungo termine, con una quota del 36,4% nel trimestre. Il diesel, invece, ha registrato una contrazione delle immatricolazioni del 34,5% tra luglio e settembre e del 22,2% nel cumulato annuo.
Prosegue anche l’avanzata delle altre alimentazioni elettrificate. Nel terzo trimestre le immatricolazioni di auto elettriche pure nel lungo termine sono aumentate del 21,2%, superando le 6mila unità e raggiungendo una quota dell’8,9%, leggermente superiore all’8,2% registrato nel mercato automobilistico complessivo nei primi nove mesi. Le full hybrid sono cresciute del 13,1%, mentre le vetture a Gpl hanno segnato un incremento del 26,4%.
Complessivamente, elettriche pure, full hybrid e plug-in hybrid rappresentano il 43,4% delle nuove immatricolazioni di autovetture nel noleggio a lungo termine nel terzo trimestre. Una quota che evidenzia il contributo del comparto alla diffusione delle motorizzazioni a minori emissioni.
Anche il breve termine registra un’accelerazione dell’elettrificazione. Le immatricolazioni di plug-in hybrid sono aumentate del 72% nel trimestre, raggiungendo una quota del 27%, mentre le full hybrid hanno raddoppiato i volumi. Le vetture elettriche pure hanno conquistato l’8,2% del mercato, a fronte di una quota del diesel scesa al 14,4%.
Più complessa resta la transizione energetica dei veicoli commerciali leggeri, dove il gasolio mantiene una posizione dominante. Nel noleggio a lungo termine il diesel rappresenta il 77,3% delle immatricolazioni trimestrali, nonostante una contrazione dei volumi del 22,8%. Nel breve termine la sua incidenza raggiunge addirittura il 92,2%, mentre i veicoli elettrici si fermano al 6,7%.
Le difficoltà nella sostituzione delle motorizzazioni tradizionali nel segmento dei mezzi da lavoro emergono anche dall’andamento delle immatricolazioni elettriche, diminuite del 5,6% nel lungo termine e del 53,4% nel breve termine.
La fotografia del mercato evidenzia dunque una transizione a velocità differenti, con le autovetture a noleggio sempre più orientate verso le alimentazioni elettrificate e i veicoli commerciali ancora fortemente dipendenti dal diesel.
Sul fronte dei modelli, Fiat Panda torna al primo posto tra le auto più noleggiate a lungo termine, con 4.864 immatricolazioni nel terzo trimestre, in crescita del 59%. La vettura mantiene il primato anche nei primi nove mesi, avvicinandosi alle 15mila unità.
Alle sue spalle, nel trimestre, si collocano Peugeot 3008, che registra un incremento del 119,8%, Volkswagen Tiguan, in calo del 15,1%, BYD Seal U, in crescita del 45,2%, e BMW X1, che arretra del 27,4%.
Nel breve termine, invece, è BYD Seal U a guidare la classifica trimestrale, con un aumento del 31,1%, davanti a MG ZS, cresciuta del 150,2%, e MG 3, che ha quasi decuplicato le immatricolazioni. Nel cumulato gennaio-settembre il modello più noleggiato è BYD Atto 2.
Tra i veicoli commerciali leggeri, Fiat Doblò conserva il primato nel lungo termine nonostante una contrazione del 56,6%, mentre Fiat Scudo registra una crescita dell’86,5%. Quest’ultimo modello guida anche la graduatoria del breve termine, con immatricolazioni sestuplicate rispetto allo stesso trimestre del 2025.
Al di là dei risultati commerciali, Aniasa richiama l’attenzione sulle criticità normative e fiscali che, secondo l’associazione, rischiano di condizionare le prospettive di sviluppo del settore.
«I dati dei primi nove mesi confermano la capacità del settore di sostenere il mercato automotive e di rispondere alle esigenze di mobilità di imprese, professionisti, cittadini e turisti», ha dichiarato il presidente di Aniasa, Italo Folonari, sottolineando tuttavia come la crescita rischi di essere frenata da quella che definisce una «vera e propria bulimia legislativa».
Nel mirino dell’associazione finiscono le modifiche alla disciplina dei fringe benefit, le complicazioni relative all’Imposta provinciale di trascrizione e al bollo auto e la previsione del Codice della strada che trasferirebbe sulle società di noleggio i costi delle multe non pagate dai clienti stranieri.
Secondo Folonari, l’incertezza regolatoria e il moltiplicarsi degli adempimenti rendono sempre più difficile programmare gli investimenti, penalizzando un comparto che contribuisce sia al rinnovo del parco circolante sia allo sviluppo dell’industria turistica.
Le flotte a noleggio hanno infatti un’età media di circa quattro anni, contro gli oltre undici anni del parco automobilistico nazionale. Un divario che, secondo l’associazione, evidenzia il potenziale del settore nell’accelerare il ricambio dei veicoli e favorire la diffusione di motorizzazioni più moderne.
Aniasa sollecita inoltre una fiscalità più favorevole per le auto aziendali, attraverso interventi sulla detraibilità dell’Iva e sulla deducibilità dei costi, ritenuti strumenti utili per sostenere il rinnovo delle flotte e, successivamente, alimentare il mercato dell’usato destinato ai privati.
«Servono stabilità, certezza delle regole e una visione di medio-lungo periodo. È ora di definire un quadro normativo unico dedicato al settore», ha concluso Folonari.
Il quadro delineato dall’analisi Aniasa-Dataforce restituisce così l’immagine di un settore che continua a guadagnare peso nel mercato automobilistico italiano, sostenuto dalla crescita del breve termine e dalla progressiva elettrificazione delle flotte. Una dinamica che convive però con il rallentamento dei veicoli commerciali leggeri e con le incognite normative denunciate dagli operatori, mentre il noleggio si conferma uno dei principali canali di accesso alla mobilità per imprese e privati.
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