#Finsubito news dalla rete – San Liborio ancora senz’acqua, esplode la rabbia: Comune e Acea sotto accusa


Ancora rubinetti a secco, ancora famiglie costrette a fare i conti con l’assenza d’acqua. E ancora cittadini che, prima di ricevere informazioni precise sul disservizio, devono cercare risposte sui social o chiamare autonomamente Acea. A San Liborio la mattinata di venerdì 9 ottobre si apre con l’ennesima emergenza idrica, dopo il maltempo delle ultime ore. Un problema che torna a colpire il popoloso quartiere e che riaccende le polemiche sulla gestione della rete e, soprattutto, sulla comunicazione ai residenti.

Le segnalazioni si moltiplicano già dalle prime ore del mattino. Via Gian Battista Falda, via Francesco Navone, via Carlo Fontana, via Nuova di San Liborio: sono diverse le strade indicate dagli abitanti che denunciano l’assenza d’acqua o una pressione insufficiente.

«Rubinetti a secco da stanotte, ho chiamato Acea alle 5, non avevano segnalazioni a riguardo. Chiamate anche voi!», racconta una residente. Un’altra riferisce di avere contattato il gestore, ricevendo come risposta di essere la prima ad aver aperto una segnalazione. Da via Navone arriva una testimonianza altrettanto eloquente: «Via Navone senza acqua diretta. Stiamo con i serbatoi da questa notte».

C’è anche chi segnala che l’acqua è tornata, ma con una pressione appena sufficiente: «A me è tornata, ma solo un filo». E chi racconta che, telefonando ad Acea, ha trovato un messaggio automatico relativo a un guasto nella zona.

Un quadro di disagi diffusi, con situazioni differenti da strada a strada, mentre resta da chiarire l’origine del problema e soprattutto quando il servizio tornerà regolare.

A far crescere la protesta è anche l’assenza, sui canali pubblici consultati nella mattinata, di un aggiornamento specifico sul nuovo disservizio. Nessuna indicazione rintracciata sui tempi di ripristino, sull’effettiva estensione dell’interruzione e sull’eventuale predisposizione di autobotti per le famiglie rimaste senza acqua.

Eppure non si tratta di un problema nuovo. Già il 10 e l’11 settembre San Liborio aveva dovuto affrontare un’interruzione della fornitura, con Acea che aveva collegato il protrarsi del disservizio alle intense precipitazioni e all’elevata torbidità dell’acqua nell’impianto di Montanciano. In quell’occasione erano stati individuati tre punti di approvvigionamento sostitutivo tramite autobotti. Soltanto quattro giorni fa, il 5 ottobre, un altro guasto, questa volta alla condotta adduttrice dei Filtri Aurelia, aveva provocato nuove criticità idriche in città.

Episodi distinti, dei quali non è dimostrata una causa comune, anche se probabile, ma che restituiscono la frequenza con cui i cittadini si trovano a fronteggiare interruzioni e abbassamenti di pressione.

Sulla vicenda interviene duramente il consigliere comunale di opposizione di Fratelli d’Italia Giancarlo Frascarelli che, attraverso un video registrato davanti al Pincio, si rivolge direttamente al sindaco Marco Piendibene.

«Egregio sindaco, mi stanno chiamando cittadini di San Liborio, un quartiere molto popoloso, perché nuovamente il quartiere è a secco», denuncia Frascarelli, richiamando le difficoltà che la mancanza d’acqua comporta per famiglie, anziani e persone con disabilità.

Il consigliere punta il dito soprattutto contro la gestione dell’informazione: «La comunicazione del sindaco in questo caso, per rassicurare i cittadini, per organizzare l’approvvigionamento, è necessaria, è doverosa, è obbligatoria».

L’esponente di Fratelli d’Italia ricorda inoltre che, pur essendo affidata ad Acea la gestione del servizio, il Comune mantiene un ruolo di rappresentanza e di interlocuzione istituzionale nell’ambito del sistema idrico. Da qui la richiesta di un intervento diretto del sindaco e degli uffici competenti per informare tempestivamente la popolazione e affrontare le criticità.

La questione, peraltro, era già arrivata in Consiglio comunale. Lo scorso 15 settembre Frascarelli e la collega Simona Galizia avevano presentato un question time dedicato alla grave crisi idrica nei quartieri cittadini, contestando l’assenza di servizi sostitutivi e il mancato rispetto degli impegni di investimento da parte di Acea Ato 2. Contestazioni politiche che oggi tornano al centro del confronto.

Il maltempo può certamente determinare guasti e difficoltà negli impianti, ma le cause dell’interruzione di oggi devono ancora essere chiarite dal gestore. E soprattutto, anche quando un guasto è imprevedibile, informare chi ne subisce le conseguenze non dovrebbe esserlo.

Perché il problema non è soltanto restare senz’acqua. È non sapere per quanto tempo, non conoscere le cause e dover cercare sui social le informazioni necessarie per organizzare la propria giornata.

A San Liborio i cittadini aspettano che dai rubinetti torni a uscire acqua. Ma da Acea e dal Comune attendono anche spiegazioni, tempi certi quando disponibili e indicazioni concrete sui servizi sostitutivi. Risposte che, di fronte a un disservizio così frequente, non possono essere lasciate alla buona volontà dei residenti.

Frascarelli: «San Liborio e Cisterna Faro abbandonati, basta silenzio»

A rincarare la dose è ancora Giancarlo Frascarelli, consigliere comunale di opposizione di Fratelli d’Italia, che dopo il video di denuncia torna all’attacco dell’amministrazione comunale, allargando l’allarme anche a Cisterna Faro. «San Liborio e Cisterna Faro abbandonati: basta silenzio, serve un cambio di passo!», tuona il consigliere, denunciando le conseguenze dell’ennesimo disservizio idrico soprattutto per anziani e persone con disabilità. Tre le richieste avanzate dall’esponente di FdI: garantire rifornimenti mirati alle persone più fragili, intervenendo anche direttamente sui serbatoi e sulle torri di accumulo; rivedere la logistica delle autobotti e delle operazioni di approvvigionamento; assicurare una comunicazione tempestiva e puntuale alla cittadinanza.

Ma il bersaglio principale resta Palazzo del Pincio. Frascarelli chiama direttamente in causa il sindaco Marco Piendibene, gli assessori ai Lavori pubblici e all’Ambiente e la struttura amministrativa comunale, denunciando «il silenzio assordante della politica» di fronte alle difficoltà dei residenti. «Nonostante questa fitta rete di responsabilità, non si leva una sola voce per informare e tutelare i cittadini in queste ore di difficoltà», accusa il consigliere, che chiede all’amministrazione di assumere un ruolo più incisivo nei rapporti con Acea Ato 2 e nell’organizzazione dei servizi sostitutivi. Una presa di posizione che si conclude con un ultimatum politico: «Un’amministrazione seria comunica, previene e sta accanto alle persone più fragili. Il tempo degli alibi è finito: pretendiamo risposte immediate e un cambio di passo definitivo».

Torbidità dell’acqua dopo il maltempo, impianto già riavviato: ma da Acea nessuna comunicazione

Alla base dell’ennesima emergenza idrica che ha colpito San Liborio e Cisterna Faro ci sarebbe, ancora una volta, l’aumento della torbidità dell’acqua provocato dalle intense precipitazioni delle scorse ore. Secondo quanto appreso, l’impianto interessato sarebbe stato rimesso in funzione già nella mattinata di oggi, venerdì 9 ottobre, e il servizio dovrebbe tornare progressivamente alla normalità nel corso della giornata, con un graduale superamento dei disagi nelle zone coinvolte. Una prospettiva rassicurante per i residenti, che resta tuttavia in attesa di conferme ufficiali. A pesare, infatti, è ancora una volta la gestione della comunicazione: non risulta che Acea abbia diffuso una nota specifica per spiegare le cause dell’interruzione, informare gli utenti sulla ripartenza dell’impianto o indicare i tempi previsti per il completo ripristino dell’erogazione. Informazioni fondamentali, soprattutto per le famiglie rimaste senz’acqua dalla notte e per le persone più fragili. Se le indiscrezioni sul riavvio dell’impianto troveranno conferma, l’emergenza potrebbe rientrare entro sera. Resta però un problema che va oltre il singolo guasto: i cittadini non possono essere costretti ogni volta a cercare autonomamente risposte su un servizio essenziale come l’acqua potabile.

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