#Finsubito news dalla rete – Incentivi riqualificazione energetica 2027: Ecobonus, Conto Termico 3.0 e nuovi scenari europei | Articoli



Aggiungi Ingenio alle tue fonti preferite
Direttamente su Google, senza notifiche o iscrizioni

Aggiungi Ingenio su Google

Il quadro degli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici nel 2027 è già in parte definito, ma resta aperto a possibili modifiche con la prossima Legge di Bilancio. Alle aliquote previste per l’Ecobonus e alle opportunità offerte dal Conto Termico 3.0 si affiancano infatti nuovi scenari legati alle politiche europee sulla sicurezza energetica. Pompe di calore, fotovoltaico, accumuli e riqualificazioni profonde potrebbero assumere un ruolo sempre più centrale. Per progettisti, imprese e committenti diventa quindi fondamentale valutare non soltanto la percentuale dell’incentivo, ma l’intera strategia energetica dell’edificio. Il 2027 potrebbe così segnare il passaggio da una politica dei singoli bonus a una visione più integrata della riqualificazione.


Ecobonus 2027: oggi sappiamo già le aliquote

Per chi progetta interventi di riqualificazione energetica, il 2027 si presenta oggi con un paradosso: il quadro degli incentivi è già in parte definito dalla normativa vigente, ma potrebbe cambiare in modo significativo con la prossima Legge di Bilancio.

La domanda, quindi, non è soltanto quali bonus resteranno, ma quale politica il Governo sceglierà per sostenere gli investimenti dopo la conclusione del PNRR e il forte ridimensionamento della stagione del Superbonus.

Partiamo da ciò che è certo.

Secondo la disciplina attualmente vigente, per le spese sostenute nel 2027 l’Ecobonus prevede:

  • 36% per gli interventi sull’abitazione principale, nei casi ammessi;
  • 30% negli altri casi.

La detrazione continua a essere ripartita in dieci rate annuali.

Per il 2027, quindi, questo è il quadro normativo su cui un professionista dovrebbe costruire oggi una valutazione economica, salvo successive modifiche legislative.

Il possibile ritorno del 65% resta un’ipotesi

Nelle ultime settimane è emersa l’ipotesi di un rafforzamento dell’Ecobonus, con la possibilità di riportare alcune tipologie di intervento al 65%.

Al momento, però, non esiste ancora una disposizione approvata che stabilisca questa aliquota per il 2027.

Restano da definire elementi essenziali come:

  • immobili interessati;
  • beneficiari;
  • tecnologie ammesse;
  • massimali;
  • requisiti energetici;
  • eventuale differenziazione tra abitazione principale e altri immobili;
  • durata della nuova agevolazione.

Per progettisti, imprese e committenti la distinzione è fondamentale: il 65% può essere considerato uno scenario possibile, ma non può ancora essere utilizzato come dato acquisito nella costruzione di un piano economico.

Conto Termico 3.0: uno strumento da considerare già oggi

Accanto alle detrazioni fiscali, nel 2027 continuerà ad avere un ruolo importante il Conto Termico 3.0, disciplinato dal DM 7 agosto 2025 e gestito dal GSE.

La differenza rispetto all’Ecobonus è sostanziale.

L’Ecobonus è una detrazione fiscale recuperata negli anni.

Il Conto Termico è invece un incentivo gestito dal Gestore dei Servizi Energetici.

Per alcune tipologie di intervento e di beneficiari possono rientrare sistemi a pompa di calore e altre soluzioni per la produzione termica da fonti rinnovabili. In determinate configurazioni assumono inoltre rilievo fotovoltaico, accumulo e infrastrutture di ricarica.

Per un professionista diventa quindi sempre più importante non limitarsi a chiedere “quanto vale il bonus”, ma confrontare strumenti diversi in termini di:

  • requisiti;
  • beneficiari;
  • tempi di erogazione;
  • procedure;
  • massimali;
  • convenienza economica;
  • compatibilità con gli altri incentivi.

La vera novità potrebbe arrivare dall’Europa

Il quadro 2027 potrebbe cambiare soprattutto per effetto della nuova flessibilità europea sulla sicurezza energetica.

Il 18 agosto 2026 la Commissione europea ha pubblicato gli “Orientamenti per gli Stati membri sull’ampliamento della clausola di salvaguardia nazionale per la sicurezza energetica”, documento C/2026/4514.

La Commissione apre agli Stati membri la possibilità di utilizzare maggiore flessibilità fiscale per investimenti capaci di rafforzare strutturalmente la sicurezza energetica e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.

Non si tratta di un nuovo fondo europeo.

Si tratta di maggiore spazio fiscale per politiche nazionali.

Ed è proprio qui che il tema diventa interessante per il settore delle costruzioni.

Tra gli interventi espressamente indicati dal documento europeo figurano infatti:

  • riqualificazioni energetiche medie e profonde degli edifici;
  • pompe di calore;
  • energia solare e geotermica;
  • accumuli residenziali;
  • infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici;
  • produzione rinnovabile e accumulo negli edifici pubblici.

Gli incentivi potrebbero cambiare natura

Il punto più interessante per progettisti e imprese potrebbe non essere il ritorno di una determinata aliquota.

Potrebbe cambiare la logica stessa dell’incentivazione. La politica europea sembra infatti orientarsi sempre più verso la riqualificazione energetica integrata dell’edificio. Non soltanto cappotto, non soltanto caldaia o pompa di calore, non soltanto fotovoltaico.

L’edificio viene progressivamente letto come un sistema nel quale interagiscono:

involucro, climatizzazione, produzione elettrica, accumulo, automazione, ricarica dei veicoli e gestione dei carichi.

Per il professionista cambia quindi anche la domanda progettuale. Non più soltanto: “Quale intervento è incentivato?” Ma: “Quale configurazione permette di ridurre realmente il fabbisogno energetico dell’edificio e di migliorarne le prestazioni complessive?”

Pompe di calore, fotovoltaico e accumuli diventano parte dello stesso progetto

Tra le tecnologie indicate direttamente dalla Commissione europea ci sono le pompe di calore e gli accumuli residenziali.

La loro integrazione con il fotovoltaico può trasformare profondamente il comportamento energetico dell’edificio.

Un impianto fotovoltaico produce energia. Un sistema costituito da fotovoltaico, pompa di calore, accumulo e controllo dei carichi può invece gestire produzione e consumo in modo coordinato.

Il tema diventa ancora più importante con la progressiva elettrificazione dei consumi.

Pompe di calore e veicoli elettrici possono aumentare in modo significativo la potenza richiesta dagli edifici. Per questo la progettazione dovrà considerare sempre più attentamente:

  • potenza disponibile;
  • contemporaneità dei carichi;
  • produzione fotovoltaica;
  • capacità di accumulo;
  • sistemi di gestione energetica;
  • controllo dinamico della ricarica.

Il progetto energetico dell’edificio tende quindi a diventare un problema sempre più integrato tra edilizia, impianti elettrici e automazione.

Edifici pubblici e scuole: un fronte da osservare con attenzione

La Commissione europea indica esplicitamente anche il patrimonio pubblico tra gli ambiti potenzialmente interessati.

Per scuole, ospedali, uffici pubblici e altri immobili possono assumere particolare rilevanza:

  • riqualificazioni energetiche medie e profonde;
  • produzione di energia rinnovabile in sito;
  • sistemi di accumulo.

Per l’Italia questo potrebbe diventare uno dei temi più importanti del dopo PNRR.

In particolare, per le scuole la riqualificazione non può più essere letta soltanto in funzione del riscaldamento invernale.

L’aumento della frequenza delle ondate di calore rende sempre più importante garantire condizioni adeguate anche nei mesi caldi.

La progettazione dovrebbe quindi affrontare insieme:

  • schermature solari;
  • controllo degli apporti termici;
  • isolamento e inerzia dell’involucro;
  • ventilazione;
  • qualità dell’aria interna;
  • sistemi efficienti di raffrescamento;
  • pompe di calore reversibili;
  • fotovoltaico;
  • accumulo;
  • sistemi di monitoraggio e regolazione.

La riqualificazione energetica potrebbe quindi progressivamente evolvere verso una vera e propria riqualificazione climatica dell’edificio.

Cosa dovrebbe controllare oggi un professionista

In attesa della Legge di Bilancio 2027, almeno sei elementi meritano di essere seguiti con attenzione:

  1. eventuale modifica delle aliquote Ecobonus;
  2. immobili e beneficiari interessati;
  3. tecnologie ammesse;
  4. eventuali soglie minime di miglioramento energetico;
  5. coordinamento tra Ecobonus, Conto Termico 3.0 e altri strumenti;
  6. quota dello spazio fiscale europeo che sarà effettivamente destinata alla riqualificazione degli edifici.

Il punto, però, resta soprattutto metodologico.

Non si dovrebbe progettare l’incentivo.

Si dovrebbe progettare l’edificio.

Prima vengono diagnosi, obiettivi prestazionali, comfort, consumi, sicurezza energetica e strategia impiantistica.

Solo dopo dovrebbe essere individuato lo strumento economico più coerente.

Il 2027 potrebbe aprire una nuova stagione

Non sappiamo ancora se nel 2027 tornerà realmente un Ecobonus al 65%.

Sappiamo però che l’energia sta acquisendo un peso crescente nelle politiche europee e nazionali e che gli edifici vengono sempre più considerati parte integrante del sistema energetico.

Un edificio efficiente riduce la domanda.

Un edificio elettrificato riduce il consumo diretto di combustibili fossili.

Un edificio con fotovoltaico produce energia.

Un edificio con accumulo può utilizzarla in momenti diversi.

Un edificio con sistemi di controllo può modulare i propri consumi.

Un edificio con infrastrutture di ricarica collega energia e mobilità.

È probabilmente questa integrazione, più ancora della percentuale del prossimo Ecobonus, il tema che progettisti, imprese e produttori dovranno seguire nel 2027.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม