#Finsubito news dalla rete – Nuovo ospedale, Menghi accusa: «Carancini soffre di amnesie, col project sarebbe costato il doppio»


L’area dove sorgerà il nuovo ospedale

di Luca Patrassi

Nuovo ospedale di Macerata, l’esponente regionale della Lega Anna Menghi replica all’ex consigliere regionale Dem Romano Carancini. Un intervento articolato – tra ironia, accuse e constatazioni – che sfoglia l’album ultradecennale della pratica. «Ho con molto interesse letto l’intervento che, nei giorni scorsi, Romano Carancini ha fatto sul nuovo ospedale di Macerata e soprattutto il suo appello: “Dobbiamo batterci tutti insieme”.

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Anna Menghi

Devo dire che – dice Menghi -, per chi come me ha vissuto gli anni della sua amministrazione dai banchi dell’opposizione, leggere oggi quelle parole fa un certo effetto. Non perché non sia d’accordo, al contrario. Ci sono obiettivi che appartengono ad un’intera comunità e sui quali la politica dovrebbe essere capace di costruire percorsi condivisi. Lo dicevo quando Carancini era sindaco ed io ero all’opposizione. L’ho ribadito durante tutto il mio mandato da consigliere regionale. Non ricordo, in nessuna delle tante occasioni, la stessa disponibilità. Oggi evidentemente Carancini ha scoperto le virtù della collaborazione istituzionale. Ne sono lieta. Meglio tardi che mai».

nuovo ospedale rendering 3

La storia: «la vicenda del nuovo ospedale di Macerata non nasce nel 2020 con Francesco Acquaroli presidente della Regione e Sandro Parcaroli sindaco. Nasce molto prima. E Carancini dovrebbe saperlo meglio di molti altri, perché di quella stagione politica e amministrativa è stato uno dei protagonisti. Negli anni in cui il centrosinistra governava contemporaneamente il comune di Macerata e la Regione, il percorso del nuovo ospedale fu tutt’altro che concretamente definito. Ci furono difficoltà nell’individuazione dell’area, una prima soluzione che dovette essere abbandonata, la successiva scelta della Pieve e una serie di questioni urbanistiche e patrimoniali che non erano affatto definitivamente risolte quando il centrodestra vinse le elezioni e avvenne il cambio di amministrazione».

progetto nuovo ospedale macerata (2)

Il 2020, il cambio di governo: «Quando il centrodestra arrivò alla guida della Regione, non trovò un ospedale pronto per essere costruito e un cantiere che aspettava soltanto di partire. Tutt’altro. Al netto di una questione tutta da definire trovò, tra le altre cose, una proposta di project financing ancora inserita in un iter di valutazione. Si ritenne che quel modello avrebbe comportato per la collettività un costo complessivo maggiore rispetto alla realizzazione dell’opera attraverso un appalto pubblico. La Giunta Acquaroli scelse la strada della responsabilità. Una decisione che ha avuto senza dubbio un prezzo in termini di tempo, ma che ha almeno avuto il merito di evitare che i cittadini pagassero il doppio un’opera che poteva costare la metà.

I soldi pubblici non sono soldi di nessuno. Sono soldi dei cittadini. Sono trascorsi sei anni e oggi la Regione ha il dovere di accelerare tutto ciò che può essere accelerato, dare risposte chiare sulle risorse e portare finalmente il nuovo ospedale alla fase realizzativa. Su questo nessuno chiede sconti a nessuno. Ma proprio perché pretendiamo responsabilità da chi governa oggi, dobbiamo pretendere la stessa responsabilità nel raccontare ciò che è accaduto ieri. Anche perché costruire un ospedale non significa semplicemente alzare quattro mura e arrivare al giorno dell’inaugurazione. Una struttura sanitaria deve essere riempita di tecnologie, apparecchiature diagnostiche, sale operatorie e servizi. Servono infrastrutture capaci di garantirne il funzionamento negli anni. In una fase nella quale i costi sono cresciuti enormemente e la sanità pubblica deve fare i conti con difficoltà finanziarie e carenza di professionisti, chi amministra ha il dovere di tenere insieme due esigenze: realizzare le opere e garantirne la sostenibilità».

L’attacco all’ex sindaco Carancini: «Le opere pubbliche non devono essere pronte per la propaganda. Devono essere pronte per i cittadini. Ed è anche alla luce di tutto questo che trovo quantomeno singolare l’intervento di Carancini. Oggi scopre che bisogna “battersi tutti insieme”. Oggi ci spiega che il nuovo ospedale deve superare le appartenenze politiche. Oggi si propone come esponente di un’opposizione responsabile e collaborativa. Benissimo. È esattamente quello che gli dicevo quando ero io all’opposizione e lui governava. Allora non ricordo lo stesso entusiasmo per questo metodo. Perché prima di indicare le responsabilità degli altri bisogna ricordare quelle della stagione amministrativa della quale si è stati protagonisti». Menghi sospetta che ci sia un retroscena da campagna elettorale: «Sarebbe legittimo domandarsi quanto ci sia di autentico nella tardiva vocazione alla collaborazione di Carancini e quanto, invece, il tema dell’ospedale stia tornando improvvisamente utile nella costruzione della narrativa per la prossima campagna elettorale. È una valutazione politica, naturalmente. Perché il nuovo ospedale è troppo importante per diventare l’ennesimo argomento da riscoprire quando si avvicinano le elezioni. Chi governa oggi deve rispondere di ciò che ha fatto dal 2020 ad oggi. E deve rispondere soprattutto di ciò che farà da qui in avanti. Ma chi governava prima dovrebbe avere la stessa disponibilità a rispondere delle proprie scelte. Non funziona che quando si governa si rivendicano i meriti e, una volta passati all’opposizione, si azzera il contatore e ogni problema diventa improvvisamente responsabilità di chi è arrivato dopo. Quindi sì, Carancini: battiamoci tutti insieme. Ma facciamolo senza amnesie selettive».

La difesa dell’assessore regionale Calcinaro: «A proposito della questione posta da Carancini in merito alle scelte dell’attuale assessore alla sanità Calcinaro, che, a suo giudizio, penalizzerebbero Macerata in favore di Fermo, dico che, prima di formulare accuse occorre sempre verificare gli atti, conoscere i numeri e valutare concretamente le conseguenze delle decisioni assunte. Certo è che, lo dico con assoluta chiarezza e determinazione, se dovesse emergere che Macerata viene realmente penalizzata nelle scelte della sanità regionale, io non avrei alcuna esitazione a far sentire la mia voce, anche nei confronti di una maggioranza alla quale appartengo politicamente. Se il sindaco Parcaroli dovrà alzare la voce per difendere il nuovo ospedale e, più in generale, il ruolo di Macerata nelle scelte regionali, credo che attorno a lui debba esserci una città unita, nella quale maggioranza, opposizione, rappresentanti istituzionali, forze economiche e sociali vadano nella stessa direzione. Non per combattere Fermo, ma per impedire che Macerata venga lasciata indietro».

«Nuovo ospedale al palo. Lavori? Non prima del 2029. Calcinaro fa il gioco di Fermo»


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