#Finsubito news dalla rete – Festival dell’Economia Civile, il “Rapporto sul BenVivere”


Economia

L’intervento della Ministra per le Pari Opportunità e l’Infanzia della Sierra Leone Isata Mahoi ha aperto i lavori della terza giornata del Festival Nazionale dell’Economia Civile, ospitato a Firenze per la sua ottava edizione

L’intervento della Ministra per le Pari Opportunità e l’Infanzia della Sierra Leone Isata Mahoi ha aperto i lavori della terza giornata del Festival Nazionale dell’Economia Civile, ospitato a Firenze per la sua ottava edizione. Introdotta dal Direttore del Festival Leonardo Becchetti nel panel “Felicità pubblica e cooperazione: un patto tra Europa e Sud del mondo”, Mahoi ha detto: “Ritengo che la cooperazione tra i Paesi del Sud globale sia molto importante per lo sviluppo internazionale. Dobbiamo promuovere la cooperazione e capire come la felicità si manifesti concretamente nella vita delle persone. Personalmente, credo che non si tratti soltanto dei dati di cui parliamo, ma di come la felicità possa tradursi nella vita reale delle persone, soprattutto delle donne e dei bambini che vivono in società vulnerabili. Vorrei che l’Italia e la Sierra Leone lavorassero insieme, rafforzando la loro collaborazione. Esiste già tra i nostri due Paesi un rapporto di fratellanza e sorellanza, e desideriamo che questo legame continui a crescere e si estenda a tutta l’Europa e al resto del mondo”.

E’ toccato poi al Professor Jan-Emmanuel De Neve (Economia e Scienze Comportamentali all’Università di Oxford e Direttore dell’Oxford Wellbeing Research Centre) occupare il palco per una lectio civilis su “Misurare ciò che conta. Le dimensioni del benessere, il lavoro e la generatività dei territori”. Al centro della sua lezione, De Neve ha sottolineato che “parlare dell’importanza del benessere nei luoghi di lavoro significa affrontare un fattore chiave per lo sviluppo dell’economia civile, perché, dopotutto, la maggior parte delle nostre relazioni sociali si sviluppa proprio nell’ambiente di lavoro, soprattutto per le persone in età lavorativa, al di fuori della cerchia familiare”.

Lorenzo Semplici (Responsabile Centro Studi e Valutazione NeXt Economia) ha quindi introdotto la ricerca: “Rapporto 2026 sul BenVivere e la Generatività dei territori”: “La ricerca è uno strumento operativo nelle mani delle persone, pensato per consentire davvero ai soggetti economici di attuare il passaggio da un’economia con approccio estrattivo ad un’economia con approccio generativo, passando così dal benvivere al convivere. Introdotte tre innovazioni significative: abbiamo affiancato agli indicatori oggettivi il parametro del benvivere percepito; abbiamo inserito un aggiornamento della struttura della generatività in atto; abbiamo dato spazio alla capacità di pensarsi comunità attraverso le esperienze generative”.

Il Rapporto sul BenVivere e la Generatività dei Territori (Aree vaste) 2026 è stato realizzato con il coordinamento scientifico di NeXt Economia, il supporto di Federcasse BCC, il contributo di Fondosviluppo e in partnership con Avvenire ed è pubblicato da Ecra Edizioni. La ricerca evidenzia come la generatività delle persone sia un fattore fondamentale per lo sviluppo territoriale e il miglioramento della qualità della vita. Propone di superare la frammentazione amministrativa attraverso nuove forme di organizzazione, come le Aree Vaste, e di applicare le sette leve dell’economia civile per ridurre le disuguaglianze, rafforzare la partecipazione e promuovere il bene comune. Il BenVivere e la Generatività diventano indicatori centrali per orientare e valutare le politiche pubbliche. Il Rapporto sottolinea inoltre la necessità di valorizzare le comunità e i corpi intermedi, superando la tradizionale contrapposizione tra Stato e mercato in favore di una collaborazione a tre tra istituzioni, imprese e società civile. Tra le proposte figurano la creazione di Osservatori Territoriali Generativi, l’integrazione di nuovi indicatori nelle politiche nazionali e regionali e lo sviluppo di Distretti di Economia Sociale e Civile. Si propone, infine, un federalismo generativo multilivello, fondato su Aree Vaste metropolitane e diffuse, dotate di competenze adeguate. L’obiettivo è promuovere una “Riforma Istituzionale Generativa” basata su sussidiarietà, cooperazione e valutazione continua. La prospettiva finale è quella della “co-crazia”, un modello di governance partecipativa che coinvolga attivamente cittadini, istituzioni e organizzazioni. Un sistema in cui la felicità individuale si armonizzi con quella collettiva, facendo della comunità il motore di uno sviluppo equo, sostenibile e inclusivo.

Ricerca commentata da Mirella Maffei (Direttrice Generale Assimoco): “Credo sia importante cominciare a misurare tra gli indicatori anche il livello di copertura, di protezione delle persone e delle famiglie in determinati territori, per avere soluzioni concrete. Un livello di protezione maggiore che implica la possibilità di mettere in sicurezza, di rendere in resiliente il nostro tessuto economico, imprenditoriale e sociale per liberare talenti, progetti e risorse da dedicare al benessere delle persone e dei territori”. Poi anche da Nicola Perini (Presidente Publiacqua): “Le nostre realtà, le nostre aziende hanno la responsabilità di diventare protagonisti industriali e non strumenti del capitalismo finanziario. Un protagonismo da riversare sui territori per produrre ricchezza che resti, sviluppo del capitale umano e dello sviluppo integrale della persona, per cui un lavoro che porti alla creazione di aziende attente alla creazione di beni comuni, benefit per essere società trasparenti, aperte alla società civile ed attente non soltanto alla redditività economica, piuttosto alla creazione di beni comuni”. E infine da Susanna Cenni (Presidente ANCI Toscana): “Un livello più alto di condivisione, di partecipazione e di generazione collettiva, il senso di comunità si ricostruisce soltanto assieme”.

Il panel “L’Italia che resiste (e innova): aree interne tra abbandono e nuove economie” ha visto come protagonista il giurista Roberto Garofoli (Presidente di Sezione del Consiglio di Stato), autore per il Mulino di “Le leve per la crescita”, realizzato su richiesta dell’Anci con oltre cento esperti ed esponenti delle istituzioni. Un’iniziativa che indica tre leve: “Investimento e coesione sociale; competitività (energia, acqua, tecnologie); qualità istituzionale. E la coesione è crescita: lasciare ai margini territori, giovani e donne significa rinunciare a parte del potenziale del Paese”. L’intervento poi di Gaetano Manfredi (Sindaco di Napoli e Presidente ANCI): “Dobbiamo riuscire a trovare forme di integrazione tra le politiche urbane e quelle rivolte alle aree interne che non sono sparate. Basta pensare alle aree metropolitane: dobbiamo essere in grado di garantire un sistema che faccia in modo che le persone che vivono in aree cosiddette interne possano godere anche i servizi delle città. Il tema dei trasporti è fondamentale: il problema non è dove vivi, ma come riesci a spostarti. Nelle aree non urbane vanno poi garantiti i servizi educativi e i servizi alla persona e va sviluppata l’economia attraendo il turismo, anche per decongestionare le vivine città da una pressione turistica eccessiva”. A Marina Albanese (Professoressa Politica Economica all’Università Federico II e Direttrice del Centro Interdipartimentale di ricerca LUPT) invece il compito di collegare il Festival di Firenze alla prossima edizione di Reinassance in Economics, in programma a Napoli il prossimo giugno: “Partiamo da Firenze oggi, con una serie di interventi legati alla necessità di comprensione, di partecipazione di tutti e ai processi dell’economia civile,per arrivare a Napoli dove invece con Renaissance in Economicsc proseguiremo con questi ragionamenti presentando anche dei contributi accademici”.

Chiusura di mattinata con l’intervista a Philippe Aghion (Economista e Premio Nobel per l’Economia nel 2025): “Io sono un grande sostenitore della flexicurity danese. C’è chi parla di reddito universale, e io non sono contrario. Penso solo che non sia bene essere pagati per non fare assolutamente nulla. È giusto essere pagati per formarsi o per lavorare, e questo vi avvicina alla flexicurity. L’IA distruggerà posti di lavoro e ne creerà altri. L’Europa ha un modello sociale molto più adatto alla rivoluzione dell’IA rispetto a quello americano, che non offre alcuna protezione”.

Il Festival nasce da un’idea di Federcasse (Associazione Nazionale delle Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali, Casse Raiffeisen), promosso con Confcooperative, organizzato e progettato con NeXt – Nuova Economia per Tutti, con il contributo di Fondosviluppo, Assimoco, Federazione Toscana delle BCC, Publiacqua e la collaborazione dell’Università degli Studi di Firenze, SEC – Scuola di Economia Civile, Gioosto.com e la Fondazione MUS.E e il patrocinio del Comune di Firenze.


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