#Finsubito news dalla rete – i cinque figli, il patrimonio inferiore al milione di euro, il carcere e la corsa al quarto mandato


Luiz Inácio Lula da Silva è uno dei protagonisti più longevi della politica brasiliana. Nato il 27 ottobre 1945 a Garanhuns, nello Stato di Pernambuco, è cresciuto in una famiglia numerosa e in condizioni economiche difficili, prima di trasferirsi ancora bambino con la famiglia nel Sud del Paese. La sua è una storia politica iniziata lontano dai palazzi del potere: prima di diventare presidente, Lula è stato operaio metalmeccanico e sindacalista.

L’infanzia e il lavoro in fabbrica

Lula è il settimo di otto figli. La famiglia lasciò il Pernambuco quando era ancora bambino e si trasferì nello Stato di San Paolo. Da adolescente iniziò a lavorare: a 12 anni trovò un impiego in una tintoria, fece anche il lustrascarpe e l’addetto alle commissioni. È proprio nelle fabbriche dell’area di São Bernardo do Campo, nel grande distretto industriale dell’ABC paulista, che cominciò la sua seconda vita: quella da sindacalista. Alla fine degli anni Sessanta Lula iniziò a occuparsi di attività sindacale.  Nel 1980 fu tra i fondatori del Partito dei Lavoratori (PT), costruito insieme a sindacalisti, intellettuali, esponenti dei movimenti sociali e altre realtà della società brasiliana. Durante una delle mobilitazioni del 1980 venne anche arrestato e rimase in carcere per 31 giorni. La sua ascesa politica proseguì negli anni successivi. Nel 1986 fu eletto deputato federale costituente per San Paolo, risultando il candidato più votato del Paese.

Le sconfitte prima della vittoria

La strada verso la presidenza non fu immediata. Lula si candidò per la prima volta alla guida del Brasile nel 1989, nella prima elezione presidenziale diretta dopo la dittatura militare, ma perse al ballottaggio contro Fernando Collor de Mello. Ci riprovò nel 1994 e nel 1998, venendo sconfitto entrambe le volte da Fernando Henrique Cardoso. Solo nel 2002 arrivò la svolta: Lula vinse le elezioni e nel gennaio 2003 diventò presidente del Brasile. Nel 2006 fu rieletto per un secondo mandato. Durante i suoi primi due governi, la politica sociale divenne uno degli elementi centrali della sua esperienza alla guida del Paese. Tra le misure più note ci furono i programmi di trasferimento di reddito e la valorizzazione del salario minimo, mentre il Brasile attraversò una fase di crescita economica e di riduzione della povertà e delle disuguaglianze.

Il ritorno dopo il carcere

Dopo aver lasciato la presidenza nel 2011, Lula rimase una figura centrale della politica brasiliana. A partire dal 2014 fu coinvolto nell’inchiesta Lava Jato e nel 2018 venne incarcerato dopo una condanna per corruzione, che gli impedì di partecipare alle elezioni di quell’anno. La vicenda giudiziaria ebbe però un seguito decisivo. Nel 2021 il Supremo Tribunal Federal brasiliano annullò le condanne, restituendogli i diritti politici e permettendogli di tornare sulla scena elettorale. Nel 2022 Lula si candidò nuovamente alla presidenza e vinse il ballottaggio contro Jair Bolsonaro. Nel gennaio 2023 tornò così al Palacio do Planalto, diventando il primo presidente brasiliano a ottenere tre mandati.

Il programma elettorale

Il programma elettorale presentato dal Partito dei Lavoratori per Lula conta 84 pagine e propone una sostanziale prosecuzione delle linee politiche già seguite durante l’attuale governo. Il documento è diviso in 13 aree e dedica ampio spazio alla lotta alle disuguaglianze, al lavoro, alla sanità, all’istruzione, alla sicurezza, alla transizione energetica e allo sviluppo economico. Uno degli elementi centrali è il ruolo attribuito allo Stato nella crescita economica. Il piano punta sulla reindustrializzazione, sugli investimenti pubblici e sul sostegno ai settori considerati strategici, mantenendo allo stesso tempo il quadro fiscale introdotto durante l’attuale legislatura. Sul fronte sociale, tra le proposte figurano il rafforzamento del Bolsa Família, l’espansione delle politiche abitative e nuove misure contro povertà e fame. Grande spazio è riservato anche al mondo del lavoro. Il programma prevede il superamento della scala 6 giorni di lavoro e uno di riposo, con l’obiettivo di arrivare a una settimana lavorativa di 40 ore senza riduzione degli stipendi, oltre a nuove forme di tutela per chi lavora attraverso le piattaforme digitali.

Sul piano internazionale, la linea proposta da Lula insiste sulla sovranità nazionale e sul multilateralismo.

Il patrimonio

Sul fronte economico, la dichiarazione patrimoniale depositata per le elezioni del 2026 indica per Lula un valore complessivo di circa 4,8 milioni di reais, pari a circa 800mila euro secondo il cambio riportato nelle ricostruzioni elettorali. Il dato segna una diminuzione rispetto ai 7,4 milioni di reais dichiarati nel 2022, con una riduzione nell’ordine del 35%. Il sistema elettorale brasiliano consente di consultare le dichiarazioni dei beni dei candidati attraverso il portale DivulgaCandContas del TSE. Il confronto con il principale avversario rende la differenza ancora più evidente: Flávio Bolsonaro ha dichiarato circa 8,2 milioni di reais, dunque una cifra superiore a quella indicata da Lula nella propria dichiarazione elettorale. Il patrimonio indicato da Lula comprende immobili, terreni, disponibilità finanziarie e investimenti. Tra le voci più rilevanti delle precedenti dichiarazioni figuravano anche somme destinate alla previdenza privata

La famiglia

Luiz Inácio Lula da Silva affronta la nuova corsa alla presidenza brasiliana anche con una dimensione familiare che negli anni è rimasta spesso al centro dell’attenzione pubblica. Il presidente ha cinque figli: Lurian Cordeiro Lula da Silva, Fábio Luís Lula da Silva, conosciuto come Lulinha, Marcos Cláudio Lula da Silva, Sandro Luís Lula da Silva e Luís Cláudio Lula da Silva. Lurian è l’unica figlia femmina ed è nata da una precedente relazione del presidente, mentre gli altri quattro figli sono legati alla sua seconda moglie, Marisa Letícia. Lula è oggi sposato con Rosângela da Silva, conosciuta come Janja, con cui si è unito nel 2022. Prima di lei aveva avuto due matrimoni: il primo con Maria de Lourdes da Silva, morta nel 1971, e il secondo con Marisa Letícia, scomparsa nel 2017. Janja è diventata una presenza costante accanto al presidente anche durante la campagna elettorale e gli appuntamenti istituzionali. Tra i figli, quello che negli ultimi mesi ha attirato maggiormente l’attenzione è Fábio Luís, Lulinha, al centro di tre inchieste della Polizia federale brasiliana, autorizzate dal Supremo Tribunale Federale. Le indagini riguardano ipotesi di traffico di influenze e corruzione e puntano ad accertare eventuali interventi a favore di interessi privati presso strutture pubbliche. 


© RIPRODUZIONE RISERVATA





#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม