Come già avvenuto nella seduta di ieri anche oggi le Banca Ifis sono sotto pressione e, dopo appena un’ora dall’avvio degli scambi, segnano un ribasso di circa il 2% a 11,40 euro, senza quindi riuscire a costruire quel rimbalzo che il mercato avrebbe potuto attendersi dopo le forti vendite delle ultime sedute. Per il titolo il conto è pesante: -23% nell’ultimo mese e circa -50% in un anno. A pesare nella sessione di oggi sono soprattutto i nuovi dettagli sull’ispezione della Banca d’Italia, con richieste di intervento sul credito che possono tradursi in riclassificazioni per 200 milioni di euro e rettifiche complessive per 215 milioni.
Bankitalia vede criticità nel credito e negli NPL
Il rapporto ispettivo della Banca d’Italia, relativo all’ispezione condotta tra gennaio e giugno 2026, si è chiuso con un giudizio “parzialmente sfavorevole” e con una serie di rilievi su più aree della banca. Tra quelli con maggiore impatto sui conti ci sono le criticità individuate nei processi di monitoraggio, classificazione e valutazione del credito, oltre a quelle riguardanti il recupero dei crediti e le metodologie utilizzate per gli NPL acquistati da terzi.
L’eventuale recepimento integrale delle risultanze ispettive, basate sui dati al 31 dicembre 2025, comporterebbe riclassificazioni di crediti per 200 milioni di euro. Circa 145 milioni risultano già recepiti al 30 giugno 2026. Sul fronte delle rettifiche, l’impatto complessivo indicato dalla banca è di 215 milioni di euro:
- 157 milioni riferiti al portafoglio NPL acquisito;
- 58 milioni relativi al portafoglio creditizio;
- dei 58 milioni sul portafoglio creditizio, circa 45 milioni erano già stati contabilizzati nel primo semestre.
Le indicazioni di Via Nazionale hanno quindi una componente che è già stata assorbita dai conti del primo semestre e una parte che deve ancora essere recepita. La banca aveva già adottato un approccio prudenziale a seguito delle prime risultanze dell’ispezione, contabilizzando circa 30 milioni di euro di rettifiche e accantonamenti nel primo semestre.
Il nodo delle rettifiche è soprattutto sugli NPL
Lato operativo, uno degli elementi da monitorare è la quota più consistente delle rettifiche richiesta sugli NPL acquistati, pari a 157 milioni di euro. È un punto particolarmente rilevante per Banca Ifis perché il business dei crediti deteriorati rappresenta storicamente una delle attività caratterizzanti del gruppo.
Non a caso la banca ha già avviato il processo competitivo per la cessione dell’intero business NPL, con l’obiettivo di procedere verso un modello maggiormente focalizzato sul Commercial Banking. A settembre Banca Ifis ha comunicato di aver ricevuto offerte non vincolanti da diversi investitori e di essere entrata nella seconda fase della procedura, con l’obiettivo di concludere la vendita entro la fine del 2026.
Le richieste della Banca d’Italia non significano però che l’intero importo di 215 milioni debba necessariamente trasformarsi in un nuovo esborso di cassa. Le rettifiche sono aggiustamenti contabili sul valore dei crediti, destinati a riflettere una diversa valutazione del rischio e delle possibilità di recupero. L’effetto economico e patrimoniale, però, è concreto perché riduce il valore degli attivi e incide sulla redditività e sul capitale.
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Dividendi e governance: altri due fronti aperti
I rilievi di Bankitalia non riguardano soltanto il credito. L’Autorità ha chiesto anche di modificare la politica dei dividendi, prevedendo che la distribuzione di utili e riserve resti subordinata al mantenimento di un margine patrimoniale di almeno 100 punti base rispetto ai requisiti complessivi di capitale, comprensivi della guidance.
La precisazione di Banca Ifis è importante: sulla base dei dati al 30 giugno 2026 i requisiti patrimoniali risultano pienamente rispettati. Il tema riguarda quindi soprattutto il margine disponibile per eventuali distribuzioni future, alla luce del possibile recepimento delle risultanze ispettive e dell’aggiornamento della decisione sul capitale del gruppo.
C’è poi il capitolo governance. Bankitalia ha evidenziato carenze nel funzionamento del consiglio di amministrazione, con particolare riferimento alla centralità del CdA nelle decisioni, alla dialettica consiliare e al presidio delle principali scelte strategiche. Il piano di rimedio prevede una revisione della composizione del consiglio con l’ingresso di nuovi membri, in prevalenza indipendenti.
Sul management, Banca Ifis ha inoltre precisato che Frederik Geertman ha lasciato gli incarichi di amministratore delegato e consigliere con decorrenza 24 settembre per motivi e valutazioni personali. Al suo posto il CdA ha nominato Raffaele Zingone come nuovo amministratore delegato.
Azioni Banca Ifis ancora sotto pressione: cosa guarda ora il mercato
Il mancato rimbalzo delle azioni Banca Ifis dopo il crollo registrato la scorsa settimana mostra quanto il mercato stia ancora scontando l’incertezza legata all’ispezione. Il titolo aveva già perso il 26,39% nell’ultimo mese alla chiusura del 30 settembre e il 49,04% su base annua.
Per le azioni il prossimo elemento decisivo sarà quindi il recepimento delle risultanze ispettive, insieme alla definizione degli impatti effettivi sul capitale e sulla politica dei dividendi. La fotografia patrimoniale al 30 giugno resta positiva, con un CET1 ratio del 13,4% contro un requisito regolamentare del 9,9%, ma il mercato dovrà capire quanto spazio rimarrà dopo l’eventuale contabilizzazione delle ulteriori rettifiche.
Parallelamente resta da seguire la vendita del business NPL e il processo di trasformazione del gruppo, oltre alla fusione con illimity, che Banca d’Italia ha autorizzato e che la banca prevede di completare entro la fine del 2026. Il quadro è quindi ancora in evoluzione: per le azioni Banca Ifis la variabile più immediata non è soltanto l’entità delle rettifiche, ma quanto rapidamente il gruppo riuscirà a chiudere i correttivi richiesti da Bankitalia e a ridurre l’incertezza sul nuovo profilo industriale e patrimoniale.
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