Roma, 30 settembre 2026 – Le mosse del governo per frenare il costo della vita si inseriscono in uno scenario sempre più preoccupante. Sale ancora infatti l’inflazione a settembre. E più che una salita è un vero e proprio balzo. Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel mese l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione pari a +0,7% su base mensile e a +4,2% su base annua (da +3,3% del mese precedente). L’inflazione, sottolinea l’Istituto, resta influenzata dalla crescita dei prezzi dei beni energetici (da +17,1% a +22,3%).
L’esecutivo nelle ultime settimane ha messo in campo alcune misure per cercare di attenuare il peso del caro-carburanti sulle famiglie: dalla riduzione del bollo all’intervento sui prezzi dei carburanti, fino alla moral suasion per spingere le compagnie a contenere il costo di benzina e gasolio. Alcuni effetti si potrebbero vedere sicuramente nel medio termine. Gli ultimi dati Istat comunque indicano che la pressione sui prezzi si sta nuovamente intensificando. E per famiglie e imprese, il problema del potere d’acquisto rimane tutt’altro che risolto.
Sempre a settembre del resto è in crescita l’aumento tendenziale sia dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +0,9% a +1,7%) sia di quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,3% a +5,3%).
Un supermercato (foto Cardini)
L’inflazione media del 2026 acquisita a settembre – ovvero la crescita media che si avrebbe se i prezzi rimanessero stabili nella restante parte dell’anno – sale a +3,1% per l’indice generale e resta stabile a +1,9% per la componente di fondo (al netto degli energetici e degli alimentari freschi).
Meloni scrive a von der Leyen
La premier Giorgia Meloni, in videocollegamento a un evento de Il Gazzettino, ha annunciato: “Abbiamo già posto in sede Ecofin la necessità di tenere conto della maggiore inflazione registrata in questo periodo nel calcolo dei parametri europei da rispettare e del deficit consentito. Altri Stati membri stanno andando nella stessa direzione. E intendo attivarmi nuovamente nei confronti della Commissione Ue. Sto scrivendo alla presidente von der Leyen perché la questione venga trattata alla riunione Ecofin della prossima settimana e poi al prossimo Consiglio Ue tra due settimane: crediamo che a fronte della crescita inflazionistica dovuta al caro energia a livello globale sia necessario riconoscere agli Stati membri una flessibilità aggiuntiva per sostenere famiglie e imprese“.
La premier Giorgia Meloni (Ansa)
L’allarme dei consumatori
“Una batosta per i consumatori italiani peggiore di ogni previsione”, avverte il Codacons, commentando l’impennata dell’inflazione. In base allo studio realizzato dall’associazione, “un tasso al 4,2% equivale, a parità di consumi e considerata la spesa totale annua degli italiani, ad una stangata da +1.389 euro annui per la famiglia ‘tipo’, che raggiunge i +1.918 euro per un nucleo con due figli”. Sul banco degli imputati “ancora una volta finiscono i beni energetici, con i rialzi delle tariffe di luce e gas che stanno trainando l’inflazione impattando sui prezzi al dettaglio di numerosi comparti – analizza il Codacons -. Per l’elettricità l’istituto di statistica registra a settembre rincari medi del +19,3% su anno, che salgono al +20,7% per il gas distribuito tramite rete. A ciò si aggiunge l’emergenza carburanti, col gasolio rincarato nell’ultimo mese del +34,9% su anno, +21,8% la benzina”.
Preoccupa poi “il rialzo della voce alimentari e bevande analcoliche, i cui prezzi sulla scia del caro-gasolio salgono su base tendenziale dal +1,2% di agosto al +2% di settembre, +0,7% in un solo mese”. Purtroppo “come avevamo previsto la situazione di emergenza nel settore dell’energia e dei carburanti sta determinando rincari a cascata in tutti i settori, e il governo farebbe bene a intervenire con urgenza per ridurre gli effetti della stangata che si sta abbattendo sulle famiglie italiane”, conclude il Codacons.
Stangata per meno abbienti e ceto medio
“Prezzi roventi. E’ arrivato, come avevamo ampiamente previsto, un autunno caldo sul fronte dei prezzi e, purtroppo, l’escalation dei listini non è ancora finita. Il mancato intervento del Governo per contenere il caro bollette di famiglie e imprese e il pannicello caldo usato contro il caro carburanti hanno prodotto i loro effetti nefasti, infiammando sempre più la spirale inflazionistica che sta andando sempre più fuori controllo, trasformandosi in una stangata sia per i ceti meno abbienti che per il ceto medio sempre più in difficoltà“. Così Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat. “La batosta è oltre 10 volte il risparmio dovuto al bollo auto, pari a 93,20 euro a beneficiario. In media per una famiglia l’inflazione al 4,2% significa un aumento del costo della vita di 1108 euro su base annua, dei quali 445 euro solo per abitazione, elettricità e gas, la divisione che per via del caro energia ha subito il rincaro maggiore, +11,1%, +307 per i Trasporti che, per colpa della benzina e del gasolio venduti a peso d’oro, sono volati dell’8,6%. Ancora peggio per una coppia con 2 figli dove la sberla sale a 1516 euro, 480 per abitazione e 504 per i trasporti, mentre per una coppia con 1 figlio la maggior spesa annua è 1414 euro”, prosegue Dona. “La più grande preoccupazione è che per ora ci siamo salvati dai rialzi dei beni alimentari lavorati, quelli che subiscono un processo di trasformazione industriale, ma per quanto tempo le industrie potranno pagare bollette salate e costi di trasporto proibitivi prima di traslare sul consumatore finale i loro aumenti?” conclude Dona.
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