Confagricoltura, ‘in Veneto situazione critica, anche -80% arrivi Tir da Sud’
E’ critica anche in Veneto la situazione dell’approvvigionamento di prodotti agricoli, anche dopo la sospensione dei blocchi stradali.
Carburanti: proteste tir, riunione camionisti in corso al Porto di Napoli
È in corso una riunione tra gli autotrasportatori al varco Bausan del Porto di Napoli a proposito della possibilità di sciogliere il presidio che è in piedi da giorni, a causa del caro carburante. I camionisti attendono notizie anche dall’incontro alla Prefettura di Napoli, atteso nei prossimi minuti, sul tema carburanti.
Protesta Tir e agricoltori, ritardi e carenze di pesce e ortofrutta al Nord
Non si placano le tensioni sulla rete distributiva di ortofrutta e pesce, messe a dura prova dalle proteste di agricoltori e autotrasportatori. Ne deriva un contesto difficile, fatto di pesanti ritardi e carenze sui banchi, con i mercati del Nord che soffrono di più il blocco delle forniture in arrivo da Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. A sostenere l’offerta intervengono le giacenze di prodotti locali e a media-lunga conservazione come mele, pere, cachi, melograni, susine e castagne, anche se non mancano lievi aumenti. La situazione è evidenziata da La Borsa della Spesa, iniziativa settimanale targata Bmti, Italmercati e Consumerismo No Profit, consigliando il miglior rapporto qualità-prezzo nei mercati all’ingrosso nonostante le criticità scaturite dalle proteste. Resta stabile, infatti, il mercato delle mele, con la varietà annurca campana a 2 euro/kg, mentre la Fuji dell’Emilia-Romagna varia tra 1,75 e 1,80 euro/Kg e Golden e la Renetta del Trentino attorno a 1,90 euro/kg. Le temperature più fresche portano ad un aumento della domanda di cachi e melograni, rispettivamente tra 1,50 e 2 euro/kg e i melograni non oltre i 2,30 euro/kg. In rialzo, invece, le castagne, rispetto allo scorso anno a causa di una diminuzione della produzione, partendo da 4,50 ai 2,50 euro/kg, a seconda del calibro. Nel settore degli ortaggi Bmti evidenzia la contrazione dell’offerta siciliana, che impatta in modo particolare sulla disponibilità di prodotto. Intanto le temperature miti stanno mantenendo la produzione di coltivazioni estive, quali zucchine e ortaggi a foglia, anche nelle regioni settentrionale permettendo l’approvvigionamento nelle città del nord e del centro con i prodotti locali. Nel settore ittico si registra una riduzione delle uscite in mare delle grandi imbarcazioni a traino, causata dagli elevati costi del carburante, con una conseguente contrazione dell’offerta di numerosi prodotti. Con il fermo biologico attualmente in vigore nel Tirreno, la disponibilità della pesca costiera si concentra prevalentemente nell’Adriatico. Qui si rileva una buona presenza di mazzancolle e all’ingrosso tra 10 e 16 euro/kg a seconda della pezzatura e di triglie di fango tra 2 e 8 euro/kg, stabili le orata di allevamento non oltre i 13 euro/kg.
Disagi anche al Nord: ritardi per pesce e ortofrutta al Nord
Non si placano le tensioni sulla rete distributiva di ortofrutta e pesce, messe a dura prova dalle proteste di agricoltori e autotrasportatori. Ne deriva un contesto difficile, fatto di pesanti ritardi e carenze sui banchi, con i mercati del Nord che soffrono di più il blocco delle forniture in arrivo da Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. A sostenere l’offerta intervengono le giacenze di prodotti locali e a media-lunga conservazione come mele, pere, cachi, melograni, susine e castagne, anche se non mancano lievi aumenti. La situazione è evidenziata da La Borsa della Spesa, iniziativa settimanale targata Bmti, Italmercati e Consumerismo No Profit, consigliando il miglior rapporto qualità-prezzo nei mercati all’ingrosso nonostante le criticità scaturite dalle proteste. Resta stabile, infatti, il mercato delle mele, con la varietà annurca campana a 2 euro/kg, mentre la Fuji dell’Emilia-Romagna varia tra 1,75 e 1,80 euro/Kg e Golden e la Renetta del Trentino attorno a 1,90 euro/kg. Le temperature più fresche portano ad un aumento della domanda di cachi e melograni, rispettivamente tra 1,50 e 2 euro/kg e i melograni non oltre i 2,30 euro/kg. In rialzo, invece, le castagne, rispetto allo scorso anno a causa di una diminuzione della produzione, partendo da 4,50 ai 2,50 euro/kg, a seconda del calibro. Nel settore degli ortaggi Bmti evidenzia la contrazione dell’offerta siciliana, che impatta in modo particolare sulla disponibilità di prodotto. Intanto le temperature miti stanno mantenendo la produzione di coltivazioni estive, quali zucchine e ortaggi a foglia, anche nelle regioni settentrionale permettendo l’approvvigionamento nelle città del nord e del centro con i prodotti locali. Nel settore ittico si registra una riduzione delle uscite in mare delle grandi imbarcazioni a traino, causata dagli elevati costi del carburante, con una conseguente contrazione dell’offerta di numerosi prodotti. Con il fermo biologico attualmente in vigore nel Tirreno, la disponibilità della pesca costiera si concentra prevalentemente nell’Adriatico. Qui si rileva una buona presenza di mazzancolle e all’ingrosso tra 10 e 16 euro/kg a seconda della pezzatura e di triglie di fango tra 2 e 8 euro/kg, stabili le orata di allevamento non oltre i 13 euro/kg.
Protesta Tir, verso normalizzazione in Calabria in attesa del 27 ottobre
Si va verso la normalizzazione in Calabria con la progressiva rimozione, in queste ore, degli ultimi presidi ancora attivi degli autotrasportatori dopo la sospensione della protesta decisa da Fedralog mercoledì sera. Da ieri sono riprese nei supermercati le consegne di alimenti freschi, frutta e verdura e pesce, anche se le disponibilità risultano ancora a macchia di leopardo. Non si registrano particolari criticità ai distributori di benzina. Gli autotrasportatori, in attesa del tavolo del 27 ottobre al ministero delle Infrastrutture e trasporti, hanno deciso di sospendere la protesta ma si dichiarano pronti a riprendere la mobilitazione in caso di risposte non adeguate alle loro richieste.
A Napoli autocisterne riforniscono distributori di carburante
A Napoli si tornano a vedere le autocisterne che trasportano i carburanti. Si torna verso la normalità per il rifornimento delle pompe di benzina. Distributori aperti anche in provincia dove in questi giorni molti esponevano il cartello ‘tutto esaurito’ mentre davanti ai pochi aperti si erano formate file chilometriche.
Lusetti (Conad): da 3 a 7 giorni per tornare alla normalità
Il mondo della grande distribuzione e del commercio sorride perche «la situazione si e in qualche misura sbloccata», anche se ci vorranno «dai tre ai sette giorni per tornare alla normalita». Lo dice in una intervista a Repubblica Mauro Lusetti, vicepresidente di Confcom e presidente di Conad. Quanto alla conta dei danni si trattera di «diversi milioni, distribuiti su tutta la filiera». Argomenta ancora Lusetti: «Stime non ne abbiamo ancora perche la situazione si e in una qualche misura sbloccata mercoledi sera, abbiamo cominciato ad avere la possibilita di riavviare le consegne nel tardo pomeriggio: dall’inizio della protesta non era uscito nessun camion dai nostri depositi. Non abbiamo neanche ricevuto la merce dalle quattro Regioni coinvolte, e cioe Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Adesso siamo al 70% di operativita, con alcuni blocchi che continuano a Nola e ad Avellino, ma crediamo che nel giro di poche ore tutto si normalizzera. Quando la situazione si sara completamente normalizzata, faremo anche una stima dei danni, dalle mancate vendite alle merci deperibili nei depositi, che siamo stati costretti a buttare perche non si riusciva a farle arrivare negli scaffali, che rimanevano vuoti. E comunque la nostra rimane una valutazione del tutto parziale: ci sono da aggiungere i danni dell’agricoltura e delle aziende di trasformazione». I prodotti piu danneggiati dal blocco sono «l’ortofrutta in modo particolare, e i prodotti freschissimi tipo pesce e carne».
Rimossi i blocchi nel Crotonese sulla ss 106
Sono stati rimossi i presìdi sulla Strada statale 106 nelle località di Passovecchio e Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto, nel Crotonese. La carreggiata è stata completamente liberata dai mezzi pesanti che da giorni stazionavano ai lati. I mezzi di trasporto, che dal 16 ottobre erano fermi, hanno ripreso a viaggiare regolarmente già dalla giornata di ieri per rifornire di merci gli esercizi commerciali. Sulle rotatorie restano posizionati alcuni trattori, lasciati come presidio simbolico di un’agitazione al momento solo sospesa. L’allentamento della morsa fa seguito all’impegno assunto dai manifestanti dopo il colloquio con il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. Il risultato è frutto di una costante opera di mediazione condotta sul territorio dalla viceprefetta di Crotone, Ester Libertini, che ha raccolto le istanze delle delegazioni, e del questore Renato Panvino, recatosi a più riprese di persona ai presidi per mantenere aperto il dialogo istituzionale. I rappresentanti della protesta sottolineano come lo sblocco sia un atto di responsabilità finalizzato a non penalizzare l’approvvigionamento cittadino, ribadendo che l’obiettivo resta la tutela economica delle aziende. Il comparto denuncia l’insostenibilità delle attuali condizioni operative, aggravate da pratiche commerciali ritenute sleali e da un rincaro del carburante stimato al 50% in un solo anno. Alla Prefettura è stato consegnato un documento con tre richieste: prezzo bloccato del carburante per l’autotrasporto professionale; forte defiscalizzazione dei contributi a sostegno di imprese e dipendenti; riattivazione dell’Osservatorio sui costi del trasporto. La categoria precisa che in assenza di risposte concrete sul pacchetto di richieste durante il tavolo in programma il 27 ottobre con il ministro delle Infrastrutture, la mobilitazione verrà immediatamente ripristinata.
Rimossi i blocchi in Campania nella notte
Sono stati rimossi nella notte, nel Casertano e nel Salernitano, tutti i presidi degli autotrasportatori e degli agricoltori sulla rete autostradale in Campania. Sciolto dai manifestanti anche il presidio a Napoli, nella zona del varco Bausan. Ancora molti i distributori di carburante che mostrano il tutto esaurito mentre davanti alle pompe aperte si registrano lunghe file. Lento il ritorno alla normalità per i supemercati, rimasti completamente vuoti di gran parte dei prodotti e per i quali ora ricomincia l’approvvigionamento.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link






