#Finsubito news dalla rete – Gasolio irregolare venduto al distributore, sequestrati 427 litri di carburante, denunciata la titolare


Gasolio non conforme alle caratteristiche previste dalla legge, con un contenuto di zolfo superiore ai limiti consentiti e anomalie nei parametri di distillazione. È quanto emerso da un controllo effettuato presso un distributore di carburanti a San Giorgio a Liri, in provincia di Frosinone, dove i Carabinieri e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato 427,5 litri di gasolio irregolare.

L’operazione, condotta dai militari della Stazione Carabinieri di San Giorgio a Liri insieme al personale dell’Ufficio territoriale di Frosinone dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), si è conclusa con il sequestro del serbatoio interessato e della relativa pistola erogatrice. L’amministratrice unica della società che gestisce l’impianto, con sede legale a Roma, è stata denunciata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino con l’ipotesi di reato di frode nell’esercizio del commercio.

Il controllo al distributore e i campioni di gasolio prelevati

L’intervento è scattato nell’ambito delle attività di verifica sulla qualità dei carburanti commercializzati e sul rispetto delle normative di settore. I Carabinieri e i funzionari dell’ADM hanno effettuato un’ispezione presso un distributore stradale di San Giorgio a Liri, concentrando l’attenzione sul gasolio destinato all’autotrazione. Durante il sopralluogo sono stati prelevati campioni di carburante da un serbatoio interrato dell’impianto.

Il materiale è stato quindi inviato al Laboratorio Chimico di Roma dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, incaricato di verificarne la composizione e la conformità ai parametri previsti dalla normativa. Gli esiti delle analisi hanno fatto emergere irregolarità nelle caratteristiche chimico-fisiche del prodotto.

Troppo zolfo nel gasolio: cosa hanno scoperto le analisi

Il certificato rilasciato dal laboratorio ha classificato il campione come “non conforme”. In particolare, gli accertamenti hanno evidenziato due anomalie: un tenore di zolfo nettamente superiore ai limiti di legge previsti per il gasolio da autotrazione; parametri di distillazione irregolari, non corrispondenti alle caratteristiche richieste per il prodotto commercializzato. Si tratta di elementi che, secondo gli investigatori, indicano una differenza qualitativa tra il carburante effettivamente presente nel serbatoio e quello che gli automobilisti si aspettavano di acquistare. Le irregolarità hanno quindi determinato l’intervento degli ufficiali di polizia giudiziaria per impedire l’ulteriore erogazione del prodotto.

Quali rischi per le automobili che utilizzano gasolio non conforme?

La qualità del carburante è un elemento importante sia per il funzionamento dei motori sia per il contenimento delle emissioni inquinanti. Un gasolio con un contenuto eccessivo di zolfo può compromettere l’efficienza dei sistemi di trattamento dei gas di scarico, particolarmente delicati nei veicoli diesel più moderni. Tra le possibili conseguenze figurano il deterioramento dei dispositivi antinquinamento e problemi di funzionamento legati alla composizione non conforme del carburante. Sul piano ambientale, un maggiore contenuto di zolfo può favorire emissioni più elevate di composti solforati, con effetti negativi sulla qualità dell’aria.

Le anomalie nella distillazione possono inoltre indicare una composizione del prodotto diversa da quella prevista per il normale gasolio da autotrazione. Gli investigatori non escludono che irregolarità di questo tipo possano essere associate a miscelazioni con prodotti di qualità inferiore o destinati ad altri impieghi. Nel caso specifico di San Giorgio a Liri, tuttavia, non è stato comunicato l’accertamento di una miscelazione fraudolenta né sono stati documentati danni effettivi ai veicoli dei clienti.

Sequestrati 427,5 litri di gasolio e la pistola erogatrice

Alla luce dei risultati delle analisi, i Carabinieri e i funzionari dell’ADM hanno adottato provvedimenti immediati. È stato disposto il sequestro preventivo d’urgenza del serbatoio contenente 427,5 litri di gasolio non conforme, insieme alla pistola utilizzata per erogare il carburante agli automobilisti. Sulle attrezzature interessate sono stati apposti i sigilli, impedendo la prosecuzione della vendita del prodotto oggetto degli accertamenti. Il provvedimento riguarda dunque il serbatoio e il relativo sistema di erogazione. Non è stato specificato se l’intero distributore sia stato chiuso o se le altre pompe abbiano continuato a funzionare.

Denunciata l’amministratrice della società. Ipotesi di frode in commercio

L’attività investigativa si è conclusa con la denuncia in stato di libertà dell’amministratrice unica della società responsabile della gestione dell’impianto. La società ha sede legale a Roma, mentre il distributore sottoposto a controllo si trova nel territorio comunale di San Giorgio a Liri.

La contestazione formulata dagli investigatori è quella di frode nell’esercizio del commercio, in relazione alla presunta commercializzazione di un carburante diverso, per caratteristiche qualitative, da quello dichiarato agli acquirenti. La posizione dell’indagata sarà ora esaminata dalla Procura della Repubblica di Cassino. Non sono stati comunicati ulteriori dettagli sull’identità della società, sul periodo durante il quale sarebbe stato venduto il gasolio irregolare o sul numero di automobilisti che potrebbero averlo acquistato.

Controlli sui carburanti in provincia di Frosinone

L’operazione di San Giorgio a Liri rientra nelle attività congiunte svolte dai Carabinieri e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per contrastare le irregolarità nella commercializzazione dei prodotti energetici. Le verifiche hanno l’obiettivo di tutelare gli automobilisti, garantire il rispetto delle caratteristiche qualitative dei carburanti e prevenire forme di concorrenza sleale tra gli operatori del settore. Il bilancio dell’intervento è di 427,5 litri di gasolio sequestrati, una pistola erogatrice sottoposta a sigilli e una persona denunciata per presunta frode in commercio.


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