Una legge nazionale per tutelare le imprese storiche, risorse per gli enti locali e un Osservatorio dedicato alle aziende familiari e al Made in Italy. Sono alcune delle proposte emerse dal convegno “Storie d’Italia: Il ruolo delle istituzioni locali nella salvaguardia del patrimonio d’impresa e dell’identità urbana”, svoltosi il 14 ottobre nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, su iniziativa della senatrice Valeria Valente.
L’incontro ha portato al centro del dibattito nazionale il valore economico, culturale e sociale delle imprese familiari e ultracentenarie, custodi della memoria, del lavoro e dell’identità dei territori italiani. Dal confronto tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo parlamentare e della ricerca è emersa la necessità di rafforzare gli strumenti di tutela e sostegno a queste attività, che contribuiscono alla vitalità dei centri storici e alla conservazione delle competenze produttive.
Valente: Un patrimonio di saperi da proteggere
Ad aprire i lavori è stata la senatrice Valeria Valente, promotrice dell’iniziativa, che ha sottolineato il valore dell’esperienza napoletana nella valorizzazione delle imprese storiche.
“Sono particolarmente orgogliosa che questo progetto prenda le mosse dalla mia città. L’associazione I Centenari rappresenta, per la sua storia, un grandissimo e straordinario patrimonio per Napoli, per le imprese del Paese e per l’identità delle nostre città”, ha dichiarato.
Valente ha richiamato l’importanza della continuità aziendale e della trasmissione delle competenze tra generazioni, evidenziando come queste realtà contribuiscano a caratterizzare i contesti urbani e rappresentino spesso una fonte di ricerca e di attrazione turistica.
Da Napoli, ha aggiunto, è partita una forma di valorizzazione che oggi richiede alle istituzioni un impegno concreto per sostenere, proteggere e rilanciare le imprese storiche attraverso adeguati interventi legislativi.
Manfredi: Servono una legge nazionale e risorse
Il sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, ha rivolto un appello a tutte le forze parlamentari affinché si arrivi rapidamente a un quadro normativo nazionale per la tutela delle imprese storiche.
“Le imprese storiche non sono semplici aziende, sono pezzi di città e presidi di coesione sociale. I Comuni stanno facendo la propria parte, come dimostrano le iniziative promosse a Napoli con l’albo e il riconoscimento delle Botteghe Storiche, ma gli enti locali non possono essere lasciati soli”, ha affermato.
Per Manfredi occorrono strumenti nazionali, procedure semplificate e risorse dedicate. L’obiettivo è arrivare a una legge di riordino e sostegno che tuteli le attività familiari, le filiere tipiche e i centri storici.
Cantalamessa: Fermare la desertificazione commerciale
La tutela del tessuto economico e commerciale delle città è stata al centro dell’intervento del senatore Gianluca Cantalamessa, componente della 9ª Commissione permanente del Senato, competente in materia di industria, commercio e turismo.
Partendo dalle più recenti proposte e iniziative parlamentari, Cantalamessa ha posto l’accento sulla necessità di preservare la vocazione produttiva dei centri storici.
“Salvare le imprese storiche significa difendere l’anima e la vivibilità dei nostri centri storici. Le proposte portate in Parlamento puntano a porre un freno alla desertificazione commerciale e all’omologazione urbana, offrendo strumenti normativi capaci di proteggere la tradizione artigianale e le attività tradizionali come presidi di sicurezza, socialità e attrattività turistica”, ha dichiarato.
Nave: Le Indicazioni geografiche contro le contraffazioni
Il legame tra radici territoriali, qualità produttiva e prospettive future è stato affrontato dal senatore Luigi Nave, componente dell’8ª Commissione permanente del Senato, competente in materia di ambiente, lavori pubblici e innovazione tecnologica.
Nave ha sottolineato il ruolo strategico delle Indicazioni geografiche nella salvaguardia delle produzioni tipiche e delle imprese che ne custodiscono la tradizione.
“Le Indicazioni geografiche, sulle quali viene la spinta dall’Europa, rappresentano uno strumento fondamentale non solo per proteggere l’eccellenza delle nostre produzioni tipiche e dell’artigianato di qualità, ma anche per difendere il valore delle imprese storiche che da generazioni ne sono le vere custodi”, ha spiegato.
La tutela delle Indicazioni geografiche e delle denominazioni legate all’origine, ha aggiunto, consente di contrastare contraffazione e delocalizzazione, preservando le competenze e il saper fare che rendono il Made in Italy riconoscibile nel mondo.
Svimez: Un Osservatorio per le imprese familiari
L’esigenza di disporre di dati attendibili per analizzare l’evoluzione delle imprese familiari è stata evidenziata da Luca Bianchi, direttore generale della Svimez. Queste realtà rappresentano circa l’85% delle imprese italiane, ma, secondo quanto emerso nel corso dell’incontro, manca ancora una base informativa sufficientemente solida per studiarne con certezza dimensioni e dinamiche.
“È urgente istituire un Osservatorio dedicato alle imprese familiari e alle attività legate al Made in Italy. Le storie d’impresa confermano la straordinaria vitalità del tessuto produttivo e la crescita dell’occupazione soprattutto nel Mezzogiorno, ma non abbiamo la possibilità di studiare con certezza il fenomeno per assenza di dati certi”, ha dichiarato Bianchi.
La questione, ha sottolineato, non riguarda soltanto la salvaguardia del patrimonio imprenditoriale e dell’identità urbana, ma anche la conservazione delle competenze. Resta infatti strutturale il fenomeno della fuga dei giovani e della dispersione delle professionalità.
Un Osservatorio permanente permetterebbe di orientare le politiche pubbliche, favorire il ricambio generazionale e creare le condizioni per trattenere i talenti nei territori.
Cilento: Oltre i bilanci finanziari
Ugo Cilento, presidente dell’associazione I Centenari, ha richiamato l’attenzione sul valore immateriale delle aziende storiche, che non può essere misurato esclusivamente attraverso i risultati economici.
“Nella gestione delle imprese familiari e storiche è fondamentale superare la logica stringente dei soli bilanci finanziari. Il vero valore di queste attività risiede nel loro ‘bilancio sociale e culturale’: un patrimonio fatto di relazioni, reputazione, eccellenza manifatturiera e legame indissolubile con la comunità locale e con la storia familiare dell’impresa, fattori che nessun metodo contabile tradizionale può quantificare, ma che ne decretano la longevità nei secoli”, ha affermato.
Un patrimonio che comprende, dunque, non soltanto la capacità di produrre e competere sul mercato, ma anche il rapporto con la comunità, la trasmissione delle conoscenze e la continuità di tradizioni imprenditoriali radicate nei territori.

A Ugo Cilento la targa del Comune di Napoli
A margine del convegno, il sindaco Gaetano Manfredi ha consegnato a Ugo Cilento una targa di riconoscimento ufficiale da parte del Comune di Napoli, per l’impegno a tutela delle attività storiche e familiari.
“Napoli è da sempre al fianco delle sue attività storiche e familiari. Consegniamo questa targa a Ugo Cilento, presidente dell’associazione I Centenari, per il suo costante impegno a tutela di un patrimonio vivo che custodisce la storia della città e contribuisce a costruirne il futuro”, ha dichiarato Manfredi.
Il sindaco ha quindi richiamato l’esperienza dell’azienda Cilento come esempio di continuità generazionale, tutela del lavoro e conservazione delle radici cittadine.
“Grazie per aver dimostrato, in Italia e nel mondo, che la napoletanità è un valore senza tempo”, ha concluso.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link






