#Finsubito news dalla rete – scattano 5 giorni di proteste e blocchi. Rifornimenti a rischio. Prima “chiamata a raccolta” allo svincolo dell’A2 a Falerna


LAMEZIA TERME Dai trattori ai camion, dalle strade alle stazioni di servizio rimaste senza carburante. La Calabria si prepara a una nuova fase della mobilitazione contro il caro gasolio, con il fermo regionale degli autotrasportatori annunciato da doman fino a martedì 20. Una protesta destinata ad aggiungersi a quella degli agricoltori, che da oltre due settimane presidiano strade, svincoli e importanti snodi della viabilità regionale. Sullo sfondo, le difficoltà nei rifornimenti provocate dal blocco della raffineria Eni di Taranto e l’intervento straordinario da 15 milioni di euro approvato ieri dalla Giunta regionale. Le previsioni parlano di circa 800 autotrasportatori e 22 presìdi distribuiti sul territorio calabrese. Numeri che restituiscono le dimensioni della mobilitazione annunciata, mentre cresce la preoccupazione per le possibili conseguenze sulla circolazione e sulla distribuzione delle merci.

Il fermo dei Tir e la mappa dei presìdi

A confermare lo stop fino al 20 ottobre è stata Fedralog Calabria, che ha ribadito le difficoltà economiche delle imprese di autotrasporto, schiacciate dall’aumento dei costi di carburante, personale, assicurazioni, manutenzione e gestione dei mezzi. Sul Tirreno cosentino i presìdi annunciati interessano soprattutto la Statale 18, con due punti principali: Santa Maria del Cedro, nei pressi del Lungomare Perlasca, e Paola, all’altezza dello svincolo per la Statale 107 Silana Crotonese. Altre iniziative potrebbero essere organizzate a Tortora, in località Castrocucco, e a Guardia Piemontese. Gli organizzatori hanno precisato che, lungo la Statale 18, sono previsti blocchi parziali della circolazione, con riaperture a intervalli regolari per limitare i disagi agli automobilisti. Ma la mobilitazione coinvolgerà anche altre aree della regione, con presìdi fissi in altrettanti nodi strategici: il porto di Gioia Tauro, l’area aeroportuale di Lamezia Terme, la rotatoria dello Scalo di San Marco Argentano e la zona dei depositi di carburante a Vibo Marina. E non mancheranno altri presìdi agli svincoli di Pizzo, Sant’Onofrio e Falerna.

Dai blocchi di Lamezia e Falerna alle proteste nel Cosentino

Il fermo dei camion arriva dopo oltre due settimane di mobilitazioni agricole. I primi presìdi erano comparsi alla fine di settembre, interessando il Crotonese, la Sibaritide, il Vibonese e la Piana di Gioia Tauro. A Vibo Marina la protesta aveva provocato il blocco delle autobotti dirette ai depositi di carburante, con conseguenze sui rifornimenti della zona. Successivamente i trattori avevano raggiunto Lamezia Terme, provocando rallentamenti alla rotatoria dell’aeroporto e lungo le strade di Sant’Eufemia, prima di attraversare anche il centro di Nicastro. Martedì 13 ottobre una nuova iniziativa del Movimento Territorio e Agricoltura aveva interessato lo svincolo autostradale di Falerna. Il presidente Matteo Talarico aveva annunciato la volontà di proseguire la protesta, anticipando per il 16 ottobre una mobilitazione insieme agli autotrasportatori. Particolarmente significativa resta la situazione nel Cosentino. A Castrovillari, nel quadrivio di contrada Bianchino, si sono concentrati circa 50 trattori e 20 camion. Altri presìdi hanno interessato Spezzano Albanese, San Marco Argentano e l’area compresa tra Cerchiara e Francavilla Marittima. La protesta ha coinvolto anche i pescatori, scesi in strada ieri a Corigliano-Rossano insieme ad agricoltori e allevatori. Al centro delle rivendicazioni il costo del gasolio, che secondo i manifestanti è arrivato a triplicare, mettendo in difficoltà anche le attività della pesca.

Distributori senza carburante: l’incognita dei rifornimenti

A complicare il quadro si aggiunge la situazione della distribuzione dei carburanti. Il blocco degli accessi alla raffineria Eni di Taranto, nell’ambito delle proteste dei lavoratori dell’ex Ilva, ha impedito nei giorni scorsi le regolari consegne delle autobotti verso la Calabria. Le conseguenze sono state immediate. Numerosi distributori, soprattutto della rete Eni, hanno esaurito le scorte, mentre nella giornata di ieri si sono registrate lunghe code davanti alle stazioni di servizio ancora rifornite. Non risultano ancora conferme di un ritorno generalizzato alla normalità. La concomitanza con l’annunciato fermo dell’autotrasporto alimenta quindi le preoccupazioni per i prossimi giorni.

I 15 milioni della Regione e l’allarme nazionale

Intanto la Regione Calabria ha approvato un intervento straordinario da 15 milioni di euro, dando attuazione alla legge regionale votata la scorsa settimana. Il provvedimento, deliberato dalla Giunta su proposta del presidente Roberto Occhiuto e degli assessori Gianluca Gallo, Giovanni Calabrese e Marcello Minenna, prevede 5 milioni per le imprese agricole e 10 milioni per quelle del trasporto merci su strada. I contributi saranno determinati sulla base dei maggiori costi effettivamente sostenuti e documentati per l’acquisto di carburante. Resta da verificare se e in che misura l’intervento regionale potrà incidere sull’andamento delle mobilitazioni già programmate. Nel frattempo, la protesta assume una dimensione nazionale. Proprio oggi Unatras ha chiesto al governo un incontro urgente, richiamando esplicitamente i blocchi e le iniziative autonome annunciati in Calabria e Sicilia. L’associazione ha avvertito che, in assenza di risposte immediate, il settore rischia una «paralisi totale». È questo lo scenario con cui la Calabria si avvicina alla giornata di venerdì: da una parte i contributi regionali appena approvati, dall’altra una mobilitazione che non risulta ancora revocata e che potrebbe avere nuove ripercussioni sulla viabilità e sull’approvvigionamento delle merci.

Al via il blocco a Falerna

Intanto – secondo quanto si apprende – si registrano già disagi alla circolazione allo svincolo autostradale della A2 a Falerna per l’arrivo già da questa sera di diversi autotrasportatori in vista della giornata di domani con il del blocco di 4 giorni del settore, blocco che sarebbe già partito. Sul posto ci sono agenti della polizia a vigilare. Gli organizzatori stanno annunciando, attraverso i loro canali social, una sorta di “chiamata a raccolta” a partire alla mezzanotte. Slogan come “Agricoltori, trasportatori e cittadini saranno uniti per mandare un forte e chiaro segnale all’Italia intera”, “Abbiamo bisogno di soluzioni!”, “la Calabria che produce non molla”, “Divisi non ci ascolterà nessuno; “insieme siamo una forza, sono visibili sulla pagine di uno dei leader del Movimento Territorio e Agricoltura, Matteo Talarico, insieme ad un manifesto che annuncia la manifestazione di domani. L’attesa in particolare riguarda il presidio annunciato nella zona dell’aeroporto di Lamezia Terme. (redazione@corrierecal.it) (La foto in copertina riguarda il presidio già partito stasera a Falerna ed è tratta dalla pagina facebook di Matteo Talarico)

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