Nel luglio 2025, legislatori e dirigenti si sono riuniti nell’East Room della Casa Bianca per assistere alla firma, da parte del presidente Trump, del Genius Act, una legge fondamentale sulle criptovalute che stabilisce le regole per la vendita di stablecoin ancorate al dollaro statunitense.
Dal podio, Trump ha ringraziato uno a uno gli ideatori della legge. «Dov’è Bo Hines?», ha chiesto. Il ventinovenne consulente del presidente per le criptovalute si è alzato dalla prima fila, accolto dagli applausi.
Ciò che la maggior parte dei presenti ignorava era che, mentre Hines guidava l’iniziativa della Casa Bianca per l’approvazione del Genius Act, Tether, la società con la posta in gioco più alta in questa normativa, stava facendo confluire milioni di dollari in un’azienda di cui Hines era co-proprietario. È quanto emerge da messaggi, documenti interni e registrazioni di pagamenti presi in esame dal Wall Street Journal.
Dagli scambi su Signal risulta che, durante il suo incarico alla Casa Bianca, Hines ha partecipato a una chat di gruppo con i suoi soci in affari, discutendo gli sviluppi legislativi e condividendo i punti chiave del Genius Act, proprio mentre i suoi soci comunicavano con il ceo di Tether. Una volta firmata la legge, Tether lo ha assunto per gestire le proprie attività negli Stati Uniti.
Tutto comincia da Nxum
Hines aveva fondato Nxum, una piccola società di consulenza, insieme al padre e a un altro socio intorno al 2022, detenendone un terzo del capitale. Quando è entrato a far parte dell’amministrazione all’inizio del 2025, ha lasciato la gestione operativa dell’azienda, pur mantenendo la sua quota di proprietà, come indicato nelle dichiarazioni sugli obblighi etici presentate al governo.
Poche settimane dopo l’inizio del lavoro di Hines sulla normativa per le stablecoin alla Casa Bianca, Nxum — che fino ad allora aveva avuto solo contatti marginali con il settore delle criptovalute — ha avviato rapporti commerciali con Tether, il più grande emittente di stablecoin al mondo.
Nel maggio 2025, un socio di Nxum ha siglato un accordo per un «piano strategico di branding e relazioni istituzionali» a favore di Tether (con sede in El Salvador), prevedendo che il lavoro venisse svolto da Nxum. In un documento relativo alla pianificazione dell’accordo si legge: «Nxum coinvolgerà tutte le parti necessarie e guiderà l’intero processo». Dalla firma dell’accordo, Nxum ha incassato 6,3 milioni di dollari grazie a tale intesa, stando a documenti, messaggi e registri blockchain, nonché a quanto riferito da una persona coinvolta nell’operazione. I pagamenti sono iniziati mentre Hines stava lavorando alla messa a punto del Genius Act, un provvedimento legislativo destinato a regolamentare l’operatività di Tether negli Stati Uniti.
Oltre a definire strategie con i partner di Nxum tramite Signal, Hines ha incoraggiato i legislatori a raddoppiare – portandolo da 18 a 36 mesi – il periodo previsto per l’adeguamento alle norme, secondo quanto riferito da persone coinvolte nelle trattative. Tether, che avrebbe necessitato di più tempo rispetto ai concorrenti statunitensi per raggiungere la conformità, è stata la principale beneficiaria di questo periodo di transizione più lungo.
Il Genius Act e Paolo Ardoino
Il Genius Act è stato promulgato il 18 luglio 2025, con il convinto sostegno del ceo di Tether, Paolo Ardoino, presente accanto a Hines durante la cerimonia della firma alla Casa Bianca. Tre settimane dopo, il 9 agosto, Hines ha annunciato il suo addio alla Casa Bianca. Il mese successivo, Tether lo ha nominato amministratore delegato della sua nuova divisione statunitense.
Un rappresentante di Nxum ha dichiarato che, durante il suo incarico alla Casa Bianca, Hines non era a conoscenza dei rapporti commerciali tra Nxum e Tether, né vi ha preso parte. Il rappresentante ha precisato che Hines «non ha ricevuto alcun fondo proveniente da Tether in quel periodo e non ha intrattenuto alcun tipo di rapporto economico con l’azienda mentre prestava servizio alla Casa Bianca», aggiungendo che non ha orchestrato alcun accordo per ottenere una posizione in Tether.
Secondo il rappresentante, Hines si è astenuto da ogni attività aziendale al momento del suo ingresso alla Casa Bianca; inoltre, le norme etiche non gli imponevano di disinvestire da quella che il rappresentante ha definito una «partecipazione passiva» nell’azienda. Le comunicazioni di Hines con i suoi soci in affari presso Nxum «riguardavano esclusivamente argomenti già di pubblico dominio», ha affermato il rappresentante.
Sempre secondo il rappresentante, la proroga del periodo di conformità è scaturita da confronti tra diverse parti interessate. Inoltre, «non è stato necessario per Tether stipulare alcun accordo di pagamento, poiché l’azienda ha potuto (come di fatto ha fatto) semplicemente sfruttare il peso della propria posizione sul mercato per perorare la proroga del periodo di conformità». Tether non ha risposto alle richieste di commento.
Un funzionario della Casa Bianca ha dichiarato che Bo Hines non è più un dipendente dell’amministrazione e che quest’ultima si aspetta che il proprio personale rispetti tutte le leggi e i regolamenti federali in materia di etica.
La legge statunitense generalmente vieta ai funzionari pubblici di occuparsi di questioni in cui detengono un interesse finanziario, ha affermato Cynthia Brown, consulente legale senior per l’etica presso l’organizzazione di controllo governativo Crew. «Storicamente, la maggior parte dei funzionari ha evitato tali conflitti di interesse dismettendo completamente le proprie precedenti attività commerciali», ha osservato Brown.
Le origini di Bo Hines
Hines non aveva mai ricoperto ruoli nel governo o in aziende del settore delle criptovalute prima che Trump lo inserisse nello staff della Casa Bianca. Aveva praticato il football universitario, prima alla NC State e poi a Yale, prima di intraprendere gli studi di legge. In seguito, ha condotto due campagne elettorali infruttuose per rappresentare il suo stato d’origine, la Carolina del Nord, nelle file del Partito Repubblicano.
Lui e suo padre, Todd Hines, hanno fondato Nxum insieme a Gary Dennis, un dirigente del settore marketing. Il trio gestiva un’attività snella, definendosi, a seconda dei casi, come una società di media, un’agenzia di consulenza o una società di investimento.
In una pagina del sito web dedicata al «Team» – ora rimossa – Nxum indicava, oltre ai tre soci, un solo altro membro: il chief investment officer Nav Singh. Secondo persone informate sui fatti, Singh – in precedenza noto come Navnoor Kang – era stato condannato nel 2018 a 21 mesi di carcere dopo essersi dichiarato colpevole di frode; secondo l’accusa, in qualità di dirigente del fondo pensione dello Stato di New York, aveva intascato tangenti. Singh non ha risposto alle richieste di commento.
Secondo fonti vicine all’azienda, inizialmente Nxum si è occupata, tra le altre cose, della gestione dei profili social di figure di orientamento conservatore, come Ryan Fournier, l’attivista di destra promotore di Students for Trump. Nel 2023, Nxum ha collaborato alla promozione di una collezione di NFT a tema marijuana, chiamata «Kush Kriminals», che però non ha mai avuto successo.
Nel periodo che ha preceduto le elezioni presidenziali del 2024, Nxum si è avvicinato alla campagna elettorale di Trump, contribuendo a creare una meme coin a tema Trump chiamata Restore the Republic e donando spazi pubblicitari su cartelloni per un valore di 1 milione di dollari a Maga Inc., il super PAC a sostegno di Trump.
Il rapporto con Trump
Dopo le elezioni, Trump ha nominato Hines direttore esecutivo del Consiglio dei consulenti del presidente sulle risorse digitali, affidandogli la gestione quotidiana dell’agenda dell’amministrazione in materia di criptovalute. Secondo alcuni messaggi presi in esame dal Journal, dopo la nomina di Hines, i soci di Nxum hanno riferito a un partner commerciale che, a causa del suo nuovo incarico, Hines non avrebbe avuto alcun ruolo nelle attività dell’azienda legate alle criptovalute.
Trump ha nominato David Sacks, suo responsabile per l’intelligenza artificiale e le criptovalute, a capo del consiglio. «Insieme, creeranno un ambiente in cui questo settore potrà prosperare», ha scritto Trump in un post sui social media del 22 dicembre 2024.
A partire dal 2024, Trump e la sua famiglia hanno avviato diverse iniziative legate alle criptovalute, tra cui una stablecoin, che l’anno scorso hanno fruttato al presidente un guadagno di oltre 1,4 miliardi di dollari.
Trump ha inoltre inserito nella sua amministrazione figure favorevoli alle criptovalute, come il Segretario al Commercio Howard Lutnick, il quale – quando era alla guida di Cantor Fitzgerald, principale partner finanziario statunitense di Tether – si era espresso a sostegno di quest’ultima. Un portavoce del Dipartimento del Commercio ha dichiarato che Lutnick ha disinvestito da Tether e da Cantor Fitzgerald prima di entrare alla Casa Bianca. Cantor Fitzgerald ha preferito non rilasciare commenti.
La prima missione legislativa del consiglio per gli asset digitali è stata l’approvazione del Genius Act, un passo verso la realizzazione della promessa chiave di Trump: introdurre leggi che rendano l’America la «capitale mondiale delle criptovalute».
Tether si fa strada negli Stati Uniti
Prima del Genius Act, il governo statunitense non disponeva di norme specifiche per l’emissione di stablecoin, ovvero criptovalute ancorate ad attività del mondo reale, come il dollaro statunitense. Tale lacuna normativa ha permesso a Tether di crescere con una supervisione limitata; il suo prodotto di punta, USDT, rappresenta oggi circa il 60% del mercato globale delle stablecoin, che ha un valore di 300 miliardi di dollari.
Nel 2021, Tether ha pagato quasi 60 milioni di dollari in sanzioni – senza tuttavia ammettere alcuna responsabilità – a seguito di contestazioni da parte delle autorità di regolamentazione di New York e federali, secondo cui la società avrebbe tratto in inganno gli investitori dichiarando che USDT fosse garantito con un rapporto 1:1 dal dollaro statunitense.
L’azienda è finita inoltre sotto la lente d’ingrandimento dei legislatori a causa del suo utilizzo da parte di criminali informatici e soggetti dediti al riciclaggio di denaro. Il mese scorso, i membri democratici della sottocommissione d’inchiesta del Senato hanno pubblicato un rapporto in cui si afferma che l’Iran fa ampio ricorso a USDT per eludere le sanzioni e finanziare organizzazioni terroristiche per conto terzi, come Hezbollah.
Tether ha dichiarato di collaborare attivamente con le forze dell’ordine statunitensi e internazionali per contrastare le attività illecite, sottolineando che la natura pubblica delle blockchain rende USDT uno strumento inadatto a scopi criminali e, al contempo, agevola le autorità nel monitoraggio e nell’eventuale sequestro di fondi sottratti a soggetti malintenzionati.
Da tempo il Congresso preme per regolamentare il settore delle stablecoin. Gli emittenti speravano di sfruttare l’apertura dell’attuale amministrazione statunitense verso le criptovalute per ottenere una normativa più favorevole. Tether ha espresso il timore che i propri concorrenti possano influenzare l’iter legislativo a suo svantaggio.
Una questione di marketing
Nell’aprile 2025, mentre Hines era a capo dell’iniziativa dell’amministrazione a favore del Genius Act, suo padre e Dennis – co-proprietario di Nxum insieme a loro – si sono recati a New York per incontrare Ardoino, il vertice di Tether, presso un hotel vicino a Central Park; a riferirlo è una persona che ha preso parte all’incontro. L’incontro è stato organizzato da Peter Vincer, un imprenditore attivo nel settore del marketing che ha già collaborato con Nxum ad altre operazioni commerciali.
Dopo l’incontro, Vincer ha inviato ad Ardoino un Piano completo per il marchio Tether, in cui si affermava che Nxum avrebbe gestito un’attività di «lobbying strategico» e una «campagna su larga scala di pubbliche relazioni e sensibilizzazione mediatica» per conto di Tether; il documento è stato visionato dal Journal.
Secondo quanto emerge dai messaggi esaminati dal Journal, Vincer ha trasmesso la proposta – redatta su carta intestata di Nxum – ad Ardoino tramite l’applicazione di messaggistica crittografata Keet, all’interno di una chat di gruppo che includeva anche Dennis. Il rappresentante di Nxum ha dichiarato che la società non ha né approvato né attuato tale proposta e che non ha mai avuto alcun contratto con Tether durante il periodo in cui Bo Hines ha lavorato alla Casa Bianca.
Dai documenti risulta che il gruppo ha apportato delle revisioni alla proposta, giungendo a un contratto definitivo in cui non si fa alcun riferimento ad attività di lobbying. Tether ha siglato l’accordo con Notorious, la società di marketing di Vincer.
Tether ha accettato di corrispondere alla società di Vincer 415.000 dollari al mese, suddivisi in rate semestrali, per una durata minima di due anni. Il primo pagamento, pari a 2,49 milioni di dollari, è stato effettuato da Tether l’11 maggio 2025, come confermato dai messaggi e dai registri dei pagamenti su blockchain.
I pagamenti tramite Bitfinex
Tether ha utilizzato Bitfinex, una piattaforma di scambio di criptovalute di proprietà della società madre di Tether, per trasferire USDT a Vincer. Quest’ultimo ha trattenuto 498.000 dollari e ha inviato la somma restante a un portafoglio di criptovalute utilizzato da Nxum; da lì, il denaro è stato suddiviso in tre parti, stando a quanto emerge dai messaggi e dai registri della blockchain.
I pagamenti successivi effettuati da Tether, avvenuti dopo che Bo Hines aveva lasciato la Casa Bianca, sono stati inviati direttamente a Nxum. I registri della blockchain mostrano che i portafogli controllati da Nxum hanno ricevuto due versamenti da 2,49 milioni di USDT ciascuno, provenienti direttamente da Bitfinex, nel dicembre 2025 e nell’aprile 2026. I portafogli sotto il controllo di Nxum hanno trasferito una parte di ciascun pagamento a Vincer, suddividendo l’importo rimanente in tre quote.
Vincer ha dichiarato al Journal di aver agito come intermediario nell’accordo tra Nxum e Tether. Dopo l’uscita di Bo Hines dall’amministrazione, Vincer ha trasferito il contratto direttamente a Nxum.
Secondo quanto riferito da Vincer, Bo Hines gli avrebbe promesso una quota dei pagamenti di Tether una volta ceduto il contratto. In un messaggio inviato tramite Signal, Bo Hines ha scritto a Vincer: «Tutti sono d’accordo sul fatto che tu non debba mai essere fottuto».
Tuttavia, Vincer ha spiegato che, pur considerando Tether «un’azienda seria e corretta», Nxum non gli ha corrisposto quanto, a suo avviso, gli spettava. Il rappresentante di Nxum ha dichiarato al Journal che l’azienda contesta la pretesa di Vincer.
Nell’agosto 2026, Nxum ha offerto a Vincer 311.000 dollari, più il 21% di un imminente pagamento da parte di Tether, a condizione che egli accettasse di non parlare mai dei suoi rapporti con Nxum, Tether, Dennis, Todd o Bo Hines; questo è quanto emerge da una copia dell’accordo. Vincer ha dichiarato di non aver firmato.
Più o meno nello stesso periodo, dopo che il Journal ha iniziato a interrogare persone vicine a Nxum, Dennis ha accusato Vincer di aver raccontato «bugie» alla stampa in merito al loro accordo commerciale. «Un errore», gli ha scritto Dennis in un messaggio.
La scappatoia Tether
Nel giugno 2025, il Senato ha approvato il Genius Act, che è poi passata alla Camera. Il testo conteneva una disposizione – definita dai critici a Washington e nel settore come la «scappatoia Tether» – che offriva agli emittenti di stablecoin la possibilità di operare in Paesi approvati al di fuori degli Stati Uniti.
Inoltre, il disegno di legge prevedeva un periodo di transizione di tre anni, durante il quale gli exchange di criptovalute avrebbero potuto eliminare gradualmente gli asset non conformi. Questo lasso di tempo più ampio – che avrebbe ridotto al minimo le ripercussioni sull’attività principale di Tether – è stato promosso da Hines.
I Democratici e alcuni emittenti di stablecoin con sede negli Stati Uniti avrebbero preferito un arco temporale più breve, pari a 18 mesi. In precedenza, Bloomberg aveva riferito che Hines aveva spinto per un periodo di tre anni. In un podcast successivo al voto favorevole del Senato, Ardoino, il numero uno di Tether, si è dichiarato «molto entusiasta» del Genius Act, definendolo «un passo nella giusta direzione».
Durante i negoziati alla Camera, il disegno di legge ha incontrato un ostacolo. Il 25 giugno, Todd Hines ha inviato a Dennis un resoconto dettagliato della situazione: «La questione si sta facendo davvero calda qui riguardo al disegno di legge», ha scritto.
Il deputato Tom Emmer, whip della maggioranza alla Camera, si era unito ai membri repubblicani contrari, rallentando il voto alla Camera. Emmer «sta lavorando contro Bo e Sacks», ha riferito Todd Hines a Dennis nei messaggi. Un portavoce di Emmer ha dichiarato che quest’ultimo non stava agendo contro Hines e Sacks.
Todd Hines ha scritto a Dennis di aver incontrato Jesse Spiro, responsabile degli affari governativi di Tether, aggiungendo di aver ricevuto una telefonata da Ardoino, apparso «molto preoccupato». «Vogliono che annientiamo questi membri che si oppongono alle criptovalute», ha scritto.
Qualche ora dopo, dai messaggi di Bo Hines emerge che quest’ultimo si è attivato insieme ai suoi partner di Nxum per rimettere le cose sui binari giusti. Nella chat di gruppo «Nxum» su Signal, Bo Hines ha fornito al padre e a Dennis alcune argomentazioni da usare contro i repubblicani che ostacolavano il provvedimento.
«Prepariamoci ad agire», ha scritto Bo Hines al gruppo. «Il messaggio da far passare è che stanno minando l’autorità del Presidente e che sono stati comprati da pedine dei Democratici, come Coinbase e a16z», riferendosi, rispettivamente, a un exchange di criptovalute e a una società di venture capital. Il padre ha risposto: «Cominciamo a far volare qualche testa».
Il 15 luglio 2025, Trump ha incontrato nello Studio Ovale un piccolo gruppo di membri contrari. Più tardi, quella stessa sera, ha annunciato di aver raggiunto un accordo affinché tali membri sostengano il disegno di legge al momento del suo ritorno in aula.
«Bo ce l’ha fatta», ha scritto Dennis a un collaboratore dopo l’annuncio. «È stato un successo enorme, epico», ha aggiunto. «Si è trattato semplicemente di Bo e Trump che, nello Studio Ovale, hanno portato a termine il lavoro.»
Tre giorni dopo, il Genius Act è stato promulgato. Poco dopo, Bo Hines ha annunciato su X che avrebbe lasciato il suo incarico alla Casa Bianca. A settembre, Tether aveva ingaggiato Hines per guidare la sua nuova divisione statunitense.
La nuova magione di Bo
Subito dopo il suo ingresso in Tether, Hines ha cambiato abitazione: secondo i registri immobiliari, è passato da una casa da 1,4 milioni di dollari, situata in un complesso residenziale con campo da golf vicino a Charlotte (Carolina del Nord), a una proprietà da 3,3 milioni di dollari e circa 835 metri quadrati (9.000 piedi quadrati), situata poco più avanti nella stessa zona.
Secondo persone che hanno partecipato a incontri con la famiglia, Bo Hines, suo padre e Dennis hanno iniziato a viaggiare su un jet privato dopo che Bo Hines ha lasciato la Casa Bianca. A gennaio di quest’anno, un jet Hawker 900XP – il cui valore si aggira solitamente tra i 4 e i 5 milioni di dollari – è stato registrato all’indirizzo di residenza di Todd Hines.
Nxum ha continuato a rafforzare il proprio rapporto con Tether. Negli ultimi mesi, l’azienda ha iniziato a far circolare tra i potenziali investitori una presentazione in cui si afferma che Tether, in qualità di «investitore di riferimento», acquisirà una quota del 25% di Nxum per 56 milioni di dollari. Nxum, che sta offrendo un ulteriore 10% ad altri investitori, si definisce il «livello di infrastruttura mediatica strategica a supporto di Tether» e precisa che i fondatori manterranno il 65% della società.
Nxum è rimasta attiva anche in ambito politico, contribuendo al lancio, nel settembre 2025, del Fellowship PAC – un comitato di azione politica (PAC) a sostegno delle criptovalute – presieduto da Spiro, responsabile dei rapporti istituzionali di Tether. Secondo i documenti depositati presso le autorità federali, l’organizzazione ha raccolto almeno 11 milioni di dollari da Cantor Fitzgerald e altri soggetti. Tali documenti rivelano inoltre che il PAC ha versato oltre 6,5 milioni di dollari a Nxum per servizi che includono campagne pubblicitarie incentrate su specifiche tematiche.
Mentre si preparava una campagna di marketing prima dell’annuncio ufficiale del PAC, Dennis ha inviato un messaggio a un collaboratore, raccomandando di non rendere noti i legami del comitato con Tether e Nxum: «Ribadisco: nessun riferimento a Tether, Nxum o Bo», ha scritto.
Il rappresentante di Nxum ha sostenuto che sia del tutto ragionevole evitare di associare un PAC a specifiche aziende o singoli individui, dato che l’obiettivo è ottenere una base di sostegno quanto più ampia possibile.
(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)
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