I camion elettrici si stanno diffondendo nel mondo. L’effetto Hormuz si fa sentire: le vendite globali di autocarri elettrici di medie e grandi dimensioni hanno raggiunto la cifra record di 158mila veicoli nella prima metà del 2026 – quasi tutti BEV – con una crescita del 75% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, rileva BloombergNEF.
Per ora l’incremento riguarda la Cina: più di nove mezzi su dieci venduti a livello mondiale nella prima metà del 2026 erano destinati al Paese asiatico, che resta di gran lunga il mercato più grande al mondo. Tuttavia, anche in Europa prendono piede.
Sarà interessante capire se avanzeranno anche in Italia, che può vantare il primato assoluto per numero di camion circolanti nell’UE, ma che sconta diversi limiti.
La diffusione globale dei camion elettrici secondo IEA
La crescita dei camion elettrici riflette l’espansione dei BEV. L’International Energy Agency segnala che nel 2025, la diffusione delle batterie per veicoli elettrici ha raggiunto 1,2 TWh, con un aumento di quasi il 30% rispetto al 2024 e un valore più di sette volte superiore a quello del 2020. Inoltre, IEA prevede che i camion elettrici rappresenteranno circa il 10% della diffusione totale delle batterie per veicoli elettrici nel 2030 e nel 2035, rispetto all’8% del 2025. Nel 2025 le vendite di camion elettrici sono più che raddoppiate rispetto al 2024, raggiungendo il 9% di tutte le vendite di camion a livello mondiale.
Cosa accade in Cina
L’avvento dei camion elettrici in Cina è propiziato da politiche efficaci e da una catena capillare di approvvigionamento delle batterie. La continua crescita del mercato ha portato i camion elettrici “a rappresentare circa il 20% delle vendite totali di camion”, segnala sempre BNEF.
Le vendite sono aumentate di quasi l’80% nella prima metà dell’anno rispetto all’anno precedente, grazie anche alla guerra tra Stati Uniti e Iran e agli attacchi ucraini contro le raffinerie russe, che hanno fatto impennare i prezzi del diesel. Si prevede che nel Paese asiatico rappresenteranno quasi un terzo di tutti i camion venduti quest’anno, rispetto all’8% di un paio di anni fa.
Secondo le stime dell’Istituto di ricerca economica e per lo sviluppo del colosso petrolifero cinese Sinopec, il consumo di diesel in Cina diminuirà di oltre il 10% quest’anno.
La situazione negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti, invece, si registra una contrazione. Il mercato USA dei camion elettrici “ha subito un rallentamento quasi totale”, con ostacoli normativi e di costo che ne limitano l’adozione. L’amministrazione Trump ha messo in atto una strategia su più fronti per impedire alla California di imporre veicoli più puliti e più elettrici. L’EPA e il Congresso hanno inoltre emanato norme che rendono più facile per le case automobilistiche vendere un maggior numero di auto e camion a benzina, rendendo al contempo più costoso l’acquisto di veicoli elettrici. Tuttavia, riferisce CNBC, California, diversi altri Stati (tra cui Arizona, Colorado, Connecticut, Massachusetts, Michigan, New Jersey e Washington), distretti e città, oltre a svariate associazioni ambientaliste, hanno citato in giudizio proprio in questi giorni il Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti in merito alla recente decisione di approvare definitivamente standard di efficienza energetica dei veicoli nettamente inferiori, a vantaggio dei veicoli a benzina.
C’è poi un elemento che potrebbe giocare a favore dei camion elettrici negli USA: il costo del gasolio. Il prezzo del diesel negli Stati Uniti ha raggiunto un livello medio nazionale record di oltre 6,38 dollari al gallone. Se si considera il consumo annuale delle flotte, le scelte d’acquisto potrebbero orientarsi verso l’elettrico.
La crescita dei camion elettrici in Europa
L’aumento delle immatricolazioni è significativo anche in Europa, dove le prospettive di crescita si faranno più interessanti anche per effetto delle normative.
Pur con dimensioni decisamente più limitate rispetto alla Cina, l’incremento delle vendite di camion elettrici si riscontra già in vari Paesi UE: le vendite hanno superato il 10% del volume totale di mezzi pesanti in Danimarca, Paesi Bassi e Svezia. Inoltre, segnala sempre BNEF, gli electric truck hanno rappresentato il 5,5% delle vendite totali di camion in Europa nella prima metà del 2026, grazie al lancio di nuovi modelli da parte dei produttori e al calo dei prezzi dei camion elettrici.
A confermare la tendenza di crescita in atto nel continente europeo c’è anche un’analisi dell’International Council on Clean Transportation (ICCT), secondo cui nell’UE le vendite di camion elettrici sono aumentate del 71% nel 2025, raggiungendo una quota di mercato del 4,5%. Questa crescita è favorita dagli obiettivi prioritari per la riduzione delle emissioni di CO2 per i produttori di camion, introdotti nel luglio 2025, che prevedono una riduzione del 15%. La quota di mercato dei camion di medie dimensioni è raddoppiata, passando da circa il 10% nel 2024 al 21% nel 2025.
Anche nel Regno Unito, dove il sostegno politico è in aumento e sono in discussione nuovi obiettivi di vendita per veicoli a zero emissioni, le vendite di camion elettrici sono aumentate da 345 unità nel 2024 a 677 nel 2025.
Le sfide della transizione elettrica: il peso del diesel e la rete di ricarica
La transizione all’elettrico è ancora tutta da giocare. I camion diesel sono ancora la stragrande maggioranza del venduto in Europa. Lo rimarcano gli ultimi dati ACEA: gli autocarri diesel hanno rappresentato il 92,1% delle nuove immatricolazioni nell’UE, con un aumento del 9,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, le immatricolazioni dei camion elettrici ricaricabili sono cresciute del 47,7%, conquistando il 4,8% del mercato (rispetto al 3,6% del primo semestre 2025). Germania (+88,5%), Paesi Bassi (+44,5%) e Francia (+43,7%) hanno trainato questa crescita, rappresentando insieme il 74% di tutte le immatricolazioni di autocarri elettrici ricaricabili nell’UE.
Serviranno anni per cambiare l’inerzia di un parco camion largamente caratterizzato da veicoli diesel. Attualmente sulle strade dell’UE circolano 6,2 milioni di camion, con un aumento dello 0,9%, e i veicoli elettrici ricaricabili ne costituiscono lo 0,3%. In media, i camion rimangono la tipologia di veicoli più vecchia, con un’età media di 14 anni, segnala ancora ACEA.
Perché i camion elettrici possano prendere maggiormente piede, occorre sviluppare l’infrastruttura di ricarica. Ad aprile 2026, l’Osservatorio europeo sui combustibili alternativi (EAFO) censiva 373 siti operativi per la ricarica dei mezzi pesanti in 21 Paesi europei.
Gli obiettivi di diffusione fissati dall’Unione europea attraverso il regolamento AFIR stanno accelerando la costruzione di nuove infrastrutture. Tuttavia, la crescita della rete “non ha ancora eliminato la copertura frammentaria e concentrata nei Paesi e nelle regioni in cui operano i primi utilizzatori”, evidenzia ancora BNEF.
Costi e vantaggi della transizione elettrica
In ogni caso, la crescente diffusione dei camion elettrici nel trasporto merci su strada, la seconda modalità di trasporto per consumo di petrolio, eviterà il consumo di 1 milione di barili al giorno entro il 2035, sulla base delle politiche attuali, prevede l’Agenzia internazionale dell’energia nel Global EV Outlook 2026.
L’IEA richiama l’attenzione sul fatto che i camion elettrici rimangono da due a tre volte più costosi da acquistare rispetto ai camion diesel, ma il costo totale di proprietà (Total Cost of Ownership, TCO) è già competitivo in Cina grazie al calo dei prezzi delle batterie e sta diminuendo anche in altri mercati. In Europa, si prevede che il TCO dei camion “a batteria” raggiungerà la parità con quello dei diesel entro il 2030.
Dove acquistare un camion elettrico è già oggi vantaggioso
Una recente analisi sul costo totale di proprietà, a cura di Transport & Environment, rivela che in sei dei nove principali mercati dell’UE, i camion elettrici rappresentano già oggi la scelta finanziariamente più vantaggiosa. Questi sei mercati da soli rappresentano il 46% di tutti i nuovi autocarri pesanti venduti nell’UE.
Nei Paesi Bassi, in Germania e in Danimarca, viene recuperato il maggiore investimento iniziale rispetto al diesel in due anni. Le simulazioni di T&E dimostrano che, con il mantenimento delle misure politiche esistenti e l’introduzione di un numero limitato di nuove misure, come l’attuazione della direttiva Eurovignette e della RED III, entro il 2030 i camion elettrici saranno più economici da gestire in tutti e nove gli Stati membri dell’UE, anche eliminando o riducendo gli attuali sussidi all’acquisto di veicoli.
L’Italia regina dei camion, ma schiava di un parco vecchio: come sviluppare una flotta elettrica
La diffusione dei camion elettrici è ancora embrionale in Italia, che può vantare il primato assoluto per numero di camion circolanti nell’UE. Tuttavia, detiene uno dei parchi mezzi più anziani d’Europa. I camion hanno un’età media di quasi 20 anni, a fronte dei 14 della media UE.
Meno del 3% dei mezzi pesanti circolanti è BEV, segnala Motus-E (dati relativi a fine 2024). L’associazione ha realizzato uno studio con GSE e Infoblu NewGen, partendo dall’analisi dei dati di oltre centomila camion. L’obiettivo è individuare le aree strategiche da infrastrutturare con colonnine di ricarica, delineando le priorità per l’elettrificazione del trasporto pesante e per un piano nazionale che renda competitivo il passaggio all’elettrico.
Un primo dato su cui ragionare è il chilometraggio effettuato dai camion: circa il 75% degli spostamenti feriali rientra nella fascia 0-100 km; la quota supera l’85% nei giorni festivi.
Occorre ragionare su questi dati e promuovere azioni capaci di rinnovare la flotta dei camion, puntando ad alternative a zero emissioni. Per questo, Motus-E propone, tra l’altro, l’esenzione dai pedaggi sulle tratte ottimali individuate per i veicoli a zero emissioni, in conformità con la direttiva Eurovignette, relativa alla tassazione dei veicoli per l’uso di alcune infrastrutture. L’Italia è in ritardo nell’applicazione di tale normativa.
Le infrastrutture per i camion elettrici in Italia
Motus-E ha sottolineato la necessità di infrastrutture adeguate a sostenere questa transizione. È fondamentale potenziare rapidamente le infrastrutture di ricarica dedicate, attualmente insufficienti, con solo 16 mila punti pubblici sopra i 350 kW in Europa. In Italia la ricarica per camion elettrici conta quattro siti attivi e uno in arrivo, con potenze fino a 600 kW e tempi di 30-40 minuti. A Bolzano è installato il primo connettore MCS (Megawatt Charging System)) da 1.000 kW.
L’associazione segnala inoltre la necessità di modernizzare la rete elettrica e auspica la piena attuazione del regolamento UE 2023/1804, capace di garantire “una copertura di base lungo le reti TEN-T”, anche se “saranno necessari ulteriori investimenti per soddisfare la domanda reale”.
In ogni caso, la corsa dei camion elettrici è iniziata. Per l’Italia, trasformare il primato della flotta in un vantaggio competitivo richiede mezzi più moderni, una rete di ricarica adeguata e politiche che rendano conveniente il passaggio all’elettrico. Su questo si giocherà la transizione elettrica dei camion, essenziali per la logistica e per l’intera economia italiana: ogni anno, circa l’84% dell’oltre un miliardo di tonnellate di merci trasportate nel Paese viaggia su strada, soprattutto lungo la rete autostradale.
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