Che fine ha fatto il rally di Piazza Affari? Per ora è sicuramente rientrato, sostituito da una pioggia di sell off che ha portato il Ftse Mib a bucare anche la soglia psicologica dei 50.000 punti.
Tra i motivi, sicuramente la zavorra rappresentata dalle azioni delle banche italiane e dai BTP che, fino a qualche mese fa, erano stati invece tra i fattori che avevano sostenuto la corsa della Borsa di Milano. Almeno prima di trasformarsi, nell’ultimo periodo, negli elementi che hanno contribuito a far scendere il mercato azionario italiano. Nonostante, si può dire nel caso degli istituti di credito, il risiko bancario in atto.
Piazza Affari, Ftse Mib +10% YTD ma negli ultimi 3 mesi fa peggio dell’Europa insieme a Borsa Parigi
La performance dell’indice benchmark della Borsa di Milano relativa al 2026 rimane positiva: il listino ha guadagnato dall’inizio dell’anno il 10% circa.
Nell’ultimo mese, il dietrofront del Ftse Mib è stato tuttavia pesante, pari a un calo superiore al 4,5%, che ha esteso il ribasso degli ultimi tre mesi a -5,6%.
A fare peggio, tra gli indici più importanti delle borse europee, il Cac 40 della Borsa di Parigi, reduce da una flessione del 4% nell’ultimo mese e di oltre il 7% negli ultimi tre mesi.
Ma le piazze di Milano e di Parigi hanno sottoperformato l’azionario europeo. Per fare un esempio, il Dax della Borsa di Francoforte ha limitato le perdite rispettivamente -1,59% e -0,64%, mentre l’Ibex 35 della Borsa di Madrid ha ceduto rispettivamente il 3,94% e il 2,26%.
A parte il caso della Borsa di Parigi, Piazza Affari ha sottoperformato l’azionario europeo. L’indice di riferimento Stoxx 600 ha lasciato infatti sul terreno l’1,6% nell’ultimo mese e più del 2% negli ultimi tre mesi.
La tempesta che travolge i BTP si abbatte anche su Piazza Affari
Alla base dei sell che hanno colpito Piazza Affari soprattutto la tempesta dei bond, che ha provocato una forte fiammata dei rendimenti dei Titoli di Stato principali dei Paesi avanzati, BTP inclusi.
Nell’area euro, a finire sotto attacco sono stati soprattutto i BTP e gli OAT, come dimostra l’impennata dei rendimenti.
Nel caso dei Titoli di Stato italiani, i rendimenti dei BTP decennali sono volati sul mercato secondario di 48 punti base soltanto nell’ultimo mese e di 119 punti base nell’ultimo anno.
Ancora più forte lo scatto dei rendimenti degli OAT francesi, pari rispettivamente a +67 e a +139.
Il balzo dei rendimenti e il timore di costi di rifinanziamento dei debiti di Italia e Francia più alti hanno depresso il sentiment anche sul mercato del reddito fisso, sebbene, nel caso dei BTP, alcuni analisti e anche nomi importanti del mondo della finanza abbiano indicato di avere una view ancora positiva sulla carta italiana, sottopesando invece i Titoli di debito di Parigi.
Fatto sta che dalle aste italiane sono arrivate informazioni che hanno alimentato ulteriormente la paura di una erosione dei conti pubblici dell’Italia.
L’avversione al rischio manifestata nei confronti dei BTP ha finito così per contagiare anche Piazza Affari.
Piazza Affari: il Ftse Mib paga anche sell sulle banche. Perché le azioni scendono nonostante il risiko?
Ma se il Ftse Mib è sceso in questi ultimi mesi è stata anche per la performance delle azioni delle banche italiane che, dopo avere sostenuto l’indice con i rally imponenti degli ultimi anni, hanno ritracciato nel corso delle ultime settimane, nonostante il risiko.
O forse, potrebbe dire qualcuno, proprio a causa delle incertezze legate ai risultati del risiko bancario, che vedono da un lato l’OPAS di Intesa Sanpaolo su MPS – che in realtà, dopo il rilancio, viene considerata quasi fatta – e, dall’altro lato, un Monte dei Paschi di Siena che fatica sempre di più per preservare la propria indipendenza.
Si attende la contromossa del CEO del Monte Luigi Lovaglio per convincere gli azionisti a votare a favore delle sue proposte – che includono l’OPS su Banca Generali e su Banco BPM – nell’assemblea straordinaria del prossimo 29 ottobre.
Banche italiane esposte ai BTP, l’altro motivo che spiega i sell off
Dubbi sul risiko a parte, le azioni delle banche italiane stanno pagando direttamente le tensioni in atto sul mercato dei Titoli di Stato per l’esposizione che hanno verso il debito pubblico dell’Italia.
Un’esposizione battezzata in passato doom loop, reputata negativa fino a qualche anno fa, quando lo spread BTP-Bund e l’esposizione delle banche italiane verso il debito pubblico del Paese spaventavano ancora i mercati.
Gli acquisti sui BTP e la forte contrazione dello spread BTP-Bund avevano ribaltato poi la situazione, confermandosi tra i fattori che avevano fatto salire i titoli bancari, insieme alle diverse partite di risiko bancario.
Ma le forti pressioni sul mercato dei bond e dei BTP hanno riportato ora la situazione ai tempi in cui lo spread preoccupava, penalizzando dunque le azioni delle banche italiane.
Nell’ultimo mese azioni banche italiane KO, perdite fino a -10%. Trend di Intesa, UniCredit, MPS
Piazza Affari ha accusato così una correzione più pesante rispetto alla media europea soprattutto per la forte esposizione del Ftse Mib al settore bancario.
Nell’ultimo mese, le azioni di Intesa Sanpaolo sono scivolate di quasi il 9%, UniCredit è affondata di quasi il 10%, Banco BPM ha ceduto più del 9%, BPER ha perso più del 6%, MPS ha sofferto un ribasso del 7%, così come ha perso il 7% il titolo Banca Generali. Occhio al forte diefrofront accusato dai titoli bancari di Piazza Affari, in particolare, nella seduta di ieri, mercoledì 7 ottobre.
Ma il sostegno tassi BCE sul margine di interesse? Attenti al rovescio della medaglia
Da non sottovalutare un altro elemento che ha pesato sulle banche. Sebbene la prospettiva di tassi di interesse più alti nell’area euro con i rialzi da parte della BCE sia positiva per il trend del margine di interesse delle banche dell’Eurozona, dunque anche delle banche italiane, un costo del denaro più alto rischia di far salire anche il rischio di un aumento del numero dei clienti in difficoltà a restituire i crediti ricevuti. Aumentando, di conseguenza, la spina degli NPL (crediti deteriorati) per gli istituti.
Manca poco per capire in che modo il primo rialzo dei tassi annunciato quest’anno dalla BCE (lo scorso 11 giugno) abbia inciso sulla qualità degli attivi delle banche italiane: in arrivo nella prossima settimana, infatti, la pubblicazione degli utili del terzo trimestre del 2026 degli istituti e delle società quotate a Piazza Affari. Non dimenticando che finora la Banca centrale europea ha alzato i tassi due volte, nel corso di quest’anno.
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