#Finsubito news dalla rete – Tettoia sul confine: usucapione solo con prova dei 20 anni | Articoli


La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la sentenza che aveva disposto la demolizione di una tettoia costruita sul confine: le testimonianze non hanno provato il possesso continuativo necessario per l’usucapione. A tal proposito, un ruolo determinante è stato attribuito all’aerofotogrammetria del 1977, valutata insieme alle testimonianze raccolte nel processo.


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L’articolo tratta una sentenza della Corte di Cassazione relativamente ad una tettoia costruita a ridosso di un muro di confine tra due proprietà. Secondo la proprietaria confinante la tettoia non rispettava le distanze previste dal Comune e quindi ne richiedeva la rimozione. Di contro i vicini sostenevano di aver usucapito la servitù di mantenere la tettoia sul confine, a distanza inferiore a quella prevista dalle norme, ma non ne avevano fornito prova certa. Le fotografie aeree e le testimonianze non hanno dimostrato che la tettoia esistesse da almeno vent’anni.
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, lasciando ferma la decisione della Corte d’Appello che aveva disposto demolizione o arretramento della tettoia alle distanze previste dalla norma.


La tettoia costruita a ridosso del muro di confine

La proprietaria del fondo confinante aveva chiesto la demolizione della tettoia realizzata dai vicini contro un muro di confine, ritenendola in violazione delle distanze previste dal Comune. Di contro i vicini hanno sostenuto di aver acquisito il diritto di mantenerla tramite usucapione: in sostanza, l’acquisto di un diritto reale sul bene attraverso un possesso continuativo protratto per almeno vent’anni. Inoltre hanno chiesto in via riconvenzionale la rimozione di alcuni manufatti collocati sul fondo della vicina, tra cui una baracca in prossimità del confine. Inizialmente il Tribunale di Lamezia Terme aveva respinto la domanda della proprietaria confinante, ritenendo fondata l’eccezione di usucapione promossa dai proprietari della tettoia. Poi, però, la Corte d’Appello di Catanzaro ha ribaltato il giudizio perché secondo i giudici l’usucapione sarebbe stata esclusa in quanto la tettoia non risultava visibile chiaramente nelle immagini aeree del 1977 e le testimonianze non provavano con certezza che esistesse da almeno vent’anni.
Per questo ne ha ordinato la demolizione o, se possibile, l’arretramento, riconoscendo anche il risarcimento alla proprietaria confinante.

L’aerofotogrammetria del 1977 pesa sulla prova dell’usucapione

Il caso arriva in Cassazione, la quale tra i vari punti chiarisce che “ai fini della decisione sull’usucapione della tettoia, la prova oggettiva rappresentata dalla prodotta aerofotogrammetria del 1977 allegata alla CTU, nella quale la tettoia in questione non era visibile, ed ha poi valutato partitamente ed analiticamente le testimonianze acquisite di *** *** e *** *** tenendo conto del dato oggettivo dell’inesistenza del manufatto nel 1977, giudicandole inattendibili, e della testimonianza di *** ***, ritenuta troppo generica sulla collocazione temporale del suo intervento come muratore sulle travi in legno della tettoia, concludendo quindi nel senso che non sia stata fornita prova dell’esercizio da parte degli attuali ricorrenti di un possesso ad usucapionem della tettoia iniziato almeno venti anni prima della riconvenzionale di usucapione.”
Esaminando accuratamente prove e testimonianze, non è stata provata l’usucapione della servitù di mantenere la tettoia a distanza inferiore a quella legale, perché non era stata provata con certezza la sua presenza per almeno vent’anni. Decisiva è stata l’aerofotogrammetria del 1977 allegata alla consulenza tecnica dove la tettoia non si vedeva e questo per i giudici è un dato oggettivo dell’assenza dell’opera in un periodo sufficientemente antecedente. Le deposizioni dei testimoni sono state considerate poco attendibili o incerte temporalmente proprio perché contrastavano con la fotografia aerea.

Chi invoca l’usucapione deve provare l’esercizio continuativo, per almeno vent’anni, del possesso corrispondente alla servitù rivendicata.

Scarica l'ordinanza in allegato

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FAQ TECNICHE: Tettoia sul confine: usucapione solo con prova dei 20 anni | Ingenio

1. Che cosa significa usucapire il diritto di mantenere una tettoia a distanza inferiore?
Non viene “usucapita la tettoia” in senso tecnico, ma può essere rivendicato un diritto reale corrispondente alla servitù di mantenere la costruzione a distanza inferiore a quella prescritta. Occorre dimostrare l’esercizio del relativo possesso per il periodo previsto dalla legge. Nel caso esaminato il problema decisivo è stato proprio la mancata prova del ventennio.

2. In quali controversie assume rilievo l’usucapione delle distanze?
Il problema può emergere quando una costruzione, una tettoia o altro manufatto si trova a distanza inferiore rispetto a quella prescritta dal Codice civile o dalla disciplina locale. Il proprietario interessato può chiedere l’arretramento o la demolizione, mentre la controparte può opporre l’acquisto per usucapione della relativa servitù, se ne ricorrono effettivamente i presupposti.

3. Quali norme regolano distanze e usucapione?
Il riferimento generale sulle distanze tra costruzioni è l’art. 873 c.c., ferma restando l’applicazione di eventuali distanze maggiori stabilite dai regolamenti locali. Per l’usucapione immobiliare assume rilievo l’art. 1158 c.c.; per le servitù acquistabili per usucapione va considerato anche l’art. 1061 c.c. e il requisito dell’apparenza. La specifica disposizione comunale applicata nel caso deve essere indicata nell’articolo: [Verificare specifica tecnica/norma].

4. Qual è il vantaggio probatorio dell’aerofotogrammetria?
Una ripresa aerofotogrammetrica storica può offrire un riscontro documentale temporalmente collocabile sull’esistenza, sulla configurazione o sull’assenza apparente di un manufatto. Nel caso trattato, l’immagine del 1977 è stata valutata insieme alle deposizioni testimoniali. Non esiste però un automatismo: attendibilità, datazione, scala, risoluzione e leggibilità del documento devono essere valutate nel caso concreto.

5. Cosa deve verificare il tecnico prima di progettare una tettoia vicino al confine?
Occorre verificare la distanza rispetto a edifici e confini, gli strumenti urbanistici comunali, il regolamento edilizio, eventuali norme sovraordinate, titoli edilizi e situazione catastale e reale dei luoghi. La presenza storica di un manufatto non equivale automaticamente né a legittimità edilizia né a diritto acquisito sulle distanze. Per la disciplina comunale applicabile: [Verificare specifica tecnica/norma].

6. Quali controlli documentali aiutano a ricostruire l’età di una tettoia?
Possono risultare rilevanti aerofotogrammetrie storiche, fotografie datate, titoli edilizi, planimetrie, elaborati tecnici, CTU, documentazione catastale e testimonianze. È opportuno confrontare fonti differenti e verificarne la coerenza cronologica. Il caso mostra che una testimonianza temporalmente generica può perdere forza quando contrasta con un elemento documentale ritenuto oggettivo.

7. Quali errori evitare nelle controversie su tettoie, confini e usucapione?
Non bisogna confondere anzianità del manufatto, regolarità urbanistica e usucapione: sono questioni giuridicamente differenti. Altro errore è ritenere sufficiente una testimonianza generica sull’esistenza dell’opera. Occorre inoltre identificare con precisione quale servitù venga rivendicata, quando sarebbe iniziato il possesso e quale disciplina sulle distanze risulti concretamente applicabile.


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