Se guidi una moto da più di qualche mese, ti sarà capitato almeno una volta nella vita. Esci da casa nel primo pomeriggio con una splendida visiera fumé per non restare accecato dal sole, ti dilunghi tra curve, aperitivi e chiacchiere, e ti ritrovi a dover rientrare al buio. Risultato? O guidi con la visiera aperta (collezionando moscerini sui denti), oppure procedi alla cieca sperando nell’aiuto dei lampioni.
Certo, ci sono gli occhiali da sole da infilare sotto l’imbottitura o i classici visierini parasole retrattili, ma l’ultima tendenza è rappresentata dalle visiere auto-oscuranti (fotocromatiche o elettroniche), che stanno diventando l’oggetto del desiderio di sempre più motociclisti. A dimostrazione che non si tratta di una moda passeggera ma di un trend tecnologico consolidato, dopo Shoei, LS2 e Shark, anche un marchio fuori dagli schemi come la francese Roof ha deciso di salire a bordo.
Roof punta sulle visiere fotocromatiche: le novità per la gamma 2027
Famosa per quel suo design un po’ retrò e un po’ sci-fi anni 80, Roof ha aggiornato la sua gamma 2027 introducendo la visiera fotocromatica. Una scelta pratica per un marchio che ha sempre fatto dello stile e dell’originalità il suo punto di forza.
La nuova visiera fotocromatica Roof (proposta come accessorio a 139 euro) è pensata per adattarsi ai modelli più rappresentativi come il RO200 S Carbon, il Boxxer 2 e il Boxxer 2 Carbon, e diventa di serie sul modulare Desmo 3 Carbon (proposto a 649 euro). Un bel passo avanti per chi usa la moto tutti i giorni e non vuole portarsi dietro la visiera di scorta nello zaino come se fosse un venditore ambulante.
Come funzionano le visiere auto-oscuranti?
La mossa di Roof conferma un fenomeno ormai evidente: la transizione verso visiere intelligenti (o ”visiere dinamiche”, come definite nella normativa ECE 22.06) sta conquistando il mercato a tutti i livelli, spaziando da tecnologie che sfruttano la chimica pura all’elettronica.
Il brand britannico Ruroc, per esempio, offre da tempo le visiere Transition per la sua gamma di integrali (come gli Atlas), sfruttando il classico viraggio ai raggi UV. Come funziona? Sulla superficie della visiera vengono applicate molecole fotosensibili. Quando i raggi ultravioletti (UV) del sole colpiscono il policarbonato, la struttura chimica delle molecole cambia, facendole scurire. Quando la luce UV cala, la visiera torna trasparente.
Il problema della soluzione ”chimica” è la lentezza di risposta, che rende oscuramento e successivo schiarimento tardivi rispetto alle luci improvvise. Per questo Shoei punta sull’elettronica con la tecnologia e:Drylens a cristalli liquidi, una lente interna con tecnologia a cristalli liquidi controllata elettronicamente, pensata per i caschi con visiera CWR-F2 e CWR-F2R e i gettonatissimi Shoei GT-Air 3 e Neotec 3.
La rivoluzione elettronica
A differenza delle classiche fotocromatiche, il sistema Shoei integra un dispositivo di controllo e una batteria ricaricabile via USB-C, che garantisce 20 ore di autonomia con una ricarica di 3 ore. Permette la regolazione elettronica (al momento manuale) della trasparenza. Lanciata inizialmente sul mercato giapponese a circa 143 euro (27.500 yen), rappresenta la risposta di Tokyo ai sistemi basati sulla chimica.
Anche LS2 e Shark puntano forte sulla tecnologia rapida con la visiera Irid VZ100, che equipaggia il super sportivo LS2 Thunder GP Aero, lo Shark Aeron e l’Aeron GP. Questa tecnologia offre una variazione di trasmittanza luminosa (questo il nome scientifico della permeabilità alla luce) dal 60% al 20% in meno di un decimo di secondo, ma con un vantaggio importante: non ha bisogno di batterie da ricaricare. E ha pure il sistema anti-appannamento integrato.
Funziona grazie a un film di cristalli liquidi ad attivazione elettrica, alimentato da un micro-pannello fotovoltaico, che cattura la luce solare e genera istantaneamente la tensione necessaria per orientare i cristalli e oscurare il filtro. Prezzo? Importante, la sola lente costa tra i 390 e i 420 euro secondo il colore (occhio: alcuni sono solo per l’uso in pista), nel caso dei modelli Shark, mentre LS2 non la propone come accessorio, ma la vende insieme al casco, a un prezzo di 799 euro.
Grazie al pannello fotovoltaico, Shark Irid non ha bisogno di batterie da ricaricare
Pro e contro: perché dovresti volerne una e… perché no
Non ci sono dubbi sul fatto che una visiera auto-oscurante o regolabilemigliori la vita in sella (fatte salve eventuali differenze tra un modello e l’altro). Ecco i principali vantaggi:
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Versatilità totale: una sola visiera permette – in teoria – il tragitto casa-lavoro della mattina, le curve del pomeriggio e il rientro al buio dopo cena (possibilità da verificase secondo il modello specifico).
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Sicurezza attiva: ridurre l’abbagliamento improvviso mantiene lo sguardo riposato ed evita di dover staccare una mano dal manubrio per tirare giù il visierino o sistemare gli occhiali.
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Nessun peso extra in testa: a differenza dei meccanismi interni per i visierini parasole, la visiera fotocromatica o a cristalli liquidi non appesantisce la calotta in modo apprezzabile e non riduce lo strato di EPS protettivo sulla fronte.
I contro: i dettagli a cui fare attenzione prima dell’acquisto
Poiché le cose perfette non esistono, ci sono un paio di aspetti da considerare prima di tirare fuori la carta di credito:
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I tempi di reazione (per la tecnologia a UV): le visiere fotocromatiche tradizionali impiegano in genere dai 30 ai 60 secondi per oscurarsi e ancora di più per schiarirsi. In galleria, per qualche secondo, resterai al buio. Un limite superato dai sistemi a cristalli liquidi (Irid o e:Drylens).
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Sensibilità alla temperatura e usura: le molecole fotocromatiche a UV risentono in genere delle temperature estreme (col caldo intenso scuriscono un po’ meno) e con gli anni tendono a perdere una percentuale di efficacia.
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La gestione della batteria (per i sistemi attivi): se scegli soluzioni come la Shoei e:Drylens, dovrai ricordarti di ricaricarla via USB-C (anche se 20 ore di autonomia bastano per diversi weekend in moto).
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Il prezzo: una visiera standard la porti a casa già a partire da una cinquantina d’euro. Per una fotocromatica a UV omologata per uso stradale spendi circa 140 euro, mentre per i sistemi con fotovoltaico integrato la spesa aumenta fino a superare i 350-400 euro. E ogni graffio si traduce in un piccolo infarto.
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Omologazione: ultima, ma non per importanza, la questione dell’omologazione. Per il momento tutte le visiere dinamiche – sia quelle fotocromatiche sia quelle elettroniche – non sono in genere omologate per l’uso notturno, perché di norma non riescono a superare la ”trasmittanza” dell’80% al buio come richiesto dalla normativa. E ciò vanifica in parte la premessa di avere una sola visiera da usare H24. Alcune, come quelle di Ruroc per i caschi AT4.0 ed EOX non sono proprio omologate per l’uso stradale.
Visiere auto-oscuranti: tipi e tecnologie a confronto
| Brand / Modello | Tecnologia | Tempi di reazione | Alimentazione | Caschi compatibili | Prezzo indicativo |
| Roof Visiera Fotocromatica | Chimica a raggi UV | Non dichiarato (circa 30 – 60 secondi) | Nessuna (passiva) | RO200 S Carbon, Boxxer 2, Desmo 3 Carbon | 139 € (di serie su Desmo 3 Carbon) |
| Shoei e:Drylens | Cristalli liquidi (LC) | Istantaneo (manuale) | Batteria ricaricabile USB-C (20h) | GT-Air 3, Neotec 3 (visiere CWR-F2/R) | ~143 € (in Giappone) |
| Shark Aeron Irid | Cristalli liquidi (LC) | < 1 secondo (0,09s) | Micro-pannello fotovoltaico | Aeron, Aeron GP, Race-R Pro | 390 € – 420 € |
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LS2 Irid Dynamic Visor |
Cristalli liquidi (LC) |
< 1 secondo (0,09s) |
Micro-pannello fotovoltaico | Thunder GP Aero |
Inclusa con il casco (799 €) |
| Ruroc Transition | Chimica a raggi UV | Non dichiarato (circa 30 – 60 secondi) | Nessuna (passiva) | AT4.0, EOX | 99 € (non omologata) |
Il verdetto: ne vale la pena?
La risposta sarebbe un convinto sì se non ci fosse il problema dell’omologazione ”Daytime Use Only”. La comodità di non dover mai pensare a quale visiera montare prima di uscire dal garage e la sicurezza che può derivare da un minore rischio di rimanere al buio in galleria o abbagliato dal sole all’uscita ripagano ampiamente la spesa.
L’ingresso di marchi innovativi come Roof e il rilancio tecnologico di colossi come Shoei dimostrano che le visiere intelligenti stanno diventando il nuovo punto di riferimento per chiunque cerchi il massimo del comfort e della sicurezza in sella.
Speriamo solo che gli sviluppi tecnologici e normativi portino presto alla possibilità di un utilizzo H24 nel rispetto della piena legalità.
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