NON C’È DUBBIO: LA PASTA rappresenta per gli italiani molto più di un semplice alimento! È un legame affettivo profondo, un simbolo d’eccellenza del Made in Italy e una risorsa quotidiana accessibile. Secondo i dati resi noti da Unione Italiana Food e International Pasta Organisation (IPO) in occasione del World Pasta Day 2026 del 25 ottobre, una vita senza pasta risulta inimmaginabile per la quasi totalità della popolazione.
Nonostante la complessa situazione geopolitica globale, il comparto conferma la propria leadership mondiale. La produzione globale ha raggiunto i 17,3 milioni di tonnellate e l’Italia mantiene saldo il primo posto come Paese produttore, con circa 4,2 milioni di tonnellate realizzate nel 2025 (+0,8%). Gli italiani si confermano i primi consumatori al mondo con 23,1 chilogrammi pro-capite all’anno, seguiti da Paesi come Tunisia (18,8 kg), Ungheria (17,1 kg), Germania (16,8 kg), Turchia e Austria (12,5 kg).
La pasta secondo Unione Italiana Food: un’icona di convivialità e quotidianità
L’indagine demoscopica commissionata dai pastai di Unione Italiana Food ad AstraRicerche, condotta su un campione di 1.005 italiani tra i 18 e i 70 anni, mostra come per 3 italiani su 4 la pasta sia associata a sentimenti di gusto ed emozione. Il 70% degli intervistati ne valorizza l’aspetto pratico ed economico, definendola un alimento appagante (41,5%) e dal buon rapporto qualità-prezzo (39,6%).
La pasta si conferma la protagonista della tavola nei momenti di affetto e condivisione. Per oltre 7 italiani su 10 il suo consumo assume un valore ancora più profondo in famiglia: il pranzo della domenica rimane la circostanza più amata (54,4%), seguito dal rientro a casa dopo un lungo viaggio (32,6%). Un peso rilevante è ricoperto anche dalle occasioni di festa e di socialità con gli amici, indicate dal 40,6% del campione.
In virtù del suo ruolo centrale, l’85,2% della popolazione considera la pasta un simbolo di eccellenza del Made in Italy e l’82,5% un emblema identitario. Il legame degli italiani verso questo piatto è intenso per oltre un terzo dei cittadini (36,3%), divisi tra “Devoti” (13,0%, soprattutto uomini e Baby Boomer) e “Molto legati” (23,3%). Il consumo è guidato principalmente da motivazioni pratiche legate a comodità e convenienza (38,1%), seguite da quelle emotive (31,4%, avvertite in particolare dalle giovani donne) e identitarie (27,3%).
L’impatto di un’ipotetica “vita senza pasta” e le differenze generazionali
Ipotizzare la scomparsa della pasta dagli scaffali e dai menù suscita una reazione negativa in quasi 9 italiani su 10. Più della metà della popolazione (51,1%) considera questa eventualità del tutto impossibile, mentre il 43,8% proverebbe un forte disorientamento per la perdita di un alimento chiave della propria dieta. L’82,9% vedrebbe mancare il conforto e il piacere legato al cibo (48,8%), ma la percezione di gran lunga prevalente riguarda il senso di appartenenza alla cultura e alle tradizioni nazionali, citato dal 52,5% del campione. Per il 93,5% degli italiani un’esistenza priva di pasta equivarrebbe a un chiaro impoverimento culturale e gastronomico.
Emerge inoltre una differente sensibilità generazionale: mentre tra i Baby Boomer prevale il rimpianto per il piacere di mangiare qualcosa di buono (57%), i giovani della Gen Z soffrirebbero soprattutto la perdita di un pasto completo a costo contenuto (55%). I Millennial, dal canto loro, associano maggiormente la pasta alla sfera del conforto quotidiano rispetto ai Baby Boomer (31% contro 19%).
Export in crescita e le priorità del settore per il World Pasta Day 2026
Sul fronte dei mercati internazionali, la pasta si conferma un asset strategico per il Paese. Nel 2025 le esportazioni hanno quasi eguagliato il valore dei consumi interni, superando le 2,45 milioni di tonnellate (+2,1% sul 2024) per un valore di circa 3,96 miliardi di euro, incidendo per il 5,4% sull’intero export agroalimentare italiano. La maggior parte del prodotto esportato è destinata all’Unione Europea (51,9%, +4%), con la Germania in testa (466.422 tonnellate), seguita da Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi e Giappone. I dati del primo semestre 2026 confermano il trend positivo con una crescita del +2,7% a volume rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Per continuare a competere sul piano internazionale di fronte alle sfide dei mercati, del cambiamento climatico, dell’aumento dei costi e dei dazi esteri, la Presidente dei Pastai Italiani Margherita Mastromauro e il Presidente di Unione Italiana Food Paolo Barilla sottolineano l’importanza di un manifesto programmatico in dieci punti. Le priorità del settore si concentrano su una filiera agricola e industriale più competitiva, il rafforzamento dell’export, la ricerca scientifica sul grano duro e il sostegno all’innovazione, rispondendo alle richieste degli italiani di mantenere la pasta un’eccellenza accessibile (70,4%), simbolo identitario (70,1%) e aperta alle novità sostenibili senza perdere la tradizione.
Lo studio TEHA sul valore della filiera e la maratona social del World Pasta Day 2026
A confermare il peso economico del comparto è anche lo studio “Valore Pasta” realizzato da The European House – Ambrosetti (TEHA Group) per Unione Italiana Food. L’analisi rileva che l’intera filiera estesa – che comprende la coltivazione del frumento duro, l’industria molitoria e la trasformazione della pasta – ha generato nel 2025 un fatturato di 13,5 miliardi di euro e un valore aggiunto di 3 miliardi di euro. L’indagine evidenzia inoltre la stabilità di questo mercato: nell’ultimo decennio i consumi di pasta, pane e cereali sono cresciuti del +2,2%, rappresentando la seconda voce di spesa alimentare per le famiglie italiane (16% della spesa mensile, pari a 83 euro su 533 euro complessivi), a fronte dei cali registrati da frutta (-6,3%), vegetali (-5,4%) e carne (-1,1%).
Le celebrazioni del World Pasta Day 2026 coinvolgono infine l’ambiente digitale con una maratona social globale. Attraverso l’hashtag ufficiale #WorldPastaDay e la menzione dei canali di WeLovePasta.it (FB, X, IG), appassionati, chef, giornalisti e blogger di tutto il mondo sono invitati a condividere la preparazione del proprio piatto preferito, rinnovando il successo dell’edizione precedente che aveva visto la pubblicazione di oltre 21 mila contenuti dedicati.
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