Un pacchetto da 70 milioni di euro per sostenere il comparto agricolo e quello della pesca contro il caro gasolio. È quello approvato oggi, giovedì 22 ottobre, dal Consiglio dei ministri.
Nello specifico, 60 milioni sono destinati all’agricoltura, con un contributo a fondo perduto pari al 20% delle spese sostenute per l’acquisto di carburante dal 1° giugno al 15 ottobre 2026, fino a un massimo di 45 centesimi al litro; per la pesca sono previsti 10 milioni di euro, con un contributo pari al 10% delle spese sostenute nello stesso periodo. Per il comparto agricolo, le risorse saranno trasferite ad Agea, individuata come autorità responsabile della gestione degli adempimenti relativi al regime di aiuto. Entro cinque giorni dall’entrata in vigore delle disposizioni, saranno definite le modalità e i termini per presentare la documentazione e accedere al sostegno, con i pagamenti previsti entro i 30 giorni successivi.
Le proteste continuano in tutto il Paese e anche in Abruzzo sono stati giorni caldi per chiedere risposte al governo su un problema che sta mettendo in ginocchio tutti i comparti. Per l’agricoltura, la misura del governo si aggiunge a quella già disposta dalla Regione con lo stanziamento, approvato in Consiglio regionale, di circa 6 milioni di euro per fronteggiare il caro gasolio e il caro energia. Una delibera approvata nel giorno in cui, fuori da Palazzo dell’Emiciclo, a protestare c’erano centinaia di agricoltori e allevatori di Coldiretti Abruzzo.
Le risorse per la pesca arrivano invece nel giorno in cui 43 marinerie, compresa quella di Pescara, hanno deciso di lasciare ormeggiati i pescherecci in banchina per chiedere interventi specifici al ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf). Interventi illustrati nel corso di un incontro con l’assessore regionale Emanuele Imprudente, che ha assicurato il “massimo impegno” perché le risposte arrivino, annunciando che nel frattempo, con gli anticipi sul bando Feamp, che per l’Abruzzo può contare su 3 milioni di euro di risorse, i pagamenti arriveranno entro fine novembre.
Il ministro Lollobrigida: “Un ulteriore e concreto intervento”
Da parte del governo, sottolinea quindi il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, arriva “un ulteriore e concreto intervento in favore dei nostri agricoltori e pescatori: 60 milioni di euro per calmierare il costo del carburante agricolo”, per cui “circa 121 milioni di litri beneficeranno di un contributo fino a 0,45 euro al litro. Questa misura si aggiunge al sostegno già fornito a oltre 138.000 imprenditori agricoli attraverso i 100 milioni precedentemente stanziati”.
“Per la pesca, un altro settore strategico, stanziamo altri 10 milioni di euro, che vanno a sommarsi ai 10 milioni già erogati a beneficio di oltre 1.635 aziende del comparto”, sottolinea il ministro.
“Non si tratta di un intervento isolato, ma continueremo a lavorare in questa direzione. Ringraziamo le Regioni che, grazie al nostro decreto attuativo, hanno integrato queste risorse con fondi propri. Lunedì (26 ottobre) sarò all’Agrifish a Lussemburgo a chiedere ancora una volta la possibilità di destinare ulteriori risorse per sostenere le nostre imprese agricole e della pesca”, annuncia.
Coldiretti Abruzzo: “Una risposta importante”
Per Coldiretti Abruzzo, i 60 milioni stanziati dal governo rappresentano “una risposta importante alle richieste avanzate più volte anche dal palco del Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’alimentazione che si è tenuto a Roma in questi giorni. Un segnale concreto di attenzione verso un settore strategico per il Paese, duramente colpito dall’esplosione dei costi di produzione provocata dalle tensioni internazionali. Le nuove risorse, destinate ad alleggerire il costo del carburante agricolo, rappresentano un sostegno fondamentale per le imprese. È stata accolta anche la proposta di Coldiretti di semplificare le modalità di erogazione, così da garantire liquidità più velocemente alle aziende”.
“Il nuovo impegno del governo e del ministro Lollobrigida va nella direzione sostenuta da Coldiretti di salvaguardare la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Perché senza imprese agricole economicamente sostenibili non può esserci produzione di cibo sano, sicuro e di qualità, necessario a garantire la salute dei cittadini. Quando gli agricoltori non riescono più a sostenere i costi per coltivare i campi e allevare gli animali, a pagarne le conseguenze sono anche le famiglie italiane, che rischiano di non trovare sulle proprie tavole i prodotti della nostra agricoltura”. La mobilitazione di Coldiretti, comunque, continua, specifica l’associazione.
Coldiretti Pesca: “Bene i sostegni, un pieno costa fino a 16mila euro”
Per Coldiretti Pesca, che sottolinea come per un peschereccio un pieno sia arrivato a toccare i 16mila euro, “il fondo da 10 milioni di euro riservato alla pesca è un passo importante per dare risposte alla crisi delle marinerie, costrette a ridurre le uscite in mare a causa dei costi energetici. Un sostegno necessario a garantire la salute dei cittadini e il reddito dei pescatori, che devono essere messi in grado di continuare a portare sulle tavole dei consumatori un prodotto sicuro, sano e di qualità”.
“Il comparto sta attraversando una fase di estrema difficoltà a causa del caro gasolio, che incide in maniera rilevante sui costi, basti dire che un pieno per un peschereccio è arrivato a costare fino a 16.000 euro”, dichiara Daniela Borriello, responsabile di Coldiretti Pesca.
“Difficoltà che sono andate ad aggiungersi agli effetti del riscaldamento delle acque, fino alla diffusione di specie aliene invasive, come il granchio blu, e alla concorrenza dei Paesi extra Ue, da cui arrivano grandi quantità di prodotto a prezzi più competitivi, colpendo tanto la pesca quanto l’acquacoltura”.
In Italia il settore della pesca, ricorda l’associazione, conta circa 12mila imbarcazioni e genera un giro d’affari di poco inferiore ai 750 milioni di euro. Tra le voci di spesa più pesanti per le imprese figurano il personale e il carburante, indispensabile per poter uscire in mare e svolgere l’attività. Il caro gasolio sta quindi mettendo a dura prova la tenuta economica del comparto: negli ultimi mesi il prezzo ha raggiunto circa 1,65 euro al litro, con punte fino a 1,80 euro nelle isole.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



