Riqualificazione urbana, sostenibilità ambientale, nuove politiche abitative e tutela del territorio: sono alcuni dei pilastri del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG) di Cerignola, presentato e discusso nel corso di una Commissione Urbanistica aperta nell’aula consiliare di Palazzo di Città. Il documento è destinato a sostituire il vecchio Piano Regolatore Generale e a orientare lo sviluppo della città per i prossimi quindici anni.
A illustrare il progetto è stato l’assessore all’Urbanistica Luciano Giannotti, alla presenza del sindaco Francesco Bonito. Alla seduta ha partecipato anche il consigliere Romano, mentre il confronto politico si è concentrato soprattutto sulle criticità legate alla viabilità, sul coinvolgimento degli ordini professionali e sulle modalità con cui è stato elaborato il Piano.
Il dibattito tra il consigliere di opposizione Morra e il primo cittadino ha portato in evidenza le contestazioni relative alla partecipazione dei tecnici del territorio e al rispetto delle disposizioni regionali. Accanto agli obiettivi urbanistici, dunque, resta aperta la questione del metodo seguito dall’Amministrazione per arrivare alla definizione dello strumento di pianificazione.
Le previsioni demografiche e il fabbisogno abitativo
Le analisi alla base del PUG delineano uno scenario caratterizzato da una possibile diminuzione di circa 500 residenti entro il 2039, accompagnata però dalla previsione di oltre 3.200 nuovi nuclei familiari. Per rispondere alle trasformazioni sociali e abitative e affrontare una carenza stimata in 650 alloggi, il Piano individua un fabbisogno teorico complessivo di 2.084 abitazioni, corrispondenti a circa 5.200 abitanti.
La risposta alla domanda abitativa dovrebbe arrivare principalmente dal recupero degli immobili già esistenti e dal completamento delle aree urbanizzate o già pianificate. Nel dettaglio, il documento individua 745 alloggi ricavabili dal patrimonio edilizio libero e oltre 1.000 abitazioni attraverso il completamento delle aree individuate, con l’intento di contenere il consumo di nuovo suolo.
Particolare attenzione viene riservata all’Edilizia Residenziale Sociale (ERS). Per gli interventi di nuova costruzione o di cambio di destinazione d’uso con una superficie lorda superiore a 1.500 metri quadrati, è previsto che almeno il 20% della superficie venga destinato ad alloggi sociali. Tra le soluzioni contemplate figurano il canone concordato, l’edilizia agevolata e il co-housing.
Il concetto di attrezzatura urbana viene inoltre esteso a strutture con specifiche finalità sociali, comprese residenze sanitarie assistenziali, alloggi per studenti, sistemazioni per lavoratori stagionali e soluzioni temporanee destinate alle persone immigrate.
Verde pubblico e rigenerazione ambientale
Il PUG interviene anche sul deficit di aree verdi e servizi pubblici, quantificato in circa 169.000 metri quadrati. Per recuperare questo divario, il progetto prevede un incremento di 228.313 metri quadrati destinati alle dotazioni territoriali e alla rigenerazione ambientale, con l’obiettivo di avvicinare la città agli standard previsti dalla normativa.
Sono previste, inoltre, misure incentivanti per favorire il recupero degli edifici degradati, incongrui o caratterizzati da condizioni di rischio per la sicurezza e la salubrità. In caso di demolizione e ricostruzione, le premialità potranno consentire incrementi di superficie fino al 40%, secondo le condizioni previste dal Piano.
Sul fronte ambientale, l’impermeabilizzazione del suolo dovrà essere compensata secondo un rapporto di uno a uno. Il coefficiente potrà aumentare fino al doppio o al triplo in presenza di interventi di forestazione o rinaturalizzazione negli ambiti interessati dai processi di rigenerazione.
Il documento contempla anche l’adeguamento al Piano paesaggistico territoriale regionale (PPTR), con misure per proteggere il paesaggio rurale e le emergenze storico-architettoniche.
Tra le aree interessate dalle previsioni figurano i dintorni della Masseria Pozzo Terragno, oltre agli ambiti di Torre Quarto, Fornaci e del Santuario della Madonna di Ripalta. Sono previsti anche interventi di valorizzazione dei borghi e dell’edilizia diffusa, insieme a misure rivolte agli Imprenditori Agricoli Professionali.
Traffico pesante e viabilità, i nodi ancora aperti
Uno dei punti più delicati riguarda la circolazione dei mezzi pesanti e la necessità di alleggerire il traffico all’interno del centro abitato. Nel corso della Commissione sono state espresse preoccupazioni per il mancato recepimento di alcune indicazioni contenute nel Piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP) di Foggia e nei pareri regionali, che sollecitavano soluzioni per allontanare i camion dalle strade cittadine.
Tra le criticità segnalate figura la mancanza di un collegamento continuo, attraverso un percorso orbitale o una circonvallazione, tra la SS16 e via Bari. Un’infrastruttura che, secondo le osservazioni emerse, potrebbe contribuire a ridurre l’impatto del traffico pesante sul tessuto urbano.
Dubbi sono stati sollevati anche sulla sequenza degli strumenti di pianificazione: il PUG procede infatti prima dell’approvazione del Piano Urbano del Traffico (PUT). Questo aspetto ha alimentato interrogativi sul coordinamento tra le scelte relative allo sviluppo della città e quelle riguardanti la gestione della circolazione.
Scontro sul coinvolgimento dei professionisti
Accanto alle questioni tecniche, il confronto in aula ha evidenziato una contrapposizione sulle modalità di partecipazione alla redazione del Piano. Alcuni consiglieri hanno contestato il coinvolgimento ritenuto insufficiente di ingegneri, geometri e altri professionisti locali, chiedendo chiarimenti anche sull’applicazione della normativa regionale in materia di partecipazione.
La discussione ha assunto toni accesi nel confronto tra il consigliere di opposizione Morra e il sindaco Bonito. Al centro della contestazione, la richiesta di spiegare perché gli ordini professionali e i tecnici del territorio non sarebbero stati coinvolti in modo adeguato in un percorso destinato a incidere profondamente sul futuro urbanistico ed edilizio di Cerignola.
La critica riguarda non soltanto le modalità di presentazione del documento, ma anche la possibilità per le categorie interessate di contribuire alle scelte prima delle successive fasi dell’iter amministrativo.
Tra le proposte avanzate c’è l’istituzione di due o tre tavoli tecnici di confronto con gli ordini degli architetti, degli ingegneri, dei geometri e degli agronomi. L’obiettivo sarebbe esaminare nel dettaglio le norme tecniche di attuazione, raccogliere osservazioni e individuare eventuali criticità da correggere.
La richiesta è quella di avviare un confronto concreto già durante il percorso di definizione del Piano, senza rinviare ogni intervento alla fase delle osservazioni formali, quando modificare alcune previsioni potrebbe risultare più complicato.
Il nuovo PUG si trova così al centro di un confronto che intreccia programmazione abitativa, tutela ambientale, mobilità e partecipazione democratica. Temi destinati a incidere sulle scelte di sviluppo di Cerignola nei prossimi quindici anni e sui quali il dibattito politico e tecnico è destinato a proseguire.
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