Offsite come acceleratore di costruzione e modello di edilizia che può accelerare la realizzazione di 100.000 alloggi in dieci anni, recuperando il patrimonio esistente e ampliando l’offerta di abitazioni accessibili. È questa, di fatto, la sfida del Piano Casa nazionale in un contesto in cui i costi di costruzione degli edifici residenziali sono aumentati del 21% tra il 2020 e il 2025.
Questo il macro tema emerso durante i Renovation Days 2026, la quarta edizione dell’appuntamento organizzato da Edera – Offsite Hub Italia, che si è tenuto al Base Milano con il titolo “L’Offsite italiano per la sfida della Casa”. Il confronto ha riunito 400 registrati italiani ed europei per discutere come nuovi processi e paradigmi costruttivi possano aiutare il settore ad affrontare la crisi abitativa e quella climatica, con tempi più rapidi e risorse limitate.
Con offsite si intende un modello di edilizia basato sulla produzione industrializzata di componenti dell’edificio che vengono poi trasportati e assemblati in cantiere. Questo approccio consente di sovrapporre alcune fasi di lavoro, rendere i processi più standardizzati e ridurre le attività da svolgere in cantiere. Il risultato è una maggiore prevedibilità di tempi e costi, con meno disagi durante gli interventi e una disponibilità anticipata degli alloggi.
“L’edilizia Offsite offre già oggi una risposta efficace e rapida alla necessità di dare case sostenibili a chi ne ha bisogno. Sono novanta le organizzazioni che stanno investendo in innovazione e si sono riunite in Offsite Hub Italia per sviluppare un mercato italiano della riqualificazione e della nuova costruzione industrializzata. I risultati raggiunti, con la compressione di tempi e costi degli interventi, rappresentano un fattore determinante per massimizzare la messa a terra del Piano Casa” dichiara Thomas Miorin, amministratore delegato di Edera.
Riduzioni di tempo fino al 60%
Le affermazioni partono dalle ultime ricerche contenute nell’instant report “Edilizia offsite per il piano casa”, presentato nel corso dei Renovation Days: con l’offsite è possibile riqualificare interi condomini con riduzioni di tempo che vanno dal 40% al 60%, costi di intervento già oggi comparabili con il tradizionale e prospettive di risparmio fino al 15% come effetto della replicazione degli interventi su volumi crescenti. In Italia, con il modello EnergieSprong – iniziativa internazionale per la riqualificazione profonda su larga scala – le unità abitative riqualificate sono passate da 5 nel 2022 a 1.533 nel 2026, secondo i dati cumulativi riportati da EDERA. Abbinando un intervento antisismico a quello di efficientamento energetico, l’offsite può produrre risparmi che arrivano fino al 30%.
Anche nella nuova costruzione le rassegne internazionali citate nel report indicano un potenziale di accelerazione significativo: i tempi possono ridursi dal 20% al 50% rispetto ai metodi tradizionali, a parità di prestazioni. Il vantaggio economico, invece, dipende dai volumi realizzati e dall’esperienza maturata nei processi industrializzati.
È un aspetto rilevante per il Piano Casa, che punta a mobilitare risorse pubbliche e investimenti privati per ampliare l’offerta abitativa e recuperare gli alloggi oggi non utilizzabili. Ridurre i tempi di cantiere, contenere i costi e rendere più efficienti i processi significa aumentare il numero di interventi realizzabili a parità di risorse, migliorando le condizioni per attrarre capitali privati e trasformare gli obiettivi programmatici in cantieri effettivamente avviati.
Per sfruttare appieno questo potenziale nell’attuazione del Piano Casa, il report indica alcune raccomandazioni di policy, articolate in tre fasi. Nel breve periodo, tra il 2026 e il 2027, si propone di definire procedure amministrative accelerate, criteri di gara speciali e modalità di pagamento adeguati alle tecnologie industrializzate per avviare i primi interventi, costituendo di un gruppo di lavoro interministeriale con MIT, MIMIT e MASE dedicato all’offsite.
Entro il 2030, la proposta prevede un programma pilota nazionale basato su gruppi di edifici simili e l’obiettivo di utilizzare soluzioni offsite per il 20% delle nuove costruzioni e delle riqualificazioni profonde finanziate dal Piano, accompagnando questo percorso con misure di sostegno agli investimenti in digitalizzazione e industrializzazione. Nel lungo periodo, la prospettiva è consolidare una politica industriale capace di rendere il settore delle costruzioni più produttivo e stabile, con particolare attenzione all’edilizia sociale per studenti, anziani e lavoratori e agli edifici scolastici. Per sostenere gli investimenti necessari, è tuttavia importante garantire una domanda pubblica pluriennale e prevedibile, con lotti programmati su più anni.
A discutere di queste prospettive sono stati oggi oltre 50 speakers tra cui gli assessori alla casa Tobia Zevi (Roma), Fabio Bottero (Milano), Giovanni Paglia (Regione Emilia-Romagna), Simone Marchiori (Provincia autonoma di Trento), la Presidente di Legacoop Abitanti Rossana Zaccaria, il vicepresidente di Ance Massimo Deldossi e il Commissario straordinario per l’edilizia residenziale pubblica e sociale – Piano Casa Felice Squitieri.
“Crediamo fortemente nel progetto EnergieSprong che, a partire dall’analisi del patrimonio ERP del Comune di Milano, mira all’efficientamento energetico, alla velocizzazione dei cantieri e alla sicurezza sul lavoro, tenendo sempre al centro le persone. – ha dichiarato Bottero, assessore all’edilizia residenziale pubblica del Comune di Milano – La sfida dell’accessibilità abitativa ha spinto la nostra città, già nel 2024, a elaborare un Piano Straordinario per la Casa, affiancandolo al delicato e oneroso impegno per la manutenzione e il recupero degli alloggi di Edilizia residenziale pubblica. Su quest’ultimo fronte, in due anni, abbiamo stanziato 42 milioni di euro per recuperare gli alloggi sfitti. Ci auguriamo che il Piano Casa nazionale possa essere di sostegno all’impegno dell’Amministrazione apportando risorse adeguate e stabili nel tempo. Alla luce di ciò, è sempre più utile unire le forze, lavorando in squadra con tutte le realtà – e tra queste certamente c’è Edera – che stanno elaborando studi e procedure innovative, per superare le criticità che manutenzioni e recupero degli edifici di edilizia pubblica comportano”.
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