L’Emilia-Romagna guida le esportazioni italiane della filiera agroalimentare allargata verso Stati Uniti e Canada, con un valore complessivo superiore a 692 milioni di euro nel primo semestre 2026. Il dato accompagna la presentazione dell’Osservatorio Internazionale sulla Cucina e il Buongusto Italiano, istituito dalla Fondazione Casa Artusi, e della missione istituzionale regionale in Nord America, in programma dal 25 ottobre al 1° novembre. L’iniziativa punta a rafforzare le relazioni commerciali, promuovere le produzioni certificate e approfondire la percezione della cultura gastronomica italiana all’estero.
Export agroalimentare, Emilia-Romagna prima in Italia verso Usa e Canada
Secondo le elaborazioni di Art-ER sui dati Istat, nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni regionali della filiera agroalimentare allargata hanno raggiunto 562,1 milioni di euro verso gli Stati Uniti e 130,3 milioni verso il Canada.
Il primato nazionale comprende prodotti agricoli, alimenti e bevande, ma anche macchine agricole e agrofarmaci, inseriti nel perimetro economico della filiera agroalimentare allargata.
Il mercato nordamericano rappresenta una destinazione di riferimento per numerose imprese emiliano-romagnole, pur in un contesto caratterizzato da tensioni commerciali e possibili ripercussioni dei dazi statunitensi sulla competitività delle esportazioni.
La Regione ha destinato 25 milioni di euro nel biennio 2025-2026 alla promozione internazionale delle produzioni Dop e Igp. Il patrimonio agroalimentare regionale comprende 46 prodotti certificati, con un valore economico complessivo vicino ai 4 miliardi di euro.
Nasce l’Osservatorio Internazionale sulla Cucina e il Buongusto Italiano
La Fondazione Casa Artusi ha istituito un nuovo centro permanente dedicato allo studio della cultura gastronomica italiana e della sua evoluzione nei diversi contesti internazionali.
L’Osservatorio Internazionale sulla Cucina e il Buongusto Italiano nasce con la compartecipazione della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini e il contributo della Camera di commercio di Modena.
Il progetto si inserisce nelle attività di salvaguardia della cucina italiana riconosciuta Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco e intende analizzare il rapporto tra alimentazione, identità culturale, tradizioni familiari, sostenibilità, salute e innovazione.
Il presidente della Fondazione Casa Artusi, Andrea Segrè, ha spiegato che il riconoscimento internazionale richiede un’attività continuativa di osservazione e ricerca, capace di documentare i cambiamenti nelle pratiche alimentari e nella percezione della cucina italiana.
La responsabilità scientifica dell’Osservatorio è affidata a Luca Falasconi, professore dell’Università di Bologna e componente della Comunità scientifica della Fondazione. I risultati delle indagini saranno messi a disposizione di istituzioni, imprese, operatori turistici e culturali e soggetti impegnati nella cooperazione internazionale.
Le abitudini degli italiani: tradizioni familiari e prodotti stagionali
Le prime indagini realizzate in Italia, tra dicembre 2025 e luglio 2026, mostrano un rafforzamento del legame dichiarato dagli intervistati con la tradizione gastronomica nazionale.
La percentuale di persone che si riconosce molto o moltissimo nello stile alimentare italiano è passata dal 59% al 65%. Nello stesso periodo, la quota di chi ritiene che la cultura culinaria nazionale influenzi fortemente le proprie scelte alimentari è cresciuta dal 41% al 46%.
Tra gli elementi considerati rappresentativi della cucina italiana figurano le tradizioni familiari e l’impiego di prodotti freschi e stagionali, entrambi indicati dal 75% degli intervistati. Seguono le ricette e le specificità locali, con il 73%, e la trasmissione delle conoscenze tra generazioni, con il 70%.
La convivialità del pasto viene riconosciuta dal 67% del campione. Diminuisce invece la percentuale di persone che dichiara di conoscere, o di aver sentito parlare, del riconoscimento Unesco, passata dal 91% all’82% nelle due rilevazioni.
Negli Stati Uniti la cucina italiana richiama famiglia e tradizione
Gli Stati Uniti rappresentano il primo Paese estero analizzato dall’Osservatorio. Le anticipazioni dell’indagine americana evidenziano una percezione della cucina italiana fortemente legata alla dimensione familiare.
Il 40% degli intervistati associa la gastronomia italiana alle tradizioni domestiche, mentre il 36% richiama la trasmissione delle ricette tra generazioni. L’impiego di ingredienti freschi e stagionali viene indicato dal 35% e la qualità e l’origine delle materie prime dal 33%.
Tra i valori attribuiti alla cucina italiana emergono il conforto e la nostalgia, segnalati dal 41% degli intervistati, seguiti dalla passione per il cibo, con il 39%, e dall’autenticità degli ingredienti, con il 36%.
I risultati completi saranno presentati il 26 ottobre a Eataly Downtown, a New York, durante un evento dedicato alla valorizzazione dei prodotti Dop e Igp dell’Emilia-Romagna.
A illustrare l’indagine sarà Filippo Pini, ricercatore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna. L’appuntamento comprenderà degustazioni delle produzioni regionali e una dimostrazione dedicata al Parmigiano Reggiano Dop.
Missione in Nord America: 23 aziende vitivinicole e Vinitaly Usa
La missione istituzionale dell’Emilia-Romagna si svolgerà dal 25 ottobre al 1° novembre 2026, con appuntamenti a New York, Toronto e Montréal.
A guidare la delegazione saranno la sottosegretaria alla Presidenza della Regione Manuela Rontini e l’assessore all’Agricoltura e all’Agroalimentare Alessio Mammi, con la partecipazione del presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, Matteo Daffadà.
La tappa statunitense comprenderà la partecipazione a Vinitaly Usa, in programma a New York il 26 e 27 ottobre, dopo le precedenti edizioni organizzate a Chicago.
Enoteca regionale Emilia-Romagna sarà presente con una delegazione di imprese vitivinicole e un banco di assaggio dedicato ai vitigni rappresentativi del territorio. Complessivamente, la missione coinvolgerà 23 aziende del settore vinicolo, insieme ai rappresentanti delle principali produzioni certificate.
Tra queste figurano Parmigiano Reggiano Dop, Grana Padano Dop, Aceto Balsamico di Modena Igp, Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e di Reggio Emilia Dop e olio extravergine di oliva Brisighella Dop.
In Canada incontri su ricerca, innovazione e formazione culinaria
Le tappe canadesi saranno dedicate al rafforzamento delle relazioni economiche e istituzionali, con particolare attenzione alle opportunità di collaborazione nell’innovazione tecnologica e nella ricerca applicata all’agricoltura.
Il programma prevede incontri con le istituzioni dell’Ontario, operatori commerciali, scuole di cucina e professionisti dell’ospitalità, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza delle produzioni certificate emiliano-romagnole.
Casa Artusi avvierà inoltre un confronto sulle possibili collaborazioni con tre istituti di formazione: George Brown Polytechnic di Toronto, Institut de tourisme et d’hôtellerie du Québec di Montréal e Pearson Adult and Career Centre.
La missione coinvolgerà anche Art-ER, Unioncamere Emilia-Romagna, Apt Servizi, Consorzio Tutela Lambrusco, Eataly North America, le Camere di commercio italiane presenti in Canada e Ice New York.
Le iniziative si collegano all’XI Settimana della Cucina italiana nel Mondo e comprendono incontri con le comunità degli emiliano-romagnoli residenti all’estero, considerate dalla Regione una rete di collegamento tra territori, imprese e istituzioni.
La sottosegretaria Rontini e l’assessore Mammi hanno confermato l’impegno regionale a sostenere le imprese sui mercati internazionali, valorizzando le certificazioni di origine e accompagnando le attività commerciali con iniziative culturali, scientifiche e formative.
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