#Finsubito news dalla rete – sintomi, rischi e strategie di prevenzione


Le infezioni da Colletotrichum rappresentano una crescente preoccupazione per la melicoltura del Nord Italia, dove sono stati documentati casi di marciume amaro dei frutti (Apple Bitter Rot, ABR) e maculatura fogliare da Glomerella (Glomerella Leaf Spot, GLS). Le due manifestazioni possono compromettere la qualità commerciale delle mele e, nei casi più gravi, la funzionalità della chioma e la produttività delle piante. Le ricerche condotte in Alto Adige e in altri comprensori settentrionali aiutano a distinguerne i sintomi e a orientare il monitoraggio.

Glomerella e Colletotrichum: di cosa si tratta
Colletotrichum è un genere di funghi ascomiceti che comprende numerose specie fitopatogene, responsabili di marciumi, antracnosi e alterazioni di diversi organi vegetali.

Il termine Glomerella indica storicamente la fase sessuale di alcune specie di Colletotrichum. Con l’adozione della nomenclatura fungina unificata, Colletotrichum è il nome scientifico utilizzato per identificare questi funghi, mentre Glomerella continua a comparire nella denominazione di alcune malattie.

Nel melo sono particolarmente importanti due quadri sintomatologici:

  • Apple Bitter Rot (ABR), o marciume amaro, che colpisce prevalentemente i frutti e può manifestarsi sia in campo sia durante la conservazione.
  • Glomerella Leaf Spot (GLS), o maculatura fogliare da Glomerella, caratterizzata da lesioni necrotiche sulle foglie, che possono evolvere in ingiallimenti e defogliazione anticipata.

Le due malattie sono considerate distinte, benché possano essere provocate dalla stessa specie fungina e coesistere nel medesimo frutteto. La GLS può inoltre causare piccole lesioni sui frutti, differenti dai marciumi progressivi tipici dell’ABR.

Le specie individuate nella melicoltura del Nord Italia
Uno studio pubblicato nel 2025 su Plant Disease (Calì M. e altri (2025), Molecular and Morphological Insights Into Emerging Colletotrichum Species Causing Apple Bitter Rot and Glomerella Leaf Spot in Northern Italy, Plant Disease, 109, 2298-2308. DOI: 10.1094/PDIS-12-24-2671-RE.), condotto su isolati raccolti tra il 2021 e il 2023 in Emilia-Romagna, Veneto e Trentino-Alto Adige, ha contribuito a chiarire la composizione delle popolazioni di Colletotrichum associate a bitter rot e GLS.

Lo studio ha identificato specie appartenenti a tre complessi: C. gloeosporioides, C. acutatum e C. orchidearum. Tra le specie individuate figurano C. chrysophilum, C. fioriniae, C. siamense, C. grossum e C. sojae. Le prove sperimentali hanno evidenziato differenze nella capacità di provocare lesioni su frutti e foglie: ad esempio, C. siamense è risultata tra le specie più aggressive, mentre C. sojae non è risultata patogena sui frutti e ha causato lesioni solo su foglie ferite.

Per l’Alto Adige, il Centro di Sperimentazione Laimburg ha documentato la comparsa della GLS in alcuni meleti della Val d’Adige nel 2020. Nell’autunno 2023 sono stati inoltre osservati casi di ABR già prima della raccolta in diversi impianti dello stesso comprensorio, dopo precedenti segnalazioni di marciume amaro in post-raccolta negli anni 2018-2019.

Secondo un aggiornamento di Sabine Öttl pubblicato nel 2026, gli isolati ottenuti dalle indagini di pieno campo altoatesine descritte dal Centro Laimburg sono stati finora attribuiti a C. chrysophilum, associato a entrambe le manifestazioni. Questa constatazione riguarda i campioni analizzati nell’ambito di quelle indagini e non va estesa automaticamente a tutti i meleti del Nord Italia.

L’identificazione certa delle singole specie può richiedere analisi biomolecolari, soprattutto quando i sintomi o le caratteristiche morfologiche non consentono una distinzione affidabile.

Come riconoscere il marciume amaro sui frutti
L’ABR di pre-raccolta si manifesta con lesioni brune, tondeggianti e più o meno depresse sulla buccia. In condizioni caldo-umide il marciume può progredire rapidamente. Se il frutto viene sezionato, può essere visibile una caratteristica area di tessuto alterato a forma di V, di colore bruno, che si estende verso la cavità carpellare.

Sulla superficie delle lesioni possono svilupparsi strutture fruttifere disposte anche in anelli concentrici, dalle quali, in condizioni favorevoli, emergono masse di conidi dall’aspetto cremoso e dal colore salmone. Le macchie fogliari non sono considerate un sintomo tipico dell’ABR di pre-raccolta.

Una parte delle infezioni può rimanere latente e manifestarsi dopo la raccolta. Questo rappresenta un rischio per lo stoccaggio prolungato e la commercializzazione: frutti apparentemente sani alla selezione possono sviluppare marciumi in una fase successiva della filiera.

Glomerella Leaf Spot: i sintomi sulle foglie
La GLS si manifesta inizialmente con piccole macchie rossastro-brune sulle foglie, che possono ampliarsi e accompagnarsi a estese aree clorotiche. Nei casi gravi, l’ingiallimento e la necrosi sono seguiti da una rapida caduta delle foglie. Secondo il Centro Laimburg, negli attacchi più intensi la defogliazione può raggiungere il 75% nell’arco di poche settimane: un valore indicativo della gravità potenziale, non della perdita media registrata nei meleti.

La riduzione anticipata della superficie fogliare limita l’attività fotosintetica e può influire sulla maturazione dei frutti, sull’accumulo delle riserve e sulla produzione dell’anno successivo.

Anche i frutti possono mostrare sintomi di GLS: piccole necrosi brune e depresse, generalmente di 1-3 mm, spesso circondate da un alone rossastro. Nelle osservazioni altoatesine riportate da Laimburg, queste alterazioni non hanno mostrato la progressione durante la conservazione tipica del marciume amaro. È quindi importante non confondere le piccole lesioni superficiali da GLS con i marciumi estesi dell’ABR.

La presenza di macchie fogliari o di lesioni sui frutti non basta, da sola, per una diagnosi definitiva. Altre avversità possono provocare sintomi simili: in caso di dubbio sono opportune valutazioni fitopatologiche e, quando necessario, analisi di laboratorio.

Le condizioni meteorologiche favorevoli alle infezioni
Temperature miti o elevate, piogge frequenti, elevata umidità e prolungata bagnatura della vegetazione favoriscono le infezioni da Colletotrichum. Nei bollettini fitosanitari territoriali dell’Emilia-Romagna sono stati utilizzati riferimenti operativi di rischio legati a bagnature di circa 10-12 ore e a temperature comprese tra 16 e 34 °C, con condizioni particolarmente favorevoli intorno a 26-28 °C.

Questi intervalli non sono soglie biologiche universali: la risposta può cambiare in funzione della specie fungina, della cultivar, del contesto territoriale e delle condizioni dell’impianto. Per valutare il rischio occorre considerare l’andamento meteorologico effettivo, la durata della bagnatura, la presenza di inoculo e i precedenti fitosanitari del frutteto.

Dove si conserva l’inoculo e come si diffonde
Le specie di Colletotrichum possono persistere su frutti mummificati, residui vegetali e, a seconda del patogeno, altri tessuti della pianta. I conidi vengono dispersi soprattutto dall’acqua, in particolare dagli schizzi di pioggia e dalla bagnatura provocata dall’irrigazione soprachioma.

La riduzione delle fonti di inoculo e la gestione della vegetazione per favorire un’asciugatura più rapida sono quindi componenti importanti della prevenzione. La gestione dei residui deve comunque essere adattata alle condizioni dell’impianto e alle indicazioni dei tecnici territoriali.

Le indicazioni fitosanitarie per il melo in Emilia-Romagna
Il Servizio Fitosanitario della Regione Emilia-Romagna e i bollettini territoriali, tra cui quelli del Consorzio Fitosanitario di Reggio Emilia, hanno richiamato l’attenzione sul rischio di infezioni da Colletotrichum sul melo in presenza di condizioni meteorologiche favorevoli.

In Alto Adige, le attività del Centro di Sperimentazione Laimburg e del sistema di consulenza frutticola hanno contribuito a documentare l’evoluzione dei sintomi, l’identità degli isolati studiati e le difficoltà della difesa. Il confronto tra territori è utile, ma le indicazioni operative devono essere riferite alle condizioni locali e alla sensibilità varietale.

Difesa fungicida: cosa indicano le prove sperimentali
Uno studio del Centro Laimburg pubblicato nel 2024 ha confrontato in vitro la risposta di un isolato di C. chrysophilum a diversi formulati fungicidi e a differenti concentrazioni. Sono emerse differenze anche marcate nell’inibizione dello sviluppo miceliale, che costituiscono una base per ulteriori verifiche sperimentali.

I risultati di laboratorio non equivalgono però a una dimostrazione di efficacia in frutteto: le condizioni di campo comprendono fattori meteorologici, caratteristiche della pianta, modalità di applicazione e interazioni non riprodotte da una prova su terreno di coltura. Per questo i dati in vitro non devono essere utilizzati come graduatoria di prodotti da consigliare agli agricoltori.

Nella documentazione tecnica territoriale sono stati citati anche fludioxonil e dithianon. Alla data del 18 ottobre 2026 entrambe le sostanze attive risultano ancora approvate a livello dell’Unione europea, ma l’approvazione della sostanza non certifica automaticamente l’autorizzazione di ogni formulato commerciale in Italia per il melo e per la specifica avversità. Il fludioxonil è classificato nell’UE tra le sostanze candidate alla sostituzione: ciò non equivale, di per sé, a una revoca.

Prima di un eventuale trattamento è indispensabile controllare la banca dati nazionale dei prodotti fitosanitari, l’etichetta vigente del formulato, le colture e gli impieghi autorizzati, le dosi, il numero massimo di applicazioni, gli intervalli di sicurezza e i disciplinari di produzione integrata. Occorre inoltre considerare le esigenze dei mercati di destinazione, compresi i limiti massimi di residui applicabili.

Non devono essere riproposti come indicazioni operative attuali prodotti citati in sperimentazioni storiche se le relative sostanze attive non sono più approvate. La difesa va quindi programmata sulla base del rischio reale, delle indicazioni dei servizi fitosanitari e delle autorizzazioni aggiornate, tenendo conto anche della gestione del rischio di resistenza ai fungicidi.

Uno sguardo al Brasile
L’esperienza internazionale offre elementi di confronto, ma non modelli da trasferire automaticamente. Nel Brasile meridionale, dove la GLS è nota da decenni, la malattia è particolarmente problematica sulla varietà Gala in un contesto di temperature relativamente elevate e precipitazioni abbondanti. Una delegazione di ricercatori e consulenti altoatesini ha visitato nel febbraio 2024 i principali comprensori melicoli brasiliani per approfondire le strategie di gestione. Le differenze climatiche, varietali e normative rispetto al Nord Italia impongono tuttavia prudenza nell’applicazione locale delle esperienze raccolte.

E nel pero?
Alcune specie di Colletotrichum possono infettare anche il pero, ma le osservazioni epidemiologiche e le indicazioni di difesa documentate per il melo non possono essere trasferite automaticamente a questa coltura. In presenza di lesioni sospette sul pero è necessaria una diagnosi differenziale che consideri gli altri possibili agenti di marciume e alterazione dei tessuti. Le eventuali misure di contenimento devono essere riferite al patogeno identificato e alle autorizzazioni specifiche per la coltura.

Le buone pratiche per i frutticoltori
La gestione delle infezioni da Colletotrichum richiede un approccio integrato che combini prevenzione agronomica, monitoraggio e difesa fitosanitaria.

Le principali azioni da considerare sono:

  • monitorare regolarmente foglie e frutti, soprattutto dopo piogge e periodi caldo-umidi;
  • riconoscere la differenza tra piccole lesioni sui frutti associate a GLS e marciumi progressivi tipici dell’ABR;
  • ridurre le possibili fonti di inoculo, gestendo frutti sintomatici, mummie e residui vegetali;
  • limitare, dove possibile, la bagnatura prolungata della chioma;
  • favorire l’arieggiamento della vegetazione attraverso una corretta gestione dell’impianto;
  • seguire bollettini e indicazioni dei servizi fitosanitari territoriali;
  • ricorrere a diagnosi specialistiche nei casi dubbi;
  • utilizzare esclusivamente prodotti e modalità di impiego consentiti dalle autorizzazioni e dai disciplinari applicabili.

Il ruolo della prevenzione nella qualità commerciale
Per la filiera delle pomacee, il controllo di Colletotrichum non riguarda soltanto la difesa in campo. Nel melo, la possibile manifestazione di marciumi dopo la raccolta può incidere sulla conservazione, sulla selezione commerciale e sulla distribuzione. Le infezioni latenti possono contribuire a scarti e declassamenti qualitativi, con conseguenze economiche per produttori, cooperative e operatori della commercializzazione.

È però necessario distinguere questo rischio, associato all’ABR, dalle piccole lesioni superficiali sui frutti descritte per la GLS, che nelle osservazioni altoatesine non hanno mostrato la stessa evoluzione in conservazione.

Una difesa che parte dal monitoraggio
Le ricerche condotte nel Nord Italia mostrano che le infezioni da Colletotrichum sul melo coinvolgono specie e quadri sintomatologici differenti. L’esperienza altoatesina evidenzia inoltre che GLS e ABR di pre-raccolta possono coesistere nello stesso comprensorio e, talvolta, nello stesso frutteto.

Per i produttori, la priorità è riconoscere tempestivamente i sintomi, valutare il rischio meteorologico e ridurre le condizioni favorevoli alle infezioni. L’identificazione dei patogeni e l’aggiornamento delle strategie di prevenzione richiedono il contributo della ricerca, dei servizi fitosanitari e della consulenza tecnica.

La gestione preventiva in frutteto, insieme a un’attenta selezione dei frutti e a corrette condizioni di conservazione, costituisce quindi un elemento importante per tutelare la qualità della produzione.

Nota: le informazioni sulla difesa hanno finalità tecnico-informative. Per qualsiasi trattamento occorre verificare l’etichetta aggiornata del formulato, le autorizzazioni nazionali, i disciplinari applicabili e le indicazioni dei servizi fitosanitari territoriali.


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