Il bilancio iniziale delle competenze è il primo documento dell’anno di prova e va predisposto entro il secondo mese dalla presa di servizio: per chi è entrato in ruolo il 1° settembre, entro fine ottobre. Lo stabilisce l’articolo 5 del decreto ministeriale 16 agosto 2022, n. 226, che regola il periodo di formazione e prova. È un’autovalutazione scritta con il tutor, e da lì nasce il patto per lo sviluppo professionale da firmare con il dirigente. Con 46.642 immissioni in ruolo autorizzate per il 2026/27, sono decine di migliaia i docenti che lo stanno scrivendo in questi giorni. Ecco cosa contiene, come si scrive e un esempio.
Punti chiave
- Il bilancio iniziale si predispone «entro il secondo mese dalla presa di servizio», con la collaborazione del tutor.
- Serve a fare un’analisi delle competenze possedute, individuare i punti da potenziare e progettare la formazione.
- Sulla base del bilancio, il dirigente e il docente firmano il patto per lo sviluppo professionale, sentito il tutor.
- A fine anno si traccia un nuovo bilancio, che confluisce nel portfolio da presentare al Comitato di valutazione.
Che cos’è e cosa dice il decreto
L’articolo 5 del DM 226/2022 descrive il bilancio come un documento in cui il docente in periodo di prova «traccia un primo bilancio di competenze, in forma di autovalutazione strutturata, con la collaborazione del docente tutor». Il comma 2 ne indica tempi e scopo: «predisposto entro il secondo mese dalla presa di servizio, consente di compiere una analisi critica delle competenze possedute, di delineare i punti da potenziare e di elaborare un progetto di formazione in servizio coerente con i risultati dell’analisi compiuta».
Nella pratica si scrive nell’ambiente on line di INDIRE, che fa parte delle 20 ore di formazione on line previste dall’articolo 10, e confluisce nel portfolio professionale. Conviene però prepararlo prima su un documento a parte, ragionandoci con il tutor.
Le tre aree da analizzare
Il decreto, all’articolo 4, indica gli ambiti su cui si verificano gli standard professionali. Sono anche la traccia più utile per il bilancio:
| Area | Cosa ci si chiede |
|---|---|
| Competenze culturali, disciplinari, didattiche e metodologiche | Come progetto e conduco le lezioni, quanto padroneggio la disciplina, come uso le tecnologie |
| Competenze relazionali, organizzative e gestionali | Come gestisco la classe, il rapporto con alunni, colleghi e famiglie |
| Competenze di orientamento, ricerca, documentazione e valutazione | Come verifico e valuto, come documento il lavoro, come oriento gli alunni |
Per ogni area si scrivono tre cose: i punti di forza, gli aspetti da potenziare e da cosa lo ricavate, cioè un’evidenza concreta delle prime settimane, come una prova d’ingresso, un’osservazione del tutor o un colloquio con le famiglie.
– Advertisement –
Un esempio: docente di scuola primaria
Un caso di fantasia, primaria, team di due classi seconde, dopo quattro anni di supplenze.
| Area | Punto di forza | Da potenziare |
|---|---|---|
| Didattica e metodologia | Progetta attività di lettura per livelli e le gestisce a piccoli gruppi | Progettare unità di apprendimento per competenze, non solo per contenuti; usare le tecnologie con gli alunni |
| Relazione e organizzazione | Clima sereno in classe, buona collaborazione nel team | Gestione dei momenti di transizione e della ricreazione; colloqui difficili con le famiglie |
| Valutazione e documentazione | Documentazione ordinata sul registro | Verifica formativa e giudizi sintetici della primaria |
Da qui i bisogni formativi prioritari, al massimo tre: valutazione formativa e giudizi sintetici, didattica digitale con strumenti semplici, gestione dei comportamenti difficili. Sono questi a orientare la scelta dei laboratori e il tema delle ore di osservazione con il tutor.
Dal bilancio al patto per lo sviluppo professionale
Il comma 3 dell’articolo 5 prevede che il dirigente e il docente, sulla base del bilancio, sentito il tutor e tenuto conto dei bisogni della scuola, stabiliscano con un patto «gli obiettivi di sviluppo delle competenze di natura culturale, disciplinare, pedagogica, didattico-metodologica e relazionale». Il patto collega ogni obiettivo alle attività del percorso: le 12 ore di laboratori formativi, almeno 12 ore di peer to peer e osservazione in classe, le 20 ore on line, più eventuali attività della scuola o di rete.
Un patto utile ha obiettivi verificabili. “Migliorare la didattica” non lo è. “Progettare e realizzare almeno due unità di apprendimento per competenze in italiano, documentate nel portfolio e osservate dal tutor” sì.
Perché conta più di quanto sembri
Il bilancio iniziale non è un adempimento da sbrigare. A fine anno il docente traccia un nuovo bilancio per registrare i progressi, e tutta la documentazione confluisce nel portfolio professionale. Il colloquio davanti al Comitato di valutazione, dice l’articolo 13, «prende avvio dalla presentazione delle attività di insegnamento e formazione e della relativa documentazione contenuta nel portfolio professionale». Un bilancio scritto bene a ottobre rende più semplice tutto il resto, fino al colloquio di giugno.
Sulle regole generali del percorso, comprese le ore e i casi di esonero, c’è il nostro articolo sui neoassunti e la nota sulla formazione.
Bilancio iniziale e patto già compilati, in Word
Tre esempi completi di bilancio iniziale delle competenze e di patto per lo sviluppo professionale, collegati fra loro: docente di primaria su posto comune, docente di matematica e scienze alla secondaria di primo grado, docente di sostegno alla secondaria di secondo grado. Con la guida ai passaggi dell’anno di prova e i riferimenti al DM 226/2022 verificati sul testo. Sono esempi da adattare alla propria esperienza.
Domande frequenti
Entro quando va fatto il bilancio iniziale?
Entro il secondo mese dalla presa di servizio (DM 226/2022, art. 5, comma 2). Per chi ha preso servizio il 1° settembre significa entro fine ottobre; per chi è stato nominato più tardi la scadenza si sposta di conseguenza.
Chi scrive il bilancio?
Il docente in periodo di prova, con la collaborazione del tutor. È un’autovalutazione: va scritto sulla propria esperienza, non copiato.
Il patto si firma insieme al bilancio?
Il patto viene dopo, sulla base del bilancio: lo stabiliscono dirigente e docente, sentito il tutor.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
