GIOIA DEL COLLE – Dopo quasi 3 anni di fermo produttivo, per lo stabilimento AC Boilers di Gioia del Colle si apre finalmente una prospettiva di rilancio. È stata raggiunta l’intesa per l’acquisizione del sito industriale da parte di Ansaldo Energia, un passaggio che riaccende le speranze di 120 lavoratori da tempo alle prese con una difficile situazione occupazionale. La notizia è stata accolta con soddisfazione dalla Regione Puglia e dalle organizzazioni sindacali, che ora chiedono di tradurre l’accordo in un progetto industriale concreto, con investimenti, garanzie occupazionali e tempi certi per la ripresa delle attività.
A sottolineare il significato dell’intesa è l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro, Eugenio Di Sciascio, che parla di un risultato particolarmente importante per il territorio e per le famiglie coinvolte nella vertenza.
«L’intesa per l’acquisizione dello stabilimento AC Boilers di Gioia del Colle da parte di Ansaldo Energia è una notizia che ci conforta e ci gratifica profondamente», dichiara l’assessore, evidenziando come l’accordo restituisca concretezza a una ripartenza attesa ormai da troppo tempo.
Il risultato arriva al termine di un percorso nel quale la Regione ha mantenuto aperto il confronto con il gruppo interessato all’acquisizione, approfondendo le prospettive industriali e le possibili ricadute occupazionali.
Di Sciascio riferisce di avere incontrato più volte i vertici di Ansaldo Energia per esaminare il progetto e valutarne le potenzialità. Da questi confronti, secondo l’assessore, sarebbe emersa una proposta industriale capace di valorizzare le competenze dei lavoratori e di inserirle in un settore strategico come quello dell’energia, con particolare attenzione all’evoluzione verso sistemi produttivi più sostenibili.
«Abbiamo riscontrato una prospettiva che ci è apparsa solida e promettente», afferma Di Sciascio, indicando nella valorizzazione delle professionalità già presenti nello stabilimento uno degli elementi più significativi del progetto.
Un ruolo importante nella gestione della vertenza è stato svolto anche dalla task force regionale Occupazione, coordinata da Leo Caroli, che ha seguito la situazione sin dalle prime fasi, mantenendo il dialogo con le parti coinvolte e contribuendo a individuare possibili soluzioni per salvaguardare il futuro industriale del sito.
La Regione conferma ora la disponibilità ad accompagnare la ripartenza attraverso strumenti destinati sia ai lavoratori sia agli investimenti produttivi.
Sul fronte occupazionale potranno essere attivati percorsi di formazione, aggiornamento e riqualificazione professionale, finalizzati ad adeguare le competenze alle nuove attività previste dal progetto industriale. Per sostenere gli investimenti, invece, l’amministrazione regionale richiama le opportunità offerte dagli strumenti di incentivazione disponibili, tra cui il bando STEP.
Ma il raggiungimento dell’intesa, pur rappresentando una svolta nella lunga vertenza, non coincide ancora con il ritorno alla produzione.
Restano infatti da definire aspetti determinanti, a cominciare dal piano industriale, dall’entità degli investimenti e dal calendario degli interventi necessari per rimettere in funzione lo stabilimento e consentire il rientro dei dipendenti.
«Ora occorre proseguire con determinazione verso la definizione del piano industriale, degli investimenti e dei tempi per la ripresa delle attività e il rientro dei lavoratori», sottolinea Di Sciascio.
L’assessore considera fondamentale il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, chiamate a contribuire alla costruzione di un percorso che offra prospettive credibili e adeguate garanzie sul piano occupazionale.
La Regione, assicura, continuerà a svolgere una funzione di raccordo tra azienda, sindacati, istituzioni locali e Governo nazionale, con l’obiettivo di accompagnare l’intesa fino alla ripresa effettiva delle attività.
Soddisfazione viene espressa anche dalla Cgil di Bari e dalla Fiom Cgil, che attribuiscono il risultato soprattutto alla determinazione dei lavoratori, protagonisti di una lunga mobilitazione per difendere l’occupazione e impedire la perdita di un importante presidio manifatturiero.
Per il segretario generale della Cgil Bari, Domenico Ficco, e per il segretario generale della Fiom Bari, Paolo Villasmunta, l’accordo dimostra quanto sia stata decisiva la capacità dei dipendenti di mantenere viva la vertenza anche nei momenti più difficili.
«Si tratta di un risultato conquistato in primis grazie alla lotta dei lavoratori, che tra tante difficoltà non hanno mai mollato», dichiarano i 2 dirigenti sindacali, ricordando l’impegno delle organizzazioni dei lavoratori nel sollecitare il confronto tra le parti e nel sostenere la ricerca di una soluzione industriale.
Secondo Cgil e Fiom, i dipendenti non si sono limitati a rivendicare la salvaguardia dei posti di lavoro, ma hanno contribuito attivamente alla costruzione di una possibile prospettiva produttiva, puntando sul patrimonio di competenze professionali presente nello stabilimento.
La vicenda assume un significato ancora più rilevante, sottolineano i sindacati, in un territorio già segnato da numerose crisi aziendali e dal rischio di un progressivo indebolimento del tessuto manifatturiero.
Difendere lo stabilimento di Gioia del Colle significa, nella valutazione di Ficco e Villasmunta, preservare non soltanto l’occupazione, ma anche una componente dell’economia capace di generare innovazione e garantire retribuzioni dignitose.
«Non possiamo perdere nemmeno un posto di lavoro», ribadiscono i rappresentanti sindacali, sostenendo la necessità di salvaguardare la vocazione industriale del territorio.
L’ingresso di Ansaldo Energia viene quindi considerato un’opportunità per consolidare la presenza produttiva in un comparto di particolare importanza strategica, come quello energetico.
Per Cgil e Fiom, tuttavia, l’arrivo del nuovo gruppo dovrà essere accompagnato da investimenti effettivi e da un programma industriale in grado di assicurare stabilità e prospettive di sviluppo.
Il prossimo banco di prova sarà dunque il confronto sul piano industriale, dal quale dovranno emergere indicazioni precise sui tempi della ripartenza, sulle attività produttive previste e sulle garanzie per i 120 lavoratori.
Le organizzazioni sindacali annunciano che continueranno a seguire la vertenza con attenzione, mantenendo aperto il dialogo istituzionale e sociale per verificare la concreta attuazione degli impegni.
«Non può esistere investimento e riuscita di qualsiasi intrapresa se non si parte dal valore del lavoro e delle professionalità», sottolineano Cgil e Fiom, indicando nella tutela dei dipendenti una condizione essenziale per il successo del progetto.
Dopo quasi 3 anni di inattività, l’accordo con Ansaldo Energia rappresenta quindi il primo passaggio concreto verso una possibile rinascita industriale dello stabilimento AC Boilers.
Per i lavoratori e le loro famiglie si riapre una prospettiva che sembrava essersi progressivamente allontanata. La fase decisiva, però, comincia adesso: trasformare l’intesa raggiunta in investimenti, produzione e posti di lavoro effettivamente salvaguardati.
È su questo terreno che Regione, azienda e organizzazioni sindacali saranno chiamate a misurare la solidità dell’accordo e la possibilità di restituire a Gioia del Colle un presidio industriale fermo da troppo tempo.
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