Roma, 17 ott. (askanews) – Un progetto agroindustriale e agrivoltaico da 76,7 milioni di euro in Senegal, attività di formazione già avviate sul territorio, collaborazioni con università italiane e africane e il contributo di imprese con una consolidata esperienza internazionale. La Fondazione SINNOVA si è presentata il 15 ottobre alla Camera dei deputati non soltanto con la propria visione di cooperazione tra Italia e Africa, ma con iniziative concrete e modelli di sviluppo che mettono al centro il ruolo dell’agricoltura come motore di crescita economica, occupazione e trasferimento delle competenze. Il convegno “Investire nell’agricoltura africana – Opportunità e modelli Made in Italy”, ospitato nella Sala Tatarella di Palazzo dei Gruppi Parlamentari, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle imprese attorno a una prospettiva di cooperazione bilaterale fondata su rapporti paritari, investimenti condivisi e valorizzazione delle risorse e delle competenze locali.
Tra i partecipanti il viceministro degli Affari Esteri Edmondo Cirielli, che ha espresso fiducia nella Fondazione SINNOVA, indicando nel suo modello di collaborazione un’esperienza che potrà essere replicata anche in altri Paesi. Il viceministro ha evidenziato inoltre la coerenza dell’iniziativa con gli obiettivi fissati dal Piano Mattei. Ricerca e cooperazione al centro di SINNOVA La Fondazione SINNOVA, con sede nell’Orto Botanico di Roma della Sapienza Università di Roma, nasce come punto d’incontro tra ricerca scientifica, università, imprese e istituzioni, per trasformare conoscenze e innovazione in progetti concreti di sviluppo sostenibile e cooperazione internazionale.
“La ricerca scientifica esprime pienamente il proprio valore quando le conoscenze si traducono anche in opportunità concrete di sviluppo – dichiara Fabio Attorre, presidente della Fondazione SINNOVA -. Vogliamo mettere in relazione competenze scientifiche, capacità imprenditoriali e istituzioni per realizzare progetti duraturi. In Senegal puntiamo anche a favorire l’autonomia nella produzione delle sementi, valorizzando le varietà più adatte al territorio. Non si tratta soltanto di trasferire tecnologie, ma di sviluppare conoscenze e competenze che rimangano a disposizione delle comunità e possano generare nuove opportunità di crescita”. La Fondazione ha già definito un accordo quadro con l’Université Alioune Diop de Bambey, istituzione universitaria pubblica senegalese. Ed è stato annunciato che per la primavera 2027 è previsto anche un appuntamento dedicato al cacao. Senegal, investimenti e occupazione per lo sviluppo del territorio Il primo progetto internazionale presentato dalla Fondazione riguarda Notto Gouye Diama, nella regione senegalese di Thiès, dove SINNOVA e Unimpresa Sicilia promuovono la realizzazione di un polo agroindustriale e agrivoltaico su 380 ettari. Il piano prevede un impianto da 95 MWp, coltivazioni agricole, attività zootecniche, strutture per la trasformazione e conservazione dei prodotti e un centro internazionale di formazione professionale. L’iniziativa ha già raggiunto alcuni traguardi concreti: alla convenzione firmata il 5 settembre scorso con il Comune di Notto Gouye Diama è seguita l’assegnazione dei primi 300 ettari alla società locale Unimpresa Sénégal S.A.S.. Unimpresa ha inoltre già avviato attività formative con il CPIA2 Catania per sviluppare competenze professionali sul territorio. Il programma prevede l’avvio delle attività produttive e dei cantieri nel 2027, mentre prosegue il percorso di valutazione, tra le proposte di partnership già pervenute, per individuare l’operatore energetico e completare gli adempimenti necessari alla realizzazione dell’investimento. Secondo le stime del piano industriale, il progetto potrà generare a regime quasi 500 posti di lavoro, oltre a un valore aggiunto annuo di circa 8,2 milioni di euro per l’economia comunale, pari a un incremento stimato del 3% del PIL di Thiès.
“Investire nello sviluppo agricolo del Senegal significa creare le condizioni per una crescita economica capace di offrire nuove opportunità alle comunità locali – afferma Giuseppe Spadafora, vicepresidente di Unimpresa e della Fondazione SINNOVA -. Il nostro obiettivo non è soltanto realizzare un investimento produttivo, ma contribuire alla crescita del reddito e alla creazione di occupazione, soprattutto per i giovani. Offrire prospettive concrete di lavoro e di futuro nel proprio Paese significa anche affrontare una delle cause economiche dei fenomeni migratori”.
I rappresentanti senegalesi con l’ambasciatore della Repubblica del Senegal in Italia, S.E. Ngor NDIAYE, Berhan Tedla Teklyohans, il segretario generale del comune di Notto Gouye Diama, M. Thierno Diakhate intervenuti al convegno, hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa e disponibilità ad accompagnarne la realizzazione. Nel loro intervento hanno evidenziato la vocazione agricola di Notto Gouye Diama, paragonabile alla nostra Pianura Padana, favorita dalla fertilità dei terreni e dalla disponibilità di acqua dolce, nonché le opportunità di occupazione che l’agricoltura offre a giovani e donne. Ortaggi e cereali prodotti in quella zona, infatti, arrivano anche sulle tavole italiane.
Esperienze industriali e strumenti per la cooperazione Jacopo Sica, Senior Director Sales and Operations Europe & Africa di Del Monte, ha illustrato l’esperienza del gruppo, presente da oltre sessant’anni al fianco del Kenya, dove integra coltivazione, trasformazione ed esportazione di prodotti agricoli. Un’attività che, secondo i dati presentati, sostiene mediamente quasi 20 mila posti di lavoro l’anno tra occupazione diretta e indotto. “Investire nell’agricoltura africana significa costruire filiere insieme ai produttori locali. Il capitale deve accompagnarsi a competenze, infrastrutture e accesso ai mercati, affinché la crescita dell’impresa produca benefici duraturi anche per il territorio”, ha sottolineato Sica. Arrigo Montella, vicepresidente della Fondazione SINNOVA, ha illustrato gli strumenti a sostegno degli investimenti italiani in Africa, dalle garanzie SACE ai finanziamenti SIMEST, fino alle opportunità offerte da AICS e Cassa Depositi e Prestiti, evidenziando la necessità di costruire percorsi finanziari coerenti con le caratteristiche e gli obiettivi dei singoli progetti.
A richiamare il valore della cooperazione bilaterale è stata infine Alessia Ambrosi, parlamentare e componente della Commissione Politiche dell’Unione europea, che ha moderato il convegno. “La forza vera e la novità che riscontriamo oggi nella visione del governo Meloni è data dalla qualità del rapporto bilaterale tra Italia e Africa, che è considerato un rapporto alla pari, in cui ciascuna Nazione è responsabile dei progetti e dei risultati raggiunti”, ha dichiarato Ambrosi, sottolineando l’importanza di rafforzare le imprese, le competenze e le filiere locali.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

