Un accordo destinato a riconoscere complessivamente circa 10milioni e 700mila euro al personale del comparto: Cisl Fp ha sottoscritto, nella giornata di mercoledì 14 ottobre, un accordo con l’amministrazione dell’Ulss 6 Euganea, che ha accolto le proposte del sindacato. Il pacchetto comprende welfare, valorizzazione delle condizioni di lavoro, premialità e nuove progressioni economiche. Una componente importante delle risorse contrattuali residue utilizzate nell’accordo si è resa disponibile grazie alla sottoscrizione del Ccnl Comparto Sanità 2022–2024, che ha incrementato i fondi aziendali. A queste disponibilità si aggiungono le risorse regionali e gli ulteriori residui del 2025. La firma del contratto nazionale ha quindi creato risorse che la contrattazione integrativa può ora tradurre in benefici concreti per i lavoratori dell’Ulss 6 Euganea.
L’accordo è il risultato di un confronto, durante il quale Cisl Fp Padova Rovigo ha chiesto di ricondurre tutte le risorse disponibili a un quadro complessivo, mantenendo distinte le fonti di finanziamento e costruendo un equilibrio tra le diverse professionalità e aree dell’Azienda, in modo che nessuno rimanga escluso dai benefici del pacchetto complessivo.
«Abbiamo presentato una proposta precisa: utilizzare pienamente le risorse disponibili per riconoscere il lavoro di tutto il personale, valorizzare le condizioni di maggiore disagio e ampliare le possibilità di crescita economica – afferma Andrea Ricci, segretario generale della Cisl Fp Padova Rovigo – L’amministrazione ha accolto questa impostazione e le nostre proposte si sono concretizzate in un risultato positivo per le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno garantiscono il funzionamento dei servizi nel territorio padovano».
Gli investimenti
L’accordo prevede buoni welfare del valore di 350 euro per dipendente. Ai 1 milione e 708mila euro di finanziamento regionale destinati al personale sanitario e socio-sanitario si aggiungono 258.586 euro per i ruoli professionale, tecnico e amministrativo. Una scelta che risponde alla richiesta Cisl Fp di garantire il beneficio anche al personale non ricompreso nella copertura regionale.
Alla valorizzazione delle condizioni di lavoro sono destinati 2.124.626 euro. Le misure comprendono l’aumento di 1,50 euro l’ora dell’indennità di turno notturno, l’incremento di 0,30 euro l’ora della pronta disponibilità e l’estensione dell’indennità prevista dall’articolo 107 alle aree mediche, della salute mentale, della riabilitazione, agli ospedali di comunità, agli hospice e alle Urt, per una platea di 1.155 dipendenti.
Un ulteriore intervento riguarda le aree chirurgiche, alle quali vengono destinati circa 600mila euro per il riconoscimento dell’indennità nel 2026, con 557 dipendenti interessati. L’intervento risponde alla richiesta Cisl Fp di riequilibrare la valorizzazione delle aree assistenziali escluse dal finanziamento regionale. Sono inoltre previsti 1 milione e 350mila euro per la premialità aggiuntiva, destinata a incrementare il saldo di produttività, e per le progettualità aziendali trasversali.
Particolarmente significativo è lo stanziamento di circa un milione di euro per i Differenziali Economici di Professionalità, con decorrenza dal 1° gennaio 2026. Rispetto alla previsione iniziale di 400mila euro, il confronto ha consentito di aumentare sensibilmente la disponibilità, ampliando le possibilità di accesso alle progressioni economiche più che raddoppiando la platea dei beneficiari. A questo si aggiunge, nel mese di ottobre 2026, il pagamento del saldo della produttività per un valore di circa 3milioni e 700mila euro.
«Il valore di questo accordo sta anche nell’equilibrio che abbiamo cercato tra i diversi interventi», sottolinea Fabio Turato, coordinatore della sanità pubblica per la Cisl Fp Padova Rovigo. «Abbiamo voluto assicurare il welfare alle diverse componenti del personale, dare un riconoscimento alle condizioni di lavoro più gravose e rafforzare le risorse per le progressioni economiche. Ora seguiremo l’applicazione dell’intesa perché quanto concordato si traduca in benefici effettivi per i lavoratori».
Dalla valorizzazione economica alla battaglia per le assunzioni
Ottenuto il risultato economico, la Cisl Fp indica nelle assunzioni la prossima priorità. Alla ripresa delle attività dopo il piano ferie estivo, il sindacato segnala gravi carenze di organico e servizi in affanno. Mancano infermieri, operatori sociosanitari, ostetriche, tecnici sanitari, tecnici della prevenzione, educatori, assistenti sociali e personale tecnico amministrativo.
«Il riconoscimento economico è importante, ma deve accompagnarsi a condizioni di lavoro sostenibili – afferma Alessandro Piovan, dirigente sindacale della Cisl Fp – Non possiamo chiedere al personale di continuare a compensare stabilmente le scoperture. Ora la nostra battaglia si concentra sulle assunzioni: servono persone per garantire l’assistenza, le attività diagnostiche, i servizi territoriali e la prevenzione».
«Riceviamo continuamente dai lavoratori segnalazioni di servizi in affanno, turni difficili da coprire e richiami dai riposi per far fronte alle assenze», aggiunge Emiliano Bedon, dirigente sindacale della Cisl Fp. «Dietro queste segnalazioni ci sono persone che faticano a recuperare le energie e a conciliare il lavoro con la vita familiare. La disponibilità del personale non può diventare la risposta ordinaria alle carenze di organico. Servono assunzioni e una programmazione che garantisca il rispetto degli orari e dei riposi, senza scaricare continuamente sui lavoratori il peso delle scoperture».
La Cisl Fp chiede alla Regione di rendere concretamente possibili i reclutamenti, assicurando risorse e margini di spesa adeguati ai fabbisogni: «La Regione deve aprire i cordoni della borsa, aumentare il tetto di spesa e consentire davvero alle aziende di assumere – riprende Ricci – Autorizzare le assunzioni entro un tetto di spesa già raggiunto significa concedere un via libera senza mettere a disposizione lo spazio economico necessario per utilizzarlo. Oltre al danno della carenza di personale, c’è la beffa di autorizzazioni che rischiano di rimanere sulla carta».
Per il sindacato, questo meccanismo alimenta un rimpallo di responsabilità che lascia irrisolte le difficoltà dei servizi: «Diventa il gioco dello scaricabarile: la Regione richiama le autorizzazioni, le aziende richiamano i vincoli di spesa e in mezzo ci sono i lavoratori – prosegue Ricci – Sono loro a sostenere quotidianamente il peso degli organici insufficienti. Le mancate scelte della politica non possono continuare a ricadere sulle loro spalle e, di conseguenza, sulla qualità dei servizi ai cittadini».
Alla richiesta sindacale si aggiungono gli esiti dell’indagine sul clima organizzativo, commissionata proprio dalla Regione alle aziende sanitarie e presentata dall’Ulss 6 Euganea. La rilevazione ha registrato una partecipazione del 54,8% del personale. Tra chi ha compilato il questionario, circa il 34% dichiara di pensare spesso di cambiare lavoro: un rispondente su tre. «Il disagio del personale emerge anche dalla rilevazione presentata dalla stessa Amministrazione – osserva Turato – Le nostre richieste trovano quindi un riscontro concreto. Quando un rispondente su tre pensa spesso di cambiare lavoro, bisogna intervenire anche sulla capacità di trattenere i professionisti, creando condizioni nelle quali possano continuare a lavorare nella sanità pubblica».
Gli esiti dell’indagine hanno consentito ai lavoratori, dietro l’anonimato, di denunciare condizioni che descrivono le difficoltà quotidiane dei servizi: lavoro continuativo con organici insufficienti, richiami in servizio dai riposi per coprire le assenze e difficoltà nel rispetto dell’orario di lavoro. Per la Cisl Fp, questi elementi richiedono interventi sul reclutamento e sull’organizzazione: turni sostenibili, rispetto dei riposi e una programmazione che non dipenda sistematicamente dalla disponibilità del personale a rientrare in servizio.
«La Regione e le aziende sanitarie sono ben consapevoli della situazione. Adesso occorre passare dalle dichiarazioni ai fatti – conclude Andrea Ricci, segretario generale della Cisl Fp Padova Rovigo – Non è più accettabile che le carenze di personale vengano compensate sistematicamente con il sacrificio delle lavoratrici e dei lavoratori. Servono assunzioni, risorse adeguate e una programmazione del personale che risponda ai reali fabbisogni dei servizi. La Regione deve mettere le aziende nelle condizioni di assumere e le direzioni aziendali devono utilizzare pienamente tutte le possibilità di reclutamento. L’accordo da 7,04 milioni di euro rappresenta un risultato importante nella valorizzazione economica del personale, ma non basta riconoscere economicamente il lavoro se poi si continua a chiedere agli stessi professionisti di sopperire a organici insufficienti. È urgente garantire personale sufficiente, turni sostenibili, rispetto dei riposi e condizioni di lavoro che consentano di assicurare qualità e sicurezza delle cure ai cittadini».
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