Il 13 ottobre 2026, a Bruxelles, l’Agenzia EU-OSHA ha lanciato la nuova campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri 2026-2028, dedicata alla prevenzione dei rischi psicosociali sul lavoro, strutturata in cinque aree prioritarie. I futuri partner possono candidarsi fino al 15 gennaio 2027.
Un malessere molto diffuso in Europa
Quasi metà dei lavoratori in Europa riferiscono di trovarsi in situazione di rischio per la loro salute mentale sul lavoro, mentre il 29% di loro hanno sofferto di stress ansia o depressione causati o peggiorati dal lavoro. Anche se non sempre legati al lavoro, secondo l’OCSE tra il 2025 e il 2050 la depressione, l’ansia e l’abuso di alcol potrebbero ridurre di due anni e mezzo l’aspettativa di vita e contribuire a 28.000 morti premature ogni anno Questi disturbi portano inoltre una perdita di produttività considerevole: si calcola che in alcuni Paesi UE i giorni di lavoro persi per problemi mentali superino quelli per disturbi muscolo-scheletrici. La perdita di prodotto interno lordo prevista è dell’1,7% annuale, corrispondente a 313 miliardi di euro.
La campagna 2026-2028 che si è aperta ufficialmente ieri, 13 ottobre 2026, a Bruxelles, si propone di aumentare la consapevolezza su questi rischi, offrire strumenti operativi e linee guida per la prevenzione e auspica un cambiamento culturale rispetto alla salute mentale al lavoro.
Aree prioritarie
Durante lo svolgersi della campagna, il focus si sposterà di volta in volta su:
– valutazione e prevenzione dei rischi psicosociali;
– molestie (sessuali e non) e violenze;
– rischi psicosociali e salute mentale;
– rischi psicosociali nel settore sanitario-assistenziale;
– sostegno alla salute mentale sul lavoro.
La campagna si propone, attraverso le varie iniziative presentate, di:
– portare l’attenzione sul rischio psicosociale e sulla sua valutazione e prevenzione;
– raggiungere tutti i settori economici, da quelli più a rischio a quelli più difficili da coinvolgere;
– migliorare la collaborazione tra tutti gli attori della sicurezza, datori di lavoro, lavoratori, rappresentanti, esperti, attraverso lo scambio di informazioni e buone prassi nella rete di partner che si formerà intorno alla campagna;
– incoraggiare un approccio olistico che tenga conto dei legami tra rischi fisici e salute mentale
Gli interventi
A introdurre la campagna erano presenti Roxana Minzatu, vicepresidente esecutiva della Commissione europea; Li Anderson, direttrice del comitato lavoro e affari sociali del Parlamento europeo; William Cockburn Salazar, direttore esecutivo EU-OSHA; Ester Lynch, segretaria generale della Confederazione dei sindacati europei e Maxim Cerruti, direttore del dipartimento degli affari sociali di BusinessEurope. Il professor Rainer Roboulies, docente di salute mentale e ambiente di lavoro psicosociale del Centro nazionale di ricerca sugli ambienti di lavoro in Danimarca, ha tenuto una breve relazione dal “Titolo strumenti efficaci di prevenzione del rischio psicosociale al lavoro: azioni organizzative e loro impatto”.
Cause e conseguenze dei danni alla salute mentale sul lavoro
L’edizione 2025 del sondaggio Pulse della EU-OSHA ha rivelato l’incidenza di stress, depressione e ansia correlate al lavoro per il 29% dei lavoratori, con un aumento del 2% rispetto all’edizione precedente del 2022. Risulta così che i rischi psicosociali non sono situazioni isolate ma rischi lavorativi diffusi in tutti i settori produttivi dell’Unione europea.
I fattori di rischio principali per questi disturbi sono legati al tempo: orari di lavoro troppo lunghi e la pressione a ottenere risultati in tempi sempre più ridotti sono un dato sperimentato dal 44% dei lavoratori, rivelandosi il fattore di rischio principale.
Ma restano diffuse anche le discriminazioni basate sull’etnia, la provenienza, l’identità di genere, l’orientamento sessuale e la disabilità, ritenute presenti sul luogo di lavoro da più di metà degli europei. Donne, migranti, persone di colore e LGBIT+ sono a maggior rischio di molestie, violenze insicurezza del lavoro e condizioni sfavorevoli.
Manca un approccio sistematico alla valutazione del rischio in molti luoghi di lavoro: solo il 39% delle aziende europee sostengono affrontare la prevenzione dello stress lavoro-correlato in nodo strutturato: è il dato risultante dalla ricerca ESENER 2024. Le piccole aziende difficilmente prevedono misure formali di valutazione e prevenzione del rischio.
Normativa e ricerca, le prospettive
I relatori della giornata hanno cercato di delineare il percorso verso la soluzione dei problemi di salute mentale dei lavoratori in Europa. Queste alcune delle linee di pensiero emerse.
La salute mentale non è principalmente un problema individuale ma è dovuto a caratteristiche delle organizzazioni: inadeguatezza numerica degli staff, controllo gerarchico eccessivo o al contrario mancanza di controllo sul proprio lavoro, scadenze non sostenibili, inadeguatezza delle retribuzioni o delle prospettive di carriera.
Il rischio per la salute mentale va affrontato con la stessa modalità di valutazione e prevenzione degli altri rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro. Per la EU-OSHA questo significa anche includere nei futuri studi l’eredità della precedente campagna sulla digitalizzazione del lavoro, da cui si possono trarre lezioni come per esempio la necessità del coinvolgimento precoce dei lavoratori fino dalla progettazione del lavoro.
Un serio approccio di valutazione e prevenzione del rischio richiede mezzi e conoscenze che non sono alla portata di tutti: si pensi per esempio alle piccole e medie imprese. La campagna EU-OSHA per la salute mentale al lavoro si propone anche di fornire risorse attraverso lo scambio di esperienze e conoscenze e la diffusione di studi e linee guida, pur non dimenticando che l’approccio a questo genere di rischio è principalmente qualitativo e non quantitativo.
Per quanto riguarda la normativa – primo motore della soluzione dei problemi di salute e sicurezza sul lavoro – la commissione sta per cominciare l’analisi della futura direttiva sul lavoro di qualità. Per fare questo si baserà su uno studio non politico che tiene conto, tra l’altro, anche della salute mentale e del tecnostress.
Partecipare alla Campagna ambienti di lavoro sani e sicuri 2026-2028
Oltre agli scopi e alle aree prioritarie della campagna sono state presentate modalità, requisiti e caratteristiche dei partner, che possono essere consorzi, organizzazioni non governative, multinazionali, piattaforme tecnologiche ecc. La loro partecipazione si svolgerà attraverso conferenze, seminari, pubblicazioni, visite ai siti produttivi e scambio di buone pratiche ed esperienze.
Questo processo culminerà nell’evento finale a Bilbao dove si celebra anche la premiazione del concorso per le buone pratiche di lavoro.
I candidati partner possono presentare le loro domande fino al 15 gennaio 2027.
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