Ai partiti del campo largo: datevi una mossa!
A costo di apparire come uno di quegli allenatori da bar dello sport, che il lunedì pontificano sulla migliore formazione della propria squadra, vorrei dire la mia sulle infinite e dannose discussioni politiche del campo progressista in previsione delle elezioni politiche del prossimo anno. Ogni volta che guardo quello che succede nel campo progressista mi viene spontanea una domanda: ma possibile che quando c’è da giocare la partita, invece di preoccuparci di come vincerla passiamo il tempo a discutere su chi deve stare in panchina, chi deve fare il capitano e quale modulo adottare?
E’ chiaro a tutti che PD, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e altre forze politiche progressiste minori abbiano idee diverse anche su argomenti importanti come la guerra. È normale che sia così, altrimenti farebbero un partito unico. Una coalizione è un insieme di forze diverse capaci di trovare un terreno comune. Il punto è proprio questo: trovare quel terreno comune e trasformarlo in un programma comprensibile, concreto e credibile su salari, sanità pubblica, pensioni, scuola, casa, lavoro, ambiente, transizione energetica, fisco, diritti, investimenti e sviluppo del Paese.
Ma una cosa di primaria importanza mi preme ribadire: gli elettori di sinistra, i progressisti, si sono rotti i “Cabasisi”, (direbbe Montalbano), non se ne può più degli scontri continui su chi deve essere il Capitano della squadra. Basta, smettetela di litigare negli spogliatoi prima della partita, il leader sceglietelo come vi pare, ma fate presto perché non se ne può più dello spettacolo giornaliero ad opera dei leader nazionali. Il leader dovrebbe essere il punto di sintesi di un progetto condiviso. E dovrebbe essere riconosciuto dalle diverse componenti della coalizione, non semplicemente imposto come candidato di una parte.
Detto questo, mi pare che i partiti della coalizione progressista del c.d. “Campo Largo” abbiano una intesa comune sui principali problemi del nostro Paese:
1. Sanità pubblica – piano straordinario per ridurre le liste d’attesa; assunzione di medici, infermieri e personale sanitario
2. Salari e lavoro – introduzione del salario minimo legale; riduzione del cuneo fiscale per i redditi medio-bassi; contrasto al lavoro povero e alla precarietà.
3. Fisco – Maggiore progressività fiscale; tassazione dei patrimoni oltre i 5 milioni di euro
4. Scuola, università e giovani – più risorse alla scuola pubblica; potenziamento asili nido; aiuti acquisto prima casa
5. Ambiente ed energia– accelerazione sulle rinnovabili
6. Migranti – abolizione della legge Bossi-Fini; nuove politiche dell’accoglienza; chiusura del centro di permanenza e rimpatrio in Albania
7. Sicurezza – abolizione dei c.d. decreti sicurezza; assunzione poliziotti
8. Diritti e istituzioni – rafforzamento dei diritti civili: contrasto alla violenza contro le donne
Il nodo più difficile è la guerra e le spese militari. Il PD sostiene il diritto dell’Ucraina a difendersi e il sostegno a Kiev, ma contemporaneamente chiede un’iniziativa diplomatica europea per arrivare a una pace giusta e sicura; il M5S mantiene invece una posizione molto più netta contro l’invio di nuove armi e propone cessate il fuoco, negoziati e una conferenza di pace sotto l’egida ONU; AVS si colloca in una posizione intermedia rispetto alle due: condanna senza ambiguità l’aggressione russa, riconosce il diritto dell’Ucraina alla difesa, ma ritiene fallimentare la prosecuzione dell’escalation militare e chiede una forte iniziativa diplomatica europea.
Non potendo come umano trovare le parole giuste in questa complicata materia e al fine di arrivare a un possibile punto d’incontro mi sono affidato alla tecnologia di cui disponiamo, ovvero all’Intelligenza Artificiale.
A una specifica domanda sulla guerra e sulle spese militari ha trovato una formula politicamente utilizzabile che potrebbe essere la seguente:
«L’Italia condanna senza ambiguità l’aggressione russa all’Ucraina e difende il diritto del popolo ucraino alla propria indipendenza e sicurezza. Al tempo stesso, il governo italiano si impegna a promuovere, insieme all’Unione europea e sotto l’egida delle Nazioni Unite, una forte iniziativa diplomatica per ottenere il cessate il fuoco e l’apertura di negoziati. L’obiettivo dell’Italia sarà una pace giusta, duratura e fondata sul diritto internazionale, evitando ogni ulteriore escalation militare e rafforzando la sicurezza europea attraverso la diplomazia, la cooperazione e una comune politica estera e di difesa.»
Questa impostazione lascia al PD il riconoscimento del diritto dell’Ucraina alla difesa, al M5S l’obiettivo prioritario del cessate il fuoco e del negoziato,
Il secondo grande problema della spesa militare, AVS è esplicitamente contraria all’obiettivo del 5% del PIL per la spesa militare, così come il M5S, mentre il PD ha posizioni interne più articolate. Un possibile compromesso potrebbe essere, secondo l’Intelligenza Artificiale, quello di non fissare nel programma una percentuale rigida, ma stabilire:
«La sicurezza dell’Italia e dell’Europa deve essere garantita attraverso una difesa credibile, evitando una corsa indiscriminata al riarmo e mantenendo prioritari gli investimenti in sanità, scuola, lavoro, ricerca e transizione energetica.»
In questo modo la coalizione non dovrebbe risolvere prima delle elezioni tutte le differenze ideologiche fortemente divisive, ma concentrarsi sui punti fondamentali del programma comune. Se anche l’aiuto dell’intelligenza artificiale dovesse risultare vano, allora bisogna essere consapevoli che la partita è persa in partenza, che non ci sono capitani, allenatori, giocatori e strategie che possano ovviare all’imbecillità di questi cavalieri del centro sinistra e farebbero bene a stare lontani dalle piazze e ad uscire con l’elmetto.
Salvatore Insalaco
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