#Finsubito news dalla rete – Spesa sanitaria privata: fondi e polizze +13% nel 2025


Spesa sanitaria coperta da fondi e assicurazioni in Italia dal 2012 al 2025

Nel 2025 la spesa sanitaria intermediata da fondi sanitari, assicurazioni, istituzioni senza scopo di lucro e imprese ha raggiunto 6,97 miliardi di euro, il 10,1% in più rispetto al 2024 (ISTAT, Sistema dei conti della sanità, edizione maggio 2026). È la crescita più alta tra le tre componenti della spesa sanitaria (pubblica, diretta delle famiglie e intermediata): nello stesso anno la spesa pubblica è aumentata del 2,7% e la spesa privata nel suo insieme, intermediata compresa, dello 0,4%.

All’interno della spesa privata, la parte sostenuta direttamente dalle famiglie è stimata in 42,36 miliardi, in calo dell’1,0% rispetto al 2024, secondo un dato ancora provvisorio. Tra le voci della spesa intermediata, la crescita più elevata è quella delle assicurazioni sanitarie volontarie, aumentate da 4,69 a 5,29 miliardi (+12,7%); le istituzioni senza scopo di lucro si attestano a 0,69 miliardi (+3,1%) e le imprese a 0,99 (+2,6%).

In tredici anni la spesa intermediata è più che raddoppiata, da 3,01 miliardi nel 2012 a 6,97 nel 2025 (+131,8%), con due flessioni, nel 2013 e nel 2020. Dal 2020 al 2025 l’aumento è stato di 2,67 miliardi, circa due terzi della crescita dell’intero periodo (Fondazione GIMBE, 9° Rapporto, su dati ISTAT).

Spesa sanitaria intermediata, in milioni di euro, e quota sulla spesa sanitaria totale

Fonte: ISTAT, Sistema dei conti della sanità, edizione maggio 2026. Il 2025 è provvisorio. Le assicurazioni sanitarie volontarie sono una parte della spesa intermediata.

Anno Spesa intermediata di cui assicurazioni volontarie Quota sulla spesa totale
2012 3.007 2.271 2,1%
2015 3.219 2.252 2,2%
2019 4.479 3.236 2,9%
2020 4.297 3.185 2,7%
2021 4.550 3.284 2,7%
2022 5.250 3.781 3,0%
2023 5.882 4.308 3,3%
2024 6.329 4.694 3,4%
2025 6.971 5.290 3,7%

Nel 2025 la componente intermediata rappresenta il 14,1% della spesa privata, a fronte dell’85,9% della spesa diretta delle famiglie. Nel confronto internazionale l’Italia si colloca al di sotto della media: 196 dollari per abitante a parità di potere d’acquisto, contro 348 nella media dei Paesi OCSE (dati OCSE 2025 riportati nel 9° Rapporto GIMBE).

I limiti dei dati ISTAT sulla spesa sanitaria di fondi e assicurazioni

I conti ISTAT della sanità stimano la spesa intermediata come somma dei regimi di finanziamento volontari, una grandezza che secondo il 9° Rapporto GIMBE è impossibile calcolare con precisione per la complessità dei flussi tra fondi, compagnie e assistiti. Quattro avvertenze ne definiscono i limiti.

La prima riguarda i fondi sanitari integrativi. Secondo GIMBE, ISTAT esclude formalmente i fondi dai regimi volontari; quelli assicurati con una polizza collettiva vi sono tuttavia ricompresi come assicurazioni, mentre i fondi che gestiscono il rischio in proprio sono esclusi dal computo. La seconda riguarda la forma di rimborso. Quando il fondo o la compagnia salda la prestazione direttamente alla struttura, l’importo è escluso dalla spesa delle famiglie; quando il rimborso è corrisposto all’iscritto dopo la prestazione, l’importo è incluso nella spesa delle famiglie. Una parte della spesa intermediata, pertanto, figura nei conti come spesa diretta delle famiglie.

La terza avvertenza riguarda le fonti sui fondi: l’Anagrafe del Ministero della Salute registra le risorse erogate dai fondi senza i contributi versati, e l’iscrizione è volontaria, per cui il Ministero precisa che i suoi dati non sono esaustivi.

La quarta riguarda le revisioni. ISTAT ricalcola l’intera serie a ogni edizione: in quella di maggio 2026 la spesa diretta delle famiglie del 2024 è stata rivista al rialzo di 1,49 miliardi (+3,6%) e la spesa intermediata dello stesso anno al ribasso dello 0,5%. I confronti vanno quindi condotti all’interno della medesima edizione, la stessa su cui è aggiornata la nostra analisi sulla spesa sanitaria privata.

A quali erogatori sanitari è destinata la spesa di fondi e assicurazioni

Nel 2025 il 42,3% della spesa intermediata, pari a 2,95 miliardi di euro, è stato destinato a quelli che ISTAT classifica come erogatori di servizi di assistenza sanitaria ambulatoriale. Agli ospedali sono stati destinati 0,60 miliardi, alle farmacie e agli altri fornitori di presidi medici 0,44 e agli erogatori di servizi sanitari ausiliari 0,37.

Un terzo del totale, 2,36 miliardi, è classificato come amministrazione e finanziamento del sistema sanitario, una voce che comprende i costi amministrativi e che i dati disponibili non permettono di scomporre (GIMBE).

Spesa sanitaria intermediata 2025 per tipo di erogatore

Fonte: ISTAT, Sistema dei conti della sanità, edizione maggio 2026, dato provvisorio. Quote: calcolo OIDA Labs; la somma differisce da 100 per arrotondamento.

Erogatore (classificazione ISTAT) Milioni di euro Quota
Erogatori di servizi di assistenza sanitaria ambulatoriale 2.952 42,3%
Amministrazione e finanziamento del sistema sanitario 2.362 33,9%
Ospedali 595 8,5%
Farmacie e altri fornitori di presidi medici 441 6,3%
Erogatori di servizi sanitari ausiliari 373 5,4%
Strutture di assistenza residenziale di lunga durata 218 3,1%
Erogatori di servizi sanitari per la prevenzione 30 0,4%

La spesa intermediata destinata agli erogatori ambulatoriali è cresciuta da 1,30 miliardi nel 2012 a 2,95 nel 2025, con un aumento dell’8,4% nell’ultimo anno, e rappresenta il 64,0% della spesa intermediata ripartita tra gli erogatori, esclusa l’amministrazione (calcoli OIDA Labs su dati ISTAT). Per funzione di assistenza, 2,43 miliardi riguardano cura e riabilitazione, di cui 1,95 in regime ambulatoriale, e 1,02 miliardi la prevenzione.

Per una struttura sanitaria privata il dato colloca il canale intermediato prevalentemente nell’assistenza ambulatoriale, l’area in cui operano poliambulatori, centri medici e studi professionali.

Fondi sanitari integrativi in Italia: 324 fondi e 16,27 milioni di iscritti

Il 3° Rapporto del Ministero della Salute sui fondi sanitari integrativi censisce 324 fondi attestati dall’Anagrafe nel 2023, 13 di tipo A e 311 di tipo B, con 16.272.852 iscritti riferiti all’anno fiscale 2022.

I fondi di tipo A sono istituiti ai sensi del decreto legislativo 502/1992 ed erogano soltanto prestazioni integrative rispetto ai livelli essenziali di assistenza (LEA). I fondi di tipo B sono enti, casse e società di mutuo soccorso, che per ottenere l’attestato devono destinare almeno il 20% delle risorse a prestazioni vincolate. Rientrano in questa quota l’assistenza ai non autosufficienti, il recupero della salute dopo malattia o infortunio e l’assistenza odontoiatrica, protesi comprese.

Nell’attestazione del 2023 la quota vincolata è stata pari al 32,9% delle risorse erogate dai fondi di tipo B (GIMBE, su dati dell’Anagrafe). Al suo interno il Ministero rileva, per gli anni fiscali 2020-2022, una prevalenza dell’assistenza odontoiatrica, e nei fondi di tipo A le prestazioni integrative sono quasi esclusivamente odontoiatriche.

Gli iscritti erano 5,83 milioni nell’attestazione del 2013. In dieci anni sono aumentati del 179%, mentre le risorse erogate per le prestazioni sono cresciute del 69%, fino a 3,24 miliardi (GIMBE, su dati dell’Anagrafe). Per il 2025 una stima riportata da GIMBE indica circa 18 milioni di iscritti, in attesa di dati ufficiali più recenti del Ministero.

Quale quota dei contributi ai fondi sanitari è destinata alle prestazioni

In un campione di 51 fondi che rappresenta circa il 68% degli iscritti, nel 2025 le prestazioni erogate hanno raggiunto 2.949 milioni di euro, pari al 91,4% dei 3.227 milioni di contributi versati (9° Rapporto GIMBE). La differenza tra le due voci, 277,6 milioni, è la più bassa del periodo 2020-2025, e le prestazioni per iscritto sono aumentate da 211,74 a 231,78 euro.

GIMBE avverte che il dato è compatibile con un maggiore ricorso ai rimborsi, senza che i dati campionari permettano di attribuirne univocamente la causa. Per una struttura convenzionata l’aumento delle prestazioni per iscritto è coerente con un utilizzo crescente delle coperture da parte degli iscritti, mentre i dati disponibili non consentono di stabilire quali effetti avrà sui tariffari e sulle condizioni delle convenzioni.

Chi orienta assicurati e iscritti ai fondi sanitari verso le strutture

Tra il paziente assistito da un fondo o da una polizza e la struttura operano network sanitari, società di servizi e third-party administrator (TPA), che per conto di fondi e compagnie gestiscono prenotazioni, autorizzazioni, convenzionamenti e liquidazione delle prestazioni (9° Rapporto GIMBE). GIMBE attribuisce a questi soggetti un ruolo crescente nell’organizzazione dei percorsi assistenziali e nell’orientamento della domanda, e precisa che, non finanziando le prestazioni, non sono terzi paganti in senso stretto.

La forma di rimborso definisce il percorso dell’assistito. Nella forma diretta il terzo pagante salda la prestazione alla struttura convenzionata, con un’eventuale quota a carico dell’iscritto; nella forma indiretta l’iscritto richiede il rimborso, totale o parziale, dopo la prestazione, secondo il regolamento del fondo o le condizioni di polizza.

Nella nostra lettura, per una struttura l’accesso dei pazienti attraverso questo canale, in forma diretta, si articola in due passaggi. Il primo è l’inserimento negli elenchi delle strutture convenzionate, che dipende da convenzioni e requisiti fissati da fondi, compagnie e network. Il secondo avviene quando l’assistito sceglie tra le strutture dell’elenco e consulta le informazioni che ciascuna rende disponibili: prestazioni comprese nella convenzione, forma di rimborso, professionisti, sede e tempi.

La valutazione e la gestione delle convenzioni in struttura sono trattate nella nostra guida sui fondi sanitari integrativi per le strutture private. Nella nostra lettura le convenzioni attive rientrano tra le caratteristiche del servizio che la comunicazione sanitaria informativa del comma 525 della Legge 145/2018 ammette: vanno indicate in modo esatto e aggiornato, evitando di presentarle come motivo di scelta della struttura.

Fondi sanitari: Cruscotto dal 2027 e proposta di risoluzione al Senato

Dal 2027 la trasmissione dei dati al Cruscotto dei fondi sanitari integrativi diventa condizione per l’iscrizione all’Anagrafe del Ministero della Salute, come stabilisce il decreto ministeriale del 26 giugno 2026, comunicato nella Gazzetta Ufficiale del 21 luglio 2026.

Il 2026 è un anno di sperimentazione. Il Cruscotto, istituito nel 2022, è finalizzato a identificare le singole prestazioni sanitarie e sociosanitarie erogate dai fondi, i costi sostenuti e le tipologie di cittadini che possono usufruirne, dati che oggi l’Anagrafe raccoglie in forma aggregata.

Sul piano parlamentare, il 30 luglio 2026 il presidente della 10ª Commissione del Senato ha presentato la proposta di risoluzione 7-00040 sulla riforma della sanità integrativa, esaminata e rinviata dalla Commissione nella seduta del 3 agosto (Senato della Repubblica, Resoconto sommario n. 437).

Il testo propone di impegnare il Governo ad ampliare la platea degli assistiti dai fondi da circa 15 a circa 30 milioni di persone, estendendo la copertura ai familiari degli iscritti e ai dipendenti pubblici. Prevede inoltre di riordinare la normativa, di attribuire maggiore rilievo alle prestazioni extra-LEA, alla prevenzione e all’assistenza a lungo termine, e di valutare la «convenienza sociale» delle agevolazioni fiscali. Con questa formula la proposta intende verificare se le risorse pubbliche destinate agli incentivi generino benefici superiori a quelli ottenibili mantenendole nella fiscalità generale.

Una risoluzione è un atto di indirizzo al Governo. Alla chiusura del 9° Rapporto GIMBE, con le norme aggiornate al 30 settembre 2026, nessun provvedimento legislativo di riordino della sanità integrativa risultava approvato.

Per una struttura convenzionata le due novità hanno portata diversa. Il Cruscotto è una norma già adottata, che consentirà al Ministero di disporre di dati per singola prestazione. La riforma è, allo stato, oggetto di una proposta di risoluzione: se fosse attuata nella direzione indicata, verso prestazioni extra-LEA, prevenzione e assistenza a lungo termine, modificherebbe il perimetro delle prestazioni rimborsate dai fondi.

Che cosa comporta la crescita della sanità integrativa per le strutture


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม