(AGENPARL) – Roma, 7 Ottobre 2026 – Il presidente egiziano ha incontrato i vertici delle principali imprese sudcoreane e ha rilanciato il progetto di una zona industriale coreana nel Canale di Suez. Intanto Hyundai Rotem avvia uno studio per 44 tram a idrogeno destinati alla nuova capitale egiziana
Il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi prova ad accelerare la cooperazione economica con la Corea del Sud e, durante la sua visita di Stato a Seoul, punta soprattutto su investimenti industriali, trasferimento tecnologico e produzione locale. Al centro dell’agenda c’è stato mercoledì un incontro con i rappresentanti di 23 grandi aziende sudcoreane, nel quale il presidente ha presentato l’Egitto come piattaforma produttiva e commerciale verso Africa, Medio Oriente ed Europa.
Sisi ha invitato le imprese coreane ad ampliare la loro presenza nel Paese e ha rilanciato una proposta già emersa nei rapporti bilaterali: la creazione di una zona industriale coreana integrata nella Zona economica del Canale di Suez. L’obiettivo del Cairo è trasformare la presenza delle aziende sudcoreane in una base produttiva destinata non soltanto al mercato egiziano, ma anche alle esportazioni verso altri mercati regionali.
La proposta arriva mentre i due Paesi cercano di spostare la relazione economica verso progetti industriali di maggiore valore aggiunto. Sisi ha indicato tra le priorità automotive, cantieristica navale, elettronica, petrolchimica, farmaceutica, intelligenza artificiale, trasformazione digitale e data center. Il governo egiziano punta inoltre su energie rinnovabili, idrogeno verde, reti intelligenti e sistemi di accumulo.
Il primo risultato concreto è arrivato proprio dal settore della mobilità sostenibile. Hyundai Rotem e l’Autorità nazionale egiziana per le gallerie hanno firmato un memorandum d’intesa per avviare uno studio di fattibilità sulla fornitura di 44 tram alimentati a idrogeno destinati alla Nuova Capitale amministrativa egiziana. L’intesa rappresenta uno dei primi progetti tangibili emersi dalla nuova fase di cooperazione e collega direttamente la strategia industriale sudcoreana alle grandi opere infrastrutturali egiziane.
Il progetto dei tram si inserisce in una cooperazione più ampia sulle infrastrutture e sui trasporti, mentre Seoul considera l’Egitto un possibile hub per la propria espansione commerciale nel continente africano. La posizione geografica del Paese, con il Canale di Suez come collegamento tra Mediterraneo, Mar Rosso e Oceano Indiano, rappresenta uno degli argomenti principali utilizzati dal Cairo per attirare nuovi investimenti.
La dimensione economica della relazione mostra però anche quanto sia ancora sbilanciato l’interscambio. Nei primi otto mesi del 2026 il commercio bilaterale ha raggiunto 874 milioni di dollari, in calo rispetto ai 920 milioni dello stesso periodo del 2025. Le esportazioni egiziane verso la Corea sono aumentate a 58 milioni di dollari dai precedenti 53 milioni, mentre le importazioni sono scese a 816 milioni dagli 867 milioni dell’anno precedente.
Più positivo è invece il dato sugli investimenti. Nell’esercizio finanziario 2024-2025 gli investimenti sudcoreani in Egitto hanno raggiunto 413,8 milioni di dollari, contro i 288,3 milioni dell’esercizio precedente. Per il Cairo, aumentare questa componente significa cercare di passare da un rapporto commerciale ancora fortemente caratterizzato dalle importazioni a una presenza industriale capace di generare produzione, occupazione ed esportazioni.
È proprio questo il modello che Sisi sta proponendo alle imprese sudcoreane. Il presidente ha sottolineato le riforme adottate negli ultimi anni, tra cui la liberalizzazione del cambio, la modifica del quadro normativo sugli investimenti e gli incentivi destinati al settore privato. Tra gli argomenti utilizzati per convincere le aziende ci sono anche la disponibilità di terreni industriali, le infrastrutture e la possibilità di utilizzare l’Egitto come base per raggiungere mercati coperti dagli accordi commerciali del Paese.
La strategia non nasce però con la visita di questa settimana. Già durante la visita del presidente sudcoreano Lee Jae-myung al Cairo nel novembre 2025, i due governi avevano individuato automotive, cantieristica, intelligenza artificiale, comunicazioni, tecnologie dell’informazione e petrolchimica come settori prioritari. In quell’occasione era stata discussa anche la possibilità di realizzare nuovi impianti coreani nella Zona economica del Canale di Suez.
La visita di Sisi punta dunque a trasformare quegli orientamenti in progetti. Seoul, dal canto suo, vede nell’Egitto un partner strategico per rafforzare i collegamenti economici con Africa e Medio Oriente. Il presidente sudcoreano Lee ha definito la visita un’occasione per sviluppare ulteriormente le relazioni bilaterali e ha evocato il parallelo tra il “miracolo sul fiume Han” e quello sul Nilo, sottolineando l’ambizione di trasformare la cooperazione economica in una fonte di crescita condivisa.
Per l’Egitto, la sfida sarà ora convincere le aziende a passare dagli annunci agli investimenti effettivi. Per la Corea del Sud, invece, il Paese offre una combinazione particolarmente interessante: un grande mercato interno, una posizione strategica sulle rotte commerciali internazionali e la possibilità di utilizzare la produzione egiziana come porta d’accesso ai mercati africani e mediorientali.
La visita di Sisi, quindi, non è soltanto una missione per attirare nuovi capitali. È un tentativo di costruire una partnership industriale nella quale l’Egitto fornisca posizione geografica, infrastrutture e mercato, mentre la Corea del Sud porti tecnologia, capitale e capacità produttiva. Il progetto dei tram a idrogeno e la proposta della zona industriale coreana nel Canale di Suez saranno due dei primi test per capire se questa strategia potrà trasformarsi in una presenza coreana molto più ampia nell’economia egiziana.
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