#Finsubito news dalla rete – Agricoltura Oggi Summit. Fitto: la Pac del futuro? Tesa ai risultati


Tra le incertezze sulla Pac post-2027 e le sfide dei costi di produzione, il futuro dell’agricoltura si gioca su competitività, sostenibilità e difesa del bilancio europeo. È questo il focus emerso dagli interventi all’AgricolturaOggi Summit che si è tenuto il 30/9/2026 in diretta su Class Cnbc e in streaming sui siti ItaliaOggi.it e MilanoFinanza.it. Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione Ue, ha parlato di una visione europea che ha: «L’obiettivo di costruire un agroalimentare più competitivo, resiliente e capace di affrontare le grandi trasformazioni economiche e geopolitiche». Tra le azioni: «Il piano sui fertilizzanti per sostenere gli agricoltori e la produzione, la strategia per l’allevamento e il piano sulle proteine per rafforzare la resilienza e la competitività». Quindi, ha chiosato: «La proposta per il prossimo bilancio pluriennale punta a rendere la Pac più semplice, efficace e orientata ai risultati».

Le priorità del governo per l’agroalimentare

Il ministro dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha rivendicato l’impegno dell’esecutivo contro rincari e perdita di fondi: «Al Consiglio Agrifish ho ribadito la centralità della Pac contro i venti di rinazionalizzazione e il taglio del 22%».

Lollobrigida ha confermato gli investimenti sui Parchi Agrisolari e il mantenimento dei sussidi sul carburante; quindi, «in vista della manovra di Bilancio», ha detto: «lavoreremo per il rifinanziamento dell’Agricoltura 4.0/5.0 per l’innovazione dei macchinari. E confermeremo l’esenzione dell’Irpef agricola».

Le proposte del Parlamento europeo e delle commissioni

Dall’Europarlamento, Stefano Bonaccini, componente della commissione agricoltura, ha fissato le linee rosse per la riforma della Pac: «L’azzeramento dei tagli, l’indicizzazione all’inflazione e la tutela dei lavoratori».

Maria Chiara Gadda, vicepresidente commissione agricoltura della camera, ha posto l’accento sull’innovazione e le filiere: «Dobbiamo traghettare la nostra agricoltura verso un’economia di mercato. Deve essere protagonista della transizione energetica e proteggersi dai rischi climatici».

Per il senatore Stefano Patuanelli (già ministro dell’agricoltura) l’urgenza principale è la liquidità: «Occorre ripristinare garanzie pubbliche dedicate al credito d’esercizio per proteggere gli agricoltori dall’aumento dei tassi e dai costi produttivi».

L’accordo con il Mercosur e la posizione del Brasile

Dal Brasile, il ministro dell’agricoltura e dell’allevamento, André de Paula, ha difeso l’intesa commerciale: «L’Ue ha certificato l’alta qualità della carne brasiliana. Conquistare quote di mercato con rigore e credibilità è il nostro obiettivo».

Filiera Italia: reciprocità nei trattati. Per competere

L’agroalimentare italiano difende il proprio modello e chiede regole pari per la competizione globale. Intervenuto all’AgricolturaOggi Summit, durante la sessione sulla geopolitica del cibo, Luigi Scordamaglia, ad di Filiera Italia e presidente Eat Europe, ha attaccato la perdita di autonomia strategica dell’Unione Europea. «Se l’industria pesante ha subito forti perdite, l’agrifood dell’Ue ha guadagnato 300mila occupati, raggiungendo in Italia il record di valore aggiunto e il minimo storico di emissioni». Scordamaglia ha rivendicato la fermezza italiana nel bloccare le importazioni dal Mercosur non conformi agli standard sanitari e ha ribadito la centralità della Pac. Per l’ad: «La politica agricola compensa i costi dei requisiti ambientali per tutelare i consumatori e va affiancata dal nuovo Fondo Competitività».

Valoritalia: in Mercosur va colpito l’Italian sounding

L’intesa con il Mercosur apre nuovi mercati all’agroalimentare italiano, ma le sole tutele sulla carta non bastano: «Servono controlli rigorosi contro le imitazioni». A lanciare il monito è Giuseppe Liberatore, direttore generale di Valoritalia. L’accordo interessa un bacino di circa 800 milioni di persone. E con dazi tra il 27% e il 35%, l’Italia esporta per 500 mln di euro. «Il loro calo renderà il made in Italy competitivo per 57 Dop e Igp tra cui Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma».Ma «il riconoscimento non basta», avverte Liberatore: «Servono verifiche operative e sanzioni contro l’Italian sounding; i Consorzi di tutela devono poter agire in Sud America». Inoltre: «La qualità deve scommettere sulla sostenibilità, come fa lo standard Equalitas nel vino. Ormai è un prerequisito globale».

Tra basket bond e credito. Finlombarda va nei campi

Nuovi strumenti finanziari per sostenere l’innovazione e la crescita del settore primario lombardo. Finlombarda, la società in house di Regione Lombardia guidata sul fronte delle relazioni istituzionali da Paolo Zaggia, rafforza il proprio impegno a fianco delle imprese agricole e agroalimentari con soluzioni complementari al canale bancario tradizionale. Tra le iniziative spicca l’Agrifood Basket Bond da 75 mln di euro, realizzato con MedioCredito Centrale con la sottoscrizione di obbligazioni emesse da imprese agricole e della trasformazione, e la misura Più Credito Agricoltura in collaborazione con le Bcc locali. L’ente gestisce inoltre il Fondo Credito per l’Agroindustria, un modello integrato che unisce contributi a fondo perduto, finanziamenti regionali a tasso zero e credito privato.

Il GSE: il caro bollette si riduce cambiando le fonti

Investire con decisione nella transizione energetica è la via maestra per abbattere il caro bollette e trasferire benefici economici reali a famiglie e imprese. È la ricetta indicata da Vinicio Mosè Vigilante, amministratore delegato del GSE (Gestore dei servizi energetici), durante la sessione sulla sfida energetica. L’ente gestisce oggi circa 60 misure incentivanti. Tra i risultati principali spiccano i 10mila MW di nuova capacità rinnovabile aggiudicati nel 2025 con lo schema FER X e la misura ‘Energy Release’, che protegge oltre 3.200 grandi aziende energivore. Impatto decisivo anche nel settore agricolo: il piano ‘Parco Agrisolare’ ha mobilitato oltre tre miliardi di euro per installare fotovoltaico sui tetti senza consumo di suolo, affiancato da risorse per agrivoltaico innovativo e biometano.

Copagri: la crisi di Hormuz costa caro. E i ricavi? Giù

I costi di produzione tornano ai picchi drammatici del biennio 2021/22, spinti dall’instabilità geopolitica nello Stretto di Hormuz, nel mar Rosso e in Ucraina. A lanciarne l’allarme è Tommaso Battista, presidente di Copagri, intervenuto all’AgricolturaOggi Summit, nella sessione «La geopolitica nel piatto». Le rotte deviate attorno al Capo di Buona Speranza allungano i tempi di consegna di 10 giorni e quadruplicano i noli marittimi. Negli ultimi 11 mesi il carburante agricolo è raddoppiato e le spese aziendali sono salite del 30%. In contrapposizione all’aumento dei prezzi al consumo del 15-20%, i ricavi degli agricoltori diminuiscono. Copagri chiede all’Ue interventi urgenti per l’autonomia produttiva e punta sulla multifunzionalità: una strada decisiva e strutturale per integrare e recuperare reddito.

Asnacodi: 240mila imprese vanno assicurate dai rischi

L’Italia della gestione del rischio in agricoltura rappresenta un modello d’eccellenza internazionale, ma la copertura resta ancora troppo limitata rispetto al potenziale del settore. A tracciare il quadro è Albano Agabiti, presidente di Asnacodi, intervenuto all’AgricolturaOggi Summit sul tema clima e tutela del reddito. Oggi le polizze agevolate tutelano circa 80mila agricoltori per un valore compreso tra gli 11 e i 12 mld di euro, coprendo nove rischi fondamentali. L’obiettivo, tuttavia, «è triplicare la platea fino a 240mila imprese». Accanto ai fondi mutualistici (Ist), Agabiti indica però una priorità chiara: «La difesa attiva. Reti antigrandine, sistemi antibrina e intelligenza artificiale devono prevenire i danni a monte, riducendo i costi e lasciando alle assicurazioni solo gli eventi estremi».

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