#Finsubito news dalla rete – stop bancario cripto al 6 nov con Risoluzione 589


Il Brasile ha spostato dal 30 ottobre al 6 novembre la data a partire dalla quale banche e istituti di pagamento dovranno interrompere l’erogazione di servizi relativi a operazioni in asset virtuali con controparti cripto non conformi, mentre il Banco Central do Brasil prepara un elenco ufficiale delle società in fase di transizione nell’ambito del nuovo regime di autorizzazione.

La modifica arriva con la Risoluzione BCB 589, pubblicata nel Diário Oficial da União il 25 settembre ed efficace, per quanto riguarda l’Articolo 91, dal 1° ottobre. Essa sostituisce la data precedentemente riportata da FinanceFeeds in base alla Risoluzione 520.

La tempistica è rilevante perché il Brasile sta passando dalla fase di scrittura delle regole a quella di controllo degli accessi. La banca centrale ha già pubblicato il primo rifiuto noto di una licenza per servizi cripto, mentre le ricerche nei registri pubblici hanno individuato solo sette domande ancora in corso di esame presso la BCB.

Cosa ha cambiato la Risoluzione 589 nell’Articolo 91

A partire dal 30 ottobre, la vecchia versione dell’Articolo 91 avrebbe vietato agli istituti finanziari e di pagamento regolamentati di effettuare o facilitare operazioni su asset virtuali con fornitori che non fossero né autorizzati né “in fase di autorizzazione”.

La Risoluzione 589 sposta al 6 novembre il termine operativo e modifica tale formulazione. Il nuovo testo fa riferimento a controparti che “non sono autorizzate” a operare in Brasile, eliminando il riferimento esplicito alle società in fase di autorizzazione.

Questa eliminazione apre un’evidente questione pratica: quale sarà lo status di una società con una domanda in sospeso dopo il 6 novembre?

Il Voto 108/2026 della banca centrale, che accompagna il provvedimento, spiega che la settimana aggiuntiva serve a consentire alla BCB di sistematizzare e pubblicare un elenco ufficiale degli istituti in transizione, comprendenti sia i fornitori di servizi su asset virtuali che hanno presentato domanda di autorizzazione sia gli istituti idonei che hanno notificato alla banca la propria intenzione di operare sul mercato.

Al 6 ottobre, FinanceFeeds non è riuscita a individuare tale elenco consolidato di transizione sulle pagine pubbliche della BCB. Fino a quando l’autorità di vigilanza non lo pubblicherà o non chiarirà direttamente come le domande in sospeso si integrino con la versione rivista dell’Articolo 91, FinanceFeeds non presume che una domanda in sospeso garantisca da sola la continuità dell’accesso bancario dopo il 6 novembre.

Perché la banca centrale ha spostato la data

Il paragrafo 7 del Voto 108 indica la motivazione ufficiale della proroga di sette giorni: l’autorità di vigilanza ha bisogno di tempo per organizzare e pubblicare l’elenco di transizione, in modo che il mercato e gli organismi governativi sappiano quali entità rientrano nel percorso di transizione regolamentata.

Questo rende l’elenco un documento operativo fondamentale sia per le società cripto che per le rispettive banche.

Il 30 ottobre resta comunque rilevante per un motivo distinto: è ancora il termine di presentazione della Fase 1 per i fornitori già esistenti. L’Articolo 9 dell’Istruzione Normativa BCB 704 stabilisce esplicitamente che i fornitori di servizi su asset virtuali già operativi devono presentare il proprio fascicolo di autorizzazione entro il 30 ottobre 2026. FinanceFeeds ha precedentemente illustrato in dettaglio il lavoro di audit indipendente che deve accompagnare tale presentazione.

Il Brasile ha già respinto la sua prima licenza cripto

La transizione, inoltre, non è più soltanto teorica.

La BCB ha respinto la richiesta di autorizzazione di Higherway Tech Soluções, che opera con il marchio Higher Global Payments. La decisione risale al 25 agosto ed è stata pubblicata nel Diário Oficial il 28 settembre. L’avviso pubblicato non ha indicato il motivo specifico del rifiuto.

Higher Global ha dichiarato di stare valutando la decisione insieme a consulenti legali e regolamentari e di stare analizzando possibili azioni di riesame o altre misure amministrative o giudiziarie. Il caso rappresenta il primo rifiuto noto nell’ambito del nuovo regime per i fornitori di servizi su asset virtuali.

La banca centrale ha anche lasciato intendere che potrebbero arrivare rapidamente altre decisioni negative. André Zanon, funzionario della BCB, ha dichiarato durante un webinar di ABCripto il 29 settembre che l’autorità di vigilanza intende accelerare i rifiuti nei casi in cui non siano soddisfatti i requisiti di base della Fase 1, tra cui la reputazione dei soggetti controllanti, i requisiti di capitale e la prova che la società fosse già operativa al momento dell’entrata in vigore del regime.

Solo sette domande sono emerse pubblicamente

Le ricerche pubbliche effettuate fino ai primi di ottobre avevano individuato sette domande ancora in corso di esame presso la BCB: Transfero, Mazzera, PFPAY, Masterpay, W Brasil, Onda Finance e Wynx.

Ciò non significa che queste siano le uniche società intenzionate a restare in Brasile. Diversi exchange di maggiori dimensioni hanno dichiarato pubblicamente l’intenzione di richiedere l’autorizzazione, mentre altri hanno ristrutturato i propri prodotti, abbandonato le attività retail o trasferito la propria clientela.

Il lato legato ai consumatori è già visibile. FinanceFeeds ha riportato questa settimana che Bity sta cessando i propri servizi cripto e indirizzando gli utenti di Bitybank e BityPreço verso percorsi di migrazione differenti in vista dell’entrata in vigore del nuovo regime.

Cosa devono fare le società e le loro banche prima del 6 novembre

Per i fornitori già esistenti, il 30 ottobre resta il termine per la presentazione della domanda. Questa deve soddisfare i requisiti documentali della Fase 1 previsti dalla BCB, compreso il lavoro di assurance indipendente introdotto all’inizio di quest’anno.

Per le banche, gli istituti di pagamento e gli altri soggetti regolamentati dalla BCB, il 6 novembre è ora la data chiave per quanto riguarda le controparti. I rispettivi team di compliance dovranno sapere quali operatori cripto la banca centrale riconosce come autorizzati o comunque inseriti nel quadro di transizione, una volta pubblicato l’elenco ufficiale.

Ecco perché la Risoluzione 589 non è semplicemente un rinvio di una settimana. Il Brasile ha modificato il testo normativo, rinviato lo stop ai servizi bancari, respinto la sua prima licenza e promesso un elenco che indicherà al sistema finanziario quali società cripto rientrano nel percorso di transizione.

Il prossimo passaggio chiave, quindi, non sarà un ulteriore discorso politico. Sarà l’elenco.


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