Per la quarta seduta consecutiva le azioni Stellantis sono tinte di verde. Siamo ad appena un’ora di scambi ma, l’impressione, è che anche oggi il vento sul titolo automotive sia positivo. I prezzi accelerano infatti del 2% portandosi in area 4,15 euro. Grafico alla mano, la serie positiva delle STLA è partita dai minimi di 3,85 euro toccati giovedì scorso e ha fin qui portato il saldo settimanale a circa +7,4%. Un recupero ancora parziale, però, perché il titolo resta in perdita di circa il 13% nell’ultimo mese e di quasi il 57% da inizio anno.
Il punto, quindi, è capire se si tratta soltanto di un rimbalzo tecnico dopo una caduta molto pesante oppure se ci sono elementi capaci di sostenere Stellantis anche nelle prossime settimane. Il primo segnale è arrivato dai dati sulla produzione italiana, ma il mercato sta guardando anche alla tenuta delle vendite e ai possibili effetti dei nuovi modelli sui volumi del quarto trimestre.
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Per le azioni Stellantis il recupero parte dai minimi
Il punto di partenza del rialzo è innanzitutto tecnico. Il titolo ha raggiunto recentemente area 3,81-3,85 euro, livelli che coincidono con i minimi dell’ultima fase ribassista e con il minimo a 52 settimane di 3,812 euro. Dai dati storici emerge infatti che il primo ottobre Stellantis ha toccato proprio 3,812 euro, prima di iniziare la sequenza di recupero che, come dicevamo, ha riportato le quotazioni sopra quota 4 euro.
Su questi livelli si sono quindi affacciati acquisti opportunistici. Non basta però il solo fattore tecnico per spiegare quattro sedute consecutive al rialzo.
A dare una sponda al mercato sono arrivati i numeri sulla produzione italiana diffusi dalla Fim-Cisl. Nei primi nove mesi del 2026 Stellantis ha prodotto in Italia 340.745 veicoli, con una crescita del 28,3% rispetto alle 265.490 unità dello stesso periodo del 2025. Ancora più forte è stata la crescita delle sole autovetture, salita del 36,7% a 206.945 unità. La stima per l’intero 2026 si colloca intorno a 450.000 veicoli, in netto recupero rispetto ai 379.706 prodotti nel 2025. Il dato va però letto con prudenza perché resta inferiore alle aspettative iniziali e la situazione degli stabilimenti non è omogenea.
Stellantis, settembre conferma una crescita delle immatricolazioni
Un altro elemento che sta sostenendo il tentativo di recupero delle azioni Stellantis riguarda il mercato italiano dell’auto. A settembre il gruppo, includendo Leapmotor, ha registrato 38.704 immatricolazioni, con una crescita del 12,6% su base annua. La quota di mercato è salita al 27,8% dal 27,1% di un anno prima. Nei primi nove mesi le immatricolazioni sono arrivate a 379.936, in crescita del 13,9%, con una quota al 29,9%.
Non è un dettaglio secondario. La crescita produttiva ha bisogno di essere accompagnata dalla capacità di vendere le vetture e i numeri di settembre indicano una domanda in miglioramento almeno sul mercato italiano.
Tra i modelli che stanno contribuendo maggiormente ci sono la Fiat Pandina, che a settembre è stata ancora una volta l’auto più venduta in Italia, la Jeep Avenger e la Peugeot 3008. Anche la nuova Jeep Compass prodotta a Melfi e la Fiat 500 ibrida assemblata a Mirafiori stanno contribuendo alla ripresa dei volumi industriali.
È questo uno dei motivi per cui parte del mercato sta iniziando a ipotizzare un quarto trimestre migliore rispetto alla prima parte dell’anno.
Perché il rialzo potrebbe continuare: i livelli tecnici da monitorare
Dal punto di vista grafico, la prima verifica per Stellantis è già arrivata oggi con il ritorno nell’area di 4,15-4,17 euro. Nella seduta del 6 ottobre il titolo aveva chiuso a 4,069 euro dopo aver toccato un massimo di 4,172 euro.
Questo significa che 4,17-4,20 euro rappresenta la prima area di resistenza da superare per dare maggiore consistenza al recupero. Sopra questo livello il successivo riferimento è in area 4,25 euro, zona già testata a settembre. Più in alto troviamo invece l’area 4,40-4,45 euro, dove passa un’altra importante fascia di precedente reazione del titolo.
Dalla parte opposta, il primo supporto si trova proprio intorno a 4 euro, mentre il vero spartiacque resta l’area 3,85-3,81 euro. Un ritorno sotto questi livelli cancellerebbe gran parte del segnale tecnico costruito nelle ultime quattro sedute e riporterebbe il titolo sui minimi recenti.
Per ora il quadro è quindi quello di un rimbalzo tecnico sostenuto da alcuni segnali di miglioramento operativo. Il mercato, però, deve ancora verificare se la ripresa dei volumi potrà trasformarsi in un miglioramento più stabile dei risultati.
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I rischi non sono spariti: Cassino e Canada restano due nodi
Non tutto è positivo. La Fim-Cisl ha segnalato una situazione particolarmente difficile a Cassino, dove nei primi nove mesi la produzione è crollata del 37,1% a 8.897 veicoli. Lo stabilimento, che produce Alfa Romeo Giulia, Stelvio e Maserati Grecale, è inoltre rimasto fermo per l’intera settimana dal 6 al 9 ottobre.
Sul fronte nordamericano è arrivata poi una nuova fonte di incertezza. Unifor ha annunciato per il 17 e 18 ottobre il voto di autorizzazione allo sciopero dei lavoratori Stellantis in Canada, con particolare riferimento al futuro dello stabilimento di Brampton. Il sindacato ha precisato che il voto non significa automaticamente sciopero, ma conferma che le trattative sono in una fase di stallo.
Il prossimo appuntamento decisivo sarà quindi il 28 ottobre, quando Stellantis pubblicherà i risultati del terzo trimestre 2026.
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