#Finsubito news dalla rete – Maremma, calano turismo e agricoltura: l’economia tra frenata e inverno demografico




LIVORNO – Un tessuto produttivo che si riorganizza in strutture più solide, un turismo che corre a due velocità e un mercato del lavoro che non trova le figure richieste. È la fotografia delle province di Livorno e Grosseto scattata dal rapporto annuale sull’economia della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, presentato il 6 ottobre nella sede livornese dell’ente. Nello stesso giorno, nella Sala Elba, si è svolta l’ultima seduta del consiglio camerale del mandato 2021-2026, che ha approvato il bilancio di mandato del quinquennio.

Un territorio tra incertezza globale e resilienza

Il rapporto, intitolato “Navigare l’incertezza”, è realizzato ogni anno da Federico Doretti e Raffaella Antonini dell’Area studi e ricerche del Centro Studi e Servizi, azienda speciale della Camera di Commercio. Il titolo richiama una citazione di Seneca: «Non possiamo dirigere il vento, ma possiamo orientare le vele».

Il contesto è complesso. «L’economia locale si trova ad affrontare la sfida dell’inverno demografico, oltre a navigare in un clima di forte incertezza globale per i conflitti in Ucraina e Medio Oriente, la crisi della logistica legata al Mar Rosso, il ritorno al protezionismo; in Italia l’inflazione ha eroso il potere d’acquisto, limitando la domanda interna – spiega il presidente Riccardo Breda -. Nonostante questo, il sistema produttivo delle province di Livorno e Grosseto si mostra resiliente».

I numeri lo confermano: a fronte di una lieve flessione delle sedi d’impresa registrate (-0,3%), crescono le unità locali (+1,9%) e le società di capitali (+2,2%). Le imprese, quindi, stanno assorbendo l’urto dei mercati con strutture più solide, complesse e capitalizzate. Secondo Breda, le due province si sono dimostrate «isole di resilienza», almeno nel contesto regionale.

Attualità

Settori: agricoltura, industria, edilizia e servizi

Il rapporto analizza i singoli comparti.

  • Agricoltura: il settore primario guida le transizioni verde e digitale, con oltre il 40% delle imprese che investe nel green e, a Grosseto, nelle tecnologie digitali. Le due province, però, vanno in direzioni opposte: Livorno segna un boom del valore aggiunto (+9%) grazie alle produzioni d’eccellenza, mentre Grosseto registra una flessione (-5,1%) dovuta ai costi di produzione e al calo delle semine.
  • Industria: frena il manifatturiero, condizionato dalla crisi del Mar Rosso e dai costi della logistica, con un forte ricorso alla Cassa integrazione straordinaria.
  • Edilizia: il comparto ha evitato la crisi grazie alla spinta del Pnrr sulle opere pubbliche, ma pesa un crollo dei finanziamenti oltre il breve termine, segno di un calo di investimenti e commesse. Per il 2026 si stima una stagnazione occupazionale.
  • Servizi: il terziario genera circa l’80% della ricchezza locale in termini di valore aggiunto, ma cala la produttività reale del lavoro e il commercio resta in affanno, anche per la demografia d’impresa.

Turismo e artigianato: due province, due andamenti

Il turismo corre a due velocità. Livorno è in espansione, con un +4,6% di presenze trainato dall’extralberghiero e una permanenza media di 5,3 notti. Grosseto registra invece una marcata contrazione dei flussi: -11,3% di presenze totali e -13,3% di presenze straniere.

Tiene l’artigianato, con 12.996 sedi d’impresa registrate (7.095 a Livorno e 5.901 a Grosseto). Il calo è di appena lo 0,1%, contro il -1,9% della Toscana e il -1,4% dell’Italia.

Inverno demografico e mismatch occupazionale

Il nodo più delicato è il lavoro. Il saldo naturale è costantemente negativo, l’invecchiamento è accentuato e a lasciare il territorio sono spesso i giovani: la popolazione in età attiva si riduce e si apre un divario tra domanda e offerta di lavoro definito «senza precedenti».

Il 67,9% delle imprese a Livorno e il 72,4% a Grosseto prevedono assunzioni, ma quasi un candidato su due (43,3% a Livorno, 48,7% a Grosseto) risulta introvabile. Il mercato chiede operai e tecnici specializzati, mentre i giovani della “new generation” cercano stabilità, equilibrio tra vita e lavoro e professioni intellettuali.

«Se le imprese non sapranno adattare la propria organizzazione interna offrendo flessibilità e welfare reale, continueremo ad assistere alla drammatica “fuga dei cervelli” dei nostri giovani – commenta Breda -. I dati statistici e le analisi del rapporto sono uno strumento di consapevolezza collettiva finalizzata all’azione: abbiamo il dovere di comprendere queste forze per orientare le vele del nostro sistema produttivo, salvaguardando il lavoro, l’innovazione e la coesione sociale».

Il rapporto del Centro Studi è disponibile sul sito della Camera di Commercio: https://www.lg.camcom.it/analisi-e-informazione-economica/studi-e-ricerche

Camera di Commercio

Il bilancio di mandato 2021-2026

Nel corso dell’ultimo consiglio, il presidente Breda e il segretario generale Pierluigi Giuntoli hanno illustrato il bilancio di mandato, che racconta un quinquennio vissuto tra le conseguenze della pandemia, l’instabilità internazionale e la doppia transizione, digitale ed ecologica.

«Cinque anni sono un tempo sufficiente per misurare i risultati di un mandato, ma soprattutto per comprendere la direzione impressa a un territorio – dice Breda -. Il patrimonio più importante che consegniamo è un metodo: tenere insieme impresa e territorio, sviluppo e sostenibilità, innovazione e coesione, dimensione locale e apertura al mondo».

Ecco i numeri principali, area per area.

  • Innovazione e doppia transizione: oltre 3,4 milioni di euro stanziati con specifici bandi e 2.778 imprese assistite nei percorsi di digitalizzazione e adozione di tecnologie 4.0.
  • Giovani e nuove imprese: oltre 21.000 studenti coinvolti in attività di orientamento, formazione e alternanza (Pcto), più quasi 1,7 milioni di euro per nuove imprese e passaggio generazionale.
  • Infrastrutture e territorio: coordinamento del dialogo su logistica portuale e completamento del Corridoio tirrenico, tavoli permanenti e partecipazione alla stesura del “Libro bianco delle priorità infrastrutturali”.
  • Internazionalizzazione: 870.000 euro stanziati, 30.365 certificazioni per i mercati esteri e supporto all’export con check-up aziendali, incontri tra imprese, webinar e affiancamento personalizzato.
  • Legalità e giustizia alternativa: più ricorso ad arbitrato e mediazione, rafforzato l’Organismo di composizione delle crisi da sovraindebitamento (Occ) e intensa attività ispettiva su metrologia e sicurezza dei prodotti.
  • Turismo e cultura: 577.000 euro di contributi per eventi e progetti, oltre all’impegno per la rigenerazione di spazi storici come il Silos Granario e la Fortezza Vecchia nel porto di Livorno.
  • Semplificazione amministrativa: trasformazione digitale e organizzativa, pagamento del 100% delle fatture entro 30 giorni e, nel 2025, certificazione Uni/Pdr 125:2022 sulla parità di genere.
  • Salute economico-finanziaria: nonostante i contributi al territorio, la gestione si chiude con una comprovata solidità e un patrimonio netto in crescita costante.

«Questi risultati sono stati possibili grazie all’impegno e alla professionalità del personale dell’ente, che nel corso di questi anni ha dimostrato affidabilità e competenze trasversali in varie materie, verso una Camera sempre più digitale ed efficiente», ha aggiunto Breda.

Il bilancio di mandato è disponibile sul sito www.lg.camcom.it.

Riconoscimenti e saluti

A conclusione dei lavori si è svolta una cerimonia con un riconoscimento speciale ai consiglieri camerali che hanno prestato servizio negli ultimi due mandati (2016-2021 e 2021-2026). Il segretario generale Giuntoli ha poi consegnato una targa a Breda, alla guida della Camera di Commercio dal 2016.




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