#Finsubito news dalla rete – La questione Stadio Partenio-Lombardi, spiegata


Cifre, ipotesi, progetti, riaperture e chiusure: la questione legata al futuro dello Stadio Partenio-Lombardi è uscita dai confini sportivi per approdare in quelli squisitamente politici. Nella normale dialettica di contrapposizione tra gli ex amministratori e l’attuale esecutivo guidato dal sindaco Nello Pizza, si è avvicendata una mole di informazioni spesso complicata da dipanare e decifrare. Proviamo, dunque, a mettere in ordine i fatti tentando di spiegare come stanno le cose.

Ogni discorso sull’impianto di Contrada Zoccolari non può non partire dalla mattina del 24 aprile 2021. Nella sala consiliare del Comune di Avellino, alla presenza dell’allora presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli, del sindaco Gianluca Festa, del presidente dell’Us Avellino Angelo Antonio D’Agostino, dell’architetto Gino Zavanella e del conduttore e giornalista Gianluca Di Marzio, veniva presentato il progetto del nuovo stadio. Un impianto futuristico con tanto di galleria commerciale, palestre, sale congressi e ristoranti. L’opera sarebbe dovuta terminare entro il 2024 per un costo totale di circa 100 milioni di euro (cifra aggiornata al novembre 2024, ndr). Il tutto sotto la forma giuridica e amministrativa-tecnica del project financing che avrebbe portato alla “privatizzazione biancoverde” della struttura. La proposta ottiene il via libera dalla Conferenza dei servizi preliminare e dal consiglio comunale, ma l’iter si interrompe non arrivando mai in Regione.

Passano gli anni, soprattutto quelli caratterizzati dalla pandemia da Covid-19. Intanto, l’Avellino arriva nella primavera del 2024 in testa al campionato di Serie C ottenendo la tanto agognata promozione in Serie B. Festeggiamenti che nell’immediato si connotano di una nota amara: bisogna fare presto nell’adeguare lo stadio agli standard del campionato cadetto, pena l’indicazione di un altro campo sul quale disputare la stagione calcistica. L’allora sindaca Laura Nargi ottiene in breve un finanziamento regionale da 2 milioni di euro, grazie al lavoro di ricucitura dei rapporti istituzionali con la giunta guidata da Vincenzo De Luca, al punto da essere, in primo momento, in lizza per una candidatura alla corsa a Palazzo Santa Lucia lo scorso novembre proprio in quota deluchiana.

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Il successivo commissariamento spegne i discorsi sulla ricostruzione del Partenio-Lombardi, che tornano a infiammarsi con l’elezione a sindaco di Nello Pizza. E arriviamo a oggi. Con il mese di settembre, quando la macchina amministrativa inizia a scrollarsi di dosso le ruggini della campagna elettorale, iniziano le interlocuzioni tra il primo cittadino e il patron D’Agostino. Si apre così, per l’esecutivo, una doppia strada: il privato o il finanziamento pubblico.

La prima viene sondata grazie alla proposta avanzata dalla dirigenza biancoverde. Nelle cinque pagine recapitate e protocollate presso gli uffici di Piazza del Popolo, sostanzialmente vengono illustrati i contorni di un progetto rimodulato a causa dell’aumento esponenziale dei costi dovuto alle crisi geopolitiche tutt’ora in corso e alle esigenze avanzate dal primo cittadino. Nella nuova visione dell’architetto Zavanella, viene contemplata la forma del partenariato pubblico-privato che, in altre parole, prevede: la permanenza della gestione in capo a Palazzo di Città e una “divisione dei costi” dell’opera.

Documento che viene approfondito dalla giunta e dagli assessori deputati che arrivano a una constatazione obbligata dallo stato finanziario del Comune: non ci sono risorse da investire su opere pubbliche; quindi, l’aiuto della Regione Campania è necessario. Dunque, il 1° ottobre viene declinata l’ipotesi di D’Agostino e contestualmente viene approvato il Dip per lo stadio, sulla scorta di quanto già fatto su Piscina Comunale e Palazzetto dello Sport.

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Il Documento unico di programmazione, scintilla che ha fatto esplodere la querelle, prevede una stima dei costi di circa 73 milioni di euro per la realizzazione dell’impianto. Una struttura in linea con i parametri internazionali dalla capienza di 22mila posti. Un importo calcolato tenendo conto di una spesa di circa 2.400 euro per seduta, con circa 54,7 milioni di euro destinati ai lavori, 10,94 milioni di euro tra allacciamenti, rilievi, acquisizioni varie e accantonamenti per eventuali imprevisti, ai quali si aggiungono 7,09 milioni di euro di Iva.

Un passaggio obbligato per trasformare le chiacchierate informali con Palazzo Santa Lucia in un iter ufficiale e formale e poter avanzare la richiesta di finanziamento. Secondo le prime indiscrezioni, l’amministrazione Pizza cercherà di incardinare questa somma tra i residui della programmazione attuale, magari ottenendo in prima battuta anche solo una parte del finanziamento. Il che permetterebbe, e obbligherebbe, un inserimento delle somme anche nella prossima programmazione regionale. Accelerazione che permetterebbe di avviare i lavori il prima possibile.

Va da sé che si tratta di passaggi burocratici di elevata importanza il cui espletamento completo comporta del tempo. Nelle more, riprende corpo anche la possibile riapertura della Curva Nord. Assodata la volontà di evitare eventuali sperperi di fondi pubblici, secondo quanto dichiarato dall’assessora Enza Ambrosone, si stanno esaminando tutte le possibili soluzioni.

Se nel corso degli ultimi 17 anni, nei quali si sono succedute consiliature di differenti colori politici, non si è arrivati a una riapertura – se non per una sola partita nel 2013 -, è del tutto evidente che le problematiche sono di difficile eliminazioni. Nel caso in cui dovesse esserci un epilogo positivo, dunque i lavori di adeguamento potrebbero vedere il via nell’arco di qualche mese, è verosimile pronosticare una riapertura non prima della prossima primavera. In concomitanza con la fine del campionato.

Quindi, la domanda sorge spontanea: che senso avrebbe impegnare importanti somme solo per un settore, che con ogni probabilità sarà il primo ad andare giù nel progetto del nuovo stadio? Le prossime settimane, nelle quali ci saranno altre interlocuzioni a Palazzo Santa Lucia, potrebbero essere determinanti per conoscere i prossimi step.




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